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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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lun, dic 29, 2014  Marco Brezza

All’interno dell’ordinamento dell’esercito italiano si allinea ovviamente anche l’istituto dello straordinario, il quale distribuisce i suoi effetti in maniera del tutto similare a ciò che accade nell’impiego pubblico “tout court”.

 

Reperibilità personale dell'esercito

Straordinari e reperibilità per i membri dell’esercito

 

Lo straordinario sorge insieme all’introduzione dell’orario di lavoro per il personale militare di cui alla legge 231/90: quest’ultimo ha comportato il diritto al recupero compensativo, ovvero un compenso in denaro per le prestazioni rese in eccedenza a tale orario. Ovviamente il lavoro straordinario non può essere usato come fattore ordinario di programmazione del lavoro e può essere svolto soltanto per adempiere alle esigenze volte al conseguimento dei fini istituzionali delle Forze Armate cui non si possa far fronte durante il normale orario delle attività giornaliere.

 

La reperibilità: caratteristiche e compenso

 

In tale direzione riveste grande importanza il tema della reperibilità per il personale impiegato nell’esercito: la reperibilità si configura infatti come l’obbligo a raggiungere l’installazione militare entro un tempo massimo di due ore. Molto importante è il seguente concetto: il compenso spettante per la posizione di “reperibile” non remunera una prestazione di lavoro effettivamente resa, bensì la disponibilità del personale a prestarla nei modi e nei termini stabiliti, con le inevitabili limitazioni alla libertà individuale. Ne consegue pertanto che qualunque prestazione di lavoro straordinario resa durante la posizione di reperibile deve essere remunerata (mediante compenso o recupero), specificatamente in base alla sua durata.
Ma come si articola il compenso per tale prestazione? Questo viene stabilito in un dodicesimo della durata del servizio, da calcolare in maniera differenziata a seconda del periodo di effettivo impiego (che cambia qualora coincida con l’arco diurno o notturno e feriale o festivo), e compete solo a partire dal compimento della dodicesima ora di reperibilità continuativa.
Inoltre qualsiasi prestazione resa nel corso del servizio di reperibilità non spezza e non interrompe in alcun modo il computo del periodo utile al compimento del servizio di reperibilità, i cui compensi (ovvero quello della reperibilità e quello afferente della prestazione) confluiscono nel medesimo ideale contenitore, cumulandosi. Il personale dell’esercito può essere comandato di “reperibilità” per esigenze di almeno 12 ore consecutive non oltre un massimo di 6 giorni feriali e due festivi ogni mese.

 

Le basi disciplinari della reperibilità per il personale dell’esercito

 

La reperibilità per il personale impiegato nell’esercito rientra da un punti di vista tematico e disciplinare all’interno del grande tema del lavoro straordinario: la gestione di tale fondamentale istituto poggia le sue basi su tre concetti necessari. Che sono i seguenti: la flessibilità dell’orario di servizio, la disponibilità incondizionata al servizio da parte del personale, la responsabilità dei Comandanti di Corpo nella gestione operativa dell’Istituto.
Deriva da ciò il seguente assunto: soltanto il Comandante di Corpo, nell’ambito delle proprie responsabilità e competenze, può gestire e curare l’allocazione delle risorse disponibili ai vari settori per garantirne la funzionalità ed il perseguimento degli obiettivi istituzionali. In tal senso assume pertanto ineludibile importanza la programmazione delle attività operative e addestrative in base alla quale il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario sarà limitato a casi eccezionali o in presenza di significative carenze organiche.
Fonte: Direttiva dello Stato Maggiore dell’Esercito

Marco Brezza

 

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ven, dic 5, 2014  Marco Brezza

Per il personale impiegato presso l’Esercito italiano esistono particolari fattispecie che vanno a definire in maniera molto peculiare la importante questione del lavoro straordinario. Lavoro straordinario che si articola in vari rami sottotematici: le attività fuori sede, le eccedenze lavorative e tutta una serie di prestazioni riconducibili in un modo o nell’altro alla grande famiglia del lavoro straordinario, appunto. Andiamo ad osservarne le principali caratteristiche.

