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33 Milioni In Arrivo Nelle Casse Statali.I Primi Effetti Della Spending Review



33 Milioni In Arrivo Nelle Casse Statali.I Primi Effetti Della Spending Review
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Un risparmio che si aggira intorno ai 33 milioni annui per le casse dello stato quello che si otterrà con una serie di tagli attuati come previsto dalla famigerata spending review in 9 ministeri, 21 enti di ricerca, 20 enti pubblici non economici e 24 enti Parco oltre Inps e Enac per un totale complessivo di 7576 esuberi di risorse umane.

Anche se i numeri sembrano enormi è necessario analizzarli tenendo conto degli ammortizzatori previsti dal governo Monti, come la pensione anticipata, la mobilità e il part-time. Tutte formule infatti permetteranno un ricollocamento del personale in esubero senza necessariamente eliminarlo dall’organico.

 

Nessuno Sconto Neanche Per i Ministeri

 

I tagli riguardano infatti come già precisato anche i dicasteri, tra i quali il più colpito è senza dubbio quello della pubblica situazione. Il ministero della funzione pubblica si è poi affrettato a precisare che da questa riforma “ne scaturisce un disegno meditato sulle dimensioni ottimali delle amministrazioni centrali. E quando nel 2016 si sbloccherà il turnover si potranno così fare assunzioni là dove servono mentre sarà impedito di assumere là dove il fabbisogno ottimale è già coperto. Si tratta di un passo fondamentale anche per la gestione futura del personale e per realizzare in modo duraturo economie di spesa. Con questa riforma l’Italia scende sotto la media Ocse: ora nessuno potrà più dire che gli impiegati pubblici sono troppi. Si apre invece la questione della qualità del loro lavoro”.

Anche se le parole del ministro dovrebbero avere una funzione rassicurante, la percezioni che hanno gli italiani è decisamente nella direzione opposta. Il rapporto Eurispes infatti che verrà presentato il 31 gennaio prossimo alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ma che è già stato divulgato fa emergere una costante insoddisfazione della popolazione verso le situazioni e un brusco calo di fiducia in tutto ciò che le simboleggia, dal presidente della repubblica fino ai partiti politici.

“Siamo di fronte a una insoddisfazione che non ha precedenti nella storia recente italiana. L’aver voluto delegare a un governo tecnico la guida del Paese, sembrerebbe aver messo in discussione la fiducia nella Presidenza della Repubblica che ha ispirato e gestito l’operazione e nella politica in generale, alla quale probabilmente viene imputata una fuga dalle responsabilità di fronte alla crisi “. Questo il commento del presidente Euriospes  Gian Maria Fara di fronte a dati che rispecchiano le percezioni comuni: in modo proporzionale sale la fiducia degli italiani verso il volontariato e le forze dell’ordine, unici baluardi rimasti di un paese in piena crisi e non solo economica.

 

fonte: forzearmate / grnet / pierferdinandocasini

 

 Valentina Stipa

 


 

 

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