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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese luglio, 2016

gio, lug 14, 2016  Valentina
Concorsi Forze Armate. Scoperto algoritmo per superare i concorsi
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Fonte: mybelice.it

Fonte: mybelice.it

Una scoperta piuttosto sconcertante che getta fango e ombre su una categoria di lavoratori ce da sempre è al di fuori di scandali di questo tipo.   Eppure quanto è emerso dall’indagine portata avanti dalla guardia di finanza non lascia spazio a molti dubbi: in una delle caserme del napoletano è stato infatti trovato l’algoritmo che permetteva di passare l’esame per entrare a far parte delle forze armate. Da questa scoperta ne sono scaturiti 14 indagati, ma è solo un dato parziale.   Le fiamme gialle hanno rinvenuto buste con dentro migliaia di euro, liste di nomi di persone che avevano pagato per ottenere il posto e tariffari per superare le prove. Dalle indagini è emerso un vero e proprio giro di affari, con candidati disposti a versare anche fino a 50 mila euro pur di indossare illecitamente la divisa dell’esercito. Un inizio tutt’altro che onorevole, visto che quella divisa rappresenta l’Italia, la patria, lo stato e l’onore.

Concorso Forze Armate. Come funzionava l’imbroglio

Inutile sottolineare come lo sgomento di fronte a notizie di questo tipo sia alto: se chi dovrebbe rappresentare la legalità e garantire la sicurezza è il primo a lucrare, cosa ci si può aspettare? Ma d’altronde in Italia, il miraggio del posto fisso e della sicurezza che emana ha da sempre fatto fare scelte sbagliate e creato dei veri e propri circoli di delinquenti, pronti a tutto pur di raggiungere quel benedetto posto di lavoro.   Nel caso delle forze armate, l’imbroglio avveniva in modo molto semplice. All’interno della caserma è stato scoperto una sorta di codice, un algoritmo appunto, che permetteva a chi aveva pagato per entrarne in possesso, di superare i test di ammissione a pieni voti.

Decrittare l’algoritmo però non era cosa semplice: sulla base dell’ultima cifra della domanda, ad esempio per la domanda 15, il numero 5), si doveva aggiungere il numero di lettere della prima parola della domanda precedente, più una serie di variabili che cambiavano se la domanda era di numero pari o dispari.

Nel rimo caso la risposta andava letta da sinistra a destra, nel caso si fosse trattato di una domanda dispari allora la lettura andava fatta da destra a sinistra.   Per quanto la truffa sia semplice, il sistema che la sorreggeva è ben più complesso e coinvolge ufficiali e sottufficiali, senza dimenticare anche le commissioni esaminatrici. Il lavoro della guardia di finanzia è ancora in corso e non sarà certo né facile né breve.

 

Fonte: Forexinfo / ilfattoquotidiano

 

Valentina Stipa

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mer, lug 13, 2016  Valentina
Scuola. Raggiunto accordo sulla chiamata diretta
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Verrà formalizzato entro la metà del mese, ma di fatto esiste già, l’accordo tra il Miur e i sindacati di categoria Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals, in tema di chiamata diretta.

 

chiamata_diretta-docentiLa novità vera di questo accordo è racchiusa del fatto che “per individuare il docente da assegnare alla scuola, sulla base dei requisiti indicati nel Ptof, si utilizzerà una graduatoria d’istituto stilata in base ad una tabella titoli individuata a livello nazionale”.

 

Di fatto quindi “non conta più l’anzianità di servizio, ma le competenze certificate da determinati titoli ed esperienze formative e lavorative”.

 

 

Scuola. I Dettagli dell’accordo

 

 

 

Lo scopo dei sindacati di categoria era quello di smussare il comma 80 della legge 107/2015. Ad oggi infatti il docente deve allegare alla sua documentazione di candidatura alcune competenze riconducibili a macro aree professionali, come il sostegno agli alunni disabili, la conoscenza delle lingue straniere e dell’informatica.

