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mar, nov 18, 2014  Valentina

 

infermieri e farmacistiÈ solo un’idea per il momento, ma il CONASFA la Federazione Nazionale che riunisce i farmacisti dipendenti di  farmacie di comunità di molte provincie italiane e il Sindacato Nazionale Farmacisti non Titolari SINASFA l’hanno formalizzata in una lettera aperta, sottolineando fortemente l’esigenza di un collegamento tra paziente e medico sul territorio.

 

Siamo convinti che vi sia ormai una visione convergente e condivisa a livello mondiale sul fatto che il ruolo del farmacista non  può e non deve essere più relegato alla logistica ed alla dispensazione – affermano il Presidente Conasfa, Silvera Ballerini e il Presidente Sinasfa, Francesco Imperadrice –  ma che dovrà indirizzarsi sempre più verso i servizi avanzati, ad alto valore aggiunto e che questo alto valore aggiunto deve essere basato su competenze specifiche molto più orientate al benessere del paziente che al farmaco”.

 

 

 

Ma in Qualche Città Esiste La Tendenza Opposta

 

 

 

Se da un lato si vuole delocalizzare il ruolo del farmacista, rendendolo di fatto più attivo nella società sanitaria territoriale, dall’altro si compie lo stesso percorso in senso inverso per gli infermieri.

 

Dal 20 ottobre scorso infatti in alcune farmacie umbre è partito un progetto pilota sostenuto dall’Ipasvi, con lo scopo di rendere prevenzione e diagnosi alla diretta portata di ogni cittadino.

In altre parole la presenza dell’infermiere  potrà garantire la messa in atto di numerosi servizi di prevenzione, dall’elettrocardiogramma al controllo dei nei, alla somministrazione di punture o medicazioni.

 

 

 

Nonostante I Progetti Sul Futuro, Troppe Questioni Ancora Aperte

 

 

 

Sognare un futuro professionale migliore per gli infermieri, i medici i farmacisti e tutti coloro che gravitano nell’ambito sanità è lecito, ma non deve distogliere però dai problemi reali ancora da risolvere: precariato, demansionamento, demotivazione professionale, mancato riconoscimento economico del ruolo sono solo alcuni dei temi più caldi dei quali si continua a discutere senza tuttavia trovare una soluzione concreta.

 

E il governo che fa? Anche a seguito dello sciopero di qualche giorno fa è forse cambiato qualcosa? Al momento direi proprio di no. Infatti i sindacati si sono nuovamente esposti con una lettera aperta che lascia poco spazio all’immaginazione: “di fronte a tale indifferenza su problematiche di tale gravità la CGIL FP ha il dovere di lanciare un grido d’allarme, di denunciare lo smantellamento del servizio sanitario pubblico, di evidenziare la totale indifferenza del governo regionale ai bisogni delle fragilità dei cittadini/ pazienti. Per tale motivo la CGIL FP indice da subito lo stato di agitazione delle categorie dei lavoratori della sanità riservandosi ogni azione di lotta per contrastare l’inevitabile disastro”.

 

 

 

Fonte: quotidianosanita / ipasvi  /quotidianoinfermieri / repubblica

 

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, giu 7, 2012  Roberta Buscherini

La riforma Monti è stata davvero uno scatto per tutte le categorie lavorative pubbliche e non solo. Anche medici e professionisti del mondo sanitario in generale sono obbligati ora ad aggiornarsi continuamente, cosa che facevamo già per conto nostro, e ad assicurarsi a proprie spese.

Fino all’anno scorso, le assicurazioni professionali per medici non erano obbligatorie, si consigliati, ma si poteva scegliere tra stipularla oppure no. D’ora in poi, medici, farmacisti, infermieri e assistenti sociali devono stipulare polizze assicurative a proprie spese, e non più a spese della struttura dove si opera. Nel concreto, devono assicurarsi contro i rischi che provengono dalla propria attività.

Inoltre, è obbligatorio un numero minimo de ore di formazione. In caso contrario si rischia una sanzione.

Le sanzioni non sono ancora state definite. Entro il 13 agosto 2012 tutti gli ordini professionali interessati, e quindi gli ordini dei medici chirurghi e quelli delle professioni sanitarie non mediche, dovranno stabilire le sanzioni da applicare a chi non acquisisce in un anno i 50 crediti ECM necessari per soddisfare l’obbligo formativo.

Per il momento, si parla di sanzioni relative agli arresti nella progressione di carriera per i professionisti inseriti in organici e di multe pecuniarie.

Sicuramente queste misure hanno vantaggi ma anche svantaggi, soprattutto economici: DI LA TUA?

 

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lun, gen 30, 2012  Roberta Buscherini

In questo periodo di crisi dilagante, dove al cittadino medio viene chiesto senza troppi favori di stringere la cinghia per il bene comune, vengono chiaramente aumentati anche i controlli verso coloro che truffano lo Stato.

 

Nel mirino ci sono liberi professionisti, commerciali e imprenditori per un totale di dichiarazioni truccate che sfiora le 50mila.
Per stanare gli evasori, la Guardia di finanza ha escogitato un nuovo sistema un po’ sui generis, ovvero, che non rientra nei tradizioni blitz o controlli a tappetto a cui ci hanno abituato le cronache; si tratta di vere e proprie azioni di infiltrazione per stanare dall’interno e senza sbagli coloro che tentano di truffare lo stato. Operazioni chiaramente che non prevedono l’uso della divisa, dunque in borghese.
Il primo passo consiste nello studiare il viavai che si registra davanti a uno studio medico o professionale e compararlo con il reddito fatturato dichiarato. Esercitando in borghese, i militari possono anche fermare i pazienti e chiedere l’esibizione della fattura, proprio come avviene fuori da un bar per gli scontrini fiscali.
Questa tecnica operativa in borghese, negli anni scorsi ha portato ottimi risultati in tema di lotta all’evasione; per questo oggi viene incrementata.
Nell’occhio del ciclone per questo 2012 nella zona di Bari sarà la categoria professionale dei dentisti poiché proprio loro rappresentano uno dei settori maggiormente truffaldini e non solo in Puglia; basti considerare un dato su tutti: viene dichiarato un reddito medio di 47mila e 700 euro lordi. Decisamente basso rispetto al giro di pazienti di questa categoria professionale, secondo dati pubblicati dal Dipartimento delle Finanze.

 

La Guardia di Finanza barese ha quindi messo in piedi un progetto basato proprio su infiltrati in borghese per stanare gli evasori, partendo proprio dai dentisti. Ma questa categoria non è l’unica a subire dei controlli serrati: se da una parte notai, commercialisti e farmacisti dichiarano redditi verosimilmente reali, per i piccoli commercianti invece i dati in apparenza non corrispondono al vero.

Dal primo gennaio di quest’anno solo la Guardi di Finanza di Bari ha eseguito oltre 50 sanzioni amministrative verso i commercianti per mancata emissione dello scontrino fiscale. È un passo significativo in questo momento economico difficile.
Forse più degli altri corpi militare, sulla guardia di finanza italiana grava la responsabilità di far rispettare regole e leggi al fine di salvaguardare le casse dello Stato, in modo che tutti contribuiscano in proporzione ai loro redditi reali a risanarle.

L’introduzione delle operazioni in borghese ha portato molto successo in passato; ecco perché in questo inizio di 2012 verranno incrementate.

 

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