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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese settembre, 2017

ven, set 29, 2017  Patrizia Caroli
Domanda Mobilità Dipendenti Pubblici: Guida e Moduli
4.2 (83.87%) 31 Vota Questo Articolo

Domanda Mobilità Dipendenti Pubblici: Vuoi essere trasferito? Stai cercando il modulo per fare domanda mobilità? Non sai dove presentare le domande? In questo articolo troverai alcune risorse e spiegazioni sulle procedure di mobilità dipendenti pubblici e su come presentare domanda mobilità.

 

Negli anni è stata a volte denigrata questa possibilità da parte delle amministrazioni pubbliche, ma di fatto non rappresenta per loro una perdita. Anzi. E’ un modo per coniugare esigenze personali del dipendente con quelle professionali del datore di lavoro. ma andiamo ad analizzare meglio di cosa si tratta in concreto e come poterne usufruire.

 

 

 

 

Mobilità Dipendenti Pubblici : Tipologie domanda mobilità

 

 

 

I dipendenti pubblici e statali hanno la possibilità di richiedere lo scambio del proprio posto di lavoro con altri lavoratori dipendenti dallo Stato interessati, oppure di passare direttamente ad un’altra amministrazione pubblica diversa.

Esistono varie tipologie di mobilità in base ai criteri utilizzati per la distinzione. iniziamo dalla mobilità compensativa, la quale consente lo scambio di dipendenti, con lo stesso profilo professionale, dietro l’accordo tra due amministrazioni. Per poterne usufruire è necessario compiere una serie di azioni che andiamo a riassumere qui di seguito.

 

1. Trovare una persona di pari qualifica e profilo professionale interessata all’interscambio, che abbia quindi la nostra stessa necessità.

 

2. Spedire entrambi e contemporaneamente una lettera all’ente in cui si desidera trasferirsi, nella quale si chiede la possibilità di usufruire del trasferimento tramite mobilità e si dichiara di essere a conoscenza che l’altra persona ha a sua volta presentato analoga domanda .

 

3. La lettera sopra descritta va spedita per conoscenza anche al proprio ente di appartenenza

 

 

Compiuti questi passi, la pratica passa in mano all’ente che ha ricevuto le domande, il quale deve rilasciare il nullaosta al trasferimento. i rispettivi enti coinvolti devono vicendevolmente rilasciare l’ok ai trasferimenti con mobilità compensativa.

 

Esiste anche un tipo di mobilità che si chiama mobilità volontaria per la quale la normativa indica una parità di qualifica, e non di profilo professionale, dunque può verificarsi per ruoli relativi alla stessa area, all’interno del medesimo comparto, indipendentemente dalla situazione retributiva dei singoli soggetti coinvolti.

 

Negli ultimi anni poi  con la riforma della pubblica amministrazione è stata introdotta anche la forma della mobilità obbligatoria, la quale implica per i dipendenti pubblici il trasferimento all’interno della stessa amministrazione, in altra sede collocata nel medesimo territorio dello stesso Comune oppure entro un circondario che non superi i  50 chilometri dalla sede cui sono adibiti.
Unico vincolo alla messa in pratica della mobilità obbligatoria è l’accordo preventivo tra le due amministrazioni; la volontà del lavoratore  non è affatto rilevante.

 

 

 

 

 

Moduli domanda mobilità

 

 

 

 

Per fare richiesta di domanda mobilità volontaria, è necessario scaricare e compilare i moduli allegati nella parte inferiore dell’articolo e inviarla al proprio ente di appartenenza.

