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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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ven, giu 17, 2016  Valentina
Fonte: mobilitapubblicoimpiego.it

Fonte: mobilitapubblicoimpiego.it

Grande scalpore per una sentenza che di fatto non aggiunge granché di nuovo.

La Cassazione ha depositato la sentenza numero 11868 con al quale ha confermato, non certo per la prima volta, che il licenziamento per il personale del pubblico impiego non può rispondere alle regole stabilite con la Legge Fornero, ma deve seguire quanto prevede l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, nella sua formula originaria, prima della legge di modifica.

 

 

 

 

Licenziamento Pubblico Impiego. Contrasti normativi da sanare

 

 

Le motivazioni di questa decisione della cassazione sono molto chiare: “la formulazione dell’articolo 18, come modificato dalla ‘legge Fornero’, introduce una modulazione delle sanzioni con riferimento ad ipotesi di illegittimità pensate in relazione al solo lavoro privato, che non si prestano ad essere estese all’impiego pubblico contrattualizzato per il quale il legislatore ha dettato una disciplina inderogabile, tipizzando anche illeciti disciplinari ai quali deve necessariamente conseguire la sanzione del licenziamento”.

 

Di fatto quindi la cassazione dà ragione al Governo, nella persona del ministro Madia, che da sempre ha sostenuto l’inapplicabilità di questa riforma per il pubblico impiego, con particolare riferimento al reintegro nel posto di lavoro.

 

Ora la necessità di armonizzare questo ambito è più sentita che mai; a dirlo è anche Aldo Bottini, presidente degli Avvocati giuslavoristi italiani, “il contrasto andrà chiarito dalle Sezioni unite o da un intervento legislativo di interpretazione autentica, che peraltro il governo aveva annunciato di voler fare fin dallo scorso anno, quando entrò in vigore il Jobs Act ed era in discussione la riforma del pubblico impiego”.

 

 

 

Licenziamento Pubblico Impiego. E’ Davvero Tutto Così Negativo?

 

 

La risposta a questa domanda è no. L’abolizione del diritto al rientro nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa avrà come effetto indiretto un inevitabile aumento della produttività, in particolare nel pubblico impiego. Questa sentenza infatti potrebbe trasformarsi anche in un deterrente verso quei lavoratori del pubblico impiego che percepiscono il loro posto fisso quasi come dovuto.

 

Nessuno si scandalizzi per questa affermazione. In Italia il posto di lavoro all’interno delle amministrazioni pubbliche è sempre stato percepito dagli stessi dipendenti come una botte di ferro dove di fatto, al di là del buon senso e della coscienza, i controlli del datore di lavoro sono inesistenti, provocando quindi un naturale abbassamento del livello di produttività, che nel mondo privato accade molto meno di frequente.

 

Il riferimento quindi all’articolo 18, nella sua versione primaria, per ciò che riguarda i licenziamenti nel pubblico impiego potrebbe diventare un motore di produttività.

 

 

 

 

Fonte: corriere / lastampa / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, dic 27, 2016  Valentina
Fonte: urbanpost.it

Fonte: urbanpost.it

Se per molte categoria la legge di bilancio 2017 è uno spauracchio tutt’altro che positivo, per la scuola sembra invece essere una buona novella. In particolare per coloro che si apprestano ad andare in pensione. O così sembra solamente. Perché in effetti quello che in apparenza sembra positivo, nel concreto non lo è affatto.
L’articolo 1 della nuova legge di Bilancio 2017, al comma 195, definisce la possibilità di cumulare i contributi previdenziali per poter accedere alla pensione, sia anticipata che di vecchiaia. Ma andiamo a vedere come.

 

 

 

Pensioni Scuola. Precisazione sul cumulo

Iniziamo con il precisare che il cumulo dovrà rispondere a precise regole; si potranno infatti cumulare i versamenti contributivi delle varie gestioni per l’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata solo se questi rientrano nell’elenco qui riportato:

• Assicurazioni obbligatorie per le invalidità, per la vecchiaia e per i superstiti dei contribuenti dipendenti;
• Autonomi;
• Iscritti alla gestione separata;
• Forme sostitutive di previdenza;
• Gestioni delle varie casse di categoria (ingegneri, commercialisti, avvocati, ecc.).

