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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mer, nov 19, 2014  Valentina

 

maresciallo ccSe in passato indossare la divisa era una vocazione o una tradizione di famiglia, oggi per molti ragazzi è uno dei pochi modi per uscire dalla disoccupazione; un percorso a ostacoli che, se terminato con successo, ti apre le porte di un mondo difficile, tumultuoso a tratti pericoloso ma che inevitabilmente ti coinvolge e diventa molto più di un lavoro.

 

In questo articolo vogliamo spiegarvi come si diventa maresciallo dei carabinieri, ma prima si spieghiamo bene che cosa rappresenta questa figura. La figura professionale del maresciallo identifica il ruolo ispettori, ben distinto dai sovrintendenti, e può essere posto al comando di reparti interni o di reparti esterni oppure impiegato in attività di carattere investigativo.

 

 

 

Maresciallo Carabinieri. Ecco Tutti I Passi Da Compiere

 

 

 

Per diventare maresciallo dei carabinieri – e quanto stiamo per dirvi vale anche per la Guardia di Finanza – è necessario superare un concorso a cui si accede se si è in possesso dei seguenti requisiti:

 

1. Cittadini italiani che siamo in pieno possesso dei diritti civili e politici e che non abbiamo condanne per delitti non colposi.

 

2. conseguimento il diploma di scuola secondaria

 

3. compimento del 17imo anno di età ed entro i 26 anni

 

4. idoneità fisica

 

 

Precisiamo subito che il 30% dei posti disponibili viene riservato a personale già in essere nell’Arma dei Carabinieri. In questo caso l’età anagrafica non dovrà superare i 30 anni e non dovranno esserci giudizi pregressi di mancata idoneità nell’ultimo biennio.

 

Considerato il numero esorbitante di domande che vengono presentate, negli ultimi tempi viene fatta una preselezione, composta da un questionario con 100 domande a scelta multipla su diverse materie. Una volta superato questo, si accede al concorso vero e proprio.

Il concorso si compone di una prima parte di prove fisiche e di accertamenti sanitari a cui segue la prova scritta e infine gli accertamenti psicoattitudinali. Il superamento del concorso pubblico però non si traduce nel raggiungimento della qualifica di maresciallo, poiché questa meta è vincolata all’esito positivo di un ulteriore corso di due anni nelle scuole marescialli, le quali includono anche un piano di studi universitari e di addestramento.

Al termine del corso si sarà conseguito anche la laurea in scienze giuridiche della sicurezza.

 

Se si diventa maresciallo dei carabinieri di percepirà uno stipendio, ad oggi, che si aggira intorno ai 1500 €; considerate le promesse del Governo, questa cifra dovrebbe aumentare con lo sblocco dei contratti di lavoro da gennaio in avanti, ma su questo non possiamo al momento avere ancora certezza di alcun genere.

Di certo c’è però che allo stipendio mensile vanno poi aggiunte le indennità relate al ruolo specifico di assegnazione e alle competenze acquisite.

 

 

 

Fonte: carabinieri / concorsimilitari /clikkake.blogspot

 

 

 

Valentina Stipa

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lun, giu 10, 2013  Roberta Buscherini

In Italia, il Maresciallo Carabiniere o ispettore dell’Arma dei Carabinieri, svolge missioni di carattere militare ma anche funzioni di sicurezza pubblica e di polizia giudiziaria. In questo modo, il maresciallo carabiniere ha la facoltà di sostituire i superiori diretti in caso di necessità o assenza.

Attualmente la categoria di Maresciallo carabiniere è fissata in in 29.531 unità (di cui 13500 marescialli aiutanti).

 

Come diventare un Maresciallo carabiniere?

 

Per diventare un ispettore carabiniere è necessario superare un concorso. In questo tipo di concorsi, il 70 % dei posti viene attribuito per concorso pubblico (e il superamento di un apposito corso di 3 anni); mentre il 30 % restante dei posti viene attribuito mediante concorso interno riservato a: un terzo ai brigadieri capo, un terzo ai brigadieri e vicebrigadieri, un terzo agli appartenenti al ruolo appuntati e carabinieri. Anche in questo caso, l’immissione è subordinata al superamento di apposito corso della durata annuale.

Il numero totale di posti disponibili nei concorsi per maresciallo carabiniere dipende dalle specifiche necessità in ogni momento.