 

Domanda di Mobilità Modello A – Mobilità Volontaria tra direzioni regionali diverse

 

Domanda di Mobilità Modello B – Mobilità tra direzioni regionali diverse a seguito di graduatoria

 

Domanda di Mobilità Modello F – Richiesta di trasferimento presso altra amministrazione

 

 

Inoltre, per la domanda di mobilità per dipendenti pubblici, è possibile accedere all’Impi. Un sito che offre un servizio per la mobilità dipendenti pubblici tramite un contenitore di richieste di mobilità per interscambio di mansioni dentro la pubblica amministrazione. Il servizio è gratuito. Per inserire il tuo avviso segui le indicazioni descritte nella guida del proprio sito (“Inserzioni”, “Inserisci nuova”).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: fpcgil

 

 

 

 

Patrizia Caroli

 

 

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mar, set 26, 2017  Marco Brezza
Dipendente pubblico prestazione occasionale: è possibile?
3 (60%) 23 Vota Questo Articolo

Oggi i sa arrivare a fine mese è un problema diffuso. Per questo molti, anche i dipendenti pubblici, da sempre considerati categoria “privilegiata”, quando possono cercano di arrotondare lo stipendio fisso con altre entrate che permettano di condurre una vita tranquilla.

Dunque anche chi possiede un’occupazione all’interno del pubblico impiego può relazionarsi con altre forme di lavoro di diversa tipologia.  vediamo allora insieme quali ulteriori contratti di lavoro possono essere stipulati e iniziamo a introdurre la questione relativa al  dipendente pubblico prestazione occasionale.

 

Dipendente pubblico prestazione occasionale: è possibile?

Dipendente pubblico prestazione occasionale: ecco 2 cose da sapere

 

In via introduttiva va detto che in Italia vige il principio dell’esclusività del rapporto di lavoro pubblico: il dipendente statale è tenuto a garantire l’imparzialità e il buon andamento dell’attività amministrativa (un principio di rilievo costituzionale) dedicandosi completamente al proprio lavoro presso l’ufficio cui è destinato, senza distrarre le proprie energie lavorative verso attività diverse e non inerenti a quelle che hanno che fare con le sue precipue mansioni presso la Pubblica Amministrazione.
Entrando nello specifico della questione inerente al dipendente pubblico prestazione occasionale, bisogna in primo luogo definire che cos’è una prestazione occasionale: si tratta di una forma di rapporto di lavoro spesso utilizzata da giovani e lavoratori dipendenti che hanno una possibilità di guadagno extra sfruttando le proprie competenze in altri ambiti. Nella sua definizione normativa comprende qualsiasi attività di lavoro che non abbia abitualità, professionalità, continuità e coordinazione. occasionale appunto. Questa tipologia di lavoro nasce con la famosa Legge Biagi nel 2003 3 ha subito nel corso degli anni alcune modifiche sostanziali.

 

Prestazione occasionale: la disciplina normativa

 

Attraverso la prestazione occasionale si ha la possibilità di lavorare in modo indipendente senza aprire partita IVA.

Proprio negli ultimi mesi, con la cancellazione del voucher, questo ambito ha subito molte modifiche; il 5 luglio scorso proprio l’INPS ha emanato una circolare esplicativa sulle nuove metodologie di regolamentazione del lavoro occasionale. E’ infatti proprio l’ente previdenziale appena citato che gestisce la parte economica.

 

 

Esistono due strumenti previsti dalla legge per poter eseguire lavori occasionali.

 

Il primo è il libretto famiglia per privati; il secondo è il contratto di prestazioni occasionali  CPO; per entrambi questi strumenti è stato fissato un limite massimo di retribuzione a 5 mila euro netti annui.

Oltre a quello economico esiste anche un limite di carattere dimensionale che riguarda le aziende. per poter usufruire delle prestazioni di lavoro occasionale, il datore di lavoro non può avere oltre i 5 dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

Fatti salvi i due limiti appena esplicitati, possono prestare lavoro occasionale i professionisti, i lavoratori autonomi, gli imprenditori, le associazioni, le fondazioni ed altri enti.

 

Ciò che più interessa ai fini di questo articolo però è che questa tipologia di prestazione lavorativa non può però essere utilizzata da talune categorie di lavoratori: tra queste vi sono i dipendenti pubblici.