 

Questo cumulo poi sarà gratuito solamente per chi non è già titolare di una pensione collegata all’elenco appena fatto.  Il rispetto dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla riforma Fornero è vincolo indispensabile per procedere al cumulo.
Rivediamoli insieme. Per la pensione di vecchiaia i dipendenti del comparto scuola dovranno raggiungere nel 2017 l’età di sessantasei anni e sette mesi e venti anni di contributi già versati.
Per ciò che riguarda invece l’accesso alla pensione anticipata, senza prendere in considerazione il requisito anagrafico, serviranno quarantuno anni e dieci mesi per le donne e un anno di più gli uomini.

 

Pensioni Scuola. I dettagli per l’accesso

 

Va precisato però che nel caso della pensione anticipata l’accredito della buonuscita ai dipendenti della scuola avverrà solo alla maturazione della pensione di vecchiaia e, dunque, successivamente al 1° settembre 2017.
Il termine ultimo per presentare domanda di pensione, ricordiamolo, è il 20 di gennaio 2017, come stabilito dal Decreto 941 del 1 dicembre 2016. Possono presentare domanda i docenti, i dirigenti (inclusi gli insegnanti di religione), il personale educativo e gli Ata.
Le domande vanno presentate online, tramite web Polis “Istanze online”; unica eccezione per il personale che presta servizio all’estero o nelle province di Trento, Bolzano ed Aosta e coloro che chiedono il trattenimento in servizio per raggiungere il minimo contributivo.
Fonte: blatingnews / orizzontescuola
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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gio, feb 13, 2014  Ranalli

Il 26.febbario ed il 1.marzo 2014 sono due date fondamentali per quanti intendono accedere al trattamento di pensione per effetto di alcune deroghe alla riforma Fornero previste . Ma di cosa parliamo e di cosa si tratta e soprattutto chi sono i potenziali lavoratori interessati.

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imagesCAU4DC2AInnanzitutto parliamo di quei lavoratori che usufruiscono della legge 104/92 per se stessi o per un familiare. Costoro infatti se al 31.12.2011 potevano contare sui benefici di questa legge ( tre gg di permessi mensili o in alternativa due ore di permesso giornalieri illimitate ) possono perfezionare i requisiti previsti dalla previgente norma sulle pensioni entro i trentasei mesi successivi ( finestra compresa ). Questo significa che quanti hanno la possibilità di perfezionare quota 97+3 mesi entro il 6.1.2014 possono lasciare il servizio derogando di fatto dagli effetti della riforma Fornero sulle pensioni che di  fatto aveva abolito le quote prevedendo le sole pensioni anticipate ( requisito del servizio con minimo di 42 anni e mesi) e pensioni di vecchiaia (requisito anagrafico 66 anni e mesi ). Tuttavia c’è un aspetto da tenere presente non trascurabile. Possono accedere al beneficio di cui sopra quanti produrranno istanza entro il 26.2.2014 alle rispettive direzioni provinciali del lavoro attraverso un apposita modulistica ivi rinvenibile che una volta compilata può essere inviata per  pec, tramite patronato, tramite email privata per raccomandata a.r.

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Potranno essere accolta su base nazionale fino a 2500 domande. Qualora queste fossero superiori al contingente previsto si predisporrà un apposita graduatoria che a quanto si apprende terrà conto di quanti sono più prossimi alle pensioni ovvero raggiungono prima degli altri il perfezionamento del requisito.

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La domanda fatta alla direzione provinciale del lavoro è solamente il primo  passo per accedere alla pensione. Se si otterrà il relativo ok dalla medesima direzione, bisognerà recarsi al patronato, ai caf, è fare la relativa domanda.

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Con riferimento invece al 1 marzo 2014, sono interessati a produrre relativa istanza, coloro che svolgono lavori usuranti cosi come previsti dai relativi regolamenti.

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Costoro infatti per poter beneficiare del bonus previsto dalla normativa sui lavori usuranti dovranno oltre a svolgere un lavoro usurante, aver raggiunto relativamente al 2013 e 2014 quota 97+3 mesi con il limite perentorio di 35 anni + 3 mesi di servizio e 61 anni + 3 mesi . Se si raggiunge questa quota si riceve un bonus di cinque anni nel senso che si accede al trattamento pensionistico con appunto un età di 61 e mesi e non più dovendo attendere i 66 e  mesi previsti dalla riforma Fornero. Quindi in questo senso parliamo di bonus. Nessun aumento o miglioramento sul trattamento pensionistico.

