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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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ven, ago 8, 2014  Roberta Buscherini

È giunto il momento di rendere più efficace ed efficiente il delinearsi dell’azione amministrativa dello Stato; assicurare il contenimento della spesa pubblica deve essere un obiettivo costante della Pubblica Amministrazione, assieme alla continua tensione all’innovazione dei servizi. Ed è proprio in questa direzione che si posiziona l’innovativo sistema Noipa Stipendi, destinato ai dipendenti pubblici.

Noipa si configura come un nuovo sistema che delinea la sua azione attraverso il portale web, punto unico di accesso per le amministrazioni ed i dipendenti stessi: il sistema Noipa si propone di fornire nuovi e migliori servizi, aumentando il numero delle Amministrazioni servite, grazie a tecnologie sempre più avanzate, puntando su qualità, facilità di accesso, modularità e garantendo un ingente contenimento dei costi. Grandi novità quindi sia per i dipendenti pubblici (gli utenti del servizio) che per le amministrazioni pubbliche che implementano il sistema.

Fonte: www.giornaledellumbria.it

Fonte: www.giornaledellumbria.it

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Noipa Stipendi: ecco di cosa si occupa

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Noipa Stipendi effettua un balzo verso un più efficiente utilizzo, prefiggendosi l’obiettivo fondamentale di assicurare la fruizione dei servizi stipendiali alle amministrazioni, conferendo la possibilità, a chi ne farà richiesta, di ottenere il servizio per il trattamento del combinato disposto  presenze/assenze del personale.
Il progetto Noipa (comprensivo di Noipa busta paga) riduce la sovrapposizione di adempimenti e servizi inerenti al pubblico impiego, riducendo la spesa pubblica ed il dispendio di risorse, cercando però di mantenere un alto livello di qualità dei servizi. In questo senso il Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi ha dato avvio al sistema (che nasce come evoluzione di Stipendipa), adeguandosi pedissequamente alle norme in materia di Spending Review emanate dal Governo Monti tra il 2011 e il 2012.

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I principali obiettivi di Noipa

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L’obiettivo fondamentale del sistema informativo è implementare e gestire al meglio il trattamento economico del personale centrale e periferico della Pubblica Amministrazione. In questa direzione per il dipendente pubblico è possibile fruire di una tipologia di servizio bipartita: una, quella “basilare”, costituita da servizi stipendiali, ovvero tutto ciò che inerisce a servizi di gestione, elaborazione, liquidazione e distribuzione del cedolino stipendiale, compresi gli adempimenti previsti dalla normativa in tema di adempimenti fiscali e previdenziali. L’altra, di tipo avanzato, comprendente anche servizi di raccolta, gestione, elaborazione e quadratura delle presenze in “compliance” con gli adempimenti organizzativi e normativi delle pubbliche amministrazioni aderenti.

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Noipa Stipendi: il portale web per gli utenti

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Noipa Stipendi consta di un’architettura web che si basa sulla diffusione capillare dei servizi a tante tipologie di utenza. Per ciò che riguarda l’assistenza il sistema mette a disposizione delle varie amministrazioni e dei relativi dipendenti necessari strumenti di contatto in caso di necessità di consulenza specifica in materia fiscale, previdenziale e giuslavoristica ed anche in caso di problemi di tipo tecnico.
Sicurezza, flessibilità, adeguatezza agli standard tecnologici ed economicità: ecco i quattro criteri, i quattro fondamentali parametri che costituiscono la struttura dei servizi forniti da Noipa: servizi garantiti e che saranno progressivamente resi disponibili per tutte le amministrazioni per quando riguarda la gestione delle buste paga.
Il servizio di NoiPa Stipendi nasce per aiutare i dipendenti pubblici, consentendo il processo di dematerializzazione dei documenti: i dipendenti, anche nel caso in cui non possano disporre di una casella di posta elettronica istituzionale, potranno visualizzare e stampare il proprio cedolino stipendiale e scaricare ed accedere ad altri necessari documenti (buste paga, CUD, modello 730).

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Come possono le Amministrazioni aderire a Noipa Stipendi?

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Ma chi può aderire al servizio? Ovviamente tutte le amministrazioni pubbliche. Per attivare i servizi è necessario attivare un percorso che si articola in tre fasi con l’ausilio di un team tecnico: il tutto introdotto ovviamente da una richiesta di adesione presso la Direzione centrale dei sistemi informativi e dell’innovazione (all’indirizzo dcsii.dag@pec.mef.gov.it). Dopo un incontro preliminare si transita presso una fase operativa all’interno della quale viene definita la soluzione migliore per la gestione di tutte le incombenze.
Insomma, Noipa si configura come un sistema capace di mettere d’accordo con efficienza e trasparenza amministrazione e dipendente pubblico.

