Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al mese dicembre, 2016

gio, dic 29, 2016  Valentina
Riordino Carriere FFA. Rischia di saltare
Vota Questo Articolo

Fonte: mpnazionale.it

Fonte: mpnazionale.it

La bufera del risultato referendario dello scorso 4 dicembre non poteva non avere ripercussione, tra gli altri, anche nell’ambito del riordino delle forze armate.

 

 

Il nuovo governo infatti si troverà anche a dover decidere rispetto alla legge di stabilità e quindi all’articolo 52, il quale prevede, allo stato delle cose, un fondo da destinare al finanziamento di diversi interventi per il pubblico impiego, tra i quali anche il riordino delle carriere previsto dalla legge delega n°124 del 2015.

 

 

 

Riordino Carriere FFA. La situazione non è affatto rosea…

 

Se entriamo nel dettaglio del primo comma dell’articolo 52 appena citato, si legge che per finanziare quanto previsto dai commi 2,3,4,5  – rinnovo del contratto per il personale della Pubblica Amministrazione; nuove assunzioni per carabinieri, Vigili del Fuoco e delle altre Forze armate; nuove risorse per le amministrazioni dello Stato; riordino delle carriere -  saranno stanziati 1,92 miliardi di euro per il 2017 e 2,63 miliardi per il 2018.
Se analizziamo solo l’ultimo punto in questione ovvero il riordino, il problema è molto semplice: a cosa si rinuncia? Al riordino o alla proroga degli 80€ promesso dall’ormai defunto governo Renzi? In ogni caso, considerando che la paghetta di Renzi ha avuto una proroga solo per il 2017, nel caso in cui il riordino non ci sarà, le forze armate dal 2018, non solo perderanno gli 80€ ma anche la tanto agognata e sudata possibilità di riordino delle carriere attesa da più di 16 anni.
Questa analisi è stata fatta dal sito Forzearmate.org, il quale sottolinea anche senza mezzi termini che la bozza di riordino oltre a mirare a un aumento concreto di retribuzione, avrebbe innalzato la qualifica per tutti i gradi con notevoli ripercussioni positive anche sul sistema previdenziale.

 

Riordino Carriere FFA. Incognita sul futuro

 

Cosa accadrà nel prossimi giorni nessuno lo sa. Molti, i più pessimisti, credono che il nuovo esecutivo sarà solo un altro modo per non affrontare questioni spinose, tra le quali il riordino e i fondi necessari per affrontarlo la fanno da padrone.

C’è chi invece ancora un po’ di speranza ce l’ha e attende fiducioso che arrivino conferme da fonti ufficiali.

Di fatto, la situazione al momento è di nuovo in stallo e quello che sembrava delinearsi come un Natale all’insegna della serenità, si preannuncia invece molto, ma molto incerto.
Fonte: forexinfo / forzearmate

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, dic 27, 2016  Valentina
Pensioni Scuola. Cosa cambia con la Legge di Stabilità
4 (80%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: urbanpost.it

Fonte: urbanpost.it

Se per molte categoria la legge di bilancio 2017 è uno spauracchio tutt’altro che positivo, per la scuola sembra invece essere una buona novella. In particolare per coloro che si apprestano ad andare in pensione. O così sembra solamente. Perché in effetti quello che in apparenza sembra positivo, nel concreto non lo è affatto.
L’articolo 1 della nuova legge di Bilancio 2017, al comma 195, definisce la possibilità di cumulare i contributi previdenziali per poter accedere alla pensione, sia anticipata che di vecchiaia. Ma andiamo a vedere come.

 

 

 

Pensioni Scuola. Precisazione sul cumulo

Iniziamo con il precisare che il cumulo dovrà rispondere a precise regole; si potranno infatti cumulare i versamenti contributivi delle varie gestioni per l’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata solo se questi rientrano nell’elenco qui riportato:

• Assicurazioni obbligatorie per le invalidità, per la vecchiaia e per i superstiti dei contribuenti dipendenti;
• Autonomi;
• Iscritti alla gestione separata;
• Forme sostitutive di previdenza;
• Gestioni delle varie casse di categoria (ingegneri, commercialisti, avvocati, ecc.).

 

Questo cumulo poi sarà gratuito solamente per chi non è già titolare di una pensione collegata all’elenco appena fatto.  Il rispetto dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla riforma Fornero è vincolo indispensabile per procedere al cumulo.
Rivediamoli insieme. Per la pensione di vecchiaia i dipendenti del comparto scuola dovranno raggiungere nel 2017 l’età di sessantasei anni e sette mesi e venti anni di contributi già versati.
Per ciò che riguarda invece l’accesso alla pensione anticipata, senza prendere in considerazione il requisito anagrafico, serviranno quarantuno anni e dieci mesi per le donne e un anno di più gli uomini.

