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Archivi al giorno gennaio 23rd, 2017

lun, gen 23, 2017  Valentina
Carabinieri. Caso Cucchi nuovo processo all’orizzonte
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Fonte: poliziapenitenziaria.it

Fonte: poliziapenitenziaria.it

La parola fine su questo processo, pagina tra le più buie per le forze armate italiane, è ben lontana dall’essere messa. Per buona pace della famiglia Cucchi e di tutti gli altri attori coinvolti. Siamo lontani dal chiudere definitivamente il capitolo e tra polemiche, post sui social e dichiarazioni fuori posto, anche i vertici dell’arma hanno deciso di dire la loro.

 

Lo fanno attraverso la più alta carica che li rappresenta, il generale del Sette. Lo stesso generale aveva già espresso la sua posizione, e quella di tutta l’Arma nel 2015, all’indomani dell’apertura dell’inchiesta sui carabinieri coinvolti nell’episodio della morte di Stefano Cucchi, in quei maledetti giorni del ottobre del 2009. “Siamo, io, l’Arma dei Carabinieri e tutti i carabinieri accanto alla magistratura con forza e convinzione, come sempre, per arrivare fino in fondo alla verità, per poi poter adottare con tempestività, con giustizia trasparente, equanime e rigorosa, i dovuti provvedimenti, giacché è gravissimo, inaccettabile per un carabiniere, rendersi responsabile di comportamenti illegittimi e violenti”.

 

 

   Carabinieri. La procura indaga per omicidio preterintenzionale

 

 

 

Il dovere di cronaca impone di ricordare che la procura di Roma ha accusato di omicidio preterintenzionale tre carabinieri che arrestarono Stefano Cucchi. La procura ha concluso l’inchiesta – che è la seconda – dicendo che Cucchi fu picchiato dai tre carabinieri che lo arrestarono e che morì in seguito a quelle lesioni.

 

L’inchiesta era stata avviata nel dicembre del 2015 ed era separata dai processi già stati a carico di agenti di polizia e medici: a questo punto si prospetta la possibilità concreta di un nuovo processo.

Ad Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco in servizio all’epoca dei fatti presso il Comando Stazione di Roma Appia oltre all’omicidio preterintenzionale viene contestato anche l’abuso di autorità, per aver sottoposto Cucchi “a misure di rigore non consentite dalla legge con l’aggravante di aver commesso il fatto per futili motivi, riconducibili alla resistenza di Cucchi al momento del foto-segnalamento”.    

 

 

 

Carabinieri. Del Sette difende i suoi uomini

 

 

 

 

Nelle ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa dopo la chiusura del processo però il generale ci tiene a difendere comunque gli uomini dell’arma. “Nessuna delegittimazione può derivare da notizie e iniziative mediatiche, legittime e comprensibili (…) non sfugge a nessuno, credo, che decine di migliaia di carabinieri assolvono quotidianamente, in Italia e apprezzatissimi anche all’estero, la loro missione a tutela della legge e della gente, con professionalità, impegno, abnegazione, rischio continuo per la loro incolumità, come attestato dalle decine di infortunati, contusi e feriti di ogni giorno, e profonda umanità nelle migliaia di servizi, interventi, investigazioni di ogni giorno, nelle decine di migliaia di arresti ogni anno, dei quali tutti i cittadini possono avere conoscenza grazie ai mezzi di informazione“.

 

A difensa dei carabinieri è stato anche creato un movimento on line che aspira a divenire una onlus e ne ha tutti i requisiti, dal momento che in meno di un giorno di vita ha raccolto qualcosa come 1400 like. L’intento dei promotori è più che chiaro: “smontare ogni qualsivoglia processo mediatico nei confronti dei militari prima indagati, ora imputati, ma ancora formalmente innocenti fino a prova contraria” poiché la stessa carta costituzionale sancisce che “tutti sono innocenti fino a prova contraria. A maggior ragione per il caso Cucchi dove già le sentenze ottenute sono state di assoluzione. Per esempio per gli agenti penitenziari, oltre a ciò non è peregrino qui ricordare il dovuto rispetto alle forze dell’ordine”.

 

 

 

 

 

Fonte: repubblica / ilfattoquotidiano / ilpost / brindisireport

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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