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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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gio, nov 7, 2013  Valentina

 

besaglieriSe ne parla e ci si pensa poco, ma in Afghanistan insieme all’esercito e ai parà, sono schierati anche i nostri bersaglieri, specialità dell’Arma di fanteria dell’Esercito italiano, istituita con regio brevetto del 18 giugno 1836, da Carlo Alberto di Savoia e che si distinse l’8 aprile 1848 nella battaglia di Goito durante la prima guerra d’indipendenza.

 

Nel corso della loro storia I bersaglieri vennero impiegati anche per contrastare il brigantaggio nel meridione d’Italia, dopo l’unificazione del 1861 e proprio in questa fase si dimostrò un corpo particolarmente adatto specie per le impervietà del territorio, nel quale prestarono servizio. Dagli anni 90 invece questo corpo divenne e rimane tutt’ora una punta di diamante nelle missioni all’estero come Iraq, Libano e Afghanistan, appunto.

 

 

Bersaglieri Attivi Sul Fronte Caldo E dietro Le Barricate

 

Insieme ai paracadutisti del 183° reggimento Nembo e ai militari del 4° reggimento Genio Guastatori di Palermo, solo pochi giorni fa, i Bersaglieri del 7° di Altamura  impiegati a Shindand dal gennaio 2013,  hanno fronteggiato un attacco a colpi di armi leggere, mortai e lanciarazzi, che fortunatamente non ha provocato morti né feriti.

 

L’aspetto maggiormente preoccupante di questi attacchi, studiati e molto complessi in termini militari, è dato dal fatto che  fino a poco tempo fa, avvenivano solo nelle zone meridionali, come il Gulistan, mentre adesso sembrano coinvolgere sempre più spesso le zone del nord del paese.

 

bersaglieri-in-afghanistan-1Ma i Bersaglieri sono presenti anche nelle attività fuori dal fronte, di carattere umanitario che certamente lasceranno il segno in queste terre martoriate tra la popolazione che rimane.

 

Un esempio concreto di questa attività è stata quella rivolta pochi giorni fa, subito dopo la cessione della propria base di Farah secondo la Transition Support Unit South (TSU-S), all’orfanotrofio della città, che accoglie circa 300 bambini di età compresa tra i sette e i dodici anni e che si è visto donare dai militari del 6° reggimento bersaglieri di Trapani coperte e farmaci per le cure delle più frequenti malattie infettive.

 

E anche i bambini della scuola primaria Shaid Nader di Farah potranno studiare più serenamente grazie a una serie di pannelli solari, utili sia per i servizi elettrici che per l’approvvigionamento di acqua dal sottosuolo.

 

Anche il Department of Women Affair (DOWA) di Farah ha ricevuto in dono una fornitura per l’igiene femminile grazie alla generosità del Patronato Assistenza Spirituale Forze Armate di Trapani (PASFA), così come anche il villaggio di Rigi, vicino a Farah, ha ricevuto latte, riso e farina per sfamare i suoi abitanti.

 

 

Fonte: youreporternews / mnews / cn23tv / esercito.difesa

 

 

Valentina Stipa

 

 

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mar, gen 21, 2014  Patrizia Caroli

L’Esercito sarà impegnato in Campania, nella cosiddetta Terra dei Fuochi, a salvaguardia e per la sicurezza dei cittadini. Il Governo che ha dato via libera all’invio dei militari in quelle terre ha precisato, attraverso il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, che l’impiego dei militari durerà il tempo necessario a bloccare il fenomeno dei roghi e agirà in maniera sinergica. Il ministro ha spiegato che: “Il punto fondamentale è non far diventare l’esercito la questione principale perché è un supporto alle forze dell’ordine e non deve essere sostitutivo. L’arrivo dei militari non ci deve indurre a rinunciare a un’organizzazione più efficiente e definitiva del sistema di pubblica sicurezza”.

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Il contingente per la Terra dei Fuochi prevede l`impiego di oltre 400 militari a rotazione per poter garantire una vigilanza continua del territorio. In caso di necessità è previsto l’impiego fino a 800 uomini. Il reperimento dei soldati sarà fatto nella brigata bersaglieri Garibaldi e per la sorveglianza notturna saranno usati anche dei piccoli droni appartenenti ai 41esimo reggimento Cordenons di Sora. L’Esercito, dunque, torna in Campania per fronteggiare l ‘emergenza così come avvenne per l’operazione “Strade Pulite”per i cumuli di rifiuti a Napoli.  ”Auspico che al personale impiegato in aree altamente contaminate sia garantita l’adeguata tutela con equipaggiamenti e mezzi idonei a fronteggiare questa ennesima emergenza”: è quanto afferma il maresciallo dell’esercito italiano Gennaro Galantuomo, delegato Co.Ce.R.

