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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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gio, set 4, 2014  Marco Brezza

Comparto sicurezza affetto da carente programmazione strategica? È l’interrogativo posto dal Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia ) di Treviso in merito alla situazione di stallo provocata dal prolungamento del blocco stipendi Polizia di Stato, oltre al lavoro con mezzi obsoleti e l’incapacità del Dipartimento di Polizia di garantire ordinarie (e sacrosante?) progressioni di carriera.

 

blocco stipendi Polizia: prospettive

Polizia di Stato: congelamento progressioni di carriera

 

“A tutto questo si aggiunge un’allarmante assenza di strategia in merito alla sicurezza. Sappiamo bene che si tratta di una decisione grave, ma da adesso il Siap dà avvio allo stato di agitazione: quest’ultimo rappresenta soltanto il primo passo di una nuova e più incisiva fase di lotta sindacale ad oltranza”.  Sono queste le parole (dure) contenute nel comunicato del Sindacato, all’interno di un discorso di rivendicazione più ampio che vede la categoria dei membri della Polizia di Stato colpiti duramente da tagli alla spesa e congelamento stipendi. Un blocco che sicuramente durerà fino al 31 dicembre 2014 (lo afferma il Decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 2013, che estende il congelamento a magistrati, avvocati dello Stato, personale militare) e che lascia immobili pertanto gli stipendi del personale afferente alle forze di Polizia alla quota toccata nel corso del (lontano ormai) 2010. Il problema attraversa e penetra i gangli di tutto il comparto difesa e sicurezza in Italia: il blocco stipendiale è partito nel 2011 e da quel momento qualunque dipendente sia stato promosso di grado non ha poi ricevuto il corrispettivo e congruo aumento in busta paga.

 

Polizia di Stato: i numeri della spending review

 

Andando ad osservare iun maniera più attenta i numeri contenuti nei rapporti del Commissario alla “spending review” Carlo Cottarelli affiora, in ulteriore istanza, la seguente situazione: le cinque forze di polizia (tra cui alloggiano anche Polizia di Stato e Carabinieri, ad esempio) in Italia danno luogo ad  una spesa complessiva di 20 miliardi di euro l’anno: solo dall’efficientamento delle polizie (anche senza sinergie) il risparmio previsto secondo le stime del Governo Monti era di 1,7 miliardi, mentre i calcoli di Cottarelli parlano di 800 milioni per il 2015 e 1,7 miliardi nel 2016. È pertanto immediatamente necessaria una prospettiva pianificata di riforma: “serve un piano di riforma da completare entro settembre 2014 con il vincolo di raggiungere l’obiettivo di risparmio indicato” è proprio questo ciò che traspare in definitiva dal rapporto Cottarelli. In questa direzione la rapidità esecutiva, matrice evidente dell’azione governativa del premier Matteo Renzi, viene certamente in aiuto.

 

Blocco stipendi Polizia di Stato: i cardini dell’efficienza

 

Particolare attenzione in materia di pubblica sicurezza assume ora il dossier intitolato “La spending review delle forze di polizia – Documento programmatico”: all’interno di tale documento si delineano molteplici questioni: tra le altre va evidenziata quella inerente ai fitti: tra Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato, nel triennio 2014-2016 si potranno realizzare 52 milioni di risparmi, per fare un esempio. L’obiettivo che sovrintende e funge da base tematica a questa tipologia di azione è ovviamente inserito sui binari dell’eliminazione (o almeno della riduzione drastica) di ogni possibile (ed esiziale) duplicazione di risorse, umane e finanziarie all’interno del comparto.

 

Fonte: Sole24ore, il Gazzettino

 

Marco Brezza

 

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ven, mag 30, 2014  Roberta Buscherini

C’è grande fermento attorno al ricorso blocco stipendi forze di polizia che sta tenendo banco in questi ultimi mesi. È infatti dell’ottobre 2013 il Decreto che contiene il “Regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti”. Tale Decreto (nello specifico Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 2013) disciplina la questione introducendola nel seguente modo: il blocco degli stipendi inerente ai pubblici dipendenti (ed anche riguardante magistrati, avvocati dello Stato, personale militare e forze di polizia) viene prorogato fino al 31 dicembre 2014.