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Gli interessati dovranno produrre domanda ai caf o patronati entro il 1.marzo.2013: La domanda prodotta è tesa solamente ad avere il riconoscimento del bonus da parte dell’Inps. Ricevuta la comunicazione dell’accettazione della domanda , bisogna recarsi di nuovo ai caf o al patronato e produrre relativa domanda di pensione con l’indicazione della effettiva decorrenza della pensione. E’ da sottolineare che a differenza di quanto prima detto sugli usufruitori della legge 104/92, coloro che accedono alla pensione anticipata per effetto dello svolgimento di un lavoro usurante dovranno attendere una volta raggiunto il requisito la finestra di un anno.

 

Giancarlo Ranalli

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mar, nov 12, 2013  Ranalli

decreto sulla pubblica amministrazione  Il Parlamento ha dato quindi il via libera al decreto sulla pubblica amministrazione che oggi è legge dello stato. C’è nell’immediato da sottolineare che si tratta di una norma che per lo più ha tentato di ottimizzare ovvero di rendere migliori certi provvedimenti inqualificabili precedentemente adottati. In primis parliamo di un ulteriore deroga concessa per accedere al trattamento di quiescienza  con le regole precedenti le modifiche introdotte dal Governo Monti . Quindi tutti quanti maturano i requisiti per accedere alla pensione entro il 31.12.2016 ( finestra compresa ) potranno lasciare il servizio. Quindi vi è stata un’ ulteriore deroga di un anno. Tuttavia resta il requisito essenziale e indispensabile della sovrannumerarietà.

 

Ovvero questo significa che le amministrazioni di servizio dovranno adottare un proprio provvedimento in cui ci sia la dichiarazione di esubero che fa scattare le deroghe di cui sopra in assenza della quale restano i paletti della Riforma Fornero. Le amministrazioni di servizio quindi per abbassare i costi del personale hanno questa possibilità che se da un lato  libera risorse da destinare eventualmente al sociale oppure ai servizi, consentono a quanti hanno tanti anni di servizio ( quindi quota 96 fino al 2012  e quota 97 e tre mesi nel 2013) di poter lasciare nell’immediato il servizio. Quanti entro il 31.12.2016 maturano quarantanni di servizio non devono rispondere alla regola delle quote.

 

Decreto sulla pubblica amministrazione e i recuperi ai fini pensionistici

 

Decreto sulla pubblica amministrazione; altro provvedimento importantissimo contenuto in tale legge è il recupero ai fini pensionistici di tutti i periodi usufruiti per assistenza ai disabili portatori di handicap grave titolari della legge 104/92 art 3 commi 1 e 3 , quindi permessi usufruiti a tale scopo e congedo biennale previsto dalla legge sui congedi parentali. La medesima cosa dicasi per le assenze legate alle donazioni di sangue a tutti gli effetti utili nel conteggio degli anni utili ai fini della quiscienza. Non vi sono in tale norma altri riferimenti al recupero di altri periodi utilizzabili dai diversamente abili per accedere con qualche mese di anticipo alla pensione così come previsto ad esempio  dalla legge 388/2000 , ragion per cui si ha modo di pensare che tutto sia rimasto come prima.

 

E’ stato altresì migliorato quando previsto dalle precedenti norme circa la sistemazione del personale precario o comunque di quelli in servizio a tempo determinato evidentemente il tutto nell’evidente ottica di porre un rimedio a questa piaga tutta italiana su cui incombe una decisione della Corte Europea prevista per febbraio a cui evidentemente l’Italia inevitabilmente dovrà adeguarsi per evitare qualsiasi procedura di infrazione.

 

Decreto sulla pubblica amministrazione e le trasformazioni delle graduatorie

 

La legge argomento di tale articolo prevede anche delle stonature in particolare per quanto concerne la trasformazione delle graduatorie dei docenti di religione in graduatoria ad esaurimento . Infatti la legge fa espressamente divieto a questa eventualità mentre invece autorizza la trasformazione in graduatorie ad esaurimento quelle dei concorsi per dirigenti scolastici. Mi appare decisamente un non senso che rende meno equa una legge che ad una prima lettura sembrava contenere molti aspetti positivi. Speriamo che la legge di stabilità che dovrà essere approvata entro dicembre porti ulteriori migliorie e possa sanare altre storture prodotte da precedenti norme.

