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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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lun, ott 31, 2016  Valentina
Fonte: blastingnews.com

Fonte: blastingnews.com

Già, perché di fatto il governo si comporta come se non esistessero, non mancando alcuna occasione per ricordare che l’unica via di accesso al ruolo passa dal concorso.

Eppure però le graduatorie, non solo ci sono, ma sono composte da insegnanti, i quali, esasperati, hanno intrapreso in moti casi la via giudiziale.

 

Questo però non ha fatto desistere il governo che non perde occasione per ricordare le sue reali intenzioni in termini di GaE: eliminarle in maniera definitiva.

Ma a fronte delle intenzioni dichiarate dall’esecutivo, molti insegnanti hanno deciso di non arrendersi e hanno intrapreso la strada della giustizia ordinaria, appellandosi al fatto che le graduatorie ad esaurimento, come stabilito per legge, divideranno al 50% i posti con i vincitori del concorso fino al loro svuotamento reale.

 

 

Scuola. GaE, Unico Ostacolo Alla perfezione Della Buona Scuola?

 

 

La risposta è evidentemente negativa. Gli ostacoli a una scuola dignitosa e funzionante passano ben oltre le graduatorie. Ma il ministro non ci vede. E rimane coerente con gli scopi iniziali della riforma.

E in effetti nonostante le dichiarazioni di intenti, sbandierate anche durante l’ultimo question time al Senato, secondo le quali il concorso pubblico triennale rimane unico accesso all’insegnamento, il ministro Giannini ha di fatto ammesso – e non potrebbe essere altrimenti – la necessità di una fase transitoria fino all’effettivo esaurimento delle graduatorie. Non ha poi mancato di rimarcate la sua promessa: assumere tutti i vincitori entro il prossimo triennio 2016/18, precisando che il ritardo delle operazioni è dovuto proprio alla complessità delle stesse.

 

Questa volontà di specificare ad ogni occasione l’intento della Buona Scuola suona ormai come una sorta di aiuto convincimento più che un modo cdi ricordare l’intento iniziale.

 

 

 

 

Aggiornamento GAE. Fase Transitoria Ancora Da progettare

 

 

 

 

È lo stesso ministro Giannini a spiegare come dovrebbe avvenire la fase transitoria in attesa dello svuotamento delle GaE.

Prima di tutto l’accesso alle graduatorie, conferma il ministro, rimarrà bloccato, pertanto il concorso rimarrà di fatto l’unico strumento possibile per accedere al ruolo.

 

In ogni concorso, su base triennale, riserveranno però la metà dei propri posti disponibili agli iscritti nelle GaE, fino a quando non ci sarà più neanche un iscritto. Questo in concreto si traduce nell’ennesima attesa per gli abilitati precari, che vedranno il prossimo concorso solo nel 2019.

È da qui che nasce la necessità di una fase transitoria. Su questo punto però il ministro non ha ancora le idee chiare.

E nel frattempo cosa dovrebbe fare un iscritto GaE? Rivolgersi alla magistratura. Se lo stato non tutela, vale la pena provare con la giustizia.

 

 

 

Fonte: blastingnews / forexinfo

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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lun, ott 16, 2017  Valentina

assegno di funzioneIl trattamento economico degli appartenenti al comparto sicurezza è composto da due tipologie di erogazione.

La prima, la principale, coinvolge tutte le retribuzioni a carattere fisso e continuativo, come ad esempio lo stipendio, l’indennità mensile pensionabile, l’indennità integrativa speciale, etc.

La seconda fonte di erogazione che completa il trattamento economico dei dipendenti del comparto sicurezza comprende invece tutte le indennità che hanno lo scopo di compensare mansioni che comportino particolari disagi o responsabilità per il loro svolgimento.

 

 

L’Assegno funzionale carabinieri rientra di diritto della seconda tipologia di trattamento economico riservato ai dipendenti delle forze dell’ordine. L’assegno funzionale carabinieri è regolamentato dall’articolo 6 del decreto legge 387/1987 ed è stato aggiornato successivamente, con l’articolo 8 D.P.R 51/09.

