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ven, feb 12, 2016  Patrizia Caroli
Mobilità straordinaria insegnanti: cosa cambia nel 2016
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La lunga e luminosa strada verso casa: potrebbe essere il titolo di un trailer di quello che accadrà a molti insegnanti della scuola pubblica a partire dal prossimo mese di settembre 2016. Il Ministero dell’istruzione e sindacati hanno infatti appena siglato il contratto integrativo in merito alle regole per la mobilità straordinaria per il 2016/2017 prevista dalla legge 107 del 2015 (la legge cardine della riforma della scuola fortemente voluta dal Governo Renzi), che disciplina anche la mobilità degli insegnanti con ambiti territoriali.

 

mobilità scuola 2016

Mobilità straordinaria insegnanti 2016: ecco la nuova disciplina

 

Viene infatti superato in maniera del tutto eccezionale il vincolo triennale di permanenza nella provincia di assunzione per chi richiede il trasferimento: in tale maniera potrà partecipare agli spostamenti anche il personale assunto da uno o due anni. Si tratta di un numero cospicuo di persone: le cifre sono infatti importanti e si aggirano intorno a 250mila insegnanti che avranno facoltà di presentare l’istanza di mobilità. In ulteriore battuta, il contratto integrativo firmato pochi giorni fa ieri conduce al debutto degli ambiti territoriali introdotti dalla “fresca” riforma della scuola. Un debutto caratterizzato da alcuni (e ben definiti) limiti. Stiamo parlando in questo caso della “chiamata diretta” dei professori che finiranno negli ambiti: criteri e regole di assegnazione dei professori dovranno essere oggetto di un’apposita sequenza contrattuale.

 

I numeri della mobilità insegnanti 2016

 

Piccolo particolare da sottolineare (senza cattiveria): tramite questo contratto integrativo si spalancano pertanto i cancelli di una mobilità dai numeri davvero elevati, mettendo probabilmente in secondo piano le esigenze degli studenti e delle famiglie e evidenziando ancora una volta quel rischio di aggravare i sintomi della “supplentite” presente nel nostro sistema. Nessun tetto al potenziale turn-over è infatti stato edificato. “Un altro passo indietro rispetto alla legge 107/2015, evidenzia il rappresentante dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi, Giorgio Rembado, che parla senza troppi giri di parole di una “controriforma”.

 

Riflessioni sul piano assunzioni insegnanti 2015

 

Nel frattempo il ministro Stefania Giannini ha commentato il complessivo piano di assunzioni messo a punto proprio all’interno della legge di riforma della scuola (la sopracitata l. 107/20159 e realizzato in 4 fasi tra l’estate e l’autunno 2015. Una operazione molto vasta e complessa, di cui il Ministro ha fornito i dati. “Per quello che concerne il piano assunzionale – spiega il responsabile del dicastero della Pubblica Amministrazione – il piano ha garantito la copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto, cui si è aggiunto l’organico di potenziamento“. “Le operazioni di nomina si sono concluse nei tempi previsti, complessivamente sono state presentate per fasi B e C 71.643 domande, per le fasi zero e A assunti 30.117 docenti. Complessivamente le accettazioni dei ruoli sono state più di 86mila (86.086, ndr). A parere del Ministro l’azione di aggressione al precariato storico svolta attraversom la pianificazione governativa è stata oggettiva: i docenti precari erano 134.393, mentre a conclusione la consistenza delle GaE si è ridotta a due terzi. I docenti ancora inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento risultano al momento 44.892. Numeri che il ministro porta ad esempio dell’efficace azione condotta dal Governo sul fronte della scuola.

 

Fonte: Sole24ore, orizzontescuola.it

 

Patrizia Caroli

 

 

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