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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mar, set 22, 2015  Valentina
Fonte: ilsole24ore.it

Fonte: ilsole24ore.it

La riforma è stata approvata. Le discussioni sono state molte. I punti da chiarire sono ancora di più. Ma dalle istituzioni arriva l’invito alla tranquillità: “il Governo conferma l’impegno a tutela dei lavoratori delle Province ed è una buona notizia, anche se tante rimangono le incognite rispetto ai tempi di riallocazione dei dipendenti, ma soprattutto rispetto alle risorse necessarie per evitare il dissesto delle province e  permettere quindi lo svolgimento di competenze proprie, come la manutenzione stradale e delle scuole. Per questa ragione ho chiesto certezze sulle risorse e maggiore vigilanza affinché, come previsto, le Regioni procedano a normare su trasferimento di deleghe e personale”.

 

Questa in ordine di tempo l’ultima rassicurazione governativa sul destino dei dipendenti provinciali fatta dall’l’onorevole Susanna Cenni, parlamentare senese del Partito democratico a seguito di un’interpellanza avanzata da 40 deputati, per chiedere la salvaguardia dei diritti e delle professionalità dei lavoratori delle province.

 

 

Dipendenti Province. Il Decreto Sulla Mobilità

 

 

Al di là di queste rassicurazioni che rimangono aleatorie, un passo avanti in questa storia infinita sul destino dei dipendenti provinciali a seguito dell’approvazione della legge Madia c’è. Ed è proprio per ora dello stesso ministro.

 

Si tratta del primo decreto sulla mobilità del personale delle province, approvato pochi giorni fa e ora al vaglio della corte dei conti prima della pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.

Si tratta in realtà di una tabella di marcia già nota, che aveva bisogno solo dell’ufficialità. Ma vale la pane ricordarne i punti salienti.

Entro 20 giorni dalla data di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, le province dovranno rendere noti gli elenchi con i nomi dei dipendenti in esubero nel portale mobilità.gov.

Nei successivi 40 giorni gli enti locali e le regioni inseriranno i posti disponibili che saranno poi divulgati entro i 60 giorni. Da questo momento ogni dipendente provinciale avrà 30 giorni di tempo per avanzare la propria richiesta di mobilità, compilando il modulo previsto sul portale mobilità.gov.

 

 

Dipendenti Provinciali. I Criteri Di Mobilità

 

 

Affinché il sistema funzioni in maniera corretta ci sarà bisogno di avere una corrispondenza tra domanda e offerta. Tale corrispondenza avverrà se verranno rispettati alcuni criteri di base.

 

L’assegnazione dei dipendenti in esubero a regioni ed enti locali vedrà la priorità di assegnazione alle amministrazioni in cui si presta servizio. Secondo questo principio ad esempio la polizia provinciale verrà principalmente impiegata nei comuni.

 

La legge 104/1992 permetterà a chi ne usufruisce di essere favorito rispetto ai colleghi. Lo steso principio si applica ha chi un figlio sotto i tre anni di età. A questo punto si è chiuso nuovamente il cerchio.

La palla è tornata in mano alle province e sarà compito dei sindacati quello di fare pressione per il rispetto delle tempistiche di pubblicazione, da cui poi partirà il processo di vera e propria mobilità.

 

 

 

 

 

Fonte: gonews / firenzepost

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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ven, mag 22, 2015  Valentina
arezzo5stelle

Foto: arezzo5stelle.it

Quanto ci costano i dipendenti pubblici? Secondo la corte dei conti molto, in particolare se ci si concentra sul personale degli enti territoriali: 97.444 euro in media, contro gli 89.748 euro dei dirigenti delle regioni e gli 85.075 euro di quelli comunali.

 

Da questa analisi si capisce come la flessione del personale nelle province corrisponde a un abbassamento della spesa totale del 7,54%. C’è però un dato che si continua ad ignorare: il personale considerato in eccedenza delle province non verrà licenziato come accadrebbe in una qualunque azienda di carattere privato.

Verrà bensì ricollocato all’interno di un’altro ente pubblico. Di fatto quindi non ci sarà alcuna diminuzione della spesa.

 

 

Dipendenti provinciali. L’allarme Dei Sindacati

 

 

“C’è il forte rischio che da giugno i dipendenti delle province non prendano più lo stipendio, visti i tagli della legge di Stabilità e i ritardi, lo stallo, nel ricollocare gli esuberi derivanti dalla legge Delrio (…) in molte province non ci saranno più i soldi per pagare i dipendenti pubblici e nel frattempo non si è provveduto a ricollocare gli esuberi“.

A dirlo è Michele Gentile responsabile Settori Pubblici della Cgil.

 

Dal Governo, la Ministra madia etichetta stizzita come infondate queste dichiarazioni, ma di fatto un fondo di verità c’è e lo dicono i fatti. Dalle istituzioni arriva l’invito a stare tranquilli, la legge del Rio è in fase di attuazione, ma, data la sua complessità, ha bisogno di tempo per far vedere gli effetti positivi, dicono dall’alto, ribattendo a coloro che parlano di inerzia del governo Renzi.

