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VVF: Rispondono Alla Chiamata in Piazza dei Sindacati di Sicurezza



VVF: Rispondono Alla Chiamata in Piazza dei Sindacati di Sicurezza
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“Sicurezza , sanità e istruzione sono i pilastri su cui si regge una società democratica e giusta. Non è possibile affrontare il tema della sicurezza con la logica del ragioniere, completamente slegata dall’effettiva valutazione dei bisogni dei cittadini. Assicurare la funzionalità delle strutture destinate alla tutela della legalità è uno degli investimenti che possono garantire uno sviluppo al paese Con i tagli indiscriminati alla sicurezza nessuno sarà in grado di aiutare i cittadini ”.

23 ottobre: protesta cittadini in uniforme

 

È con questo spirito che martedì 23, ovvero domani, i sindacati del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico scenderanno in piazza, proprio davanti al parlamento; tra gli altri a guidare la protesta saranno i sindacati della Polizia di Stato (Siulp, Sap, Ugl polizia di stato, Consap),  Polizia Penitenziaria (Sappe, Fns-Cisl, Ugl penitenziaria), Corpo Forestale dello Stato (Sapaf, Ugl forestale, Fe.Si.Fo, Fns-Cisl) e Vigili del Fuoco (Fns-Cisl, Co.na.po, Ugl VV.F) affianco ai quali sfileranno migliaia di donne e uomini in uniforme che quotidianamente ci garantiscono sicurezza e protezione dentro e fuori il nostro paese.

 

I numeri della spending review parlano chiaro e i sindacati di categoria parlano ci un trattamento “da ragionieri” riservato a un comparto come quello della sicurezza che necessita invece di una riforma radicale ma di risorse umane e produttive numerose ed efficienti; “Oltre ai circa 4 miliardi di tagli sui capitoli di finanziamento che rendono questi comparti quelli che hanno subito il maggiore taglio sotto la scure cieca e lineare del governo, il blocco del turn over, che comporterà la perdita di circa 22mila unità per polizia e carabinieri, circa 10mila per la Polizia Penitenziaria e la Guardia di Finanza e un calo altrettanto pesante, in termini percentuali, per tutte le altre Forze di Polizia e di circa 5 mila unità per i Vigili del Fuoco, ora il Ministro Fornero vuole che i questi operatori restino in servizio sino e oltre a 65 anni ”.

 

 

Spending Review: richiesta dei sindacati

 

La richiesta chiara dei sindacati è rivolta anche agli altri dicasteri che non concordano con la riforma Fornero; si chiede loro di unirsi alla voce di protesta, portando così anche l’aspetto istituzionale in piazza e non lasciando ancora una volta il popolo dei lavoratori solo contro le istituzioni. Tra le categorie del comparto sicurezza più amareggiate e combattive che scenderanno in piazza ci sono i Vigili del Fuoco, come spiega Antonio Brizzi, segretario generale del CONAPO – sindacato autonomo vigili del fuoco – “I vigili del fuoco sono esasperati e stanchi del trattamento che ricevono dai governi; basti pensare che le retribuzioni sono mediamente di 3/400 euro mensili inferiori rispetto agli altri corpi dello Stato preposti alla sicurezza e accedono alla pensione ben 5 anni dopo gli appartenenti alle forze di polizia e forze armate, poiché, a differenza di questi corpi, il servizio operativo non viene riconosciuto in alcun modo ”.

 

“L’assenza di risposte del governo in materia pensionistica e di assunzioni” – continua Brizzi – “i continui tagli alla sicurezza, il peggiore trattamento riservato ai vigili del fuoco rispetto agli altri corpi dello Stato e le misure contenute nella nuova legge di stabilità ci costringono, ancora una volta, a mobilitarci. Abbiamo da tempo chiesto un incontro al ministro dell’Interno Cancellieri che nemmeno si è degnata di rispondere, pertanto la protesta è inevitabile ”.

 

Fonti: Grnet, Adnkronos e Forzearmate.org

 

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