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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mer, ott 18, 2017  Roberta Buscherini

La pensione reversibilità Inpdap INPS è una formula previdenziale, nata negli anni 30 per tutelare i familiari dei dipendenti pubblici senza diritto ad una pensione propria e con un reddito inferiore al limite di povertà. Nello specifico, la pensione reversibilità è l’importo della pensione che ricevono, per diritto, i superstiti di un dipendente pubblico Inpdap, ora Inps, nel momento della sua scomparsa.

Detto in altre parole, i familiari superstiti di un pensionato iscritto presso una delle gestioni inps (quindi anche ex inpdap) hanno diritto a una pensione a fronte della verifica di alcuni requisiti ben definiti.

 

 

Precisiamo infatti che si accede di diritto alla pensione reversibilità Inpdap Inps se il deceduto era titolare di una pensione diretta oppure se sia in corso una liquidazione della stessa.

L’altra condizione nella quale i familiari hanno diritto alla pensione di reversibilità si verifica quando il titolare della pensione ha maturato 15 anni di assicurazione e contribuzione, oppure 5 anni di assicurazione e contribuzione, di cui almeno 3 nel quinquennio precedente alla data del decesso. In questo caso la pensione alla quale avranno accesso i familiari si chiamerà pensione indiretta.

 

Chi ha diritto alla pensione reversibilità INPDAP – INPS

 

I superstiti che hanno diritto alla pensione reversibilità INPS, gestita ora dall’Inps sono:

-       Il coniuge del dipendente pubblico scomparso. Anche se si tratta di un coniuge separato che abbia diritto agli alimenti o di un coniuge divorziato che non si sia risposato

-       I figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge) sempre che nel momento della scomparsa del dipendente Inpdap siano minorenni, siano a carico del genitori, siano studenti di meno di 26 anni senza un lavoro o siano inabili indipendentemente dell’età.

Se il deceduto non ha né moglie e né figli, il diritto alla pensione passa direttamente ai genitori che, al momento della morte devono però già aver compiuto il 65esimo anno di età e che risultino a carico del lavoratore deceduto.

 

 

In assenza anche dei genitori, il diritto passa ai fratelli celibi e sorelle nubili dell’assicurato che al momento del decesso risultino inabili al lavoro, non siano titolari di pensione e siano a carico del lavoratore deceduto.

 

Calcolo Pensione Reversibilità INPDAP – INPS

 

 

 

 

 

Il beneficiario della pensione reversibilità  ha il diritto ad un 60 % della pensione complessiva del dipendente pubblico scomparso; se si tratta di coniuge con un figlio, la percentuale è dell’80 % e dell’100 % nel caso di coniuge con due figli.

Questa formula previdenziale ha una durata vitalizia e viene allegata all’eventuale pensione che il coniuge, o familiare in questione, già percepisce.

La pensione reversibilità Inpdap ha una decorrenza dal mese successivo al decesso del dipendente pubblico o pensionato INPDAP.

Ora è possibile realizzare online una simulazione del calcolo pensione reversibilità, ora Inps. Per effettuare il calcolo, è necessario compilare il modulo con l’importo annuale della pensione già corrisposta al dipendente o pensionato scomparso e il numero di parenti a carico.

 

Domanda Pensione Reversibilità

 

Per ottenere la pensione reversibilità INPS, è necessario compilare il modulo apposito e presentarlo agli Uffici Centrali dell’Inps personalmente oppure tramite Internet, attraverso i servizi online dell’ente.

Alla domanda di pensione reversibilità  è necessario allegare:

-       Certificato di morte del dipendente

-       Certificato di matrimonio

-       Stato di famiglia

-       Dichiarazione di non separazione o divorzio

-       Dichiarazione di non avvenuto nuovo matrimonio

-       Dichiarazione sul diritto alle detrazione d’imposta

-       Dichiarazione dei reddito

-       Modalità di pagamento

 

Scarica il Modulo di Domanda per Pensione Reversibilità: Domanda Pensione Reversibilità

 

Fonte: Inps / Inpdap

 

Roberta Buscherini

 

 

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mar, ott 17, 2017  Valentina

Quando si parla di PIN si intende quel codice personale che consente di accedere ai servizi telematizzati dell’INPS. La procedura prevista per richiedere pin Inps è esclusivamente telematica, come ormai la maggior parte delle procedure in ambito di pubblica amministrazione che è possibile eseguire comodamente da casa propria. In questa breve guida vedremo come fare passo a passo.