 

Ma il problema non è solo la fine che faranno i dipendenti in esubero delle attuali province. Sono anche i servizi ai cittadini che le stesse province erogano. A chi andranno? Chi li garantirà? C’è chi parla di regioni, ma dal canto loro le regioni non hanno preso bene questa ipotesi e al momento non si stanno attrezzando per farsi carico di nulla riguardante le province.

 

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / repubblica

 

 

 

 

valentina stipa

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gio, apr 23, 2015  Valentina

 

 

Fonte: ilsole24ore

Fonte: ilsole24ore

Ormai non è più tempo si scherzare. Ci vogliono indicazioni chiare e tempistiche precise che delineino il futuro di oltre 20 mila dipendenti provinciali che con la formazioni delle città metropolitane dovranno essere ricollocati tra Regioni, Comuni e amministrazioni centrali.

 

La verità però è che non c’è ancora nulla di chiaro in questo decreto Delrio, neanche l’ufficialità del decreto stesso! Nulla di definitivo su piani di mobilità e prepensionamento o sulle liste degli esuberi.

 

Si inizia vociferare nei corridoi della politica che tutto slitti al prossimo settembre, tenuto conto anche che il prossimo mese di maggio ci saranno nuove elezioni amministrative in diverse regioni. Proprio le liste nominative relative ai progetti di mobilità del personale sono uno dei nodi maggiormente importanti di questa situazione che ormai inizia ad avere del paradossale.

Sembrano così lontani i tempi in cui  il Governo, senza lesinare sui trionfalismi, sbandierava il progetto di riforma Delrio, come una delle riforme istituzioni più incisive di sempre.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Regna Il Più Completo Caos

 

 

 

 

“Ho già detto in tempi non sospetti che la Delrio è una legge fallita e ora ci tocca gestire questo fallimento. A questo punto è importante che sul personale delle Province lo Stato faccia la sua parte”. Pensiero chiaro quello del coordinatore degli assessori alla Finanza della conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia. “Lo Stato li ha voluti mettere sotto il suo potere e quindi ora ha il dovere di garantire queste 9-10 mila persone che dovrebbero andare a lavorare in quelle strutture”.

 

Se da un lato tutto sembra più incerto che mai, dall’altro le regioni continuano a portare avanti i loro progetti di attuazioni che li coinvolgono in maniera diretta nel futuro delle provincie e dei suoi dipendenti.

Una serie di incontri informali avvenuti nei giorni scorsi proprio con questo scopo ha permesso al sottosegretario di Stato agli Affari regionali Gianlaudio Bressa, di avere una fotografia puntuale della situazione ad oggi con l’obiettivo comune di “definire in maniera più precisa e puntuale le stime numeriche del personale oggetto di mobilità, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore criticità registrate in maniera diversa dalle singole Regioni italiane”.

 

A questo punto non rimane che passare la patata bollente all’osservatorio nazionale, il quale nei prossimi giorni dovrà iniziare a dare delle soluzioni concrete e precise a una situazione che si trascina da troppo tempo e che sta diventando davvero insostenibile.

 

 

 

 

Fonte: businnessonline / ilmattino / ilsole24ore

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mar, mar 31, 2015  Valentina
Fonte: newspensioni.it

Fonte: newspensioni.it

In virtù della riforma Delrio in alcune province italiane è già in fase di attuazione il piano di prepensionamento dei dipendenti che risultano in esubero nell’amministrazione, i quali percepiranno una pensione finale calcolata sulla base dell’anzianità contributiva maturata alla data del collocamento a riposo ovvero con le regole in vigore prima della Legge Fornero.

 

Devono quindi aver raggiunto la quota 97,3 con almeno 61 anni e 3 mesi di età entro il 30 dicembre 2015 oppure i 65 anni e 3 mesi e 20 anni di contributi sempre entro il 30 dicembre 2015.

Per coloro che invece non necessitano del requisito anagrafico, devono aver maturato i 40 anni di contributi entro il 30 settembre 2015.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Prossima Scadenza 31 Marzo

 

 

 

 

Secondo alcune stime divulgate dalle maggiori sigle sindacali su oltre 20mila dipendenti provinciali da ricollocare, quasi 5mila verranno forzosamente collocati in pensione con le vecchie regole.

 

Mancano ormai pochi giorni alla definizione precisa  del personale in eccedenza, poiché il termine ultimo previsto dal decreto è il 31 marzo.

Entro questa data infatti dovrà iniziare il riassorbimento dei dipendenti provinciali in esubero secondo le modalità previste dalla Circolare della Funzione Pubblica 1/2015.

Oltre al prepensionamento , le amministrazioni possono inserire il personale eccedente negli uffici regionali o comunali e perfino che le amministrazioni periferiche dello stato.