 

Ranalli Giancarlo

 

 

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mar, ott 8, 2013  Ranalli

 Riforma Fornero pensioni: Quindi non era solo una questione di allungamento dell’età pensionabile…c’è ben altro. Molto altro. Infatti la tanto contestata ( giustamente ) riforma Fornero pensioni  sui requisiti per accedere al trattamento di quiescenza nascondeva molte insidie che verranno fuori tutte insieme in un futuro non troppo lontano. Ma cerchiamo di capire quali sono, chi ne sarà direttamente interessato e nello stesso tempo fortemente penalizzato.

riforma-fornero-pensioniRiforma Fornero pensioni: Abbiamo tutti sentito parlare della data 31/12/2017. Questa data rappresenta il limite invalicabile fino a quando è possibile far valere determinati periodi di non servizio ai fini previdenziali. Infatti il decreto Milleproroghe del 2012 consente ma solo ed esclusivamente fino al 31/12/2017e per poter conseguire la pensione anticipata la valutazione dei periodi di astensione obbligatoria per maternità, l’assolvimento degli obblighi di leva, l’infortunio, la malattia e cassa integrazione guadagni.

 

 

Riforma Fornero pensioni: alcune importanti considerazioni

 

Alcuni questi periodi rientrano a tutti gli effetti nel conteggio dei 42 e 2 mesi per i maschi e 41 anni e 2 mesi per le donne …ma solo fino al 31/12/2017.

 

Quindi tutti coloro che non possono accedere alla quiescenza entro quella data e che hanno svolto servizio militare di leva,  usufruito dell’astensione obbligatoria per maternità, subito periodi di infortunio, usufruito di periodi di cassa integrazione guadagni ordinaria, astensione facoltativa di maternità in costanza di rapporto di lavoro ( art. 35 decreto legislativo 151/2001 anche se riscattati, permessi mensili previsti dall’art.33 della legge 104/92 ( sia fruiti per l’assistenza a familiari con disabilità che quelli usati dalle stesse persone con disabilità grave), i congedi retribuiti per l’assistenza a familiari con disabilità grave, le maggiorazioni di servizio virtuali a qualsiasi titolo  ( tipo invalidità legge 388/2000 ), i periodi di riscatto laurea, specializzazione, diplomi professionali anche se oggetto di ricongiunzione legge 29/79, le assenze per sciopero, i permessi per i donatori di sangue, periodi di disoccupazione se non hanno dato titolo all’accesso alla cassa integrazione guadagni.

 

Riforma Fornero sulle Pensioni: quali requisiti per accedere alla pensione anticipata

 

Facile a questo punto intuire che a partire dalla notte del 31/12/2017 per poter accedere alla pensione anticipata è necessario aver svolto lavoro effettivo soltanto e con un’età che non deve essere inferiore a 62 anni per non subire ulteriori penalizzazioni. La domanda che appare ovvia porsi è la seguente: sono stati eliminati un un solo colpo molte delle agevolazioni conquistate a livello sindacale e rincorse per anni…senza che nessuno abbia mosso un dito. I nostri cari governanti ci hanno messo davvero poco a privare tanti lavoratori di tanti diritti senza litigare tra di essi, tutto è passato in sordina.

 

E’ pensare che quando toccano qualche loro interesse avvertiamo urla ovunque, minacce di crisi di governo, ecc ecc. La nostra Italia è davvero strana. Si spazza tutto via con una firma sotto un  decreto legislativo senza che nessuno alzi la voce ben sapendo che contro i deboli e con le persone comuni è facile averla vinta. Un ultima cosa sento di dire ancora…sono state cancellate anche le agevolazioni lavorative a favore dei disabili, vedi legge 104/92 ( permessi dal lavoro ) e vedi legge 388/00 ( due mesi di contribuzione figurativa fino a cinque anni ) .

 

La mia domanda è questa come si può pensare che un disabile a sessanta anni o settanta anni abbia ancora la possibilità di attendere ai propri doveri derivanti dal proprio impiego. I nostri governanti questa cosa me la devono spiegare. Siamo così lontani dalla civiltà presente in Europa che fa quasi impressione calcolarne la distanza. Rispetto agli altri paesi europei siamo davvero piccoli piccoli , e la sensazione e che lo diverremo ancora di più. Eppure tutti dicono che l’Italia è una paese molto civile a me non sembra proprio.

 

GIANCARLO RANALLI

 

 

 

 

 

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