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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese giugno, 2017

ven, giu 23, 2017  Valentina
Vigili del Fuoco. La corda si è spezzata…
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Fonte: cn24tv.it

Fonte: cn24tv.it

C’era da aspettarselo. Questa corda per anni è stata tirata, nonostante il susseguirsi dei governi e dei ministri. Alla fine si è rotta.

 

È così piovono lettere di licenziamento da tutte le parti sulle scrivanie delle direzioni dei vigili del fuoco regionali. Motivo?

In effetti ce ne sono così tanti, che è giusto precisare esattamente quello di cui stiamo parlando. Si tratta degli operatori del reparto volo dei vigili del fuoco, umiliati e stanchi della diversità di trattamento rispetto ai cugini delle altre forze armate, vogliono rientrare a far parte del settore operativo del corpo, rinunciando al volo.

La vertenza è partita dagli operatori del gruppo volo di Fertilia (Alghero), ma si sta espandendo con una velocità impressionate su tutto il territorio italiano.

 

 

Tutte le ragioni dell’iniziativa

 

 

 

L’inquadramento degli elicotteristi dei vigili del fuoco, fermo al 1954, non è come quello delle altre forze armate. Questo si sa. Ma la vera goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il vedersi addirittura sorpassare in termini di retribuzione dai nuovi colleghi proveniente dall’ex corpo forestale dello stato.

 

A questo si aggiunge che la loro indennità di volo è la metà di quella delle altre forze di polizia. Le richieste sono chiarissime: il riconoscimento dell’indennità di aeronavigazione, le indennità supplementari di pronto intervento aereo, di istruttore di volo e di specialità, l’indennità per allievi piloti, l’indennità di volo oraria, i compensi per i collaudi. Il primo passo verso questi obiettivi però passa dalla creazione di un comitato autonomo di rappresentanza.

 

 

 

Le rappresentanze sindacali non approvano

 

 

 

Qual è stata la reazione di sindacati? “Non conosco la situazione nel dettaglio, ma minacciare licenziamenti di massa non mi sembra la strada giusta (…) “le richieste sono condivisibili, ma così i lavoratori rischiano dei provvedimenti disciplinari”. A dirlo è Danilo Zuliani, segretario nazionale FpCgil, il quale ricorda anche come sia in corso un dialogo con il governo.

 

Nel frattempo però in molte città italiane, i vigili del fuoco sono scesi in piazza insieme al sindacato autonomo Conapo, proprio per protestare contro questa disparità di trattamento rispetto alle altre forze che non trova alcuna logica motivazione. “A questa ingiustizia occorre mettere fine. Ne va della nostra dignità. Chiamarci eroi serve a ben poco se poi veniamo umiliati ogni mese, puntualmente ad ogni busta paga”.  A dirlo è un rappresentante del Conapo.

Come dargli torto?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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gio, giu 22, 2017  Valentina
Supplenze Scuola. Sindacati al collasso
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Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

L’aggiornamento delle graduatorie sta portando alla luce una allarmante realtà: tanti giovani laureati e tanti lavoratori precari di altri settori stanno letteralmente assalendo le nostre sedi per avere uno spiraglio di luce nel complesso e faticoso cammino nel mondo dell’insegnamento”.

A dirlo è Salvo Inglima, segretario generale di CISL Suola Bergamo a fronte dell’aumento inaspettato di lavoro che si trovano a gestire i sindacati di categoria in tema di presentazione domande per le graduatorie di seconda e terza fascia utili per le supplenze con validità provinciale.

 

 

Ricordiamo prima di tutto proprio le scadenze di queste presentazione: entro il 24 giugno prossimo la domanda dovrà essere fornita in forma cartacea, e poi, dal primo al 20 luglio, si dovranno indicare le preferenze utilizzando la piattaforma on line.

 

 

 

Supplenze Scuola. Anche con i tempi non ci siamo

 

 

 

 

La situazione quasi inverosimile che si è creata all’interno delle sedi dei maggiori sindacati di categoria è lo specchio di questa riforma. La sintesi dell’immenso scarto che si registra tra domanda e offerta di lavoro nel comparto scuola. E non solo purtroppo.

 

 

A questo poi vanno aggiunte tempistiche a dir poco strette che di sicuro non aiutano il fluido svolgersi dell’iter amministrativo di presentazione. “Le nostre scuole avranno a disposizione praticamente meno di sei giorni (dal 24 al 30 giugno, comprensivi di un sabato e di una domenica) per esaminare le domande ricevute, controllarne la regolarità e inserirle a sistema. Tempi ristrettissimi, che mettono a dura prova uffici già alle prese con organici inadeguati e col divieto di sostituire il personale assente”. A sottolinearlo è Maddalena Gissi, segretario generale Cisl Scuola.

 

 

Ma a quali prospettive si va incontro?

 

 

Perché al di là dei numeri immensi di questa corsa contro il tempo per presentare domanda, il vero problema rimane la poca chiarezza: come ad esempio il fatto che i prossimi concorsi che saranno riservati a coloro che abbiano maturato almeno 36 mesi di servizio o siano in possesso dei 24 crediti formativi Universitari conseguiti in attività psicopedagogiche.