 

Roberta Buscherini

 

 

 

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mar, set 13, 2016  Roberta Buscherini

Il Governo effettua l’annuncio che non possiede ancora i crismi dell’ufficialità, ma che disegna nell’etere di questo mese di settembre 2016 una certezza: l’Ape, ovverosia l’Anticipo pensionistico creato dalla compagine governativa renziana, diventerà operativo a breve, già a partire dal 2017. E attenzione: sarà applicabile anche ai dipendenti pubblici. Insomma, finalmente si potrà andare in pensione in lieve anticipo, con un piccolo sacrificio in termini economici, graduato tuttavia sulle condizioni del lavoratore. Ma di cosa si tratta, nella sostanza?

 

APE anticipo pensionistico

Anticipo pensionistico (Ape): di cosa si tratta

 

L’Anticipo pensionistico (Ape) è un istituto che consentirà ai nati tra il 1951 e il 1954 di lasciare il lavoro tre anni prima di quanto previsto dalla Legge Fornero. “L’anticipo pensionistico – afferma il sottosegretario alla presidenza del consiglio Tommaso Nannicini, intervistato dal programma di Rai3 “Presadiretta” – è per tutti, indipendentemente dalla gestione previdenziale. Quindi vale per gli autonomi, per le partite Iva della gestione separata, artigiani, commercianti». Come riporta il Corriere della Sera, nell’intervista Nannicini non cita espressamente i dipendenti pubblici, “ma, dopo qualche oscillazione nelle settimane passate, ormai è certo che la misura riguarderà anche loro”.

Non conterà, pertanto, la provenienza della gestione previdenziale. Ma chi potrà accedere all’Ape? Tutti quei lavoratori (350 mila il primo anno, secondo le stime del Governo) cui mancano tre anni e sette mesi alla pensione di vecchiaia. A partire dal 1° gennaio 2017 (a patto che l’accordo venga firmato entro la data tassativa del 21 settembre) potranno andare in pensione, pagando una rata ventennale, i lavoratori con 63 anni di età. Il prestito sarà sperimentato per due anni e la spesa pubblica prevista non dovrebbe superare i 400 milioni di euro. L’anticipo pensionistico si configurerà come una libera scelta del contribuente, consapevole del taglio alla futura pensione di vecchiaia (previsto nell’ordine del 5% dell’assegno lordo per ogni anno che si scelga di anticipare)

 

Anticipo pensionistico APE. Di quanto si riduce la pensione?

 

Sulla pensione anticipata il Corriere della Sera ha effettuato un calcolo riferito alla situazione-tipo di un dipendente pubblico, un docente della scuola in servizio da trentaquattro anni, che al termine di quest’anno scolastico, con il riscatto dei quattro anni della laurea, accumulerà trentotto anni di contributi versati. Nell’ipotesi di non ricorrere alla pensione anticipata, con l’attuale normativa l’insegnante potrà lasciare il posto di lavoro solo a partire dal 1° settembre 2020, con quarantadue anni e tre mesi di contributi totali. Al contrario, con l’anticipo pensionistico coniato dal Governo, il docente potrebbe godere dell’uscita flessibile con decorrenza settembre 2017, tre anni prima della pensione di vecchiaia.

 

APE: Eccezioni e benefici

 

Ovviamente sono al vaglio misure per consentire una flessibilità indolore a determinate categorie di lavoratori: si tratterebbe di agevolazioni per consentire un accesso all’Ape senza costi per i disoccupati, i disabili e i lavoratori privi di ammortizzatori sociali: in tale circostanza l’intera rata di ammortamento andrebbe a carico dello Stato. All’interno di questo novero dovrebbero essere inclusi i lavori particolarmente pesanti (l’ipotesi più probabile è quella che ammette al beneficio i lavoratori dell’edilizia, della scuole di infanzia, macchinisti ed infermieri) purché l’importo della pensione sia inferiore 1.200 euro netti (cioè 1.500 euro lordi).

