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F 35. Portatori Di Guai



F 35. Portatori Di Guai
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Sembra proprio che la polemica sull’acquisto dei famigerati F35 in dotazione all’aeronautica militare non trovi pace. Pareva passata in sordina questa storia e considerando quanto poco se ne sta parlando sui media italiani in effetti è così. Ma solo in parte. Perché le ultime dichiarazioni del Ministro Mauro hanno riacceso un fuoco che era solo sopito sotto la cenere.

 

vauro-f35_nIl fatto che l’azienda produttrice, per suoi interessi, per suoi comodi, abbia preso la frase che io ho detto sugli F35 in Parlamento,  così come quella di altri 9 ministri della Difesa di altrettanti Paesi che aderiscono al programma degli F-35, è strumentale sia da parte dell’azienda produttrice che da parte di chi mi critica, facendo dunque polemiche prive di consistenza”. Parole taglienti quelle del ministro legate all’uso considerato poco appropriato che la Lockeed, l’azienda incaricata della costruzione dei velivoli, ha fatto in uno spot promozionale.

 

Ma I Progetti Governativi Volano Più In Alto Degli F 35

 

Il ministro semplifica tutto assimilando le sue dichiarazioni a quelle di molti altri suoi pari in altrettanti paesi europei che dal 1996 hanno aderito al progetto  sugli F 35, con l’unico scopo di riattrezzare i propria armamenti nelle forze armate interne, con nuove navi, nuove armi e anche nuovi velivoli.

 

E proprio coerentemente con questa affermazione è già stato annunciato un piano di ammodernamento anche per la marina militare. Forse per par condicio, chissà. Di sicuro si  sa che  il primo finanziamento in questa direzione ammonta a qualcosa come 7 miliardi per l’acquisizione di dodici nuovi pattugliatori d’altura ‘dual-use’.

 

Una cifra che verrà compensata, tra le altre cose, presumibilmente con tagli alle retribuzioni dei dipendenti pubblici, blocchi contrattuali, sospensione per altri tre anni del turn-over, blocchi degli straordinari, riduzioni dei fondi integrativi. Niente di nuovo sotto il sole. Una cifra esattamente identica a quella che servirebbe per rinnovare il CCNL triennale di tre milioni e mezzo di lavoratori pubblici. Ma l’aspetto umanitario di questo acquisto non va sottovalutato: queste navi potrebbero servire per l’operazione umanitaria ‘Mare Nostrum’, per far fronte all’annoso problema dell’immigrazione, causa di tante tragedia umanitarie.

 

A confrontarsi lo scorso 29 ottobre in parlamento è stato anche il gen. Enzo Stefanini, a capo per 8 anni dell’Aviazione dell’Esercito, durante l’audizione del Segretariato Generale della Difesa alla Commissione Difesa della Camera nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sui sistemi d’arma e in particolare sul programma Lockheed Martin F-35.

Il generale ha tenuto a precisare che le sue erano solo impressioni soggettive, poiché al momento non si dispone di alcun indicatore numerico per fare un bilancio oggettivo. Tuttavia ha precisato che “partecipare al programma non significa avere automaticamente ricadute economiche dalla produzione di questi aerei”.

Un’affermazione che lascia indicibile amarezza in bocca.

 

 

Fonte: lastampa / asca / primadanoi / web.rifondazione

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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