 

 

Ricordiamo poi che chi supererà questo concorso dovrà svolgere un corso di formazione triennale, un tirocinio e solo alla fine di questo e percorso approderà alla vera e propria funzione di docente.

 

 

 

 

 

 

 

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mer, giu 21, 2017  Valentina
Rinnovo Contratti Statali
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Il parto sembra ormai vicino. Questa riforma del pubblico impiego, che ha visto la sua approvazione definitiva poche settimane fa, ha riacceso un lumino di speranza per la spinosa questione del rinnovo dei contratti, fermi da 8 anni. Manca ancora la direttiva della Funzione pubblica all’Aran che sancirà l’inizio delle trattative, ma possiamo sbilanciarci e dire che oramai la strada, per quanto ancora lunga e complessa è senza dubbio stata imboccata nella direzione del cambiamento.

contratti-PA

 

Proprio il ministro madia ha  comunicato che “l’incontro con i comitati di settore è stato positivo e, visto che siamo già a un ottimo punto, ho invitato il presidente dell’Aran a iniziare formalmente la sessione dei contratti”.

 

 

 

Rinnovo contratti statali; percorso a ostacoli?

 

 

Seppure si è intrapreso la giusta direzione, agognata da anni su più fronti, il percorso per il rinnovo contratti statali è decisamente a ostacoli. Come sempre accade quando si ha a che fare con lo stato e le sue risorse. E il primo ostacolo sono proprio loro, le risorse.

 

 

Servono infatti altri 1.2 miliardi per far fronte a tutti i cambiamenti in scadenza. A partire dagli 85 euro promessi nel lontano novembre, questione che sarà oggetto della autunnale. Questo aspetto non è quello davvero preoccupante. Quello che davvero crea ansia è il miliardo aggiuntivo che dovrà saltare fuori dal del fondo sanitario e dai bilanci locali. Ma a quanto pare per il momento nessun sindaco è preoccupato. Forse lo sarà quando usciranno i decreti con l’obbligatorietà di stanziamento…

 

 

Sul tema economico esiste poi anche l’aspetto delle distribuzione delle risorse che negli intenti ministeriali dovrà essere piramidale, cioè considerare prima di tutto alle fasce di reddito più basse. Anche questa sfida è piuttosto ambiziosa, in quanto valutare una situazione piramidale su settori completamente diversi è un lavoro di massima complessità. Insieme alla questione economica anche quella della tempistica rappresenta una sfida ambiziosa e direttamente collegata a quella delle finanze. Ci spieghiamo meglio. Il rinnovo comprende il triennio 2016/2018, ma solo nel prossimo anno si dovrebbe avere la totale copertura economica di questa operazione. Dunque è davvero difficile studiare una direttiva e farla approvare dalla ragioneria generale, senza avere una certezza della copertura economica.

 

 

 

Rinnovo contratti PA. La vera sfida è la riprogettazione

 

 

 

Insieme alle questioni tecniche per il rinnovo dei contratti statali di cui abbiamo parlato fino ad ora, c’è anche un’ulteriore sfida per questo rinnovo contrattuale, che riguarda la riprogettazione vera e propria della pubblica amministrazione. In termini teorici, gli 11 comparti nei quali era divisa la pubblica amministrazione devono diventare 4 più uno – Palazzo Chigi rimane autonomo. Sanità ed enti territoriali non subiranno grandi rivoluzioni. Diverso invece è per l’ambito istruzione, nel quale dovranno confluire molte realtà completamente differenti tra loro, dai docenti a non docenti alle agenzie fiscali agli enti pubblici.

 

 

L’obiettivo comune è quello di armonizzare anche le retribuzioni. Come era già nell’intento della Riforma brunetta del 2009. La fretta è tema comune di tutte e parti in causa che non siano politiche. Perché proprio la politica potrebbe trasformarsi in un nuovo freno per questo progetto. Si parla infatti in modo piuttosto insistente di elezioni anticipate e di riforma elettorale, eventi entrambi che provocherebbero la fine della legislatura e un nuovo drammatico slittamento del rinnovo dei contratti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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mar, giu 20, 2017  Valentina
Carabinieri e Ambiente. Firmati 2 importanti protocolli
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Fonte: carabinieri.it

Fonte: carabinieri.it

La fusione con il corpo forestale dello stato ha certamente cambiato alcune delle priorità in termini di campo d’azione dell’arma dei carabinieri.

 

 

In questa ottica si comprende bene l’importanza che rivestono i due protocolli d’intesa firmati nei giorni scorsi in occasione della 2 conferenza internazionale sull’ambiente organizzata dall’arma presso la scuola allievi ufficiali di Roma. I due protocolli sono stati firmati con la Fao, l’agenzia dell’Onu per il settore agroalimentare, e con l’OLAF, l’ufficio europea per la lotta alle frodi.