 

Fonte: corriere.it

 

Roberta Buscherini

 

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lun, set 12, 2016  Valentina

aumento-stipendio-pubblica-amministrazioneQuesta riforma della pubblica amministrazione continua a riservare tantissime soprese. Tutte ancora indiscrezioni, nulla di ufficiale, ma gli animi si stanno già scaldando al solo pensiero. Pare infatti che tecnici della pubblica amministrazione e sindacati stiamo lavorando a un progetto di aumento delle ore settimanali dei dipendenti statali, dalle attuali 36 alle ordinarie 40 del settore privato.

 

 

Tale progetto sarebbe però legato alla volontà del dipendente di scegliere o meno il nuovo orario, non ci sarebbero imposizioni.

 

 

 

Pubblica Amministrazione. Tutto ruota intorno alla flessibilità

 

 

 

 

Il principio della flessibilità dunque rimane un perno imprescindibile per questa riforma madia. Per coloro che sceglieranno di aumentare le proprie ore di lavoro ci sarà anche un aumento della retribuzione mensile.

 

 

Le indiscrezioni di cui stiamo parlando arrivano dal quotidiano “il messaggero” di giovedì 8 settembre e riportano anche che questa proposta sarebbe frutto dei sindacati, non del governo, ma che avrebbe comunque trovato terreno fertile nelle istituzione e un tavolo di discussione già aperto. Tale disponibilità deriva anche dalla volontà di voler adeguare le ore settimanali alla media europea.

Quello sulla flessibilità di orario non è l’unico tema di confronto in realtà.

 

 

Dalle indiscrezioni si deduce anche che potrebbero esserci altri due ambiti nei quali l’intenzione del governo è quella di restringere l’azione.

Il primo è quello dei permessi previsti dalla legge 104/1992 per l’assistenza a parenti disabili. Questa legge è stata usata e abusata per troppo tempo e merita una revisione e un giro di vite.

 

 

Il secondo ambito riguarda invece le assenze registrate nei giorni di venerdì e lunedì, notevolmente più alte rispetto a quanto avviene nel settore privato, quindi degno di una revisione.

 

 

La prima scadenza sarà dunque il 15 settembre, giorno nel quale si concluderà la prima parte della negoziazione tra le parti. Per tutti gli aspetti invece tecnici si dovrà attendere febbraio prossimo e il testo unico che dovrà disciplinare l’intera riforma. Entro fine mese comunque dovrà essere apposta la firma tra i sindacati di categoria e il ministro Marianna Madia.

 

 

 

 

 

Fonte: blastin gnews / ilmessaggero

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

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mar, lug 19, 2016  Valentina

Il tema della previdenza sociale è relegato, lo si sa, all’approvazione della legge di stabilità. Ma per ciò che riguarda la categoria degli esodati potrebbe invece smuoversi qualcosa prima.

Fonte: ilsussidiario.net

Fonte: ilsussidiario.net

 

A settembre per la precisione, almeno secondo quanto dichiarato dal presidente della commissione lavoro Damiano.

 

Certamente questa tempistica anticipata rappresenta un sollievo, se verrà confermata, per tutti gli appartenenti a questa categoria, che si è venuta a creare, lo ricordiamo, dopo l’approvazione della Legge Fornero e racchiude tutti coloro che erano vicinissimi alla pensione prima del 2012 prima dell’entrata in vigore di questa legge e che a seguito di essa si sono visti spostare in avanti l’ingresso nel sistema previdenziale.

Molti di loro avevano già lasciato il posto di lavoro e sono quindi da allora chiusi in un limbo da cui è difficile uscire.

 

 

 

Esodati. Le tutele già in atto

 

 

Sebbene il pasticcio della Legge Fornero, in parte sia stato recuperato, c’è ancora una fetta di esodati che non sono tutelati e continuano a vivere in questo limbo.

 

Tutti i governi dopo la legge Fornero hanno messo in atto disposizioni ad hoc che permettono loro di evitare di attendere i limiti e di età predisposti dalla legge. Sono 7 le tutele già approvate, ma per il presidente Damiano non sono sufficienti, in quanto oltre 32 mila lavoratori non rientrano ancora in nessuna delle salvaguardie previste, e per questo ha presentato un’ulteriore proposta.

 

Dal momento che le salvaguardie vengono finanziate utilizzando risorse già presenti, non serve inserire la manovra all’interno della legge di stabilità, ed ecco perché settembre potrebbe essere già il mese giusto per chiudere questa annosa vicenda e dare a tutti il diritto legittimo all’accesso nel sistema previdenziale.

 

I mesi estivi invece dovranno servire per definire, proprio in vista della scadenza di settembre, le soluzioni per la flessibilità in uscita attraverso il meccanismo dell’Ape e per studiare specifiche misure per esodati, precoci e usuranti.