 

Sempre riferito allo stesso comma anche i colloqui orali non rappresentano più una parte fondamentale e troveranno spazio solo in un numero residuo di casi ben circoscritti. Un esempio su tutto. Si dovrà sostenere la prova orale con il dirigente scolastico solo nel caso ci siano due candidati appaiati in graduatoria d’istituto oppure se il dirigente scolastico ha necessità di approfondire la competenza dichiarata dal candidato.

 

Ovviamente i candidati potranno avanzare domanda in più istituti, rispettando sempre la procedura telematica prevista sul sito di istanze On Line.

 

 

Scuola. Tutto In pista tra pochi giorni

 

 

 

Al di là dell’accordo preso tra le parti, il dato certamente più indicativo dell’urgenza di questo accordo è il suo piano di applicazione. Queste nuove modalità di assunzione infatti verranno messe in atto a partire dal 18 luglio prossimo.

 

Dunque tutti i docenti assunti a partire da questa data, non terranno più conto dell’anzianità di servizio, ma solo delle competenze acquisite e dichiarate. Questo accordo, storico, senza dubbio, è per molti una rivoluzione e per altri una sconfitta dei sindacati: chi tutela adesso color che da anni sono nelle graduatorie e che aspettano l’assegnazione del posto fisso sulla base della loro anzianità?

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola / orizzontescuola / forexinfo

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, lug 12, 2016  Roberta Buscherini
Pensioni Pubblico Impiego: i dati INPS e le prossime mosse del Governo
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Pensioni Pubblico ImpiegoLa scorsa settimana l’INPS ha presentato alla Camera il suo XV Rapporto Annuale: al suo interno sono presenti interessanti dati relativi alle prospettive pensionistiche sia per i lavoratori del settore privato che per quelli impiegati presso la Pubblica Amministrazione oltre ad alcune riflessioni di rilievo su attuali dati relativi alle cifre incassate dai pensionati e sulla reale efficacia delle buste arancioni (contenenti le previsioni degli assegni pensionistici per coloro che usciranno dal mondo del lavoro tra qualche anno).
Il presidente dell’INPS Tito Boeri ha scritto una relazione in cui fa un bilancio dei risultati delle politiche dell’istituto nell’ultimo anno, parlando tra le altre cose anche della proposta all’Unione Europea di istituire un codice di protezione sociale che valga per tutti i paesi membri.

 

 

Rapporto Annuale INPS 2015: i dati sulle pensioni del pubblico impiego

 

Il rapporto annuale INPS 2015 rileva che circa 6 milioni di pensionati (ovverosia il 38% del totale) percepiscono assegni lordi mensili inferiori ai mille euro. Rispetto all’anno precedente (2014) la percentuale di chi ha un reddito da pensione inferiore ai mille euro è calata (era del 40,3% pari a circa 6,5 milioni di pensionati).

pensioni-pubblico-impiego

Il numero dei pensionati INPS è pari a 15.663.809 con un importo lordo medio mensile di 1.464,41 euro. Nel 2015 la spesa pensionistica complessiva è aumentata di oltre 4 miliardi di euro (crescita del 1,58%), passando da 268 miliardi nel 2014 ai circa 273 nel 2015.
Il presidente INPS Tito Boeri ha definito “molto positivo” il confronto tra Governo e parti sociali per l’individuazione di possibili correttivi alla disciplina generale in materia di pensioni con forme di flessibilità in uscita: stiamo ovviamente parlando dell’Anticipo pensionistico (APE), l’istituto che consentirà anche ai dipendenti pubblici di uscire in anticipo dal mondo del lavoro.

 

Pensioni dipendenti pubblici: le prossime mosse del Governo nel 2016

 

A livello invece di concreti provvedimenti governativi in materia, la “deadline”, ovverosia il termine per le decisioni ufficiali è collocata nell’ambito della prossima manovra di bilancio autunnale. Il Governo Renzi prenderà le sue decisioni, non prima di un confronto presso tavoli tecnici informali anzitutto per accorciare ulteriormente le distanze sui differenti punti di vista esistenti sul tema. Un nodo importante è in questa direzione rappresentato dal progetto di APE, (Anticipo pensionistico) confezionato dalla cabina di regia economica di Palazzo Chigi, e dalla sua potenziale estensione anche al Pubblico Impiego.
L’ipotesi al vaglio in questo momento è la seguente: la composizione di un pacchetto specifico per coloro che sono impiegati presso la Pubblica Amministrazione. Anche agli impiegati pubblici infatti si cercherà di garantire l’APE, tenendo conto delle leggere differenze che attualmente permangono in parte sulle “uscite” e in toto sulle liquidazioni, accantonate figurativamente nel Pubblico Impiego sotto forma di Tfs.