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Fonte: forzearmate.org

Fonte: forzearmate.org

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Ricorso blocco stipendi forze di polizia: tutti fermi al 2010

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Pertanto gli stipendi delle forze di polizia nel nostro paese rimangono fermi alla quota raggiunta nel corso del 2010: un blocco doloroso per tutti coloro che lavorano per le forze dell’ordine. In questo senso il grado del malcontento interno ai corpi delle forze dell’ordine si è fatto pesante: perciò va affrontata la tematica del ricorso blocco stipendi forze di polizia. A questo riguardo interessante è il ricorso elaborato dal Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, il quale ritenendo non giusto il blocco di ogni aumento contrattuale ha elaborato appunto un ricorso blocco stipendi forze di polizia con l’ausilio di una consulenza legale. La prima fase dell’atto di ricorso si delinea attorno all’assegno di funzione relativo ai poliziotti che abbiano maturato scatti stipendiali o di tipo “parametrale” a seguito di avanzamento di carriera. Per questa tipologia di dipendenti ricorrenti si tratta di rivendicare il pagamento per intero delle indennità, mediante il calcolo integrale effettuato sulla struttura centrale costituita dalla base pensionistica.

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Dentro il dettato della legge

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Analizzando analiticamente al questione del blocco stipendiale attinente ai pubblici dipendenti si possono notare alcuni particolari. L’art. 9 del Decreto Legge n. 78 del 2010, al comma 1, afferma testualmente: “Per gli anni 2011, 2012 e 2013 (ed ora anche il 2014 grazie alla proroga, ndr) il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non può superare, in ogni caso, il trattamento in godimento nell’anno 2010 ordinariamente spettante per l’anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso d’anno, fermo in ogni caso quanto previsto (…)  per le progressioni di carriera comunque denominate, maternità, malattia, missioni svolte all’estero, effettiva presenza in servizio”.

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Ricorso blocco stipendi forze di polizia: cosa dice la Consulta?

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La situazione, pertanto, fino al 2015 rimane congelata alla radiografia dei trattamenti economici risalenti all’ormai lontano 2010: già nel 2012 la Corte Costituzionale (attraverso la sentenza n. 223) aveva bocciato un precedente ricorso blocco stipendi forze di polizia affermando la necessità, in tempi di ingenti difficoltà per il bilancio statale, di contenere e razionalizzare la spesa pubblica anche attraverso gravosi sacrifici per i dipendenti pubblici (compresi i membri delle forze dell’ordine ovviamente). La Corte, in particolar modo, si era soffermata sulla non trascurabile lunghezza del periodo all’interno del quale sarebbe stato possibile effettuare il congelamento stipendi: i 5 anni che si stanno concretizzando probabilmente cominciano a diventare un intervallo di tempo molto ampio. Cosa accadrà nel 2015?

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Fonti: poliziapenitenziaria.it, jobfanpage.it

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Roberta Buscherini

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lun, mar 20, 2017  Valentina

 

Fonte: gonews.it

Fonte: gonews.it

Finalmente una buona notizia. Ha visto la luce l’emendamento del Governo al decreto sicurezza che prevede l’allargamento dei benefici anche alle forze di Polizia Locale. Si inizia dunque a sentire l’odore di equo indennizzo e rimborso spese di degenza per causa di servizio.

 

 

Manca ancora l’approvazione del senato, quindi tecnicamente non si può ancora cantare vittoria, ma siamo sulla buona strada.

 

 

 

 

 

Polizia Locale. Cosa Cambia

 

 

 

 

 

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta esattamente.

Partiamo dall’equo indennizzo. È una somma corrisposta una tantum dall’Amministrazione al dipendente che abbia subito un’invalidità permanente dovuta a cause di servizio, a prescindere dalla diretta responsabilità o meno della Pubblica Amministrazione; tale invalidità deve consistere in una menomazione dell’integrità psico-fisica riconducibile alle tabelle A e B allegate al DPR 30.12.1981, n. 834.