Per ottenerlo bisogna entrare nel sito dell’Inps e seguire dei semplici passi, vediamo ora tutte le schermate del sito del INPS e le indicazioni da seguire:

Per prima cosa accedi al sito del INPS

 

 

 

1) Cliccare sul pulsante “Il PIN online” contraddistinto da un lucchetto, situato nella parte bassa della pagina;

 

Il pin online

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2) Cliccare sul pulsante “Accedi al Servizio”

 

 

 

accedi al servizio pin inps

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3) Cliccare sul pulsante “Richiedi pin online”

 

 

richiesta pin online

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4) Cliccare sul pulsante in blu “Richiedi PIN“;

 

richiedi pin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una volta entrati nella pagina, bisgona inserire nell’apposito modulo i propri dati anagrafici, il codice fiscale, l’indirizzo di residenza, un numero di telefono. Tutte queste informazioni servono al contact center per due ragioni diverse.

Richiedi il tuo pin

 

 

Nell’immediato perché si utilizzeranno per l’invio del vero e proprio pin. In secondo luogo saranno i recapiti a cui fare riferimento in caso di richiesta assistenza da parte dell’utente.

Per questo motivo è consigliato l’inserimento di almeno due recapiti telefonici diversi e due indirizzi mail, di cui uno in posta certificata; in questo modo sarà possibile sfruttare quell’indirizzo in caso di smarrimento del pin per eseguire la procedura telematica per il ripristino.

 

Una volta inseriti tutti i dati, il sistema elabora il controllo degli stessi e una volta accertata l’esattezza dei dati raccolti, inizia l’invio del vero e proprio pin. Se dalla verifica emerge che i dati inseriti non sono esatti, il contact center provvede a chiamare direttamente l’utente per verificare l’accaduto e fornire immeditata assistenza.

 

 

 

Attivazione Pin INPS

 

 

 

 

Il pin altro non è che un codice segreto che permette l’accesso al portale Inps per l’accesso ad alcuni dati personali e riservati. Si tratta di un codice composto inizialmente da 16 caratteri, dei quali 8 vengono inviati via sms, via mail o tramite posta elettronica, mentre gli ultimi otto vengono recapitati tramite posta ordinaria all’indirizzo di residenza del richiedente.

I 16 caratteri, a fronte del primo utilizzo, diventano 8, dando così vita al vero e proprio codice pin che rimane valido per i successivi accessi.

Precisiamo che per accedere ai servizi Inps, dal 16 marco 2016, non è necessario richiedere pin Inps, ma è sufficiente anche essere in possesso delle credenziali SPID.

 

 

L’inps si rende spesso protagonista negli ultimi anni di campagne di pubblicità del proprio ente, durante le quali provvede all’invio per posta ordinaria di parte del pin ai cittadini. Si tratta in sintesi della prima fase della procedura per richiedere pin inps appena descritta.

 

 

 

Converti Pin INPS

 

 

 

Come abbiamo già scritto richiedere pin Inps è utile perché permette di avere accesso ad alcune informazioni personali, il pin ordinario però non permette l’evasione di pratiche di carattere amministrativo. Le notizie a cui si ha accesso attraverso il pin riguardano la propria posizione previdenziale, ma è possibile anche accedere a tutta una serie di servizi online, con un risparmio di tempo e fila agli sportelli Inps, per buona pace di tutti.

Per poter accedere a prestazioni e benefici è necessario convertire il pin ordinari in quello che viene chiamato pin dispositivo.

 

Come fare per richieder pin inps dispositivo? Bisogna recarsi in una sede Inps e compilare il modulo MV35 – Richiesta assegnazione codice PIN dispositivo per il cittadino. Oppure si può utilizzare la procedura on line. In questo caso tramite il sito, si inserisce il pin ordinario, l’utente poi stampa e firma il modulo di richiesta, scansiona i documenti insieme a un documento di riconoscimento e li carica on line.

Se non si può eseguire la scansione dei documenti firmati, si possono anche consegnare presso il Contact center con posta ordinario, via fax al numero 800 803 164 o brevi manu in una qualunque delle sedi Inps dislocate sul territorio.

 

Una volta che il contact center verifica i documenti ricevuti, in automatico trasforma il pin ordinario in un pin dispositivo, dando di fatto al possibilità all’utente di eseguire procedure e prestazioni direttamente dal sito.