 

Si tratta di un vero e proprio assegno definito “pensionabile” che i carabinieri possono ricevere una volta raggiunti i 17, 27 e 32 anni di servizio, senza demerito alcuno all’interno dell’Arma dei Carabinieri o delle altre forze di polizia. Il raggiungimento della soglia di anzianità, oltre a non calcolare i periodi prestati con note di demerito, non tiene conto di tutti quei periodo che incidono sull’anzianità di servizio ma che di fatto la interrompono.

 

 

 

 

 

Assegno Funzionale Carabinieri. Requisiti

 

 

 

 

 

Ma come vengono valutati gli anni di servizio ai fini dell’assegnazione dell’assegno funzionale? Come già accennato nel precedente paragrafo, va sottolineato che l’ottenimento dell’assegno è vincolato alla condotta del triennio precedente alla data di maturazione dell’anzianità richiesta; è necessario però escludere dal calcolo gli anni nei quali il richiedente ha subito una sanzione disciplinare che hanno un peso più grave della deplorazione o abbia incassato un giudizio complessivo inferiore a buono.

 

In altre parole se il dipendente ha collezionato un giudizio di condotta negativo o la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio, non potrà beneficiare dall’assegno funzionale previsto dall’Arma. Nel calcolo globale poi degli anni di servizio necessario per la richiesta, quelli sporcati con azioni disciplinari, vengono decurtati, allungando di fatto il periodo effettivo di servizio per il raggiungimento dell’assegno.

 

 

Cosa accade se la sanzione della sospensione viene inflitta proprio nel biennio di maturazione dei requisiti necessario all’ottenimento dell’assegno? Sarà necessario attendere la fine del procedimento disciplinare per poter percepire l’assegno. Quindi se si viene riammessi in servizio con riserva di riesame, tale riserva blocca di fatto l’iter verso l’ottenimento dell’assegno.

 

 

 

Assegno Funzionale 17 Anni Netto

 

 

 

 

Il decreto istituisce la cosiddetta coda contrattuale, ovvero, a partire dal 1 gennaio 2033 la soglia per la percezione dell’assegno funzionale è stata abbassata al raggiungimento dei 17 anni di servizio. Non solo.

Ma questo decreto è andato a modificare concretamente anche l’importo erogato, il quale ha infatti conosciuto un incremento del 27% per questa prima soglia di 17 anni di servizio. Questa percentuale sale addirittura al 53% in relazione al raggiungimento della seconda soglia dei 27 anni.

 

 

 

 

Importo Assegno Funzionale 32 Anni Carabinieri

 

 

 

 

Per riassumere al meglio e con massima precisione quali sono gli importi previsti dal decreto del 2006 in tema di assegno funzionale, vi riportiamo una tabella ufficiale tratta dal sito di un sindacato di categoria.

 

Tabella assegno funzionale Carabinieri:

 

 

 

Per chi ricopre il ruolo di commissari della Polizia di Stato e qualifiche equiparate delle altre Forze di polizia ad ordinamento civile e militare i parametri previsti per l’erogazione dell’assegno funzionale ve le riassumiamo qui di seguito:

 

 

 

In generale il calcolo nella busta paga non può chiaramente prescindere dall’Irpef, quindi dopo aver decurtato dall’importo lordo tutte el trattenute previdenziali, i termini di tasse si applica sui primi 1.250,00 (23.000,00/12) il 23%; da 1250,00 a 2.333,33 (28.000,00/12) e su 1.083,33 (2.333,33-1,250,00) il 27%; da 2.333,33 all’imponibile fiscale massimo si applica l’aliquota del 38%.

Una volta calcolata l’Irpef lorda sulla base del proprio stipendio iniziale, vanno applicate tutte le detrazioni prevista per il lavoratore dipendente e per i familiari a carco, qualora ce ne siano. Ciò che rimane è l’importo dell’assegno funzionale carabinieri.

 

 

 

 

 

 

Fonte: siulp / militari

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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lun, set 25, 2017  Valentina

CHIAMATA DIRETTA DOCENTIEra stata descritta come uno dei pilastri su cui si reggeva la riforma della Buona Scuola. Nell’intento di coloro che l’avevano introdotta, c’era l’idea di poter garantire a tutte le scuole sul territorio nazionale un corpo docenti competente.

