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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mar, ott 18, 2016  Patrizia Caroli

La Legge di Stabilità 2017 (che a partire da quest’anno si chiama Legge di Bilancio) è stata varata lo scorso weekend (sabato 15 ottobre) dal Governo Renzi, tra le critiche di sindacati ed opposizione ed i plausi moderati di alcuni tra gli addetti ai lavori. Ora la lunga la corsa verso l’approvazione nel dibattito presso la Camera dei deputati. Un percorso che non sarà scevro da ostacoli. Ma vediamo immediatamente i punti chiave della Manovra 2017 per Pubblico Impiego e forze dell’ordine.

 

Legge di Stabilità 2017

Pubblico Impiego: novità dalla Legge di Bilancio 2017

 

La cifra (ovverosia lo stanziamento previsto) relativa al Pubblico Impiego da mettere in evidenza ammonta a quota 1,9 miliardi: un dato coerente con quanto definito in ambito di principi guida nelle slide (in attesa vista dei documenti ufficiali che sono invece in via di definizione, ieri è stato inviato alla Unione europea il Documento programmatico di bilancio 2017). Al centro dell’attenzione, oltre al rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione, sono collocati anche gli interventi sulle forze dell’ordine (500 milioni di euro) e le 10mila assunzioni annunciate dal premier Renzi nei giorni scorsi. Quest’ultima misura, in realtà, non dovrebbe pesare troppo sulle dinamiche di finanza pubblica, perché si tradurrà soprattutto in stabilizzazioni nel settore sanitario, interessando quindi personale che già riceve uno stipendio dalla Pubblica Amministrazione.

L’agognato rinnovo dei contratti sarà accompagnato con tutta probabilità da una revisione delle regole sul salario accessorio. Tuttavia per raggiungere l’obiettivo sarà necessario ritoccare le griglie rigide introdotte dalla riforma Brunetta del 2009 e rimaste inattuate. “Ora confronto aperto su regole e priorità”, afferma il ministro per la Funzione Pubblica Marianna Madia. Un confronto che non sarà affatto facile, con i sindacati sulle barricate.

 

Legge di Stabilità 2017: Cosa cambia dal 2017 per le forze dell’ordine

 

Con il varo della nuova Legge di Stabilità arriva anche il momento della riorganizzazione della carriera di militari e agenti di polizia? Sembrerebbe proprio di sì. Il disegno di Legge di Bilancio varato dal Governo riapre la prospettiva. Vengono stanziati 390 milioni di euro, da sommare a 119 milioni già disponibili. Si tratta del cosiddetto “rifinanziamento del riordino”. Sono presenti i fondi indispensabili per rimodulare gli scatti, gli avanzamenti e le promozioni, i titoli richiesti nelle qualifiche, i passaggi dai ruoli dei sottufficiali, nel caso specifico del personale militare, a quelli dei sottoufficiali.

 

Legge di Stabilità 2017: Aumenta la busta paga per le forze dell’ordine?

 

Ma quanto denaro in più entrerà in busta paga a partire dall’anno prossimo? In una bozza di ipotesi distribuita ai sindacati di polizia dal dipartimento di Pubblica Sicurezza, guidato dal prefetto Franco Gabrielli, si delinea una possibile modifica dei parametri di stipendio. Ecco gli aumenti che dovrebbero concretizzarsi dal 1 gennaio 2017: per gli agenti l’incremento sarà del 3%, per l’assistente capo con cinque anni di anzianità del 5%, mentre per un sovrintendente capo con otto anni di qualifica ammonterà al 5,5%. A parere del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, con il finanziamento il nuovo riordino delle carriere sarà “una vera e propria legge sul merito”, aggiungendo che sono stati “resi strutturali gli 80 euro” di bonus. Misure di rilevo per tutto il personale impiegato presso le forze dell’ordine.