 

Dipendente pubblico prestazione occasionale: l’eccezione

 

Tra le altre categorie di lavoratori esclusi dalla possibilità di effettuare la prestazione occasionale vi sono gli iscritti agli albi, coloro che appartengono a commissioni e ad organi di amministrazione e coloro che lavorano presso enti sportivi legalmente riconosciuti.
Ecco pertanto chiarita la questione relativa al tema del dipendente pubblico prestazione occasionale. È confermato quindi quel principio direttivo centrale nell’ordinamento italiano che citavamo in apertura. L’obiettivo sotteso a questo assunto è chiaramente legato al tentativo di evitare conflitti di interessi fra Amministrazione Pubblica e dipendenti statali.

Viene certamente da chiedersi se ha ancora senso oggi, nel momento di massima recrudescenza della crisi economica, il perdurare di questo divieto.

 

È comunque evidente che vale la regola per cui il dipendente pubblico che lavora part-time può effettuare delle prestazioni occasionali: a patto però che le stesse non cagionino un pregiudizio al corretto espletamento dei compiti che il dipendente è chiamato a svolgere all’interno dell’Amministrazione: insomma per quanto riguarda la questione dipendente pubblico prestazione occasionale, quest’ultima non deve in alcun modo contrastare con gli obblighi e i doveri istituzionali, o comunque riferibili a settori coincidenti con quelli demandati per legge alla propria amministrazione.

 

 

 

 

 

Fonte: arealavoro / fiscoetasse

 

 

 

 

Marco Brezza

 

 

 

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lun, set 25, 2017  Valentina
Chiamata Diretta come funziona
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

CHIAMATA DIRETTA DOCENTIEra stata descritta come uno dei pilastri su cui si reggeva la riforma della Buona Scuola. Nell’intento di coloro che l’avevano introdotta, c’era l’idea di poter garantire a tutte le scuole sul territorio nazionale un corpo docenti competente.

Ma chi l’ha introdotta, non aveva fatto i conti con i dirigenti scolastici che l’hanno bellamente snobbata. Parliamo della chiamata diretta. “È ora che il Governo prenda atto dell’evidente fallimento della chiamata diretta e che si ritorni al sistema delle graduatorie con criteri oggettivi, così come previsto dalla Costituzione” tuona Rino Di meglio, coordinatore nazionale della Gilda insegnanti.

È stato proprio questo sindacato a condurre indagine e a tracciare una situazione davvero deprimente, dalla quale si conclude che la chiamata diretta non ha visto un’applicazione diffusa e univoca. Al nord circa la metà delle scuole ha effettuato la chiamata diretta; al centro la percentuale scende sotto il 30%, per arrivare poi al sud, dove non si sfiora neanche il 20.

 

Un panorama quindi preoccupante e certamente fallimentare rispetto a come avrebbe dovuto essere. E allora cerchiamo intanto di capire questa chiamata diretta come funziona. Poi trarremo le conclusioni sul fatto che sia bene o male che stia miseramente fallendo.

 

 

Le linee guida sulla chiamata diretta e a chi fosse rivolta le aveva date mesi fa lo stesso Miur.

Erano previste due fasi: una entro il 31 agosto per i docenti di ruolo assegnati su ambito territoriale, e l’altra entro il 15 settembre 2016 per coloro che sono stati immessi in ruolo da GaE e da concorso 2012/2016.

 

 

Una delle prime polemiche sorte all’indomani delle linee guida che stabilivano la chiamata diretta come funziona riguardò il tema dell’anzianità di servizio, la quale, negli intenti del Miur, non era più un valore da considerare, ma semplicemente un plus del singolo.

 

 

 

Chiamata diretta come funziona per i dirigenti scolastici?

 

 

 

Ma la chiamata diretta come si applica nel concreto? Prima di tutto, i dirigenti scolastici hanno il compito di pubblicare sul sito web dei propri istituti tutti gli avvisi riguardanti l’elenco dei posti vacanti.