 

Le forme di uscita “flessibili” e le pensioni del pubblico impiego

 

A livello generale tuttavia, e tornando sui dati affiorati dal Rapporto Annuale INPS secondo Tito Boeri risulta “fondamentale assicurare che tutti coloro che potranno un domani esercitare opzioni di uscita flessibile siano in grado di capire fino in fondo le implicazioni delle loro decisioni”. Non si può infatti negare che “rate ventennali di ammortamento di un prestito costituiscano una riduzione permanente della pensione futura. Né si può negare che, continuando a lavorare, il contribuente avrebbe diritto a una pensione più alta” spiega il numero uno dell’INPS. Proprio per questi motivi l’obiettivo dell’APE “non dovrebbe essere certo quello di spingere più persone possibile a uscire dal mercato del lavoro”, bensì “quello di garantire maggiore libertà di scelta consapevole, senza aumentare il debito pensionistico e senza creare generazioni di pensionati poveri”.

 

Fonte: Sole24Ore

 

Roberta Buscherini

 

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lun, lug 11, 2016  Valentina
Carabinieri. Quando l’inferno è dentro la caserma
4.1 (81.82%) 11 Vota Questo Articolo

Fonte: militarynewsfromitaly.com

Fonte: militarynewsfromitaly.com

Il 74% dei cittadini, secondo i dati dell’Eurispes, ripone piena fiducia negli agenti dell’arma dei carabinieri. Fiducia certamente ben riposta, senza dubbio.

 

Ma di fatto gli agenti da chi vengono difesi? La domanda è lecita e probabilmente in pochi se la pongono. Eppure i 450 uomini dell’undicesimo battaglione carabinieri Puglia, reparto dell’organizzazione mobile dell’Arma non solo se lo sono chiesto, ma hanno anche fatto delle azioni per tutelare la loro professione e il libero esercizio dei diritti garantiti dalla costituzione.

 

Insulti botte vilipendio non sono poi così rari in questo ambiente. Per mano dei comandanti. Dei loro comandanti.

Pochi di loro parlano, per paura di ritorsioni. Ma alcuni invece trovano il coraggio e corrono il rischio. Ed ecco allora che esce una fotografia davvero poco edificante e storia dopo storia la luce che rispende intorno all’Arma si fa meno brillante.

 

 

Carabinieri. Le Storie

 

 

Tutti coloro che hanno vissuto storie di maltrattamenti per mano dei loro superiori, ricalcano più o meno la stessa trama. E allora il tenente A.P. racconta come dal 2012 sia stato oggetto di vessazioni, ma solo due anni dopo decise di rivolgersi alla magistratura. Oppure V.I. un maresciallo che presentò diverse denunce e oggi invece è parte offesa in un processo penale per abuso di atti d’ufficio.

 

Certamente c’è anche chi si è visto al centro di indagini interne che lo hanno portato dritto fino alla corte di cassazione, nonostante l’innocenza fosse sotto gli occhi di chiunque.

 

Tutte storie simili, accomunate non solo per il battaglione di appartenenza di vittime e carnefici, ma anche perché la magistratura e perfino il parlamento hanno deciso di mettere l’intero comparto sotto i riflettori, per vederci finalmente chiaro.

 

 

Carabinieri. Istituzione Malata?

 

 

Queste storie sembrano davvero incredibili se si pensa che i protagonisti sono i tutori dell’ordine. Chi fa rispettare la legge dovrebbe più di ogni altro rispettarla per primo. Quando dunque certi episodi avvengono tra le mura di una caserma, la loro gravità aumenta a dismisura.