 

 

 

Revoca Pin INPS

 

 

 

Del pin Inps si può anche richiedere la revoca, sempre utilizzando la procedura telematica dal sito internet. Per effettuare la revoca serve il codice fiscale, i dati della tessera sanitaria e un indirizzo email o PEC.

Per chi non è molto pratico con le procedure on line, esiste anche la possibilità di avanzare richiesta di revoca tramite il contact center chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164164 da rete mobile (a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico).

 

 

Una delle motivazioni principali per la quale si avanza richiesta di revoca del pin Inps è il suo smarrimento. Prima di arrivare all’estrema decisione dei revocarlo per poi chiedere l’emissione di uno nuovo, è possibile anche eseguire la procedura di ripristino.

Per farlo sono necessari il codice fiscale e almeno due dei contatti inseriti al momento della registrazione tra cellulare, email e PEC; quest’ultima richiesta trova giustificazione solamente nella sicurezza del processo e nella tutela dei dati personali.

L’utente riceverà quindi una comunicazione con un link da cliccare; il nuovo pin seguirà la procedura della prima emissione: metà verrà comunicato tramite il numero di cellulare e le ultime 8 cifre invece tramite l’indirizzo pec. Anche dalla semplice procedura di ripristino si capisce l’importanza di tenere sempre aggiornati i propri recapiti personali.

 

 

 

 

 

Fonte: inps / lavoroediritti

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, ott 5, 2017  Ranalli
Fonte: inpdap.biz

Fonte: inpdap.biz

Le vacanze studio INPDAP rappresentano una possibilità per quanti sono iscritti a questa gestione previdenziale. A fronte della cancellazione dell’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, applicata dal primo gennaio 2012, questo servizio viene ora gestito dall’Inps e prende il nome di INPSieme  

 

 

La vacanza studio INPSieme nasce come una possibilità per premiare i figli dei dipendenti statali. Ovviamente l’iscrizione a detta forma di previdenza è elemento fondamentale ma non garantisce assolutamente la concessione del beneficio.  Infatti i posti messi a disposizione per le vacanze studio  in Italia che all’Estero sono a numero limitato e come ogni concorso si stila una graduatoria.

 

 

Queste borse di studio sono finanziate tramite il Fondo Credito e hanno lo scopo di rimborsare in modo parziale o totale le spese dei soggiorni vacanza in Italia o dei soggiorni studio all’estero degli studenti figli degli iscritti ex INPDAP.

Le vacanze studio INPSieme possono essere di una o due settimane in Italia o di due o quattro settimane in Europa. Esiste ed è consultabile un Catalogo delle Opportunità, nel quale sono riportate destinazioni e strutture convenzionate con questo progetto.

 

 

 

Vacanze studio INPDAP – INPSieme : Come Si Partecipa

 

 

 

Innanzitutto bisogna aspettare l’indizione del concorso da parte dell’Inps che in genere avviene all’inizio dell’anno solare.

La domanda viene prodotta on line e non più in forma cartacea.

All’uopo ogni iscritto o figlio maggiorenne dovrà dotarsi di apposito codice pin dispositivo  e inviare la domanda unitamente agli allegati entro la data prevista. Il codice pin deve essere dispositivo per poter operare direttamente l’invio telematico. Fatta questa operazione si attende l’esito del concorso  che in genere si conosce nel giro di qualche mese.

La graduatoria che viene stilata è il risultato del possesso o meno di vari requisiti per il diritto alle vacanze studio Estate INPSieme.

 

 

Per il 2017 è possibile presentare la domanda dal 16 febbraio al 16 marzo 2017 e i soggiorni si svolgono poi nei mesi di giugno, luglio e agosto 2017.

 

 

 

 

 

Requisiti per accedere alle vacanze studio INPSieme

 

 

 

 

 

 

Vediamoli. Innanzitutto essere iscritto all’Ente Previdenziale (in genere tutti i dipendenti appartenenti al pubblico impiego e cioè ministeriali , ospedalieri, dipendenti autonomie locali, dipendenti regionali e provinciali. Si tiene conto poi dell’ISEE di ciascun iscritto.

 

 

Più basso è l’ISEE più alte sono le possibilità di essere utilmente collocati in graduatoria. L’inps non concede più la possibilità di partecipare ai possessori di ISEE che supera un limiti già prestabilito e indicato nel bando di concorso.