Attenzione però, precisiamo che tale compito non è un obbligo, dunque possono anche non pubblicare alcun avviso.

 

 

In secondo luogo avrebbero dovuto divulgare con la stessa modalità i criteri individuati per definire la chiamata diretta. Su questo punto vale la pena di ricordare che secondo la normativa che spiega la chiamata diretta, i criteri di individuazione degli insegnanti erano 18, dei quali 8 in merito ai titoli accademici e il resto di esperienze e attività di tutor.

Quali attività garantiscono vantaggi per la chiamata diretta? Elenchiamone alcune delle più significative:

 

• aver lavorato in contesti scolastici diversi

 

 

• aver utilizzato didattiche innovative e laboratoriali • aver ricoperto ruoli organizzativi • aver curato progetti interni alla scuola o con altre agenzie del territorio

 

 

 

Successivamente i dirigenti scolastici avrebbero dovuto pubblicare le modalità di presentazione delle candidature e i relativi termini di scadenza. Una volta esaminate le candidature, il dirigente scolastico individua il docente più adatto al ruolo e fissa un colloquio per proporre in via ufficiale incarico. Tale colloquio può svolgersi anche on line, non necessariamente di presenza fisica.

 

 

Chiamata diretta chi riguarda

 

La modalità di applicazione della chiamata diretta e i compiti dei dirigenti scolastici in questo ambito lo abbiamo appena affrontato. Andiamo ora a vedere a chi è rivolta. La chiamata diretta prima di tutto riguarda in via esclusiva i docenti immessi in ruolo coinvolti dalle procedure di assegnazione nell’ambito territoriale.

 

Proviamo a tradurre quanto appena scritto in fasi:

 

- B1/B2 se soddisfatti dal secondo ambito in poi.

 

- B3 – assegnazione ambito definitivo nella provincia di assunzione degli insegnanti assunti nell’anno scolastico 2015/16 nelle fasi B e C del piano di assunzioni da Concorso

 

- C – docenti neo assunti al 1/9/2015 da GAE nelle fasi B e C del piano di assunzioni

 

- D – I docenti neo assunti al 1/9/2015 da GAE e da CONCORSO nelle fasi 0 e A e quelli assunti da fase B e C dal concorso del piano di assunzioni.

 

 

 

Pienamente coinvolti nella chiamata diretta anche i docenti che sono stati immessi in ruolo dal 1° settembre 2016, da Graduatorie ad esaurimento residue o da concorso. La chiamata diretta funziona per tutte categorie di insegnati appena citate, ma non può trovare invece applicazione per i docenti in ruolo che hanno fatto domanda di mobilità prima del 2015/2016 ed esclude anche le assegnazioni delle supplenze.

 

 

 

Chiamata Diretta Affondata Dalla Scuola

 

 

 

La chiamata diretta come funziona e tutte le procedure previste per la sua applicazione sono state considerate fin da subito troppo laboriose per i dirigenti scolastici. Il fatto stesso che il docente scelto, se destinatario di più offerte, possa liberamente scegliere quale accettare è un dato troppo incerto da sostenere per coloro che devono dirigere una scuola.

 

 

Anche gli insegnanti non sono affatto soddisfatti della chiamata diretta come funziona e quali conseguenze ha sulla loro professionalità.  Molti sono i casi denunciati dagli stessi docenti; dalla professoressa depennata perché in maternità, a classifiche che vedono chi ha meno punteggio passare davanti per il fatto stesso di aver già lavorato in quell’istituto, fino al caso limite dell’insegnante di latino dentro un istituto tecnico, dove il latino non rientra tra le materie previste.

 

 

Tra chi ancora sostiene la buona scuola c’è chi afferma che questo è solo un momento di smarrimento e che la riforma era necessaria e non può prorogabile. Sul fatto che una riforma fosse necessaria siamo tutti d’accordo. Quello su cui ci si deve interrogare è se abbia avuto senso farla così. Senza valutare troppo le conseguenze. Che stanno arrivando una dopo l’altra tutte al pettine.