Ma chi l’ha introdotta, non aveva fatto i conti con i dirigenti scolastici che l’hanno bellamente snobbata. Parliamo della chiamata diretta. “È ora che il Governo prenda atto dell’evidente fallimento della chiamata diretta e che si ritorni al sistema delle graduatorie con criteri oggettivi, così come previsto dalla Costituzione” tuona Rino Di meglio, coordinatore nazionale della Gilda insegnanti.

È stato proprio questo sindacato a condurre indagine e a tracciare una situazione davvero deprimente, dalla quale si conclude che la chiamata diretta non ha visto un’applicazione diffusa e univoca. Al nord circa la metà delle scuole ha effettuato la chiamata diretta; al centro la percentuale scende sotto il 30%, per arrivare poi al sud, dove non si sfiora neanche il 20.

 

Un panorama quindi preoccupante e certamente fallimentare rispetto a come avrebbe dovuto essere. E allora cerchiamo intanto di capire questa chiamata diretta come funziona. Poi trarremo le conclusioni sul fatto che sia bene o male che stia miseramente fallendo.

 

 

Le linee guida sulla chiamata diretta e a chi fosse rivolta le aveva date mesi fa lo stesso Miur.

Erano previste due fasi: una entro il 31 agosto per i docenti di ruolo assegnati su ambito territoriale, e l’altra entro il 15 settembre 2016 per coloro che sono stati immessi in ruolo da GaE e da concorso 2012/2016.

 

 

Una delle prime polemiche sorte all’indomani delle linee guida che stabilivano la chiamata diretta come funziona riguardò il tema dell’anzianità di servizio, la quale, negli intenti del Miur, non era più un valore da considerare, ma semplicemente un plus del singolo.

 

 

 

Chiamata diretta come funziona per i dirigenti scolastici?

 

 

 

Ma la chiamata diretta come si applica nel concreto? Prima di tutto, i dirigenti scolastici hanno il compito di pubblicare sul sito web dei propri istituti tutti gli avvisi riguardanti l’elenco dei posti vacanti.

Attenzione però, precisiamo che tale compito non è un obbligo, dunque possono anche non pubblicare alcun avviso.

 

 

In secondo luogo avrebbero dovuto divulgare con la stessa modalità i criteri individuati per definire la chiamata diretta. Su questo punto vale la pena di ricordare che secondo la normativa che spiega la chiamata diretta, i criteri di individuazione degli insegnanti erano 18, dei quali 8 in merito ai titoli accademici e il resto di esperienze e attività di tutor.

Quali attività garantiscono vantaggi per la chiamata diretta? Elenchiamone alcune delle più significative:

 

• aver lavorato in contesti scolastici diversi

 

 

• aver utilizzato didattiche innovative e laboratoriali • aver ricoperto ruoli organizzativi • aver curato progetti interni alla scuola o con altre agenzie del territorio

 

 

 

Successivamente i dirigenti scolastici avrebbero dovuto pubblicare le modalità di presentazione delle candidature e i relativi termini di scadenza. Una volta esaminate le candidature, il dirigente scolastico individua il docente più adatto al ruolo e fissa un colloquio per proporre in via ufficiale incarico. Tale colloquio può svolgersi anche on line, non necessariamente di presenza fisica.

 

 

Chiamata diretta chi riguarda

 

La modalità di applicazione della chiamata diretta e i compiti dei dirigenti scolastici in questo ambito lo abbiamo appena affrontato. Andiamo ora a vedere a chi è rivolta. La chiamata diretta prima di tutto riguarda in via esclusiva i docenti immessi in ruolo coinvolti dalle procedure di assegnazione nell’ambito territoriale.

 

Proviamo a tradurre quanto appena scritto in fasi:

 

- B1/B2 se soddisfatti dal secondo ambito in poi.

 

- B3 – assegnazione ambito definitivo nella provincia di assunzione degli insegnanti assunti nell’anno scolastico 2015/16 nelle fasi B e C del piano di assunzioni da Concorso

 

- C – docenti neo assunti al 1/9/2015 da GAE nelle fasi B e C del piano di assunzioni

 

- D – I docenti neo assunti al 1/9/2015 da GAE e da CONCORSO nelle fasi 0 e A e quelli assunti da fase B e C dal concorso del piano di assunzioni.