 

Requisiti di partecipazione ai concorsi per Maresciallo Carabiniere

 

Possono partecipare al concorso maresciallo carabiniere sovrintendenti, ufficiali in ferma prefissata e appuntati e carabinieri:

-           idonei al servizio militare incondizionato

-          In possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado

-          Di meno di 30 anni di età

-          Senza sanzioni disciplinari gravi in passato

-          Con la qualifica non inferiore a “nella media” o giudizio corrispondente nell’ultimo biennio.

-          Non giudicati, se appartenenti ai ruoli sovrintendenti ed appuntati e carabinieri, non idonei all’avanzamento al grado superiore nell’ultimo biennio;

-          Non siano stati rinviati a giudizio per delitto non colposo

 

Nel caso di cittadini non appartenenti all’Arma dei Carabinieri è possibile partecipare al concorso se:

-          Cittadini italiani con diritti civili e politici

-          Diploma d’istruzione secondaria di secondo grado

-          Tra 18 e 26 anni di età

-          Idoneità fisica

-          Statura non inferiore a 1,65 m per uomini e 1,61 per donne

-          Idoneità attitudinale

-          Condotta incensurabile

-          non aver prestato servizio civile sostitutivo in qualità di obiettori di coscienza, salvo espressa rinuncia a tale status, secondo quanto previsto dal “Codice dell’ordinamento militare” recepito con Decreto Legislativo 15 marzo 2010 nr. 66.

 

Come diventare Maresciallo Carabiniere: Prove concorsuali

 

Per superare il concorso per Maresciallo Carabiniere, l’interessato dovrà sostenere:

-          Una prova preliminare di cultura generale

-          Prova fisica

-          Accertamenti sanitari

-          Una prova scritta sulle materie descritte nel bando di concorso

-          Prova medica

-          Test attitudinale

-          Prova orale

-          Esame facoltativo di lingue straniere

-          Graduatoria finale

 

 

Le date e le modalità delle diverse prove concorsuali sono stabilite nei diversi bandi di concorso.

 

Fonte: Carabinieri.it

 

Roberta Buscherini

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mer, set 19, 2012  Roberta Buscherini

Dire che i pilota dell’Aeronautica Militare non rischiano mai mi sembra poco reale. Domenica scorsa un maresciallo dell’Aeronautica congedato e un secondo occupante del velivolo ultraleggero hanno dovuto realizzare un atterraggio di emergenza a Manduria, Taranto, nei pressi dell’ex aeroporto militare in località “BottaroViprara”.

 

La Causa?

Un problema tecnico.

 

I due soldati, diretti a Udine, hanno dovuto fermare il volo quando l’aereo ha perso quota ed è precipitato. Il pilota ha tentato un atterraggio di fortuna, ma l’ultraleggero si è ribaltato dopo l’impatto e si è spaccato in due tronconi, ma non ha preso fuoco.

 

I Carabinieri della Aliquota Operativa della Compagnia di Manduria stanno ancora indagando sul caso mentre il pilota e passeggero, sbalzati sul terreno, sono stati soccorsi e trasportati con ambulanze del 118 all’ospedale di Manduria.

 

 

 

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lun, mar 5, 2012  Roberta Buscherini

Questo week end è stato presentato a Roma il libro di Giovanni Giannattasio sul Maresciallo Rocca, “Ne è valsa la pena”. Queste sono le parole del avvocato di diritto militare Giorgio Carta sull’opera.

 