 

 

Fonte: blastingnews / urbanpost

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mar, lug 12, 2016  Roberta Buscherini

Pensioni Pubblico ImpiegoLa scorsa settimana l’INPS ha presentato alla Camera il suo XV Rapporto Annuale: al suo interno sono presenti interessanti dati relativi alle prospettive pensionistiche sia per i lavoratori del settore privato che per quelli impiegati presso la Pubblica Amministrazione oltre ad alcune riflessioni di rilievo su attuali dati relativi alle cifre incassate dai pensionati e sulla reale efficacia delle buste arancioni (contenenti le previsioni degli assegni pensionistici per coloro che usciranno dal mondo del lavoro tra qualche anno).
Il presidente dell’INPS Tito Boeri ha scritto una relazione in cui fa un bilancio dei risultati delle politiche dell’istituto nell’ultimo anno, parlando tra le altre cose anche della proposta all’Unione Europea di istituire un codice di protezione sociale che valga per tutti i paesi membri.

 

 

Rapporto Annuale INPS 2015: i dati sulle pensioni del pubblico impiego

 

Il rapporto annuale INPS 2015 rileva che circa 6 milioni di pensionati (ovverosia il 38% del totale) percepiscono assegni lordi mensili inferiori ai mille euro. Rispetto all’anno precedente (2014) la percentuale di chi ha un reddito da pensione inferiore ai mille euro è calata (era del 40,3% pari a circa 6,5 milioni di pensionati).

pensioni-pubblico-impiego

Il numero dei pensionati INPS è pari a 15.663.809 con un importo lordo medio mensile di 1.464,41 euro. Nel 2015 la spesa pensionistica complessiva è aumentata di oltre 4 miliardi di euro (crescita del 1,58%), passando da 268 miliardi nel 2014 ai circa 273 nel 2015.
Il presidente INPS Tito Boeri ha definito “molto positivo” il confronto tra Governo e parti sociali per l’individuazione di possibili correttivi alla disciplina generale in materia di pensioni con forme di flessibilità in uscita: stiamo ovviamente parlando dell’Anticipo pensionistico (APE), l’istituto che consentirà anche ai dipendenti pubblici di uscire in anticipo dal mondo del lavoro.

 

Pensioni dipendenti pubblici: le prossime mosse del Governo nel 2016

 

A livello invece di concreti provvedimenti governativi in materia, la “deadline”, ovverosia il termine per le decisioni ufficiali è collocata nell’ambito della prossima manovra di bilancio autunnale. Il Governo Renzi prenderà le sue decisioni, non prima di un confronto presso tavoli tecnici informali anzitutto per accorciare ulteriormente le distanze sui differenti punti di vista esistenti sul tema. Un nodo importante è in questa direzione rappresentato dal progetto di APE, (Anticipo pensionistico) confezionato dalla cabina di regia economica di Palazzo Chigi, e dalla sua potenziale estensione anche al Pubblico Impiego.
L’ipotesi al vaglio in questo momento è la seguente: la composizione di un pacchetto specifico per coloro che sono impiegati presso la Pubblica Amministrazione. Anche agli impiegati pubblici infatti si cercherà di garantire l’APE, tenendo conto delle leggere differenze che attualmente permangono in parte sulle “uscite” e in toto sulle liquidazioni, accantonate figurativamente nel Pubblico Impiego sotto forma di Tfs.

 

Le forme di uscita “flessibili” e le pensioni del pubblico impiego

 

A livello generale tuttavia, e tornando sui dati affiorati dal Rapporto Annuale INPS secondo Tito Boeri risulta “fondamentale assicurare che tutti coloro che potranno un domani esercitare opzioni di uscita flessibile siano in grado di capire fino in fondo le implicazioni delle loro decisioni”. Non si può infatti negare che “rate ventennali di ammortamento di un prestito costituiscano una riduzione permanente della pensione futura. Né si può negare che, continuando a lavorare, il contribuente avrebbe diritto a una pensione più alta” spiega il numero uno dell’INPS. Proprio per questi motivi l’obiettivo dell’APE “non dovrebbe essere certo quello di spingere più persone possibile a uscire dal mercato del lavoro”, bensì “quello di garantire maggiore libertà di scelta consapevole, senza aumentare il debito pensionistico e senza creare generazioni di pensionati poveri”.

 

Fonte: Sole24Ore

 

Roberta Buscherini

 

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