 

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / tecnicadellascuola / professionistiscuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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gio, set 21, 2017  Valentina
Preavviso e Legge 104
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

preaL’Aran, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, durante la trattazione del rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici con i sindacati ha proposto un preavviso di 3 giorni per poter usufruire dei permessi previsti dalla legge 104 del 1992, in favore dei dipendenti pubblici che abbiano necessità di assistere un familiare affetto da disabilità certificata.

 

 

Si tratterebbe, nell’idea dell’agenzia, di un preavviso obbligatorio sulla falsa riga di quello mensile richiesto per la donazione del sangue, che però non vado a intaccare le esigenze operative degli uffici coinvolti e rimanga in linea con quanto previsto dalla Riforma Madia.

 

 

L’agenza governativa comunque nella sua proposta specifica anche la possibilità di ridurre il periodo ipotetico di preavviso a meno di 3 giorni, nei casi di “particolare e comprovata urgenza e necessità”.

 

Precisiamo che l’incontro nel quale si è affrontato il tema di preavviso e legge 104 ha avuto un carattere interlocutorio e nulla è stato stabilito o legiferato né alcun accordo ufficiale è stato raggiunto tra le parti coinvolte. Se diverrà concreto, questo obbligo di preavviso verrà inserito all’interno del piano di riordino delle assenze per malattia nel quadro dei prossimi rinnovi contrattuali della pubblica amministrazione.

 

 

 

Preavviso e Legge 104. Usi e abusi

 

 

 

La genesi della legge 104 del 1992 è legata all’assistenza di un familiare con disabilità o al possesso di una disabilità certificata. La disciplina attuale consente di assentarsi dal luogo di lavoro per alcuni giorni al mese, garantendo al proprio datore di lavoro con congruo anticipo.

L’intento dell’Aran con questa proposta è quello di andare a definire meglio il termine congruo, dandogli un’identità numerica, stabilita in 3 giorni. Chiaramente, la tutela del diritto del lavoratore dipendente, deve necessariamente garantire delle eccezioni per i permessi richiesti il giorno stesso, nel caso si verifichino gravi emergenze improvvise.

 

 

Sebbene sia una legge che in un paese civile non può certo mancare, la 104 ha creato una spesa fissa per le tasche dello stato di circa 3 miliardi di euro l’anno, alcuni dei quali però purtroppo del tutto illeciti. A dimostrazione di questo c’è l’utilizzo completamente differente tra settore pubblico e privati di questi permessi del circa un milione di italiani che ne hanno fatto richiesta. Questa diversità di uso e frequenza desta preoccupazione e forti dubbi sulla legittimità e soprattutto sulle finalità della richiesta stessa.

A dirlo è lo stesso Tito Boeri, presidente Inps. Da qui la necessità di mettere in piedi degli strumenti di controllo, in modo da garantire sia l’operatività dell’ente pubblico di appartenenza che la fruizione della legge 104 da parte del dipendente.

In linea con questa necessità è la proposta dell’Aran dei 3 giorni di preavviso, ma anche della programmazione mensile dei permessi, con la possibilità di modifica delle date in casi di emergenza.

 

 

Recentemente anche il ministro Fedeli aveva parlato della necessità di monitorare maggiormente l’andamento della legge 104. In ogni caso questa proposta è attualmente al vaglio delle associazioni sindacali e, qualora venisse riconosciuta come valida, verrà inserito all’interno delle norme di disciplina del rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici.

Il sindacato Uil però ha già messo le mani avanti, precisando di non volere criminalizzazioni. Mentre la Flp avverte che non si può chiudere un contratto senza risorse e meno diritti. Insomma non sarà facile per l’agenzia governativa fare ordine in tema di preavviso e legge 104.

