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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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Archivi al mese febbraio, 2016

gio, feb 25, 2016  Valentina
Scuola. Ecco i posti regionali
4 (80%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: triskel182.wordpress.com

Fonte: triskel182.wordpress.com

Per questo concorso a singhiozzo ecco un’altra notizia ufficiale resa nota dal MIUR: la ripartizione di tutti i posti disponibili a livello regionale. Dunque ancora si attende la pubblicazione del concorso nella Gazzetta Ufficiale ma almeno si comincia ad avere una parvenza di concretezza in termini numerici seppure in ambito regionale.

 

Questa ripartizione è stata fatta considerando il fabbisogno sulla base dei numeri attuali relativi agli insegnanti ancora nelle graduatorie ad esaurimento, lasciando da parte la quota dei posti rimanenti dal piano straordinario e considerando invece il numero dei pensionamenti previsti per i prossimi tre anni insieme alle possibili conseguenze della prossima mobilità nazionale.

 

 

Scuola. I numeri delle regioni

 

 

In stretti termini numerici, l’ambito dipliscinare con il maggior numero di posti è AD4 – italiano, storia, geografia e cittadinanza per la secondaria di I grado che vede un complessivo di oltre 5000 cattedre.

I dati analitici ci mostrano questa italia:

 

• ABRUZZO 1304

• BASILICATA 655

• CALABRIA 2360

• CAMPANIA 6413

• EMILIA ROMAGNA 4033

• FRIULI VENEZIA GIULIA 1531

• LAZIO 5987

• LIGURIA 1733

• LOMBARDIA 11176

• MARCHE 1585

• MOLISE 1310

• PIEMONTE 5567

• PUGLIA 3860

• SARDEGNA 1878

• SICILIA 4109

• TOSCANA 4648

• UMBRIA 820

• VENETO 5693

 

Seppure il MIUR ha confermato i numeri del concorso a cattedra – 63.712 totali, di cui 57.611 comuni e 6.101 di sostegno – di fatto siamo ancora tutti in attesa del bando. Pare che i prossimi giorni saranno decisivi da questo punto di vista.

 

Le associazioni sindacali però continuano a non essere soddisfatte e richiedono ancora informazioni al MIUR che fa orecchi da mercante; tra i dati richiesti certamente quelli delle GAE rimaste con il numero, i posti avanzati in fase C divisi per classi di concorso, la tabella di comparazione delle vecchie classi con le nuove, le GAE esaurite.

 

 

Scuola. Arriva lo spettro dell’incostituzionalità

 

 

In un momento così importante e decisivo per la scuola, non si può non fare menzione dell’articolo scritto da Michele Ainis, Professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università degli Studi di Roma III ed editorialista del Corriere della Sera e dell´Espresso dal titolo “Buona scuola, cattivi pensieri”.

 

Il professore esprime forti dubbi sulla “quantità di deleghe che la legge n. 107 del 2015 elargisce nei confronti del governo” e sul “maxiemendamento da quale discende, come un frutto dal seme, la riforma della scuola”.

Rilancia poi quando affronta il tema dei poteri del dirigente scolastico definendolo “un presidenzialismo nemmeno tanto mascherato; ma senza l’impeachment con cui il Congresso americano può licenziare Obama. Da qui i sospetti d’incostituzionalità, perché il principio democratico – che l’art. 1 della Carta pone a fondamento della nostra convivenza – vale per ogni istituzione pubblica, non solo per le assemblee legislative”.

 

Un articolo destinato a fare discutere e riflettere quello del prof. Ainis che non passerà certo inosservato.

 

 

Fonte: blastingnews / gildains

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mer, feb 24, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Più studi, più ti premiano
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: sinappe.it

Fonte: sinappe.it

Ogni tanto è giusto parlare anche di iniziative positive, che di certo non nascondono i problemi reali e quotidiani di una categoria che in questo momento preciso, vive un periodo di cambiamenti che non promettono nulla di buono.

 

L’ente di assistenza per il personale di amministrazione penitenziaria ha emanato in via ufficiale una comunicazione a tutti gli enti coinvolti circa l’elargizione di premi per il personale dell’amministrazione di polizia penitenziaria in servizio e del dipartimento per la giustizia minorile per tutti coloro che hanno conseguito nell’anno 2015 un titolo di studio superiore a quello posseduto.

 

Il budget dei premi verrà ripartito sulla base di due criteri:

 

1- Numero di domande in base alla tipologia del titolo conseguito

 

2- Anni di studio realmente effettuati e non superiori alla durata legale del corso di studio.

 

 

In attuazione del protocollo d’intesa stipulato con il dipartimento minorile, a quest’ultimo verrà destinato il 3% della somma stanziata.

 

 

 

Polizia penitenziaria. Chi può partecipare

 

 

Potranno partecipare all’assegnazione del premio tutti coloro che hanno partecipato alla contribuzione volontaria in favore dell’Ente almeno da gennaio 2014 e che al momento della liquidazione risulti contribuente.