 

Fonte: Sole 24 Ore

 

Patrizia Caroli

 

 

 

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mer, gen 13, 2016  Roberta Buscherini

Riordino carriere e accorpamento delle Forze dell’ordine: due temi di grande rilievo che si stanno intersecando negli ultimi mesi, tra spending review e riorganizzazione complessiva della Pubblica Amministrazione.
In questa direzione va premesso che negli scorsi mesi sono state messe in moto alcune importanti pianificazioni per razionlizzare il corpus complessivo delle forze dell’ordine: unificazione del ruolo agenti e assistenti col ruolo dei sovrintendenti, “dirigenzializzazione” dell’attuale ruolo dei direttivi mediante la creazione di un nuovo ruolo dei direttivi articolato in 3 gradi. Ma è davvero efficace tale strategia? Nel frattempo, la “spending review” ha contribuito a togliere risorse importanti per il settore: ciò non aiuta di certo ad edificare un riordino complessivo dalle reale efficacia.

 

Forze dell'ordine

Forze dell’ordine: la riforma targata Madia

 

Ma il punto centrale va ricercato in quello che viene affermato nello specifico all’interno della legge n. 145/2015 (c.d. legge Madia), la quale delega il Governo a revisionare le carriere del personale delle Forze di Polizia (art. 8. Riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato): “Il Governo è delegato ad adottare […] razionalizzazione e potenziamento dell’efficacia delle funzioni di polizia […] conseguenti modificazioni agli ordinamenti del personale delle Forze di polizia di cui all’articolo 16 della legge 1º aprile 1981, n. 121, in aderenza al nuovo assetto funzionale e organizzativo, anche attraverso: […] 1) la revisione della disciplina in materia di reclutamento, di stato giuridico e di progressione in carriera, tenendo conto del merito e delle professionalità, nell’ottica della semplificazione delle relative procedure, prevedendo l’eventuale unificazione, soppressione ovvero istituzione di ruoli, gradi e qualifiche e la rideterminazione delle relative dotazioni organiche, comprese quelle complessive di ciascuna Forza di polizia, in ragione delle esigenze di funzionalità e della consistenza effettiva alla data di entrata in vigore della presente legge, ferme restando le facoltà assunzionali previste alla medesima data, nonché assicurando il mantenimento della sostanziale equiordinazione del personale delle Forze di polizia e dei connessi trattamenti economici”.

 

L’opinione del SAP

 

Ecco, in proposito di questa stesura della legge, uno stralcio di un documento emesso nelle scorse settimane dal SAP (Sindacato autonomo di Polizia): “Certamente l’Amministrazione ha già le idee chiare sia su quali sono gli uffici da chiudere per finanziare parte del riordino ma anche e soprattutto quali sono i numeri previsti per i nuovi ruoli, le nuove qualifiche le nuove piante organiche. È imprescindibile che senza questi dati un confronto serio e trasparente non possa proseguire. Se si vuole realizzare un riordino delle carriere serio gli strumenti ci sono, basta la volontà. Ad oggi però ci pare ancora che la chiusura degli uffici di polizia e il Riordino delle carriere siano ben lontani dal raggiungimento di obbiettivi di razionalizzazione ed efficentamento. Per ora solo tagli e percorsi professionali penalizzanti. Che non possiamo accettare”. Il documento si riferisce alla definizione embrionale dei tagli e della riorganizzazione predisposta dalla Riforma della Pubblica Amministrazione targata Governo Renzi.

 

Novità dalla Legge di Stabilità: il bonus

 

Con riferimento invece alle novità 2016 per coloro che sono impiegati presso le Forze dell’ordine, va segnalata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 dicembre della Legge di Stabilità 2016: all’interno di essa viene infatti previsto un bonus di 80 euro al mese per chi opera nelle forze dell’ordine. Si tratta di un incentivo attribuito dalla compagine governativa a tutti coloro che tutti i giorni operano al fine di garantire la nostra sicurezza. Tale bonus non va a cumularsi fiscalmente con lo stipendio ordinario del soggetto che opera nelle forze dell’ordine: pertanto dal punto di fiscale non si configura come uno svantaggio poiché non deve essere dichiarato in sede di determinazione di tasse da pagare sullo stipendio.