 

 

 

Pienamente coinvolti nella chiamata diretta anche i docenti che sono stati immessi in ruolo dal 1° settembre 2016, da Graduatorie ad esaurimento residue o da concorso. La chiamata diretta funziona per tutte categorie di insegnati appena citate, ma non può trovare invece applicazione per i docenti in ruolo che hanno fatto domanda di mobilità prima del 2015/2016 ed esclude anche le assegnazioni delle supplenze.

 

 

 

Chiamata Diretta Affondata Dalla Scuola

 

 

 

La chiamata diretta come funziona e tutte le procedure previste per la sua applicazione sono state considerate fin da subito troppo laboriose per i dirigenti scolastici. Il fatto stesso che il docente scelto, se destinatario di più offerte, possa liberamente scegliere quale accettare è un dato troppo incerto da sostenere per coloro che devono dirigere una scuola.

 

 

Anche gli insegnanti non sono affatto soddisfatti della chiamata diretta come funziona e quali conseguenze ha sulla loro professionalità.  Molti sono i casi denunciati dagli stessi docenti; dalla professoressa depennata perché in maternità, a classifiche che vedono chi ha meno punteggio passare davanti per il fatto stesso di aver già lavorato in quell’istituto, fino al caso limite dell’insegnante di latino dentro un istituto tecnico, dove il latino non rientra tra le materie previste.

 

 

Tra chi ancora sostiene la buona scuola c’è chi afferma che questo è solo un momento di smarrimento e che la riforma era necessaria e non può prorogabile. Sul fatto che una riforma fosse necessaria siamo tutti d’accordo. Quello su cui ci si deve interrogare è se abbia avuto senso farla così. Senza valutare troppo le conseguenze. Che stanno arrivando una dopo l’altra tutte al pettine.

 

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / tecnicadellascuola / professionistiscuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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ven, giu 9, 2017  Valentina

buonascuolaOrmai è passato un tempo ragionevole oltre il quale fare bilanci è d’obbligo in tema di Buona Scuola. Che questo maxi progetto di riforma non esaltasse gli animi di nessuno, tranne che di coloro che l’0hanno creato era evidente fin da primi attivi della sua divulgazione.

 

A distanza di tempo però dalla sua applicazione si iniziano a vedere i primi risultati e le prime conseguenze che fanno fare marcia indietro anche a coloro che in un primo tempo hanno supportato la riforma.

 

 

 

Buona Scuola. La triste gara al rimedio dell’ultima ora

 

 

 

 

In questo contesto si capisce bene la dichiarazione di Andrea Orlando, candidato alla segreteria nazionale del pd: “il mio impegno da segretario sarà quello di prevedere ulteriori investimenti nella scuola pubblica e l’eliminazione di storture ed errori contenuti nella Buona Scuola (…). Stiamo lavorando a più emendamenti alla Manovra che prevedano da un lato un Piano nazionale e dall’altro un Potenziamento assunzionale per le maestre dell’Infanzia presenti nella Gae, un rimedio agli errori dell’algoritmo per riportare vicino casa i docenti ingiustamente penalizzati, penso a quelli della fase B, e un percorso che valorizzi ulteriormente l’esperienza di quelle migliaia di precari di seconda fascia che contribuiscono ancora oggi in maniera determinante al funzionamento del nostro sistema di istruzione”.

Anche l’altro candidato alle primarie Emiliano è sulla stessa lunghezza d’onda e parla addirittura di riscrivere la riforma.

 

 

Promesse da marinaio frutto della pressione delle elezioni? Lo scopriremo a breve, al di là del risultato delle primarie.

 

 

 

 

Buona Scuola. Si punta all’integrazione

 

 

 

 

 

Intanto il ministro Fedeli continua il suo percorso di creazione di una scuola più aperta all’interno del piano da 840 milioni di euro che mira a far diminuire la dispersione scolastica, favorendo l’integrazione, anche in relazione ai flussi migratori costantemente in aumento.

 

 

Si tratta di un’occasione con la quale ogni istituto scolastico potrà presentare un progetto, il quale, se approvato verrà finanziato dallo stato per un importo variabile in base alla tipologia di planning.

 

 

La velocità e la profondità dell’integrazione dipendono anche dalla scuola. È grazie al percorso che le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana fanno a scuola che il nostro Paese potrà contare anche sui loro talenti, sulle loro intelligenze (…). Le scuole possono diventare laboratori di convivenza e di nuova cittadinanza”. Afferma in una recente dichiarazione proprio il ministro Fedeli.