 

Personale dell'Esercito

Esercito italiano, l’attività in territorio estero

 

Discreto rilievo assume in questa direzione, ad esempio, il tema dell’attività fuori sede in territorio estero: infatti al personale in servizio in territorio estero percettore dell’indennità di missione estera non compete il compenso per lavoro straordinario. È la legge a statuire ciò. Al contrario, con riferimento al personale impiegato presso l’esercito che partecipa alle missioni internazionali per le quali non è attribuito il trattamento economico di missione estera (il cosiddetto “contingente”) la “musica” cambia: in questo caso il compenso per lavoro straordinario può essere corrisposto oltre i limiti stabiliti dal monte-ore individuale.

 

Il lavoro straordinario fuori sede e le indennità

 

In seconda istanza va poi detto che le prestazioni di lavoro straordinario rese durante le attività fuori sede danno diritto al compenso in denaro ovvero al recupero compensativo secondo le medesime modalità e misure previste per le attività svolte nell’ordinaria sede di servizio: in tale circostanza il compenso per lavoro straordinario è cumulabile con l’indennità di missione.
Ma come ottemperare al calcolo delle eccedenze lavorative? Soltanto le ore di lavoro effettivamente prestate dovranno essere conteggiate in relazione a tali eccedenze: consequenzialmente dal computo vengono esclusi i tempi di pernottamento, permanenza libera fuori sede, viaggio da e per il luogo di missione (con l’eccezione rilevante di coloro che nel corso del viaggio stesso svolgono attività lavorativa vera e propria, ovvero autisti e Comandanti di colonne).

 

Personale dell’Esercito italiano: la certificazione per le eccedenze lavorative

 

È necessaria una certificazione per le eccedenze lavorative prestate nel corso dell’attività fuori sede? La risposta è ovviamente affermativa, la certificazione è imprescindibile. A tal fine bisogna produrre un apposita dichiarazione, dall’Ente (o Reparto) presso cui l’attività è stata svolta. Tale tipologia di certificazione non è richiesta invece per il personale dirigente.
Per completare il discorso va poi detto che il pagamento dello straordinario al personale inviato in missione è a carico dell’Ente nel cui interesse la missione è svolta. La normativa attuale ha previsto il pagamento delle ore di viaggio, quando effettuate in eccedenza all’orario giornaliero, con una maggiorazione dell’indennità di missione di 6 euro per ogni ora,  non cumulabile in alcun modo con il compenso per lavoro straordinario. Nel caso specifico in cui il servizio si protragga oltre le ore 24 (mezzanotte) per un lasso di tempo superiore alle tre ore, il dipendente ha diritto ad un intervallo per il recupero psicofisico non inferiore a dodici ore.
Sono quindi molteplici e diversificati tra loro gli aspetti che caratterizzano il tema della retribuzione e della disciplina generale dell’attività fuori sede per ciò che riguarda il personale impiegato presso l’Esercito italiano.

 

Fonte: Direttiva Stato Maggiore dell’Esercito
Marco Brezza

 

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gio, nov 27, 2014  Marco Brezza

A proposito di riposo compensativo per coloro che sono impiegati presso l’esercito: ecco una piccola escursione all’interno dei punti fondamentali relativi a questo importante istituto. In via introduttiva occorre affermare che il riposo compensativo inerisce alla gestione degli orari e delle retribuzioni inerenti a tutti i dipendenti statali. Da un punto di vista giuridico, il riposo compensativo è una remunerazione in natura della prestazione (ex. art. 2099, co. 3, del Codice civile) che fa maturare un diritto soggettivo patrimoniale del tutto identico alla retribuzione in denaro.

 

Riposo compensativo esercito

Il riposo compensativo esercito in breve

 

Nella pratica pertanto il riposo compensativo si configura alla stregua di un intervallo lavorativo idoneo a creare una compensazione nei confronti di una prestazione lavorativa che in termini quantitativi abbia superato i limiti della prestazione ordinaria prevista e retribuita come tale dal contratto esistente. A delinearne i tratti salienti è il Decreto Legislativo n. 66 del 2003 (recante rubrica “Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro”): quest’ultimo statuisce che i contratti collettivi possono consentire ai lavoratori di usufruire di tali riposi compensativi.