 

 

L’ammontare dell’indennizzo viene calcolata in funzione della gravità dell’invalidità ed è in percentuale rispetto all’importo dello stipendio tabellare registrato al momento della data di presentazione della domanda. Dalla cifra della retribuzione vanno però escluse le altre voci retributive a carattere fisso e continuativo, come la tredicesima ad esempio.

Questa estensione di diritti verso la polizia locale non include le pensioni privilegiate, come stabilito dalla Riforma Fornero, che pertanto non ne godrà.

 

 

Gli stessi sindacati poi sottolineano l’importanza della possibilità da parte degli peratori di “di avere accesso alle banche dati in uso alle altre forze di polizia, al fine di rafforzare e dare concreta attuazione alla collaborazione e al rapporto sinergico tra i diversi corpi”.

Altra nota non certo di secondaria importanza è lo sblocco del turn over, che permetterà un intervento incisivo sugli organici in essere al fine di “garantire servizi adeguati e sicurezza ai cittadini”.

 

 

 

 

Polizia Locale. È Un Passo Avanti, Ma Non è Abbastanza

 

 

 

 

 

La soddisfazione da parte delle sigle sindacali è inanime da tutti i fronti chiaramente; di fatto questo emendamento, purché venga approvato anche dal senato, porrà finalmente fine a una discriminazione nei confronti della polizia locale rispetto agli altri corpi del comparto sicurezza che dura da troppi anni ormai.

 

 

Continueremo a monitorare l’iter di questa legge, che ora dovrà passare al vaglio del Senato, chiedendo anche il riconoscimento dell’istituto della pensione privilegiata e l’estensione dei benefici dell’equo indennizzo e della causa di servizio anche al personale della polizia provinciale che rivendica su questo stesso fronte uguali diritti. Dobbiamo dare attuazione alle giuste rivendicazioni dei sessantamila operatori che sino ad oggi hanno continuato a svolgere il proprio lavoro con serietà e abnegazione nonostante le condizioni di estrema precarietà e la mancanza di adeguati riconoscimenti normativi e giuridici“. È la promessa delle sigle Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

 

 

 

 

 

 

Fonte: bari.zon / pensionioggi /ansa

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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mer, nov 16, 2016  Patrizia Caroli

Proseguiamo nell’esame della Legge di Bilancio 2017 (la Manovra economica che definisce e ripartisce le risorse economiche per il nostro Paese non solo per l’anno a venire ma per tutto il triennio 2017-19). Oggi ci focalizziamo sulle novità e le misure di rilievo (soprattutto a livello economico) per le forze dell’ordine. Sblocco contatti e aumento di stipendio previsto (e stimato).

 

Aumento stipendio forze di polizia

 

80 euro strutturali e Legge di Bilancio 2017

 

All’interno di una Manovra da 26,5 miliardi di euro, esattamente 1,9 miliardi saranno destinati, come affermato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, “al rinnovo dei contratti, al comparto Forze Armate e Corpi di Polizia e alle nuove assunzioni”. Dopo oltre 7 anni di blocco contratti lo scongelamento dei trattamenti salariali dovrebbe finalmente concretizzarsi. Esistono tuttavia alcune variabili di rilievo che offuscano parzialmente tale concetto. Il Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), infatti, analizzando le condizioni attraverso cui dovrebbe essere raggiunto il rinnovo contratto per le Forze Armate ha manifestato molteplici dubbi applicativi. L’aumento di stipendio previsto per le Forze Armate si configurerebbe troppo esiguo: è per questa ragione che, a parere del sindacato, non esistono, al momento, le condizioni per ritenersi soddisfatti. Non si configura sufficiente in tale direzione la conferma che a partire dal 1 gennaio 2017 arriveranno gli 80 euro strutturali in busta paga.

 

Forze dell’ordine: quanto aumenterà lo stipendio?

 

Ma a quanto dovrebbe ammontare il tanto atteso aumento di stipendio? All’interno della Manovra (che, ricordiamo, non è ancora definitiva mancando ancora tutto il dibattito parlamentare che porterà alla approvazione di una bozza definitiva ed emendata di testo entro la “deadline” di Natale) sono presenti tali dati: 390 milioni di euro stanziati i quali, aggiunti ai 147 già disponibili, contribuiranno a finanziare il progetto di riordino delle carriere. Mediante il riordino si potrà addivenire ad una maggiore valorizzazione del merito e della produttività nella direzione e nell’intento di soddisfare un’ampia platea di operatori delle Forze Armate. Ma ciò è sufficiente?

