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Archivi al giorno febbraio 11th, 2016

gio, feb 11, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Arriva il nuovo Garante Nazionale
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Fonte: blastingnews.com

Fonte: blastingnews.com

Il prof. Mauro Palma, nota firma de Il Manifesto, è stato nominato Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Si tratta di una figura prevista dalla legge num. 10 del 2014 che rappresenta secondo il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando “una nuova importantissima tappa nella complessiva nuova fase di riflessione sull’esecuzione penale e sulla fisionomia della detenzione”.

 

L’obiettivo primario dell’istituzione di questa figura è quello di promuovere una cultura non solo verso chi è privato della libertà ma anche verso coloro che in contesti così critici e complessi operano quotidianamente.

 

Questo organo di monitoraggio sarà formato, oltre che dal prof. Palma anche dall’avvocatessa Emilia Rossi e da Daniela De Robert, giornalista Rai.

La normativa in vigore prevede che il garante nazionale riferisca della sua attività direttamente al parlamento. L’istituzione di questa figura non è altro, in realtà, che un obbligo a cui l’Italia doveva adempiere su richiesta specifica dell’ONU.

 

 

Polizia Penitenziaria. I Compiti Del Garante

 

 

Secondo quanto previsto dalla normativa che ha istituito questa nuova istituzione di garanzia e monitoraggio, il garante “si occuperà di tutte le diverse forme di privazione della libertà, dalla custodia nei luoghi di polizia, alla permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione, ai trattamenti sanitari obbligatori, in particolare nelle residenze di esecuzione delle misure di sicurezza psichiatriche (REMS), così coinvolgendo anche altre amministrazioni con le quali si è già avviata la collaborazione”.

 

Avrà poi anche un compito più mirato al territorio in termini di coordinamento tra i garanti regionali e svolgerà anche un ruolo a livello internazionale ovvero “costituirà quell’organismo di monitoraggio nazionale indipendente richiesto agli Stati aderenti al Protocollo opzionale per la prevenzione della tortura (OPCAT), ratificato dall’Italia nel 2012”.

 

Si tratta di una figura incentrata certamente più sui detenuti che sul personale di polizia penitenziaria, ma che può certamente tornare utile anche per manifestare il proprio malcontento e le situazioni precari nelle quale i baschi blu sono costretti a vivere e operare quotidianamente.

 

La speranza è che questa istituzione diventi certamente la voce dei detenuti, ma che non si dimentichi di chi gestisce la loro vita dietro le sbarre in maniera operativa, con dedizione e professionalità.

 

 

 

Fonte: polpen / ilmanifesto

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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