 

 

Tra le attività che le scuole potranno presentare ci sono corsi di insegnamento o mantenimento della lingua d’origine, laboratori di lingue per facilitare l’apprendimento della lingua italiana, attività motoria, musica, ect.

Unico vincolo fondamentale per l’approvazione dei progetti è la condivisione con la cittadinanza e la stretta collaborazione con le autorità locali. La presentazione dei progetti dovrà avvenire dalle ore 10 del 15 maggio alle ore 15 del 3 luglio 2017.

 

 

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / catania.liveuniversity

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mer, mag 17, 2017  Lasagna Giovanna

Maggio era stata dato come il mese utile per l’aggiornamento e la riapertura della II e III fascia delle graduatorie di istituto dei docenti. La data era trapelata proprio nel corso degli incontri tra Miur e sindacati. Purtroppo, ad oggi, per l’aggiornamento delle graduatorie di istituto, non c’è ancora una data certa. A complicare la situazione c’è l’estenuante attesa di un indispensabile decreto di transizione sulle nuove classi di concorso: quello esistente infatti presenta numerose pecche , tra cui quella di escludere migliaia di insegnanti  dalla III fascia delle  graduatorie di istituto.

Graduatorie d'istitutoTre anni fa il problema era stato risolto facendo presentare la domanda ai docenti nel periodo maggio – giugno e al personale ATA tra settembre e ottobre. Quest’anno, a   partire da lunedì 8 maggio e fino al 29 maggio, il personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, direttori dei servizi), può presentare la domanda di mobilità via web utilizzando la piattaforma http://www.istruzione.it/polis/Istanzeonline.htm.

Il personale ATA, in base alle mansioni svolte, è suddiviso in diversi profili professionali, raggruppati in quattro aree, alle quali si accede con determinati requisiti: per chiarimenti consultare : http://www.istruzione.it/urp/come_diventare_ata.shtml

Possono presentare domanda anche i DSGA ( Direttori dei servizi generali e amministrativi )  con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La mobilità continuerà comunque.

La data di maggio – giugno, per procedere alle domande degli insegnanti per l’aggiornamento delle graduatorie di istituto,o sarebbe stata ideale per scongiurare il balletto di supplenti, con inesorabile ricaduta sulla continuità didattica.

 

Riportiamo innanzitutto alcuni brani salienti tratti dall’Articolo 7 (Graduatorie di istituto) dello  “SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO DI RIORDINO, ADEGUAMENTO E SEMPLIFICAZIONE DEL SISTEMA DI FORMAZIONE INIZIALE E DI ACCESSO NEI RUOLI DI DOCENTE NELLA SCUOLA SECONDARIA […] DELLA LEGGE 13 LUGLIO 2015, N. 107 “:

Articolo 7 (Graduatorie di istituto):

  • “1. In ciascuna sede concorsuale e per le tipologie di posti di cui all’articolo 3, comma 4, lettere a) e b), la graduatoria di merito per ogni classe di concorso è compilata sulla base della somma dei punteggi riportati nelle prove di cui all’articolo 6, commi 2, 3 e 4, e nella valutazione dei titoli, effettuata per i soli candidati che hanno superato tutte le prove previste.
  • 2. In ciascuna sede concorsuale e per i posti di sostegno di cui all’articolo 3, comma 4, lettera c), la graduatoria di merito è compilata sulla base di un punteggio calcolato per il 70% in base al punteggio riportato nella prova aggiuntiva di cui all’articolo 6, comma 5, e per il restante 30% in base alla somma dei punteggi riportati nelle prove di cui all’articolo 6, commi 2, 3 e 4, e nella valutazione dei titoli, effettuata per i soli candidati che hanno superato tutte le prove previste.
  • 3. I candidati che hanno superato tutte le prove previste per ciascuna tipologia di posto, iscritti nelle graduatorie di cui ai commi 1 e 2, sono dichiarati vincitori nel limite dei posti messi a concorso, fermi restando gli eventuali scorrimenti di cui al comma 4.
  • 4. I vincitori del concorso che, alla data del 30 giugno, risultano presenti in posizione utile in più graduatorie sono tenuti a optare per una sola di esse e ad accettare di avviarsi al relativo percorso FIT. Effettuata l’opzione, essi sono cancellati da tutte le altre graduatorie ove sono presenti. Coloro che non effettuano alcuna opzione sono cancellati da tutte le graduatorie già pubblicate alla data del 30 giugno. I posti del primo scaglione corrispondenti alle cancellazioni sono recuperati nel medesimo scaglione per scorrimento delle relative graduatorie, purché entro il termine perentorio del 31 agostoI posti del primo scaglione rimasti ancora liberi a questa data, ovvero i posti corrispondenti a vincitori che, pur avendo               optato, non si avviano al percorso FIT, sono recuperati l’anno successivo per l’avvio dei relativi vincitori al percorso FIT con il secondo scaglione. I posti del secondo scaglione rimasti eventualmente liberi per qualunque motivo alla data del 31 agosto, sono disponibili per i concorsi successivi. Le modalità e i termini di esercizio delle opzioni e dello scorrimento delle                     graduatorie sono stabiliti dal bando di concorso.
  • 5. I vincitori scelgono, in ordine di punteggio e secondo i posti disponibili, l’ambito territoriale nella regione in cui hanno concorso, tra quelli indicati nel bando, cui essere assegnati per svolgere le attività scolastiche relative al percorso FIT “