 

 

 

 

Ruolo Primario In Europa

 

 

All’accorpamento tra forestali e carabinieri rappresenta certamente la spina primaria a questo ruolo in prima linea per la cooperazione e la tutela dell’ambiente. I nuclei specializzati di Noe e Nas hanno trovato risorse e competenze specifiche nei colleghi forestali, la cui collaborazione è e sarà sempre più preziosa proprio in vista dell’attuazione anche di questi due nuovi protocolli d’intesa a livello europeo.

 

Alla firma hanno presenziato personaggi importanti come il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti e il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, i quali insieme hanno dichiarato l’unità di intenti di “dare il nostro contributo alla salvaguardia dell’ambiente, sottolineando il grande contributo umano e professionale assicurato dagli uomini e dalle donne del Corpo forestale confluiti nell’Arma“.

 

Nell’ambito della Conferenza sono stati anche divulgati gli esiti dei comitati e dei gruppi di lavoro internazionali, i quali hanno consentito di analizzare i temi della criminalità ambientale e delle metodologie di contrasto per poi arrivare proprio alla sottoscrizione del Protocollo d’intesa con l’Ufficio europeo per la lotta alle frodi (Olaf) per il contrasto alle frodi comunitarie nel settore dell’agricoltura

 

 

 

Carabinieri e Ambiente.  Progetti di formazione nelle scuole

 

 

In parallelo ai protocolli d’intesa internazionale, l’Arma dei carabinieri ha deciso di impegnarsi anche nella formazioniìe alll’interno delle scuole, partendo dalle materne.

 

 

È ciò che sta accadendo a Ravenna, dopo circa 450 ragazzi nel primo quadrimestri scolastico, sono stati coinvolti in iniziative miranti al rispetto dell’ambiente e della natura.

Lo scopo di questa serie di iniziative promosse  dal gruppo carabinieri forestali di Ravenna è quello di educare alla legalità anche ambientale, con il rispetto delle biodiversità, la salvaguardia delle specie di flora e fauna e la lotta agli agenti inquinanti.

 

 

 

 

 

 

 

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lun, giu 19, 2017  Valentina
Licenziamenti Pubblico Impiego. Tutte le novità
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licenziamenti-PAManca poco ormai all’entrata in vigore del nuovo codice disciplinare che regola i licenziamenti pubblico impiego. Dal 22 giugno prossimo infatti la Riforma madia diventa realtà anche su questo fronte. Quindi falsa attestazione della presenza, scarso rendimento, assenteismo saranno tutte legittime motivazioni di licenziamento.

 

Nel decreto 75/2017 infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 130 del 7 giugno scorso, si parla chiaramente di norme “in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti finalizzate ad accelerare e rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l’esercizio dell’azione disciplinare“.

 

 

 

Licenziamenti Pubblico Impiego. Si ritorna ai 120 giorni

 

 

Nella bozza iniziale del decreto Madia, il tempo massimo per definire l’azione disciplinare, che poteva concludersi nella peggiore delle ipotesi con il licenziamento del pubblico dipendente, era previsto a 90 giorni; si è invece tornati ai 120 giorni di sempre.

 

 

Questa scadenza però non solo è perentoria e non prorogabile, ma si riduce a 30 giorni nel caso che l’azione disciplinare riguardi i famosi furbetti del cartellino.

 

 

Quali sono i macro casi per i quali si incorre nel licenziamento?

 

Riassumiamoli:

 

1.       false timbrature

 

2.       assenze ingiustificate

 

3.       false dichiarazioni per ottenere posti o promozioni

 

4.       a chi viola in modo «grave e reiterato» i codici di comportamento

 

5.       a chi mostra uno «scarso rendimento

6.       a chi colleziona valutazioni negative; in questo caso però per arrivare al licenziamento vero e proprio la valutazione negativa dovrà ripetersi per tutti e tre gli anni coperti da ogni             contrattazione.

 

 

A questo si aggiunge una regola davvero nuova sempre in termini di licenziamenti, ovvero che i vizi formali non annulleranno la sanzione; quindi se un dipendente ha sbagliato e la notifica della valutazione negativa non avviene nei modi corretti, nella sostanza rimane valida.

 

 

Con l’approvazione della riforma di fatto troverà applicazione anche l’articolo 18, debitamente rinnovato rispetto all’originale, che quini limita a 24 mensilità l’indennizzo nel caso in cui il giudice decida di concedere al lavoratore il reintegro nel posto di lavoro.

 

 

 

 

Licenziamenti nella pubblica amministrazione. Si aprono le porte alle assunzioni?

 

 

 

I due decreti approvati mi consentiranno di dare la direttiva all’Aran e riaprire una normale stagione contrattuale la legislazione ereditata non ci consentiva lo sblocco” dice orgogliosa il ministro della P.A, Marianna Madia. “Abbiamo bisogno di riaprire le assunzioni nel pubblico impiego, far entrare i giovani ma non di qualunque professionalità, di quelle che servono, per far arrivare servizi ai cittadini”.

 

 

Le prospettive sono chiare. Almeno per il dicastero. Non rimane che metterle in pratica.

 

 

 

 

 

 

 

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