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gio, apr 21, 2016  Valentina
Scuola. Alla ricerca dei Commissari perduti
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businnessonlineOra che i termini del concorso per la Buona Scuola sono stati tutti resi noti, inizia il calvario delle regioni che devono reclutare tra gli insegnanti, coloro che dovranno entrare a far parte delle commissioni giudicati del concorso a cattedra 2016.

 

Se qualcuno infatti credeva che si sarebbe stato un surplus di candidati a questo ruolo, si è sbagliato davvero molto. Ma come mai nessuno vuole svolgere il ruolo di commissario? Prima di tutto per una questione squisitamente economica.

 

Il compenso proposto è ai limiti dell’offensivo: il compenso base di un presidente è €251 lordi, mentre per un componente è € 209.24 a fronte di ogni candidato esaminato, per un totale che non eccede i € 2.051,70. Se poi si creano delle sottocommissioni, ai loro membri si darà un compenso ridotto del 50%.

 

Ma la questione non riguarda solo i termini economici. Ai commissari non viene concesso l’esonero dal normale servizio, pertanto il lavoro che sono chiamati a svolgere dovrà comunque intersecarsi nel loro quotidiano.

 

Queste due motivazioni rappresentano la parte più “concreta” della difficoltà di reperire commissari per il concorso. La verità è che esistono anche delle motivazioni meno concrete e che fanno capo alla dignità professionale e alla solidarietà verso i partecipanti al concorso. Il tutto riconducibile alla non condivisione dello spirito di questo concorso.

 

 

 

Scuola. È polemica sui costi del concorso

 

 

Che nessuno sia felice di questo concorso all’interno del comparto scuola, è evidente da lungo tempo oramai.

Ma anche dopo la pubblicazione del bando, non c’è alcuna rassegnazione e le polemiche imperversano come un fiume in piena.

 

L’ultima in ordine di tempo riguarda i costi per sostenere il concorso e arriva da una docente che denuncia dal portale di Orizzontescuola: “sono in procinto di sostenere il concorso bandito dal Governo, ma l’abilitazione per me è stato un grande sacrificio economico, visto gli ingenti costi e le tasse pagate per le prove preselettive e prove finali. Arrivato poi al concorso si viene a sapere che i diversi non abilitati parteciperanno nonostante manchi il requisito fondamentali dell’abilitazione. A questo punto chi ha sostenuto con fatica le prove del Tfa è stato ingannato. (…) farò causa allo stato in quanto da non abilitata nel 2012 avrei potuto anche io partecipare al concorso e chiedo dunque anche il rimborso spese del Tfa”.

 

Parole pesanti, ma purtroppo non certo nuove. Casi come questo si moltiplicano ogni giorno di più, dando origine a ricorsi su ricorsi contro lo stato.

 

 

Fonte: ilsussidiario

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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