Fonte: www.sap-nazionale.org

 

Roberta Buscherini

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dom, dic 27, 2015  Patrizia Caroli

La Legge di Stabilità 2016 esce dal lungo percorso parlamentare (costellato di numerosi momenti di tensione e caos) in un formato “extralarge” costituito da 999 commi: all’interno della sterminata costellazione di novità si fanno strada importanti misure per le persone impiegate presso le forze dell’ordine. Osserviamole con attenzione.

 

Legge di Stabilità 2016

Bonus 80 euro per le forze dell’ordine

 

La compagine governativa ha stanziato la cifra di 1 miliardo al fine di garantire nel 2016 il bonus da 80 euro mensili alle forze dell’ordine, alle forze armate e al personale delle Capitanerie di porto (nel complesso carabinieri, poliziotti, militari, vigili del fuoco): l’obiettivo è implementare e potenziare l’attività di cyber-security, condurre interventi straordinari anti-terrorismo ed anticipare dal 1° ottobre al 1° marzo le assunzioni delle forze dell’ordine e dei militari. Il bonus stabilito per le forze dell’ordine impegnate in prima linea sul territorio si struttura in maniera svincolata rispetto al reddito. Si tratta di una misura non strutturale, prevista solo per i prossimi 12 mesi e finanziata con l’aumento del deficit: potrebbe tuttavia divenire una misura strutturale in seguito. L’importo della maggiorazione è netto, cioè non ci saranno trattenute ai fini previdenziali o fiscali ed essa non contribuirà alla formazione del reddito in ottica Irpef. Il percorso seguito dal Governo per attribuire questo bonus di 80 euro per le forze dell’ordine si inserisce nel contesto del “riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”, e si struttura della replica del bonus fiscale che dal mese di maggio dello scorso anno coinvolge circa 10 milioni di lavoratori con un reddito tra 8mila e 26mila euro.

 

Le altre novità nella Legge di Stabilità per i dipendenti pubblici

 

Sempre con riferimento alla materia della sicurezza viene previsto nella manovra anche un credito d’imposta per cittadini e imprese che installano impianti di videosorveglianza o di allarme.
Rimanendo sempre in tema di dipendenti statali, affiorano novità anche in materia di sanità: con le corsie d’ospedale scoperte per l’applicazione dei nuovi turni di lavoro in ossequio ai dettami dell’Unione europea, parte un piano di assunzioni che dovrebbe portare nelle corsie degli ospedali circa 6mila dipendenti in più, a metà tra medici e infermieri, con una riserva del 50% per gli attuali precari. Le Regioni saranno tenute a bandire i concorsi dopo aver stabilito il fabbisogno e, in attesa dei concorsi stessi (ma solo fino al 31 ottobre prossimo), potranno ricorrere a forme di lavoro flessibile.

 

Una visione d’insieme sulla Manovra 2016

 

Va ricordato che che la Legge di Stabilità 2016 è divenuta legge dello Stato lo scorso 22 dicembre, con la versione fuoriuscita dalla Camera profondamente rivisitata dal Senato: 162 “sì”, 125 “no” e nessun astenuto il computo totale dei voti relativi alla manovra che definisce la distribuzione della spesa per il prossimo anno in tanti settori. Tra i più rilevanti si allineano: tasse sulla casa, fondi comunitari e previdenza per i professionisti, canone tv, limiti alla circolazione di contante, finanziamenti alle Regioni, correttivi e risorse per le aziende pubbliche. Dal Senato è giunto contestualmente anche l’ok al Ddl Bilancio (con 154 voti favorevoli e 9 contrari). L’impatto sui conti pubblici di questa manovra? In termini reali il valore si assesta tra i 32 e i 33 miliardi.