 

 

Si tiene conto ancora se il nucleo familiare e monoparentale ( questa è giustamente prioritaria ), se il nucleo familiare è composto solo da figli, se nel nucleo familiare vi sono persone in stato di handicap.

 

 

Quindi tutte queste situazioni determineranno l’esito della graduatoria per le vacanze studio INPSieme che sarà provvisoria; una volta acquisiti eventuali ricorsi per errori materiali o titoli non valutati diverrà definitiva.

 

 

Nella domanda di partecipazione al concorso verrà indicata quale località si sceglie per la vacanza studio e il periodo prescelto. Dal momento in cui la graduatoria è definitiva si dovrà procedere a fare il versamento della quota a carico del vincitore.

 

 

Fatta questa operazione il candidato verrà contattato quanto prima da una delle società incaricate dall’Inps  per la gestione del periodo della vacanza studio che in genere dura quindici giorni di calendario. Una volta in loco i ragazzi oltre a conoscere la bellezza dei posti attraverso opportune sortite e a qualche momento di spensieratezza, dovranno impegnarsi per la loro formazione che è poi alla base del progetto  delle vacanze studio.

 

 

 

 

Fonte: inpdap / inps

 

 

 

 

 

 

 

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lun, mar 6, 2017  Valentina
Fonte: blastingnews.com

Fonte: blastingnews.com

Come ogni anno anche per il 2017 i dipendenti pubblici potranno garantire ai loro figli un viaggio studio da 1 a 4 settimane, all’estero o in Italia, grazie a un contributi INPS legato a un bando di concorso che coprirà fino al 100% il costo del soggiorno in base alla fascia di reddito di appartenenza.
Come si legge sul sito dell’INPS si tratta di “un’opportunità interessante in cui ai momenti ricreativi e sportivi si alternano varie attività culturali e gite, ma soprattutto, per l’estero, lo studio di una lingua straniera”.
Mancano ancora pochi giorni per poter accedere a questo bando; infatti le domanda saranno accettate fino alle 12,00 del giorno 16 marzo 2017.

 

 

 

Dipendenti Pubblici. Come compilare la domanda per il bando INPSieme

 

 

 

La domanda di partecipazione al bando INPSieme va inviata esclusivamente utilizzando la via telematica accedendo, tramite PIN dispositivo e codice fiscale, alla home page del sito istituzionale dell’INPS /Servizi per il cittadino /Servizi ex Inpdap. Si deve scegliere l’opzione Estate INPSieme e selezionare la voce “Inserisci domanda”.
A quel punto comparirà il modulo, nel quale in automatico saranno già riportati i dati identificativi del richiedente. Vanno poi inseriti manualmente recapiti telefonici mobili e di posta elettronica.
La domanda deve essere accompagnata dal modulo Isee ordinario oppure l’Isee “Minorenni in caso di genitori non coniugati tra loro e non conviventi”, in base alle condizioni familiari del richiedente.
Possono partecipare tutti i giovani, figli, orfani o equiparati di genitori.
Precisiamo che durante la compilazione della domanda di bando è sufficiente dichiarare di aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) utile ai fini del rilascio dell’attestazione Isee.
Una volta concluso il bando, entro l’11 aprile verranno pubblicate sul sito istituzionale le graduatorie ed entro il 12 maggio l’INPS scorrerà le stesse. I subentranti dovranno poi fornire tutta quanto previsto dall’arti 8 del bando di concorso entro il 30 maggio.

 

 

Dipendenti Pubblici. C’è chi compila la Domanda per te

 

 

 

La compilazione della domanda di un bando di concorso spesso può creare difficoltà, non solo perché non sono ammessi errori e quindi si ha un approccio psicologicamente un po’ ansioso, ma anche perché in effetti non è sempre facile capire ciò che viene richieste e rispettare tutti i requisiti nel modo corretto.
Per questo esistono dei servizi di call center dedicati, ai quali ci si può rivolgere e che forniscono un aiuto concreto per la compilazione della domanda per il concorso oggetto di questo articolo.

 

 

 

Il numero verde gratuito di cui vogliamo mettervi a conoscenza e che potrà darvi i l supporto necessario alla compilazione della domanda è 800 624 367, gestito da Ganimede Study, un’agenzia specializzata che offre anche enormi vantaggi in termini di promozioni, sempre nell’ambito del concorso di cui stiamo parlando.

