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Archivi al giorno settembre 21st, 2017

gio, set 21, 2017  Valentina
Preavviso e Legge 104
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preaL’Aran, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, durante la trattazione del rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici con i sindacati ha proposto un preavviso di 3 giorni per poter usufruire dei permessi previsti dalla legge 104 del 1992, in favore dei dipendenti pubblici che abbiano necessità di assistere un familiare affetto da disabilità certificata.

 

 

Si tratterebbe, nell’idea dell’agenzia, di un preavviso obbligatorio sulla falsa riga di quello mensile richiesto per la donazione del sangue, che però non vado a intaccare le esigenze operative degli uffici coinvolti e rimanga in linea con quanto previsto dalla Riforma Madia.

 

 

L’agenza governativa comunque nella sua proposta specifica anche la possibilità di ridurre il periodo ipotetico di preavviso a meno di 3 giorni, nei casi di “particolare e comprovata urgenza e necessità”.

 

Precisiamo che l’incontro nel quale si è affrontato il tema di preavviso e legge 104 ha avuto un carattere interlocutorio e nulla è stato stabilito o legiferato né alcun accordo ufficiale è stato raggiunto tra le parti coinvolte. Se diverrà concreto, questo obbligo di preavviso verrà inserito all’interno del piano di riordino delle assenze per malattia nel quadro dei prossimi rinnovi contrattuali della pubblica amministrazione.

 

 

 

Preavviso e Legge 104. Usi e abusi

 

 

 

La genesi della legge 104 del 1992 è legata all’assistenza di un familiare con disabilità o al possesso di una disabilità certificata. La disciplina attuale consente di assentarsi dal luogo di lavoro per alcuni giorni al mese, garantendo al proprio datore di lavoro con congruo anticipo.

L’intento dell’Aran con questa proposta è quello di andare a definire meglio il termine congruo, dandogli un’identità numerica, stabilita in 3 giorni. Chiaramente, la tutela del diritto del lavoratore dipendente, deve necessariamente garantire delle eccezioni per i permessi richiesti il giorno stesso, nel caso si verifichino gravi emergenze improvvise.

 

 

Sebbene sia una legge che in un paese civile non può certo mancare, la 104 ha creato una spesa fissa per le tasche dello stato di circa 3 miliardi di euro l’anno, alcuni dei quali però purtroppo del tutto illeciti. A dimostrazione di questo c’è l’utilizzo completamente differente tra settore pubblico e privati di questi permessi del circa un milione di italiani che ne hanno fatto richiesta. Questa diversità di uso e frequenza desta preoccupazione e forti dubbi sulla legittimità e soprattutto sulle finalità della richiesta stessa.

A dirlo è lo stesso Tito Boeri, presidente Inps. Da qui la necessità di mettere in piedi degli strumenti di controllo, in modo da garantire sia l’operatività dell’ente pubblico di appartenenza che la fruizione della legge 104 da parte del dipendente.

In linea con questa necessità è la proposta dell’Aran dei 3 giorni di preavviso, ma anche della programmazione mensile dei permessi, con la possibilità di modifica delle date in casi di emergenza.

 

 

Recentemente anche il ministro Fedeli aveva parlato della necessità di monitorare maggiormente l’andamento della legge 104. In ogni caso questa proposta è attualmente al vaglio delle associazioni sindacali e, qualora venisse riconosciuta come valida, verrà inserito all’interno delle norme di disciplina del rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici.

Il sindacato Uil però ha già messo le mani avanti, precisando di non volere criminalizzazioni. Mentre la Flp avverte che non si può chiudere un contratto senza risorse e meno diritti. Insomma non sarà facile per l’agenzia governativa fare ordine in tema di preavviso e legge 104.

 

 

 

Preavviso mai disciplinato fino ad ora

 

 

 

L’argomento preavviso e legge 104 non possiede un regolamento preciso e strutturato, proprio perché nell’arco degli anni non si è mai avvertita la necessità di fissare limiti. Il decreto Madia e lo spirito che ha portato alla sua ideazione hanno invece chiaramente fatto luce sull’estrema esigenza di regolamentare quanto più possibile questi temi, al fine di tutelari i dipendenti onesti e punire i furbetti.

 

 

Bisogna andare indietro fino al 2010 per risalire a una circolare ministeriale, la quale, al punto 7 recita “salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei permessi, l’interessato dovrà comunicare al dirigente competente le assenze dal servizio con congruo anticipo, se possibile con riferimento all’intero arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa”.

 

 

Prima di allora, la questione è stata affrontata dal Parere del Dipartimento della Funzione Pubblica datato 8 febbraio 2008, nel quale si invitavano le amministrazioni a concordare preventivamente con il lavoratore le giornate o le ore di permesso sotto la legge 104.

Nel 2000 fu il defunto istituto INPDAP a indicare al dipendente pubblico di fornire al proprio datore di lavoro il numero dei giorni o delle ore di assenza, nel momento stesso della richiesta di fruizione della legge 104.

 

 

Tornando al presente, questa mancanza di indicazioni ufficiali o di direttive legislative sul tema del preavviso e legge 104 crea confusione e sempre più spesso attriti, se non addirittura contenziosi. Per evitare conseguenze poco piacevoli molti enti pubblici si sono quindi autonomamente creati delle discipline interne, al fine di regolamentare la fruizione dei permessi. Questo andamento dà l’idea di quanto sia urgente la disciplina su scala nazionale.

 

 

 

 

 

Fonte: leggioggi / ilsole24ore

 

 

 

 

 

Valentina stipa

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