 

Fonte: Sole24Ore

 

Patrizia Caroli

 

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mer, set 10, 2014  Marco Brezza

Prosegue la forte ondata di protesta sollevata dalla conferma della stabilizzazione anche per il prossimo anno del blocco dei contratti dei dipendenti pubblici. Per comprendere meglio la reale configurazione della situazione andiamo rapidamente a ripercorrere le varie tappe che hanno condotto all’esplosione della protesta delle forze di polizia e delle forze dell’ordine avvenuta la scorsa settimana.

 

Blocco stipendi statali, rabbia dalle forze dell'ordine

 

Blocco stipendi statali, riassunto del 2014

 

Nel Documento di economia e finanza messo a punto in aprile dal Governo Renzi si leggeva che la spesa per gli statali tornerà a crescere solo dal 2018: si tratta di un vero e proprio annuncio di prosecuzione del blocco stipendi statali. Tale blocco veniva poi (a parole) scongiurato in due differenti momenti (prima ad aprile e poi in agosto) da vari esponenti di Governo. La scorsa settimana giungeva infine la conferma del non rinnovo dei contratti, prima dal sottosegretario Rughetti e successivamente dal Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia: la motivazione? Le risorse per sbloccare gli stipendi dei dipendenti statali al momento proprio non ci sono. E allora. apriti cielo, si sono spalancati i cancelli della protesta: l’esercito dei 3 milioni di dipendenti ha deciso di scendere sul piede di guerra.

 

Il blocco dura da 56 mesi: forze di polizia in sciopero?

 

56 mesi di blocco degli stipendi non bastano? Sembrerebbe di no: il blocco del contratto degli statali è infatti stato inaugurato nel corso del 2010 e la proroga ufficiale per tutto il 2015 è stata confermata definitivamente proprio negli scorsi giorni. L’aria è satura di tensione: “Per la prima volta nella storia della Repubblica siamo costretti a dichiarare lo sciopero generale – vergano in una nota i sindacati di categoria relativi alle forze di polizia – verificata la totale chiusura del Governo ad ascoltare le nostre esigenze per garantire sicurezza, soccorso pubblico e difesa del Paese”. Parole che non danno adito a fraintendimenti sulle reali fattezze della situazione. “Siamo l’unico Paese che ha cinque forze di polizia. Non tocchiamo lo stipendio né il posto di lavoro di nessuno. Ne riparleremo nella legge di Stabilità” afferma invece il presidente del Consiglio Matteo Renzi, cercando di gettare acqua sul fuoco, ma senza disdegnare una frecciata che ha il sapore acre della benzina: “Certo, con il 43% dei giovani disoccupati — insiste Renzi — minacciare lo sciopero è ingiusto”.

 

Blocco stipendiale forze dell’ordine: le parole di Alfano

 

Apparentemente schierato dalla parte delle forze dell’ordine c’è il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, il quale ha affermato: “Sono convinto comunque che ci sono le condizioni per affrontare con serenità il problema e risolverlo. I protagonisti della sicurezza – afferma il numero uno del Viminale – sono gli uomini e le donne in divisa. Agli operatori di polizia è riconosciuta la specificità e noi lavoreremo perché sia assicurata nei mesi prossimi”. “Stiamo lavorando – ha continuato Alfano – non per il rinnovo del contratto, che non è stato richiesto, ma per eliminare i blocchi salariali e speriamo che questo sforzo non venga complicato dai toni eccessivi del comunicato di ieri. Sono convinto che ci siano le condizioni per affrontare con serenità, da tutte le parti in causa, il problema e risolverlo”. Toni concilianti che si contrappongono certamente ai toni usati dal premier Renzi in questi giorni. Come si risolverà la questione del blocco degli stipendi?