 

Pensioni Scuola. I dettagli per l’accesso

 

Va precisato però che nel caso della pensione anticipata l’accredito della buonuscita ai dipendenti della scuola avverrà solo alla maturazione della pensione di vecchiaia e, dunque, successivamente al 1° settembre 2017.
Il termine ultimo per presentare domanda di pensione, ricordiamolo, è il 20 di gennaio 2017, come stabilito dal Decreto 941 del 1 dicembre 2016. Possono presentare domanda i docenti, i dirigenti (inclusi gli insegnanti di religione), il personale educativo e gli Ata.
Le domande vanno presentate online, tramite web Polis “Istanze online”; unica eccezione per il personale che presta servizio all’estero o nelle province di Trento, Bolzano ed Aosta e coloro che chiedono il trattenimento in servizio per raggiungere il minimo contributivo.
Fonte: blatingnews / orizzontescuola
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, dic 22, 2016  Valentina
Polizia. Annullata prova Concorso
Vota Questo Articolo

Fonte: ilmattino.it

Fonte: ilmattino.it

Annullata la prova scritta per l’arruolamento di 559 allievi per la polizia di stato che si è tenuta lo scorso maggio. Annullata per precisa volontà del capo della polizia Gabrielli in favore di correttezza, trasparenza e meritocrazia.

 

 

Un’azione forte che lancia un segnale nella giusta direzione, sia per il corpo armato che per l’intera cittadinanza da esso tutelata.
Ottanta domande e nemmeno un errore per quasi duecento candidati avrebbe fatto insospettire chiunque. E infatti perfino la magistratura ha deciso di aprire un’inchiesta per fare luce.

 

A questo numero sorprendente ci aggiunge anche il dato che quasi tutti coloro che non hanno superato il test con il punteggio massimo risultano residenti in Campania. E caso vuole che il soggetto che materialmente ha predisposto i quiz ha sede legale in provincia di Caserta.

Sono troppe coincidenze tutte insieme per definirle fortuite.

 

 

 

Polizia. Troppe coincidenze per non aprire un’inchiesta

 

Le verifiche interne e l’inchiesta della procura hanno riscontrato delle evidenti irregolarità che hanno portato il capo della segreteria del Dipartimento Enzo Calabria a emanare la circolare riportante la decisione di Gabrielli di annullare il concorso, con la giustificazione che “la prova scritta del concorso in oggetto sia stata inficiata da circostanze tali da non garantire la regolarità degli esami (…) al fine di salvaguardare gli interessi pubblici volti a garantire l’imparzialità delle operazioni di selezione, si è determinato a revocare il decreto di nomina della commissione esaminatrice del concorso e le operazioni della prova scritta e i relativi esiti.”
E cosa ne sarà del concorso adesso? Lo scenario che si aprirà sarà quello della nomina di una nuova commissione esaminatrice che dovrà ripetere la prova scritta, aperta solo ai candidati che hanno sostenuto quella del 4, 5 e 6 maggio scorsi.
Per coloro che legittimamente pensano a tempi lunghi, la dichiarazione della segreteria del dipartimento conferma che l’urgenza di nuove risorse sul territorio ha la priorità, pertanto i tempi di svolgimento di tutta l’operazione sarà brevissimi.

 

Polizia. Un segnale di ritorno alla legalità

 

 

 

Per il capo della polizia Gabrielli non è un’azione così nuova. Fin dagli inizio del suo mandato come direttore generale della pubblica sicurezza infatti aveva in più occasioni rimarcato la necessità di un rinnovamento e di un ritorno alle origini del merito vero, senza filtri o condizionamenti.
La polizia di stato ha bisogno di giovani capaci, preparati e motivati (…) entrare barando non è un buon biglietto da visita per un aspirante agente”. E in effetti sarebbe un inizio di carriera sporco e che non preannuncia nulla di buono.
Ricordiamo infatti che il concorso era riservato ai Vfp, i volontari in forma breve, vale a dire i militari distaccati nelle forze di polizia.
Il sospetto di brogli è stato più che accertato, considerando anche le denunce arrivate sui social dai diretti protagonisti del concorso, la cui volontà era quella di promuovere un ricorso collettivo.

 

 

Pertanto la decisione di Gabrielli, oltre che un segnale forte, è stata lineare rispetto all’approccio a un ruolo di difesa e tutela dei cittadini nel rispetto della legalità.
Fonte:  ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, dic 21, 2016  Valentina
Carabinieri e Forestali. Con la vittoria del no si mischiano le carte
Vota Questo Articolo

Fonte: statoquotidiano.it

Fonte: statoquotidiano.it

La vittoria del No al referendum potrebbe avere ripercussioni anche sul tanto odiato assorbimento del corpo forestale dello stato all’interno dell’arma dei carabinieri.

 

Come? “La nettissima bocciatura degli italiani alla controriforma della carta costituzionale e le dimissioni del premier Matteo Renzi impongono uno immediato stop al decreto legislativo 177/2016 che da gennaio porterà alla cancellazione del Corpo forestale dello Stato. Occorre fermarsi, rimettere la palla al centro e discutere seriamente di riforma del sistema sicurezza”.