“C’è l’Arma dei carabinieri del Maresciallo Rocca e delle altre fiction televisive. E c’è poi l’Arma reale, quella che non ti aspetti, ma che ben conoscono gli addetti ai lavori. L’atteso libro di Giovanni Giannattasio parla di quest’ultima, senza retorica ed, anzi, con la franchezza e la passione che contraddistinguono l’autore. Fino a giungere al dilemma finale: ne è valsa la pena?
 Prima di rispondere alla domanda, l’autore ripercorre i suoi 38 anni di servizio cominciando dalle sue origini in Campania: una famiglia povera, vecchio stampo, ed il suo grande sogno di vestire una divisa: da prete o da carabiniere. I genitori sono contrari, perché le sue braccia servono a casa, ma lui, come sempre nella sua vita, farà di testa sua e si arruola nell’Arma. Da semplice carabiniere arriva fino al massimo grado da sottufficiale, rischiando quasi di diventare ufficiale.
Poi l’Italia cambia e si trasforma pure l’Arma, ma in peggio. La passione per il ruolo di tutore della legge segue la parabola – purtroppo comune a tanti servitori dello Stato -  che passa per le incomprensioni e gli attriti con i superiori e conduce a quella sensazione di tradimento che induce l’autore a chiedere il congedo anticipato.
Tra continui trasferimenti, esilaranti avvistamenti di ufo, scorte ai boss della mafia ed arresti di pericolosi ricercati, infatti, il Maresciallo si accorge troppo tardi che la Benemerita si è trasformata da “grande famiglia” ad industria senza anima, in cui contano solo i numeri. I numeri che contano sono gli arresti, ma dietro gli arresti ci sono drammi umani e il Maresciallo Giannattasio non ci sta. Se un arresto non è strettamente necessario, vira per la denuncia a piede libero e ne è felice, ma i superiori, accecati dall’ansia delle statistiche, masticano amaro. Poi, però, effettua operazioni eclatanti e la stampa lo acclama. Allora, a cose fatte, i vertici vorrebbero metterci la firma.
Scorrono tante lacrime. Prima quelle di commozione e di gioia quando la gente ritrova nel maresciallo Giannattasio lo Stato che credevano perduto o quando si congratulano per la sua umanità perfino gli arrestati o i loro genitori. Dopo arrivano le lacrime di dolore del protagonista per l’epilogo dell’esperienza nell’Arma, purtroppo comune a tanti eroi quotidiani che all’istituzione hanno sacrificato la vita propria e quella dei familiari. Da qui il quesito, la cui risposta fa da titolo al libro: si, ne è valsa la pena!
Consiglio il libro a chi davvero sia interessato a conoscere la vera vita degli appartenenti all’ Arma dei carabinieri. Troverete in esso la incredibile storia dei tanti marescialli Giannattasio che, giorno dopo giorno, malgrado tutto, con grande sopportazione ed impegno portano avanti il nostro sgangherato Paese”.

(Immagine: Grnet)

 

 

 

Avv. Giorgio Carta

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mer, nov 30, 2016  Valentina
Fonte: nps-polizia.it

Fonte: nps-polizia.it

Lo stato maggiore della Difesa ha presentato pochi giorni fa al Co.Ce.R Interforze la bozza in tema di riordino carriere all’interno delle forze armate.

Una bozza frutto di 8 mesi ininterrotti di lavoro, con l’unica priorità di non commettere gli errori di 20 anni fa e di non perdere di vista il vero scopo del riordino, quindi l’interesse del singolo ruolo e dell’amministrazione intera.

 

Con queste premesse, capite bene che le aspettative per questa bozza erano altissime da parte dei diretti interessati. Ecco perché anche la delusione è stata altrettanto cocente nello scoprire che quella bozza, altro non era che un magrissimo premio di consolazione, ben al di sotto della più misera delle aspettative che il più pessimista avrebbe potuto fare.

 

 

Riordino Carriere FFA. Poco confronto e molta confusione

 

 

 

Rispetto a 20 anni fa il mondo delle forze armate è cambiato anche nella sostanza. È composto oggi di laureati e diplomati, con una prospettiva di pensione lunghissima, un turn over assente che in poco tempo ha fatto invecchiare difesa e sicurezza come mai era successo prima.

 

La base per una qualunque proposta di riforma del comparto può partire solo e soltanto da qui per essere efficace. Serve una base solida che riesca a sostenere una struttura piramidale determinata e coerente, senza eccessi.

Il nodo certamente più annoso da sciogliere riguarda il ruolo dei marescialli, ma per farlo serve un confronto diretto e capillare sul tema, onde evitare sovrapposizioni di ruolo e competenze che avrebbero l’effetto contrario di quello che invece si vuole ottenere con questo riordino.

 

Le Amministrazioni delle Forze di Polizia e della Difesa, nel corso di questi mesi, si sono riunite più volte. In diversi incontri istituzionali e politici ho chiesto con forza di far partecipare a tali incontri anche le Rappresentanza militari, proprio nel luogo naturale del confronto, che dovrebbe essere il Ministero della Funzione Pubblica. Solo cosi ci sarebbe stata trasparenza e si sarebbero evitate sorprese”. A dirlo è l’esponente del Cocer interforze, il Maresciallo della Guardia Costiera Antonello Ciavarelli. Così però non è andata e i risultati anche solo di questa parziale riforma non sono soddisfacenti per nessuno.

 

 

 

 

Riordino Carriere FFA. La parte economica

 

 

 

E in termini economici cosa accade? Se si sommano insieme rinnovo, riordino e bonus di 80€, l’aumento stipendiale pro capite dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 €.

 

Questo però in teoria, perché la pratica passa dall’approvazione della legge di stabilità. Per ora quindi ci si può affidare solo alle dichiarazioni idi intenti di parlamentari e sindacati. E permettetemi, non è una bella prospettiva.

 

 

 

 

Fonte:  nonsolomarescialli

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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