 

 

Fonte: estateinpsiemeganimede / inps

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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mar, lug 12, 2016  Roberta Buscherini

Pensioni Pubblico ImpiegoLa scorsa settimana l’INPS ha presentato alla Camera il suo XV Rapporto Annuale: al suo interno sono presenti interessanti dati relativi alle prospettive pensionistiche sia per i lavoratori del settore privato che per quelli impiegati presso la Pubblica Amministrazione oltre ad alcune riflessioni di rilievo su attuali dati relativi alle cifre incassate dai pensionati e sulla reale efficacia delle buste arancioni (contenenti le previsioni degli assegni pensionistici per coloro che usciranno dal mondo del lavoro tra qualche anno).
Il presidente dell’INPS Tito Boeri ha scritto una relazione in cui fa un bilancio dei risultati delle politiche dell’istituto nell’ultimo anno, parlando tra le altre cose anche della proposta all’Unione Europea di istituire un codice di protezione sociale che valga per tutti i paesi membri.

 

 

Rapporto Annuale INPS 2015: i dati sulle pensioni del pubblico impiego

 

Il rapporto annuale INPS 2015 rileva che circa 6 milioni di pensionati (ovverosia il 38% del totale) percepiscono assegni lordi mensili inferiori ai mille euro. Rispetto all’anno precedente (2014) la percentuale di chi ha un reddito da pensione inferiore ai mille euro è calata (era del 40,3% pari a circa 6,5 milioni di pensionati).

pensioni-pubblico-impiego

Il numero dei pensionati INPS è pari a 15.663.809 con un importo lordo medio mensile di 1.464,41 euro. Nel 2015 la spesa pensionistica complessiva è aumentata di oltre 4 miliardi di euro (crescita del 1,58%), passando da 268 miliardi nel 2014 ai circa 273 nel 2015.
Il presidente INPS Tito Boeri ha definito “molto positivo” il confronto tra Governo e parti sociali per l’individuazione di possibili correttivi alla disciplina generale in materia di pensioni con forme di flessibilità in uscita: stiamo ovviamente parlando dell’Anticipo pensionistico (APE), l’istituto che consentirà anche ai dipendenti pubblici di uscire in anticipo dal mondo del lavoro.

 

Pensioni dipendenti pubblici: le prossime mosse del Governo nel 2016

 

A livello invece di concreti provvedimenti governativi in materia, la “deadline”, ovverosia il termine per le decisioni ufficiali è collocata nell’ambito della prossima manovra di bilancio autunnale. Il Governo Renzi prenderà le sue decisioni, non prima di un confronto presso tavoli tecnici informali anzitutto per accorciare ulteriormente le distanze sui differenti punti di vista esistenti sul tema. Un nodo importante è in questa direzione rappresentato dal progetto di APE, (Anticipo pensionistico) confezionato dalla cabina di regia economica di Palazzo Chigi, e dalla sua potenziale estensione anche al Pubblico Impiego.
L’ipotesi al vaglio in questo momento è la seguente: la composizione di un pacchetto specifico per coloro che sono impiegati presso la Pubblica Amministrazione. Anche agli impiegati pubblici infatti si cercherà di garantire l’APE, tenendo conto delle leggere differenze che attualmente permangono in parte sulle “uscite” e in toto sulle liquidazioni, accantonate figurativamente nel Pubblico Impiego sotto forma di Tfs.

 

Le forme di uscita “flessibili” e le pensioni del pubblico impiego

 

A livello generale tuttavia, e tornando sui dati affiorati dal Rapporto Annuale INPS secondo Tito Boeri risulta “fondamentale assicurare che tutti coloro che potranno un domani esercitare opzioni di uscita flessibile siano in grado di capire fino in fondo le implicazioni delle loro decisioni”. Non si può infatti negare che “rate ventennali di ammortamento di un prestito costituiscano una riduzione permanente della pensione futura. Né si può negare che, continuando a lavorare, il contribuente avrebbe diritto a una pensione più alta” spiega il numero uno dell’INPS. Proprio per questi motivi l’obiettivo dell’APE “non dovrebbe essere certo quello di spingere più persone possibile a uscire dal mercato del lavoro”, bensì “quello di garantire maggiore libertà di scelta consapevole, senza aumentare il debito pensionistico e senza creare generazioni di pensionati poveri”.

 

Fonte: Sole24Ore

 

Roberta Buscherini

 

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