 

 

 

Preavviso mai disciplinato fino ad ora

 

 

 

L’argomento preavviso e legge 104 non possiede un regolamento preciso e strutturato, proprio perché nell’arco degli anni non si è mai avvertita la necessità di fissare limiti. Il decreto Madia e lo spirito che ha portato alla sua ideazione hanno invece chiaramente fatto luce sull’estrema esigenza di regolamentare quanto più possibile questi temi, al fine di tutelari i dipendenti onesti e punire i furbetti.

 

 

Bisogna andare indietro fino al 2010 per risalire a una circolare ministeriale, la quale, al punto 7 recita “salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei permessi, l’interessato dovrà comunicare al dirigente competente le assenze dal servizio con congruo anticipo, se possibile con riferimento all’intero arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa”.

 

 

Prima di allora, la questione è stata affrontata dal Parere del Dipartimento della Funzione Pubblica datato 8 febbraio 2008, nel quale si invitavano le amministrazioni a concordare preventivamente con il lavoratore le giornate o le ore di permesso sotto la legge 104.

Nel 2000 fu il defunto istituto INPDAP a indicare al dipendente pubblico di fornire al proprio datore di lavoro il numero dei giorni o delle ore di assenza, nel momento stesso della richiesta di fruizione della legge 104.

 

 

Tornando al presente, questa mancanza di indicazioni ufficiali o di direttive legislative sul tema del preavviso e legge 104 crea confusione e sempre più spesso attriti, se non addirittura contenziosi. Per evitare conseguenze poco piacevoli molti enti pubblici si sono quindi autonomamente creati delle discipline interne, al fine di regolamentare la fruizione dei permessi. Questo andamento dà l’idea di quanto sia urgente la disciplina su scala nazionale.

 

 

 

 

 

Fonte: leggioggi / ilsole24ore

 

 

 

 

 

Valentina stipa

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mar, set 19, 2017  Valentina
Concorso allievi Ufficiali Pilota di Complemento (a.u.p.c.)
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Fonte: associationsnow.com

Fonte: associationsnow.com

Il ministero della difesa ha indetto un concorso per il reclutamento nell’anno 2018 di 14 Allievi ufficiali piloti di complemento (AUPC) e 98 Allievi ufficiali in ferma prefissata (AUFP) della Marina Militare. Si tratta di un evento piuttosto raro, in quanto i concorsi per questo genere di ruoli non sono così frequenti.
Coloro che verranno ammessi con il grado di Aviere Allievo Ufficiale Pilota di Complemento dovranno obbligatoriamente sottoscrivere una ferma di dodici anni per poi essere promossi al grado di Aviere Scelto al compimento del terzo mese di servizio e successivamente al grado di Sergente pilota di complemento all’atto del conseguimento del brevetto di pilota di aeroplano.
Il bando di concorso che è già stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale, 4^ Serie speciale del 27 giugno 2017, prevede lo svolgimento del concorso suddiviso in diverse fasi:

 

• Una prova scritta che si svolgerà presso la sede di Ancona a cavallo tra i mesi di ottobre e novembre prossimi.
• Una prova di lingua inglese (riservata però a coloro che vogliono partecipare al concorso per l’ammissione al 17° e 18° corso AUPC);
• Gli accertamenti psico-fisici;
• L’accertamento attitudinale;
• Le prove di efficienza fisica;
• L’accertamento dell’idoneità psico-fisica al volo (riservata però a coloro che vogliono partecipare al concorso per l’ammissione al 17° e 18° corso AUPC);
• La valutazione dei titoli di merito, compresi quelli accademici e formativi.