 

 

 

Dipendenti Province. Nuove Regole Anche Ai Vertici

 

 

 

 

La riforma del Governo Renzi, oltre al prepensionamento, prevede anche alcune misure rivolte ai dirigenti in termini ad esempio di licenziamento, nel caso in cui non risultino più adatti a svolgere il ruolo agli occhi di una commissione super partes con il complesso compito di valutare l’operato dei dirigenti.

 

Infine un’altra novità per i ruoli dirigenziali riguarda la durata: si potrà mantenere il proprio incarico per un massimo di tre anni, alla fine dei quali, per continuare, si dovrà superare un concorso di abilitazione al ruolo.

Chi non sarà confermato, svolgerà un ruolo unico in attesa di un nuovo incarico, mentre per i dirigenti che rimarranno senza incarico potrebbe essere delinearsi anche il licenziamento.

 

 

 

 

Fonte: businnessonline / pensionioggi

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mar, mar 10, 2015  Valentina
Fonte: fpcgil.it

Fonte: fpcgil.it

La conseguenza dei guadagni ladri è perdizione, non felicità, diceva Sofocle, uno dei maggiori poeti tragici dell’antica Grecia. Sarà. Forse un tempo era così, perché la superstizione aveva un potere tale da distruggere anche una rosea realtà. Oggi però non è così. E chi è corrotto, spesso è felice della propria condizione e si sente avvantaggiato e furbo di rubare agli altri.

 

Cambiamenti della società, di percezione di ciò che è giusto o sbagliato. Di ciò che va condannato o che si può tollerare. Di sta fatto che nella nostra società la corruzione è un tema vergognosamente impolverato, che quando la cronaca lo riporta in auge tutti si indignano.

 

Quando poi le luci si spengono tutti fingono di dimenticarsi, perché in fondo i problemi dell’Italia non sono questi. Ma siamo poi sicuri che sia davvero così? Siamo certi che il problema tutto italiano di centinaia di personaggi politici di tutti i colori rubino soldi e godano di privilegi non meritati, non rappresenti una delle questioni più gravi e che di fatto ci ha ridotto in mutande? Secondo l’inchiesta pubblicata dal settimanale “L’espresso” in merito al mondo dei dipendenti provinciali la risposta è affermativa.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Un Caos Dalla Soluzione Lontana

 

 

 

 

Non troppe settimane fa si parlava di un’abolizione delle provincie italiane. Poi più nulla. Di fatto, molte delle province che avrebbero dovuto scomparire sono diventate città metropolitane quindi continuano a fruttare spese. Le uniche province che effettivamente sono state abolite nel 2012 sono quelle sarde che ad oggi però continuano a produrre costi sotto il nome di “ex province”.

 

Eppure la legge sul processo di riordino e sull’assorbimento da parte di comuni e regioni delle competenze provinciali è stata approvata ormai 10 mesi fa. E intanto per i dipendenti provinciali si avvicina un’altra scadenza; il 31 marzo prossimo infatti  le amministrazioni locali dovranno presentare l’elenco del personale in esubero. Si contano circa 20mila persone sui 54.242 dipendenti provinciali regolarmente assunti, di cui oltre 51mila a tempo indeterminato e 1.200 nel ruolo di dirigenti.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Un Pasticcio Tutto Italiano

 

 

 

 

Se è vero che la legge Delrio per il riordino delle amministrazioni locali è stata approvata molti mesi fa, è altrettanto vero che già a dicembre fonti governative avevano messo le mani avanti dichiarando candidamente un ritardo sulla tabella di marcia della riassegnazione dei compiti tra comuni e regioni per la completa abolizione delle province.

 

La legge di stabilità ha poi dato il colpo di grazia a questo provvedimento perché se da una parte ha definito tagli lineari alle risorse delle province per 1,2 miliardi nei prossimi due anni, dall’altra non ha tenuto in considerazione che riduzione delle loro funzioni fondamentali ha un costo stimato di 3,1 milioni di euro.

A questo si aggiunge l’articolo 35 bis della stessa legge che impone il taglio del 50% del personale, senza indicazioni rispetto a quali funzioni sopprimere e a chi affidarle. E nel frattempo cosa succede? Succede che a Monza si inaugura la nuova sede della provincia al costo di 24 milioni di euro. Succede che a Napoli la struttura che dovrebbe ospitare i senzatetto è sommersa dalla spazzatura, mentre i dipendenti prinviciali vengono ripresi a sonnecchiare in ufficio. Succede che a Isernia, la seconda provincia con meno abitanti ha un buco di bilancio di oltre due milioni e mezzo di euro.

 

A Roma tutto si compra diceva il poeta latino Decino Giunio Giovenale. Dopo tutto dall’antica Roma a oggi non è cambiato molto.

 

 

 

 

 

Fonte: repubblica.espresso / tgcom / ilfattoquotidiano /fpcgil

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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