 

I titoli di studio per i quali viene prevista l’elargizione del premio sono il diploma di scuola secondaria di primo grado, l’attestato di scuola professionale, il diploma di scuola secondaria di secondo grado, il diploma di laurea vecchio ordinamento, la laurea triennale o magistrale, il dottorato di ricerca.

Sono esclusi dall’elargizione die premi i titoli di studio equipollenti a quelli posseduti i riconoscimenti ottenuti senza aver sostenuto esami, gli anni frequentati prima dell’emissione in ruolo e anche più titoli conseguiti nello stesso anno.

 

La domanda dovrà essere presentata presso la propria segreteria usando esclusivamente l’apposito modello per anno 2015 che andrà compilato in ogni parte. La compilazione parziale del modello varrà l’esclusione dell’assegnazione dei premi. Tutta la modulistica è presente sul sito www.enteassistenza.it.

 

 

 

 

Fonte: Sappe

 

 

 

 

Valentina Stipa

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lun, feb 22, 2016  Valentina
Carabinieri. Arriva Il Secondo Ricorso Collettivo
3.5 (70%) 2 Vota Questo Articolo

ricorso collettivo carabinieriConsiderato l’alto numero di adesioni al primo ricorso indetto dal sindacato Supu per il riconoscimento, con decorrenza primo gennaio 2015, dei contributi pensionistici per tutti gli appartenenti alle forze di sicurezza e di polizia coinvolti dall’applicazione del famigerato tetto salariale, è stata decisa la promozione di un secondo ricorso attraverso i legali de sindacato, tramite una nuova raccolta di adesioni a cui si potrà aderire entro il 31 marzo prossimo.

 

Questo ricorso, nel dettaglio, ha lo scopo di “richiedere la rideterminazione della base pensionabile ai fini del trattamento di quiescenza spettante al personale cessato dal servizio durante il periodo di blocco e il conseguente riconoscimento della riliquidazione del trattamento pensionistico con decorrenza 1° gennaio 2015”.

Entro il 31 marzo 2016 quindi tutto il personale militare e della polizia di stato collocato in quiescenza o in ausiliaria dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2014 potrà sottoscrivere il ricorso contattando il numero 346.5129456 o inviando una mail all’indirizzo mail a avvpatriziapino196@gmail.com.

 

 

Carabinieri. Tra ricorsi e indifferenza

 

 

Se da un alto i sindacati di categoria come il Supu si muovono per tutelare la posizione professionale ed economica della categoria, non si può certo non riconoscere la mancata attenzione da parte delle istituzioni e anche della società civile verso gli uomini in divisa, non solo carabinieri.

 

Sarà per i fatti di cronaca, sarà per le mele marce che ogni tanto spuntano dall’intero, sarà perché così deve essere, ovunque, in ogni categoria professionale.

Ma di fatto questo comparto sta perdendo lustro agli occhi di chi lo ha creato e lo mantiene vivo. e non possiamo più fare finta di nulla.

 

 

 

Carabinieri. Le morti silenziose

 

 

 

È proprio così. Difficilmente quando muore un carabiniere se ne sente parlare. A meno che non sia accaduto in un ambito di cronaca nera che possa dare spunti di polemica politica su cui marciare.

 

Diversamente i carabinieri muoiono in silenzio, senza clamore, svolgendo un mestiere per il quale tutti dovremmo essere loro grati.

Solo negli ultimi giorni è stata una carneficina. Nel cosentino aveva 33 anni. Nel catanese ne aveva 41. In Slovenia ne aveva 34.  Nella zona del Brenta ne aveva 52. Potremmo andare avanti ancora. Ma non servirebbe.

 

Ognuno di loro lascia una famiglia che li piangerà e un’arma ogni giorno più ferita e povera. Ognuno morto nel compimento del loro dovere. E nel silenzio più assoluto di istituzioni e stato.

 

Dove voglio arrivare? Solo alla riflessione più bieca e scontata: inutile nascondersi. Se in passato chi indossava la divisa era onorato a dovere e rispettato dai cittadini e dallo stato, oggi sempre più è ignorato da entrambi, nella convinzione che si tratti di un lavoro come un altro.

Quando capiremo che non lo è affatto, forse sarà tardi per recuperare quello che di buono sarà rimasto. Se sarà rimasto qualcosa di buono.

 

 

 

 

Fonte: supu / veneziatoday / repubblica

 

 

 

 

Valentina stipa

 

 

 

 

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gio, feb 18, 2016  Valentina
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Da nord a sud per tutta Italia, le piazze si sono riempite di migliaia di insegnanti che hanno voluto per l’ennesima volta dimostrare al governo Renzi e al ministro Giannini che questo concorso non s’ha da fare.

bando scuola

 

Le precisazioni fatte dallo stesso ministro Giannini rispetto al bando, non ancora pubblicato, hanno in parte tranquillizzato gli animi, ma non hanno placato l’insoddisfazione, pur svelando alcuni aspetti di non poco conto sul concorso.