Una volta terminate tutte le prove del concorso allievi ufficiali, i sergenti pilota di complemento che avranno superato con successo tutte le prove per il conferimento del brevetto di pilota militare, riceveranno la nomina a Sottotenente pilota di complemento conferita con decreto di nomina del Ministro della difesa, e saranno impiegati secondo le esigenze dell’Amministrazione della Difesa.
Gli ufficiali piloti di complemento in ferma dodicennale potranno partecipare a specifici concorsi, qualora ne abbiano i requisiti e potranno così transitare verso il speciale in servizio permanente.
Precisiamo che la domanda di partecipazione può essere presentata per un solo ruolo ed esclusivamente in via telematica, attraverso il portale dei concorsi del ministero della difesa. Sarà necessario seguire la procedura guidata per la registrazione e poi procedere alla compilazione del bando. La domanda di partecipazione al bando di concorso allievi ufficiali può essere modificata, aggiornata o annullata, anche se è già stata compilata, purché tutto ciò avvenga entro i termini di scadenza.

 

 

 

Concorso allievi Ufficiali Aufp 2017 Aeronautica

 

 

A questo concorso allievi ufficiali possono partecipare i cittadini italiani senza distinzione di sesso che abbiano conseguito il diploma di scuola media superiore di secondo grado, ad eccezione per i partecipanti al Concorso A.U.F.P. per il Corpo Sanitario Aeronautico per il quale chiaramente viene richiesta la laurea magistrale in medicina e chirurgia e anche l’abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo.
La ripartizione dei posti disponibili per la frequentazione del concorso per allievi ufficiali piloti di complemento ne prevede 14, suddivisi nel seguente modo:

 

 

-  6 per il Corpo di stato maggiore e 4 per il Corpo delle capitanerie di porto, da ammettere al 17° corso Allievi ufficiali piloti di complemento, con inizio attività fissato indicativamente a febbraio 2018;
-  4 posti, per il Corpo di stato maggiore, da ammettere al 18° corso Allievi ufficiali piloti di complemento, con inizio servizio fissato indicativamente a ottobre 2018;

 

 

 

Per l’ammissione al 18° corso Allievi Ufficiali in ferma prefissata, ausiliari del ruolo normale, non vengo richiesti requisiti o competenze specifiche, fatta eccezione per il diploma di laurea. per questo settore, il ministero della difesa ha messo in conto una suddivisione dei posti così ripartita:

 

 

- n. 10 posti per il Corpo del genio della Marina – specialità infrastrutture;
- n. 2 posti per il Corpo del genio della Marina – specialità armi navali, per l’impiego nel settore cyber defence;
- n. 8 posti per il Corpo sanitario militare marittimo – riversato ai medici;
- n. 39 posti per il Corpo delle capitanerie di porto;
- n. 1 posto per il Corpo delle capitanerie di porto, per l’impiego nel settore cyber defence;.

 

 

L’ammissione al 18° corso Allievi Ufficiali in ferma prefissata, ausiliari del ruolo speciale, il quale prevede come requisito base il diploma di scuola superiore secondo gli intenti del ministero della difesa avrà invece una suddivisione dei posti così strutturata:

 

- n. 8 posti per il Corpo di stato maggiore;
- n. 30 posti per il Corpo delle capitanerie di porto.

 

 

 

Al concorso allievi ufficiali possono partecipare tutti coloro che abbiano compiuto il diciassettesimo anno di età e non abbiano superato il giorno di compimento del 23° anno di età alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande, qualora si partecipi al concorso per l’ammissione al 124° corso Allievi Ufficiali Piloti di Complemento (AUPC).

 

 

Se invece si vuole partecipare al concorso per l’ammissione al 9° corso Allievi Ufficiali in ferma Prefissata (AUFP) rimane sempre vincolante il compimento dei 17 anni di età anagrafica, ma è indispensabile non aver superato il giorno di compimento del trentottesimo anno di età alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande.
Qualunque altra informazione per il concorso allievi ufficiali di carattere generale o specifico può essere reperita sia dal bando di concorso pubblicato sulla gazzetta ufficiale che anche rivolgendo direttamente al ministero della difesa.

 

 

 

 

Fonte: marina.difesa / aeronautica.difesa

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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