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Archivi al giorno febbraio 2nd, 2016

mar, feb 2, 2016  Roberta Buscherini
Riorganizzazione corpo forestale: quello che cambia (con polemica)
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La riforma della Pubblica Amministrazione è legge dello Stato e tra poco avranno piena applicazione i decreti che ne attuano gli concretamente la disciplina. Sono al momento disponibili le bozze degli 11 decreti attuativi che trasformano, nel segno della semplificazione e digitalizzazione, la grande macchina della Pubblica Amministrazione tricolore. Uno dei decreti attuativi da esplicito e puntuale riferimento alla nascita del Comando per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare, organo che nasce mediante il processo di riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato all’interno dell’Arma dei Carabinieri.

 

Riorganizzazione corpo forestale

Come cambiano le funzioni?

 

“Mediante la riforma – afferma in una nota il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martinariorganizziamo le funzioni di polizia impegnate sul fronte agroambientale, dotando l’Italia di una moderna struttura in grado di assicurare sempre meglio prevenzione e repressione su questo fronte. Uniamo le forze e potenziamo gli strumenti operativi. Il nuovo Comando assicurerà professionalità, specializzazione e un ramificato presidio del territorio rappresentando di certo una delle esperienze più avanzate d’Europa”
Nato nel 1822, il Corpo Forestale dello Stato è specializzato nella difesa del patrimonio agro-forestale italiano, nella tutela dell’ambiente e del paesaggio e nel controllo sulla sicurezza della filiera agroalimentare: esso è rivolto all’espletamento di servizi di ordine e sicurezza pubblica e al controllo del territorio, con specifico riferimento alle aree rurali e montane.

 

Fusione o integrazione?

 

Ma come si configura a tutti gli effetti la riorganizzazione del Corpo Forestale? E’ presto detto: dalla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri nasce il Comando per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare: un elemento composito che potenzia le capacità dell’Italia di preservare e difendere uno dei suoi tesori, ovverosia il patrimonio paesaggistico, ambientale e agroalimentare. Si tratta di 7mila uomini specializzati impiegati sul campo.
Viene, inoltre, potenziato il livello di presidio del territorio attraverso il rafforzamento dell’attuale assetto con la cooperazione della capillare rete di strutture dell’Arma, delle sue capacità investigative e delle sue proiezioni internazionali per le attività preventive e repressive. D’altro canto si provvede a mantenere la specializzazione precipua del Corpo: nel nuovo comando viene assicurata la specializzazione attraverso l’impiego del personale del Corpo forestale e anche i nuovi immessi verranno specificamente formati, così da garantire un alto livello professionale nelle materie agroambientali.
L’Arma dei Carabinieri, per il modello organizzativo e operativo di presidio del territorio, garantisce infatti il più alto livello di potenziamento della tutela agroambientale. Questa la ragione di questo assorbimento di competenze.

 

La polemica

 

Un assorbimento (che qualcuno ha denominato fusione o assorbimento) che tuttavia trova anche i suoi detrattori: ad esempio all’interno del Movimento 5 Stelle. In un comunicato apparso sul blog di Beppe Grillo si legge: “Un corpo civile (nulla a che fare con gli operai forestali assunti dalle Regioni), che ora viene militarizzato e integrato nell’Arma dei Carabinieri. I motivi? Non certo il risparmio, visto che quanto a spese non cambierà proprio nulla; il governo millanta grandi miglioramenti in fatto di riorganizzazione e modernizzazione, ma il sospetto è che si tratti di vuote parole che nascondono altro“. Tra le conseguenze negative del cambiamento, sul blog viene ad esempio dato spazio al seguente, importante concetto: mediante l’inquadramento nei Carabinieri viene infatti a smarrirsi quella autonomia investigativa del Corpo Forestale, fino ad oggi indispensabile per i delicati reati ambientali ed agroalimentari di cui il Corpo si occupa. Un passaggio delicato che potrebbe mettere a rischio un corretto ed efficiente presidio del territorio.

 

Fonti: iltempo.it, beppegrillo.it

 

Roberta Buscherini

 

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