A dirlo è Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il maggior sindacato per numero di iscritti del Corpo forestale dello Stato.

 

 

 

Carabinieri e Forestali. I dubbi rimangono

 

 

Ormai il passaggio è deciso. Le polemiche non tacciono, come prevedibile.

Ciò nonostante gli spunti per far nascere nuove polemiche non si fermano. L’ultimo in ordine di tempo lo denuncia il Cocer, nella persona di Giuseppe la Fortuna e riguarda l’indennità per servizi in zone montane sopra i 1700 metri. Si parla di un importo pari a 2.5 € al giorno, che non è previsto per il corpo forestale dello stato per “mancanza di copertura economica”.

 

L’indennità di cui parliamo è solo un esempio. La verità è che per le forze di polizia a ordinamento militare vengono previsti una serie di compensi forfettari. Ricordiamo però che gli appartenenti a quello che fu il corpo forestale non sono militari, ma civili.

 

 

 

  Carabinieri e Forestali. Non solo polemiche sterili

 

 

Il passaggio dallo status civile a quello militare incide in maniera molto forte su chi vivrà questo passaggio. “Le funzioni di rappresentanza del personale, precedentemente svolte dalle organizzazioni sindacali, saranno ricondotte alla rappresentanza militare, facendo venire meno quelle attività di natura prettamente sindacale, come la stipula dell’accordo nazionale quadro o la contrattazione decentrata”. A dirlo è sempre il Cocer. La proposta avanzata su questo tema è quella di dar vita a un periodo di transizione sia per ciò che concerne le indennità, sia per ciò che concerne le attività sindacali appena citate.

 

 

 

 

Fonte:  sapaf

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, dic 21, 2016  Roberta Buscherini
Come Fare Domanda per Assegni Familiari Dipendenti Pubblici?
3.2 (64.29%) 14 Vota Questo Articolo

Assegni familiari dipendenti pubblici. Ogni lavoratore dipendente del settore pubblico o privato e ogni pensionato da lavoro dipendente ha diritto ad assegni familiari Inps. Gli assegni familiari vengono destinati in particolare ai lavoratori in attività, ai disoccupati indennizzati, ai cassaintegrati e a quelli in regime di mobilità, ai dipendenti in malattia o in maternità, ai pensionati ex lavoratori dipendenti e anche ai lavoratori con contratto a termine.

 

Unico requisito richiesto è il reddito del nucleo familiare che non deve superare la soglia decisa annualmente dalla legge; per reddito del nucleo familiare si intende la somma dei singoli componenti dello stesso relativo all’anno solare precedente. Inoltre almeno il 70% del reddito complessivo dell’intero nucleo familiare deve essere formato da redditi da lavoro dipendente o da pensione liquidata a carico dei fondi dei lavoratori dipendenti.

 

Assegni familiari dipendenti pubblici

 

Per nucleo familiare si intende non quello anagrafico, ma il nucleo fiscale composto quindi da:

 

  •  Il soggetto che richiede l’esenzione;
  •   il coniuge (non legalmente ed effettivamente separato) indipendentemente dalla sua situazione reddituale;
  •   i familiari a carico in termini fiscali, ovvero coloro per i quali spettano le detrazioni per i carichi di famiglia.

 

Assegni familiari Inps: processo?

 

Gli assegni familiari dipendenti pubblici decorrono dal primo luglio di ogni anno ed hanno valore fino al 30 giugno dell’anno successivo.

 

Per i lavoratori dipendenti ancora in attività l’assegno familiare viene erogato dal datore di lavoro insieme alla retribuzione mensile: l’importo poi viene rimborsato dall’INPS. Per alcune categorie specifiche invece il pagamento dell’assegno familiare avviene direttamente da parte dell’INPS.

 

Chi può fare domanda degli assegni familiari INPS?

 

Per accedere agli assegni familiari dipendenti pubblici la prima cosa da fare è controllare che siano rispettati tutti i requisiti:

-          Familiari a carico

-          Contratto di lavoro come dipendente pubblico

-          Un reddito familiare complessivo non superiore alle soglie previste dalla normativa

-          Un reddito familiare per almeno il 70 % da lavoro dipendente

 

Calcolo degli Assegni familiari dipendenti pubblici

 

Per calcolare l’importo degli assegni familiari dipendenti pubblici è necessario considerare tutti i fattori visti prima. Nel caso di parità di reddito, il nucleo con maggior numero di figli o con un disabile a carico, riceverà gli assegni familiari inps.

Per calcolare indicativamente l’importo degli assegni familiari dipendenti della PA, è possibile controllare questa tabella pubblicata da Il Sole 24 ore: tabella assegni familiari inps

Per fare la domanda degli assegni familiari dipendenti pubblici, una volta controllato che il nucleo familiare rientri nei requisiti richiesti, è necessario scaricare i moduli corrispondenti dal sito ufficiale dell’Inps, compilarli e consegnarli all’amministrazione di appartenenza.

 

Roberta Buscherini

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest