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Archivi al giorno agosto 31st, 2016

mer, ago 31, 2016  Valentina
Pubblica Amministrazione. Dirigenti nel mirino
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dipendenti-pubblica-amministrazioneQuesta riforma sui dipendenti pubblici di cui si sente tanto parlare, spesso anche a sproposito, che il Governo Renzi sta discutendo in questi giorni, cambierà le regole del gioco non solo per i semplici dipendenti, ma anche, meglio forse soprattutto per coloro che rivestono il ruolo di dirigente.
Nulla ancora di certo, è chiaro. Il parlamento non ha ancora espresso il suo assenso, ma l’impronta del presidente rottamatore e del suo braccio destro Marianna Madia, è ben definita in questa riforma, che mira a regolamentare la valutazione e la retribuzione dei dirigenti della pubblica amministrazione secondo parametri più rigidi di quelli vigenti. Tale scopo è in linea con quanto richiesto anche dall’Unione Europea.
Vediamo insieme nel dettaglio cosa potrebbe cambiare.

 

Pubblica Amministrazione: Ecco cosa potrebbe cambiare per i dirigenti della PA

 

 

 

La più grande novità e anche il primo grande nodo di scontro tra politica e PA riguarda l’azzeramento delle attuali fasce di appartenenza dei dirigenti. Nella riforma infatti si parla di un unico ruolo per tutti i dirigenti, che tradotto in termini pratica significherà la rinuncia per oltre 500 dirigenti attualmente inquadrati in fascia uno di tutti i privilegi disposti per legge.
Date le forti resistenze già mostrate proprio dai dirigenti attualmente in fascia uno a seguito di questa possibilità appena descritta, la riforma prevedrebbe un ultima possibilità: il 30% dei posti che verranno messi a bando dovranno rimanere riservati a loro. Una sorta di paracadute per i 500 dirigenti che, considerate le altre prospettive, non è niente male…
Anche i risultati ottenuti dai dirigenti verranno classificati secondo criteri molto più dettagliati, atti a valutare nello specifico l’attività dirigenziale. La valutazione andrà poi a incidere dal 30 al 40% sulla retribuzione.
Se la riforma vedrà l’approvazione del parlamento, i dirigenti avranno un incarico “a tempo” della durata di 4 anni, rinnovabili una sola volta per due anni, chiaramente a fronte di una valutazione sulle attività che sia positiva.

 

 

Pubblica Amministrazione. Il Rischio di perdere il ruolo c’è

 

 

Anche l’introduzione di un concorso nazionale che ogni dirigente dovrà sostenere ha suscitato reazioni negative nella categoria per molte e diverse ragioni che vi andiamo a elencare.
Lo scopo di ciò è quello di creare una graduatoria unica, da cui le singole amministrazioni possano attingere per l’assunzione dei dirigenti, sulla base delle specifiche competenze ed esigenze di settore.
Cosa accadrà a chi non verrà scelto? Tanto per iniziare vedranno ridursi la propria retribuzione fino alla soglia di base; inoltre per ogni anno nel quale rimarranno fermi in graduatoria senza ricevere incarichi da nessuna amministrazione, la retribuzione base subirà un ulteriore taglio del 10%.
Se la situazione di stallo rimane tale per sei anni, il dirigente dovrà abbandonare il suo ruolo, fino alla qualifica di semplice funzionario pubblico.

 

 

 

 

 

Fonte: panorama / liberoquotidiano

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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