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Archivi al giorno febbraio 8th, 2016

lun, feb 8, 2016  Valentina
Scuola. Prima Condanna per il MIUR
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Fonte: blitzquotidiano.it

Fonte: blitzquotidiano.it

La reiterazione dei contratti a tempo determinato è stata dichiara illegittima e il servizio prestato dai docenti in qualità di supplenti al lavoro svolto dagli insegnanti di ruolo è equiparato non solo per quanto riguarda le prestazioni lavorative ma anche sotto il profilo dell’esperienza professionale maturata.

 

Questo è quanto stabilisce il Tribunale di Tolmezzo, in provincia di Udine condannando di fatto il Ministero dell’Istruzione al riconoscimento della progressione stipendiale per i ricorrenti. Per buona pace di tutti gli insegnanti precari.

 

A dare notizia di questa importantissima sentenza è stato lo stesso studio di avvocati che si è occupato del maxi ricorso dei 3000 insegnanti con diploma magistrale che alla fine hanno conseguito il diritto all’immissione in ruolo.

 

 

Scuola. Cosa Dice La Sentenza di Tolmezzo

 

 

La sentenza parla di “violazione di un termine di durata, fissato dall’Unione Europea quale misura di tutela a favore del personale scolastico, proprio al fine di evitare gli abusi riconducibili all’utilizzazione di forme di impiego non stabili”.

 

Secondo quanto stabilito dal tribunale friulano quindi il Ministero dovrà risarcire ogni ricorrente per circa 30.000 euro per effetto della ricostruzione della carriera.

 

Nella sentenza di legge che “il superamento del limite di 36 mesi è presupposto necessario e sufficiente a determinare l’illegittimità dei contratti a termine di cui si discute in questa sede (…) la sommatoria dei vari rapporti comunque alle dipendenze del Ministero della istruzione nello svolgimento di mansioni equivalenti ha superato i 36 mesi. È inevitabile, da ciò, trarne la conclusione dell’effettiva illegittimità della successione dei contratti a termine per cui è causa, nella parte in cui detta successione, essendosi protratta per oltre 36 mesi con lo svolgimento, da parte del ricorrente, di analoghe mansioni presso lo stesso datore di lavoro, ha finito per violare un termine di durata costituente misura di tutela comunitariamente imposta per reprimere gli abusi derivanti dall’utilizzo di forme di impiego non stabili“.

 

Oltre a dichiarare l’illegittimità della reiterazione dei contratti a tempo determinato, il tribunale ha riconosciuto anche la progressione stipendiale per i ricorrenti, condannando di fatto il ministero al risarcimento di cui abbiamo accennato poco fa.

 

Questa sentenza, certo, non guarisce le ferite del comparto scuola, ma di sicuro dà un bel segnale e apre una strada che in molti percorreranno. Per buona pace del Ministero.

 

 

 

Fonte: blastingnews / tecnicadellascuola

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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