Relativamente al suddetto percorso “FIT”, l’ispettore del Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ) Max Bruschi , sottolinea come  i nuovi percorsi FIT, non debbano  essere negati agli abilitati, inseriti nelle graduatorie di merito regionali, e agli abilitati all’estero siano essi italiani o stranieri.

 

Ricordiamo che il cosiddetto percorso FIT è un percorso formativo, cui il docente potrà accedere in seguito a selezione tramite concorso a scadenza biennale. Inoltre chiariamo che il primo anno di detto percorso, consisterà in specializzazione e tirocinio e darà diritto a 60CFU. Superato l’esame finale si otterrà il diploma di specializzazione e si potrà accedere al II anno.

 

Con la mobilità e le immissioni in ruolo del 2017/18 i docenti si vedranno assegnate le nuove classi di concorso. Le OOSS( associazioni sindacali)  hanno sottolineato l’imminenza del problema  del calcolo del punteggio per i docenti che nelle GaE( graduatorie ad esaurimento), avendo svolto  servizio svolto in più classi di concorso, e dovendo transitare dalle vecchie alle nuove (circa 440 insegnanti), dovranno ricalcolare il punteggio di graduatorie di istituto. Le OOSS hanno chiesto una bozza di provvedimento per la discussione , in una prossima riunione, al fine di tutelare questi docenti.

 

Ricordiamo che proprio in relazione alle GaE, il Miur è già stato condannato per violazione della normativa primaria con sentenza ottenuta dall’ANIEF presso il Tribunale del Lavoro di Cagliari.

 

In seguito a tale Sentenza diviene chiaro come debba “escludersi che, nella attuale situazione normativa, la mancata presentazione della domanda di permanenza o aggiornamento determini la cancellazione definitiva dalle graduatorie a esaurimento” […]Si evidenzia anche – come da sempre sostenuto dall’Anief – come possa essere evidentemente “difficile ipotizzare che la mera mancata presentazione della domanda nei termini stabiliti possa costituire espressione della volontà del docente di farsi cancellare dalla graduatoria in contestazione (quella ad esaurimento, n.d.r.), né una tale volontà può ritenersi implicita nel comportamento tenuto nel caso di specie dai ricorrenti”. Il Tribunale del Lavoro di Cagliari, che consente così il reinserimento nella graduatoria di chi sia stato cancellato per non aver presentato tempestiva domanda di aggiornamento” e condanna il Ministero dell’Istruzione anche al pagamento delle spese di lite quantificate in 3.090 Euro oltre accessori.”

 

 

Graduatoria terza fascia come iscriversi.

 

Figlia del decreto Milleproroghe, ce n’è proprio una  riguardante l’iscrizione alla terza fascia delle graduatorie d’istituto. Per i prossimi tre anni quindi anche i laureati non abilitati, purché siano in possesso dei requisiti (Dpr del 23 febbraio 2016), possono candidarsi come supplenti, facendo l’iscrizione alla terza fascia delle graduatorie d’istituto. Ciò darà  un’opportunità maggiore di essere chiamati rispetto all’invio della sola domanda di messa a disposizione.