 

Fonte: Repubblica

 

Marco Brezza

 

 

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lun, ago 11, 2014  Marco Brezza

Forze dell’ordine e spending review: come prosegue la vicenda che vede la possibilità di un cospicuo numero di tagli sul comparto difesa nel nostro paese?
Già qualche settimana fa il commissario alla Spending review Carlo Cottarelli aveva presentato il suo piano di tagli illustrando un elenco di oltre 30 voci e cinque capitoli di spesa, riguardanti tematiche che ineriscono all’efficientamento diretto della pubblica amministrazione, “cespite” da cui si punta ad ottenere 2,2 miliardi quest’anno, 5 miliardi nel 2015, fino ai 12 e spiccioli del 2016.

 

Fonte: www.ilgiornaledelmolise.it

Fonte: www.ilgiornaledelmolise.it

La parola d’ordine: sinergia tra corpi di polizia

 

Uno dei punti che qui vengono in rilievo per quello che inerisce i tagli di spesa è la cosiddetta sinergia tra corpi di polizia”: in questo settore sono compresi la digitalizzazione complessiva e la riorganizzazione delle prefetture e dei i vigili del fuoco a partire dal 2015. Questo piano di tagli (o forse sarebbe meglio dire di “razionalizzazioni”) fa parte del capitolo complessivo inerente alla riorganizzazione delle province, delle spese degli enti pubblici e della riorganizzazione dei costi della politica (entro cui si annoverano tagli a Comuni, Regioni e finanziamento ai partiti, oltre a organi costituzionali). Tutti ambiti di intervento attraverso cui risanare il bilancio dello Stato e consentire alla macchina Italia di mettersi nella posizione migliore per poter innestare la marcia della ripresa.
Nel frattempo tramite l’approvazione ufficiale del Def 2014 l’ammontare totale dei tagli previsti dalla revisione di spesa dovrebbe andare a colpire, secondo quanto annunciato e ipotizzato finora, comparto statali, Difesa, sanità ed enti cosiddetti non utili. Rimane da vedere in quale modo.

 

Blocco dei contratti: allarme rientrato (per ora)

 

Insieme ai tagli annunciati, che probabilmente saranno tutti confermati, arriva anche la smentita sull’eventuale blocco dei contratti dei dipendenti pubblici fino al 2020. A confermare questa, diremmo, buona notizia è un comunicato del Ministero dell’Economia in cui si legge che “nel Def 2014 non è contenuto, e non potrebbe esserlo, alcun riferimento a ipotesi di blocco di contrattazione nel settore pubblico”.
Carlo Cottarelli, l’uomo che regge i fili di una operazione certamente non facile sia da un punto di vista tecnico che, ancor di più da una angolo visuale più latamente sociale, si è soffermato a spiegare la “ratio” del taglio di spesa: “Non si dovranno colpire tutte le realtà locali allo stesso modo e si terrà conto di ciò che funziona colpendo solo gli sprechi laddove sono presenti. Non c’è nessun taglio alla spesa pubblica che possa trovare tutti d’accordo ma questo non vuol dire che si vadano a toccare i servizi pubblici essenziali”. Come a dire, tagli sì, ma razionali, in un’ottica definitiva di razionalizzazione della complessa (e talora ridondante) macchina dello Stato.

 

Prospettive per il 2015

 

Nelle prospettive spalancate in materia carabinieri (e Difesa in generale) dal Def (il documento che stabilisce la programmazione economica  e finanziare che sovrintende la gestione economica dello Stato italiano) affiorerebbero tagli per 200 milioni quest’anno e per 900 milioni a partire dal 2015: si tratterebbe degli interventi previsti per la rideterminazione di programmi di investimento per la difesa nazionale (mentre sulla discussa questione taglio degli F35 per ora rimane il silenzio).

 

Fonti: WebMasterPoint.org, businessonline.com

 

Marco Brezza

 

 

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