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donne-esercito-italiano

L’Esercito alle prese con il taglio del personale e delle spese

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L’impiego dei militari in queste situazioni di emergenza porta alla luce alla ribalta altri temi per il personale dell’esercito alle prese con il contenimento della Spesa Pubblica da parte del Governo. Il delego Co.Ce.R afferma, infatti, che i “militari che saranno chiamati a fare gli straordinari è da 5 anni ormai che non vedono un euro di aumento a differenza di altre categorie di lavoratori statali”.

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Le parti interessate, quindi, chiedono una maggior tutela, sotto ogni punto di vista, per il personale impegnato in questa operazione. Un momento particolare per tutto il settore soprattutto alla luce della decisione del Consiglio dei Ministri, con l’approvazione di due decreti legislativi attuativi della legge 244 del 2012, che ha deciso il taglio di 27.800 unità delle Forze Armate (20 mila militari e 7.800 civili) portando così a 150 mila unità il totale dei militari in Italia (contro le attuali 170 mila unità). La decisione riguarda anche il numero del personale dirigente con una riduzione dei generali del 30% (dagli attuali 433 a 310) e dei colonnelli che passeranno da 1957 a 1566 unità.

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Patrizia Caroli

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gio, ott 31, 2013  Valentina

 

Passaggio di consegna storico nell’Afghanistan occidentale avvenuto ufficialmente lo scorso 26 ottobre nella base Dimonios di Farah con una cerimonia che ha sancito la presa in carico della base da parte dei locali, permettendo a 800 militari italiani, presenti sul territorio dal 2006, di rientrare in patria.

 

afghanistanLa cerimonia ha visto il governatore della provincia, Mohammad Omar Sherzad, ricevere dalle mani dei Bersaglieri del VI reggimento di Trapani le chiavi della base, che diverrà così parte integrante del 207esimo corpo d’armata dell’esercito afgano.

Tale rimpatrio è solo parziale al momento poiché il passaggio di consegne effettivo e definitivo avverrà nel 2014 come stabilito dall’Alleanza atlantica durante il summit di Chicago del maggio 2012.

 

In contemporanea a questo passaggio di consegne si è svolta anche la chiusura del Provincial reconstruction team (Prt) americano, operante in modo attivo dal 2004 nella provincia con compiti precisi finalizzati a facilitare lo sviluppo dell’economia locale e a favorire il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

 

Questo processo di transizione va di pari passo con il ripiegamento del nostro contingente, come ha dichiarato lo stesso ministro Mauro, ricordando che nell’ultimo trimetre del 2013 ci sarà una riduzione pari a 2900 unità e di altre 1800 dell’ultimo trimestre 2014.

 

Ma come in ogni territorio di guerra, alti e bassi fanno da padroni in Afghanistan. E alla buona notizia del rientro di 800 italiani, arriva quella brutta dell’attacco di un gruppo di talebani, dotati di armi leggere e lanciarazzi ai danni dei nostri militari, impegnati in un’operazione di controllo e bonifica a pochi chilometri dalla base di Shindand. Per fortuna non sono stati registrati feriti e i nostri soldati hanno respinto l’attacco anche grazie all’ausilio di cacciabombardieri della Nato ed elicotteri d’attacco Mangusta.

 

L’attacco dei talebani arriva a pochi giorni dall’esplosione di un ordigno al passaggio di un’altra nostra pattuglia, accompagnata dal lancio di razzi contro una base, sempre a Shindand. anche in questi due casi per fortuna non sono stati registrati feriti tra i nostri soldati.

 

 

Fonte: lastampa /adnkronos/ esercito.difesa /tmnews

 

 

Valentina Stipa

 

 

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mar, set 25, 2012  Roberta Buscherini

Una pattuglia di militari italiani è intervenuta ieri in Afghanistan per soccorrere un’unità dell’esercito afghano che stava essendo attaccata da un gruppo di insorti nella provincia di Farah.

 

Si tratta di militari della Task-Force South –  costituita da alpini del 9° reggimento, bersaglieri dell’8° e genieri del 32°- che sono riusciti a salvare 4 militari afghani rimasti feriti dopo lo scontro a fuoco con un gruppo di insorti.

 

 

 

 

 

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