 

Aumento stipendio forze di polizia: La verità sta nei calcoli ponderati

 

La risposta propende per un esito negativo se si leggono i risultati dei calcoli finali (presumibili al momento) degli stipendi delle forze armate per il 2017: secondo le ultime rilevazioni, per ogni agente ci sarà un aumento di stipendio di circa 63 euro netti al mese. Una cifra che secondo il Sap sarebbe “ridicola”, come dichiarato in un comunicato uscito poche ore dopo la presentazione della Legge di Bilancio. Inoltre, dal Sindacato Autonomo di Polizia aggiungono che presto potrebbe essere approvato il progetto per l’aumento del prezzo della mensa a 4,50 euro a pasto. E qualora questo progetto dovesse andare in porto, lo Stato recupererebbe l’aumento di stipendio con soli 35 pasti mensili: insomma, in definitiva, questo aumento salariale corrisponde a un sogno o a un incubo? Per una risposta definitiva è tuttavia necessario il delinearsi di tutte le fasi che caratterizzano l’approvazione di un provvedimento complesso come è la Legge di Bilancio: come affermato in precedenza, il testo definitivo sarà disponibile solo dopo il 15 dicembre. Per un Natale dolce o amaro, ancora non si sa.

 

Fonti: forexinfo.it – Cocer

 

Patrizia Caroli

 

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gio, ott 15, 2015  Valentina

 

Era previsto da tanto ormai. E ora ci siamo. “Manifesteremo a Roma per il nostro Contratto di lavoro, per chiedere al Governo un parziale rimborso degli anni di blocco contrattuale e un aumento netto mensile degno di questo nome”.

 

Così si legge in una nota ufficiale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe, una delle sigle sindacali che ha organizzato la manifestazione insieme alla Consulta Sicurezza SAP-SAPAF-CONAPO, i Sindacati di Polizia COISP e CONSAP, il Comitato Ispettori COTIPOL e diversi Gruppi Facebook.

 

 

 

 

Fonte: poliziapenitenziaria.it

Fonte: poliziapenitenziaria.it

Polizia Penitenziaria. Ecco Il Programma Della Manifestazione

 

 

 

 

Ore 10.00 concentramento in Piazza Venezia.

Ore 10.30 partenza con trasferimento in Piazza Montecitorio ove, sul palco appositamente allestito, interverranno i rappresentanti dei sindacati e dei movimenti derenti alla Manifestazione.

 

I temi caldi che verranno affrontati hanno già tutti una soluzioni per i sindacati di categoria.

Nello specifico il rinnovo dei contratti non dovrà essere inferiore ai 100 euro netti; per il blocco contrattuale invece l’una tantum non potrà essere inferiore ai 1500 euro. Due richieste precise, semplici e non trattabili alle quali si aggiungono una serie di malumori presenti da anni ai quali si chiede di porre rimedio.

 

Primo tra tutti l’introduzione del quoziente familiare come vincolo per la fruizione degli 80 euro, affinché ad esempio il coniuge dipendente di un alto dirigente dallo stipendio di ben oltre i 1500 euro ne possa usufruire.

 

Si manifesta poi contro la militarizzazione del Corpo Forestale che annulla esperienze e professionalità, “spacciando per riforma una riformicchia che non porterà alcuna utilità al sistema sicurezza”; contro i tagli alla Polizia Penitenziaria, al sistema giustizia e delle carceri e in generale al comparto sicurezza; contro l’inaccettabile inerzia del Dipartimento della polizia di stato che ancora non ha attuato la riforma del 2000 sulle carriere e “contro la mancata copertura delle vacanze organiche degli Ispettori e dei sovrintendenti che contano oggi un vuoto di organico pari a 23.000 ufficiali di polizia giudiziaria”.

 

Al termine degli interventi ci recheremo presso Palazzo Vidoni, sede del Ministero della Funzione Pubblica dove una delegazione chiederà di essere ricevuta dalle istituzioni.

 

 

 

 

Fonte: sappe / infodifesa

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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