 

È deprimente pensare che l’arma di carabinieri che riscuote il 74% del gradimento dei cittadini, sia in realtà un’istituzione malata. D’altronde però è impossibile negare che sia così. Ed è altrettanto vero che chi deve difendersi, come può a sua volta difendere gli altri? È un circolo vizioso che, anche se non sembra, ricade sui cittadini.

 

 

 

 

Fonte: infodifesa

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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ven, lug 8, 2016  Roberta Buscherini
Enti Locali e PA: cosa si devono aspettare i dipendenti per i prossimi mesi
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Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto anti-assenteismo che stabilisce la sospensione in 48 ore e il licenziamento in 30 giorni nei confronti dei dipendenti pubblici colti in flagrante nell’atto delle false timbrature, giunge la prima proroga ufficiale per quello che riguarda il calendario di attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione targata Marianna Madia (e Governo Renzi). Lo slittamento contribuisce ad allungare da 12 a 18 mesi i tempi a disposizione della compagine governativa, differendo conseguentemente la scadenza a metà febbraio 2017. Ma attenzione: questo spostamento riguarda soltanto uno dei capitoli della delega, ovverosia quello vergato all’articolo 8 che prospetta il riordino dell’amministrazione centrale dello Stato e degli enti pubblici non economici.

 

Dipendenti pubblici: cambia la disciplina?

 

Dipendenti PAPotrebbe avere ripercussioni particolari tale differimento per quello che riguarda le nuove regole che informeranno la disciplina del Pubblici Impiego nel nostro Paese? Teoricamente nulla dovrebbe cambiare nel complessivo disegno di riforma. Quello che è certo è che a livello regolamentare molte cose cambieranno, con il Governo che ha certamente deciso di dare un segnale forte (ed anche simbolico) con il decreto contro i “furbetti del cartellino” appena reso esecutivo.
La proroga è giunta mediante un emendamento del relatore alla legge di conversione del decreto di proroga delle missioni internazionali, che la scorsa settimana ha ottenuto il via libera delle commissioni Esteri e Difesa del Senato, approdando in Aula per la discussione generale.

 

Decreto Enti Locali verso la conversione

 

La proroga avrebbe potuto essere concessa anche mediante un altro meccanismo legislativo: la conversione in legge del cosiddetto Decreto Enti Locali, che tuttavia deve ancora entrare nel vivo dell’iter. Il Decreto Enti Locali contiene al suo interno tante novità per le Amministrazioni locali ed anche per coloro che in esse sono impiegati. Il decreto dovrà essere entro la fine di luglio essere convertito on legge: al suo interno una serie di misure che dovranno condurre ad un miglioramento per le casse degli Enti locali. Ma quale effetto concreto ci si auspica si produca nei confronti di coloro che lavorano presso la Pubblica Amministrazione locale? Tra le misure presenti nel testo (in potenziale via di miglioramento e sviluppo nel procedimento di conversione) emerge la volontà di accompagnare il risanamento dei comuni in difficoltà aggiornando le norme su dissesto e predissesto, ottimizzando anche un pacchetto di norme per i Comuni minor dimensione e per le Città metropolitane ed alcuni interventi urgenti per garantire i servizi e le relative risorse umane. Tali obiettivi dovrebbero essere specificati nel testo finale, complice un possibile percorso di emendamento suggerito proprio negli scorsi giorni dall’ANCI (Associazione dei Comuni Italiani).

 

Un 2017 migliore per i dipendenti pubblici?

 

Non va in tale direzione dimenticato che in questo momento la situazione finanziaria degli Enti Locali (in particolare Comuni e Città metropolitane) sconta gli effetti derivanti dalle precedenti manovre “lacrime e sangue”, emergendo a fatica dai continui cambiamenti normativi delle norme finanziarie, ordinamentali e contabili e dalla molteplicità di vincoli e obblighi che gravano sulla organizzazione degli stessi Enti. Una situazione di difficoltà di cui si auspica il superamento anche grazie a questi strumenti legislativi, anche alla luce di una Legge di Stabilità (quella del 2016, approvata nello scorso dicembre) per la prima volta non punitiva con le Amministrazioni locali.

 

Roberta Buscherini

 

 

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