 

 

Scuola. La Motivazione Della Protesta

 

 

Le manifestazioni sono state organizzate dai sindacati confederali, dalla Gilda e dallo Snals con l’appoggio di associazioni e comitati di insegnanti indipendenti. La motivazione più forte di questa mobilitazione di massa riguarda non tanto il concorso in sé, ma l’esclusione degli insegnanti precari nel piano di riordino pluriennale pensato dal governo con questo maxi concorso.

 

Il concorso è stato infatti pubblicizzato dalle istituzioni come un modo per arginare il precariato nella scuola. L’effetto però che si otterrà ad oggi è quello di generare disoccupazione, senza salvare affatto i precari. Una soluzione che con i numeri darebbe lustro al governo ma con i fatti sarebbe disastrosa per il mondo della scuola.

 

 

Scuola. I Misteri Del Bando

 

 

Quanto dichiarato dal ministro Giannini descrive un concorso che non avrà un carattere nozionistico disciplinare ma tenderà a valutare le competenze e i metodi didattici.

 

Inoltre le domande di lingua terranno conto delle differenze di formazioni dei singoli candidati, pertanto non avranno più modo di compromettere l’esto finale del concorso.

 

Infine verrà previsto un aumento di punteggio per gli anni di servizio prestati da alcuni candidati. Tutte queste dichiarazioni sono state accolte bene dal comparto scuola, il quale però rimane diffidente sul concorso e sulle sue modalità e chiede a gran voce di fermarlo e di riaprire il tavolo di concertazione, per trovare accordi bilaterali su tutti fronti ancora aperti.

 

 

 

 

Fonte: ilsussidiario / blastingnews

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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mer, feb 17, 2016  Valentina
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Fonte: ilperiodicodibiella.com

Fonte: ilperiodicodibiella.com

L’ironia è d’obbligo quando il tempo trascorso è talmente tanto da aver fatto dimenticare l’esistenza del concorso. Eppure è ancora lì, rimasto a metà, quel concorso interno per ispettore di polizia penitenziaria.

 

E come per magia, in questo inizio 2016 il Dap si è deciso a programmare la prova scritta per tutti coloro che hanno superato la prova preliminare.

I partecipanti saranno quindi chiamati a presentarsi il giorno 23 marzo presso il padiglione numero 6 della nova fiera id Roma per le ore 7.30.

 

 

Polizia Penitenziaria. Non Tutti Sono Contenti

 

 

O meglio non tuti sono soddisfatti e non considerano questa zolletta di zucchero sufficiente a sedare l’amarezza di una categoria che chiama a gran voce l’uguaglianza.

 

Il Sappe, uno dei maggiori sindacati autonomi di categoria ha già annunciato infatti una grande manifestazione nazionale a Roma per denunciare alcune decisioni dell’amministrazione che non hanno favorito la categoria.

 

I punti caldi su cui si cercherà di ottenere risultati sono principalmente 3.

Il primo riguarda l’ottenimento di nuove assunzioni, anche a seguito della bocciatura in fase di approvazione della legge di stabilità dell’emendamento che avrebbe previsto l’assunzione di 800 agenti aggiuntivi, con priorità per gli idonei non vincitori dei concorsi passati.

 

Il secondo punto è accelerare l’emanazione di un concorso per vice sovrintendente, esattamente come già fatto per la polizia di stato. Con la divulgazione della data per la prova scritta per il concorso di sovrintenditi, questo secondo punto di protesta di è leggermente attenuato, ma non è ancora completamente soddisfatto.

 

Il terzo e ultimo punto, forse il più importante, ma il più difficile è l’ottenimento di un incontro con le amministrazioni per un progetto di riordino delle carriere con lo scopo di equiparare le carriere di tutto il comparto sicurezza.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. E Intanto Anche L’allarme Sovraffollamento Rientra…

 

 

 

Se l’Italia calcolasse i numeri di posti detentivi regolamentari disponibili in maniera conforme agli indici medi internazionali, fruirebbe di un numero di posti regolamentari superiore al numero di detenuti presenti”. Questa la risposta del Dap ai recenti articoli che parlano di un’emergenza sovraffollamento ancora molto accentuata e poco definita; per l’amministrazione l’emergenza è sotto i livelli di guardia perché  “con i miglioramenti apportati nell’ultimo anno il 95% dei detenuti è in “custodia aperta” e trascorre tra le otto e le dieci ore in spazi comuni, fuori dalle camere di pernottamento, impegnati in attività trattamentali e di sostegno. La custodia aperta progressivamente si sta estendendo anche ai detenuti dell’alta sicurezza”.

 

 

Fonte: polpen/sappe/alsippe

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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