 

Il riposo compensativo per il personale militare in servizio permanente

 

Ma andiamo a vedere come si declina il riposo compensativo per il personale militare in servizio permanente. I dipendenti devono infatti recuperare le ore prestate in eccedenza all’orario di lavoro (in quello che viene definito recupero 1 a 1), per le quali non è stato disposto il relativo pagamento, entro il 31 dicembre dell’anno successivo. In ulteriore istanza è poi necessario rendere le ore prestate in meno per permessi brevi o ritardi rispetto all’orario di servizio (come tali sono intesi anche quelli dovuti a “causa di forza maggiore” come ad esempio i ritardi dei mezzi di trasporto anche se militari). La resa delle ore prestate in meno deve assolutamente avvenire entro il mese successivo a quello in cui si è verificata la carenza, pena la decurtazione del trattamento economico secondo le modalità previste dalle disposizioni in vigore.

 

Riposo compensativo esercito: Chi può disporlo

 

I riposi compensativi possono essere disposti soltanto dal Comandante di Corpo e fruiti esclusivamente in giornate lavorative, tenendo presenti le richieste del personale e fatte salve le improrogabili esigenze di servizio. In tale direzione, il sabato non è considerato lavorativo presso quei Reparti il cui orario settimanale è articolato su 5 giorni. Per ciò che concerne gli effetti contabili, laddove il riposo compensativo venga trasformato in giornate libere dal servizio, le ore da scalare dal credito maturato sono da rapportare alla giornata lavorativa in cui è fruito il recupero. Insomma, il riposo compensativo si concretizza in tutti quei casi in cui il dipendente pubblico non abbia utilizzato della giornata di riposo settimanale ordinario, cioè di un intervallo di 24 ore consecutive dopo un periodo di lavoro continuato di 6 giorni. In questo senso è la Costituzione stessa a sancire tale insindacabile diritto: l’art. 36 del testo costituzionale si configura infatti come una norma cardine per i diritti del lavoratore sancendo un irrinunciabile diritto al riposo settimanale per il lavoratore dipendente.

 

Fonte : sergenti.it

 

Marco Brezza

 

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mer, set 24, 2014  Valentina

 

Nasce sotto una pioggia battente il COMFOSE, il Comando delle Forze Speciali dell’Esercito.

Un forte temporale ha infatti interrotto bruscamente la cerimonia di costituzione presso la caserma “Gamerra” di Pisa, sede del Centro Addestramento Paracadutismo proprio durante l’intervento del generale di brigata Nicola Zanelli Zanelli, a cui questo nuovo comando è stato affidato.

 

ComfoseIl compito di questo neonato dipartimento è quello di provvedere all’addestramento e alla validazione delle unità dipendenti, ovvero il 9° Reggimento d’assalto “Col Moschin”, il 185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi e dal 1°luglio il  28° Reggimento Comunicazioni Operative “Pavia” e il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, a cui si aggiungerà anche il 26° Reparto Elicotteri per Operazioni Speciali.

 

Lo scopo principale che ha portato alla creazione del COMFOSE è strettamente legato alla necessità di  avere uno strumento immediato e sempre disponibile che possa assolvere tutti i compiti delle operazioni speciali, razionalizzando però le esigenze delle forze armate.

 

 

 

COMFOSE. Un Adeguamento Allo Stato Di Allerta Internazionale

 

 

La creazione del COMFOSE ci avvicina anche agli alleati Stati Uniti, Francia e Germania, i quali già possiedono corpi di questo genere e con i quali aumenteranno necessariamente le interazioni.

In un contesto mondiale, nel quale la minaccia fondamentalista dell’Isis fa sempre più paura, la nascita di dipartimenti speciali non è altro che un adattamento ai mutamenti internazionali nell’ottica della massimizzazione dell’efficacia delle forze armate.

Come dichiara alla stampa il Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano durante la cerimonia, la creazione del COMFOSE è “una scelta strategica che permette all’Italia di predisporre al meglio una componente che si è dimostrata fondamentale in tutte le missioni internazionali e la cui importanza sarà ulteriormente accresciuta attraverso una maggiore e più stretta collaborazione con le Forze convenzionali nazionali ed internazionali”.