Ma come fare per iscriversi alla terza fascia graduatorie d’Istituto?

 

graduatoriadiistitutoterzafasciaPer la procedura ufficiale bisogna attendere che il Miur pubblichi il decreto con tutte le norme e le scadenze riguardanti l’iscrizione alle graduatorie d’istituto.

Le anticipazioni possibili riguardo al come iscriversi alla terza fascia, si possono presumere facendo riferimento al procedimento utilizzato per il precedente triennio: sia riguardo a come procedere, che per farci un’idea sulle scadenze per poter avere diritto di accesso: per esempio, come nel 2014, sarà probabilmente possibile presentare la domanda in modalità cartacea.

Chi si iscrive per la prima volta in terza fascia e ha solamente il titolo di studio per l’accesso all’insegnamento, deve utilizzare il modello A2. Lo trovi al seguente link che puoi copiare e incollare sul tuo browser (  http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/496ebb34-90b0-4bfc-a030-cc625259517a/dm62_11_all_modello_a2_2011.pdf)

Il modello di domanda, dovrà essere consegnato con :

-raccomandata con ricevuta di ritorno;

-oppure consegna a mano all’istituzione scolastica;

- o anche invio per Posta Elettronica Certificata all’indirizzo PEC della scuola.

Lo stesso modello va inoltrato alla scuola capofila dell’Istituto per cui ci si vuole iscrivere in graduatoria. Se ci si volesse iscrivere in più istituti, la scuola che riceve il modello di domanda sarà capofila dell’istituzione scolastica con il grado superiore.

Innanzitutto accedere ad “Istanze Online” escaricare il Modulo di Adesione inserendo il proprio indirizzo mail, la tessera sanitaria e il documento di riconoscimento valido per l’iscrizione alle graduatorie d’istituto.

 

Quindi selezionare “Accetta” per l’iscrizione alla terza fascia. Inoltre l’aspirante docente può esprimere la propria preferenza per un massimo di 20 istituzioni scolastiche, purché siano appartenenti alla stessa provincia. Per la scuola d’infanzia e primaria, invece, vige il limite di 10 istituti. La scelta delle scuole  riguarda i docenti di primo inserimento, mentre chi è già inserito  in I, II o III fascia può soltanto cambiare alcune scuole già selezionate all’atto della domanda precedentemente presentata tramite le finestre semestrali.

 

Per essere inseriti in III fascia delle graduatorie d’istituto: entro quando bisogna conseguire il titolo richiesto?

Possiamo basarci  su quanto prescritto nel 2014, anno in cui la scadenza venne fissata a Se anche nel 2017 venisse confermata questa scadenza, sarebbero esclusi dall’iscrizione alle graduatorie d’istituto sia i diplomandi che i laureandi a luglio 2017. Perché per  la III fascia delle graduatorie d’istituto non è possibile iscriversi con riserva, quindi il titolo richiesto deve essere conseguito entro la data stabilita dal Miur.

 

Una eventuale soluzione, per chi conseguirà il titolo entro agosto 2017, potrebbe essere quella di permettere loro l’iscrizione con riserva . Probabilmente i sindacati ne discuteranno con il MIUR nelle prossime settimane, anche perché questa sarà l’ultima possibilità per iscriversi alla terza fascia delle graduatorie d’istituto per poter insegnare anche senza abilitazione.

Per l’elenco completo dei titoli di accesso richiesti per l’iscrizione alle graduatorie d’istituto per una particolare classe di concorso, potete scaricare la Tabella A allegato al DPR del 14 febbraio 2016, che trovate di seguito:  http://www.istruzione.it/allegati/2016/D.P.R.14_febbraio_2016_n.19_Tabella_A.pdf

Quanto descritto corrisponde alla attuale situazione, attendendo , oltre alle graduatorie d’ istituto,il rinnovo dei contratti per dipendenti delle pubbliche amministrazioni e quindi anche per gli insegnanti e il mondo della scuola : sarà veramente entro il 2017 come filtra dalle dichiarazioni sia della titolare del Miur, che dei Ministri Madia e Fedeli ?

 

Giovanna Lasagna

 

 

 

 

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