 

Non solo. La nascita di questo dipartimento in qualche modo va a colmare anche se solo parzialmente la sofferenza  delle forze armate italiane legata alla scarsità di risorse, in particolare per ciò che riguarda l’addestramento e la formazione del personale.

 

 

 

Fonte: analisidifesa /  esercito.difesa

 

 

Valentina Stipa

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sab, set 13, 2014  Marco Brezza

Il comparto difesa relativo allo Stato italiano sta attraversando una fase in cui diverse problematiche vengono a galla ogni giorno: in particolare per quello che riguarda l’Esercito. Infatti da una parte si concretizza lo spettro della riduzione degli stanziamenti per i programmi militari, attraverso una “spending review” che sfoltisce di 400 milioni le spese nel settore; dall’altra ci sono gli effetti di questa crisi economica che si sono abbattuti da un punto di vista economico su una categoria che non è eccessivo definire “martoriata”: si tratta dei pensionati che nel corso della vita hanno impiegato il loro impegno al servizio dell’Esercito.

 

Fonte: esercito.difesa.it

Fonte: esercito.difesa.it

Pensioni Comparto Sicurezza: la voce del sindacato Csd

 

Una nota del sindacato Csd (Comparto Sicurezza e Difesa) stigmatizza la difficile situazione: “Sono vent’anni che le pensioni non aumentano, pertanto impoverendosi per il mancato adeguamento all’aumento reale del costo della vita. Il Sindacato ritiene indispensabile che le pensioni minime siano portate almeno a 1500 euro al mese e che le pensioni di invalidità, il cui importo si assesta circa 270 euro mensili, siano semplicemente vergognose. I Governi che si sono succeduti nell’ultimo ventennio, hanno operato per stringere, sempre e continuamente, sulle pensioni e sui diritti dei pensionati (…). Il Sindacato Csd esige rispetto per i pensionati spremuti, dimenticati e penalizzati”.

 

Requisiti di accesso al pensionamento

 

A tale riguardo potrebbe essere utile rinfrescare la disciplina dell’accesso al pensionamento del personale del comparto sicurezza-difesa e soccorso pubblico nel nostro paese. Infatti la Direzione Centrale Previdenza dell’INPS ha cercato di chiarire l’attuale meccanismo di acceso al pensionamento : in tal senso continuano ad essere in vigore i requisiti previsti dalla previgente normativa, per cui rimangono pressoché invariati i requisiti necessari sia per il il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia che di anzianità, a cui andranno aggiunti, per il personale interessato che al 31 dicembre 2010 non aveva raggiunto i requisiti di accesso al pensionamento di anzianità, la cosiddetta “finestra mobile”, ovvero 12 mesi di ulteriore permanenza in servizio ai fini della decorrenza del trattamento. Senza dimenticare gli incrementi connessi all’aumento della speranza di vita.
Una circolare emanata lo scorso anno ha poi confermato il proseguimento dell’applicazione deii limiti ordinamentali stabiliti per la pensione di vecchiaia, ovvero: 60 anni per le mansioni che vanno da Agente a Primo Dirigente, 63 anni per la categoria di Dirigente Superiore, 65 anni per quella di Dirigente Generale. A questo riguardo permane una eccezione: solo nel caso in cui il personale interessato, raggiungendo tali limiti di età per la pensione di vecchiaia, non abbia maturato in precedenza i requisiti previsti per il pensionamento di anzianità, il requisito anagrafico viene incrementato di tre mesi. A questo dovrà eventualmente aggiungersi il regime della decorrenza di 12 mesi.

 

Comparto Sicurezza: le buone notizie

 

A corollario generale di tutto il discorso inerente al comparto sicurezza non va infine dimenticato che per quel che riguarda il 2014 buone notizie giungono dalla Legge di Stabilità: quest’ultima provvederà a rifinanziare per l’importo di 50 milioni di euro il fondo istituito nello stato di previsione del Ministero della Difesa ai sensi dell’articolo 616 del codice dell’ordinamento militare, finalizzato mantenere in efficienza lo strumento militare, attraverso interventi di sostituzione, ripristino e manutenzione di  infrastrutture, scorte mezzi di lavoro ed equipaggiamenti militari.

 

Fonti: silpcgiltoscana.it, sindacatocsd.it

 

Patrizia Caroli

 

 

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