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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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gio, dic 12, 2013  Valentina

Se un poliziotto ha prestato servizio ininterrottamente per almeno 4 anni – che diventano due se si tratta di sedi che rientrano nell’elenco di quelle disagiate – può usufruire della possibilità di trasferimento polizia come previsto dall’art. 55, 10 comma D.P.R. 335/82.

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Seppure la domanda di mobilità personale Ministero Giustizia deve essere presentata direttamente dal soggetto interessato, l’amministrazione destinataria della domanda, nella sua valutazione deve considerare come prevalenti le esigenze di servizio ovvero accettare la domanda di trasferimento polizia nell’ottica di preminenti fini di pubblico interesse, poiché questi trasferimenti deve trarre ispirazione, oltre che dall’esigenza personale del richiedente anche dalla garanzia dell’ottimizzazione degli uffici coinvolti.

Il trasferimento polizia può avvenire secondo due modalità distinte: d’ufficio oppure a domanda. I requisiti per poter richiedere il trasferimento polizia possono invece essere riassunti come segue:

-      Anzianità di servizio

-      Situazione familiare (eventuale ricongiungimento e numero dei figli a carico)

-      Coincidenza tra la domanda di trasferimento e la richiesta dell’ufficio di destinazione del medesimo ruolo professionale.

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Mobilità Personale Ministero Giustizia: I Trasferimenti d’Ufficio

 

La mobilità personale Ministero Giustizia, ovvero i trasferimenti polizia d’ufficio è disposto dall’amministrazione e avviene quando la permanenza di un soggetto all’interno dell’amministrazione ne metta a repentaglio la professionalità e il buon nome.

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Mobilità Personale Ministero Giustizia: Trasferimenti A Domanda

 

Seppure per le mobilità personale Ministero Giustizia, ovvero i trasferimenti polizia a domanda, la stessa viene avanzata dal soggetto interessato, per poter andare a buon fine devono comunque sussistere l’esigenza di servizio ovvero deve essere possibile effettuare il trasferimento polizia tenendo conto della disponibilità di posti nella sede di destinazione e senza che ciò arrechi danno all’ufficio di provenienza.

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Mobilità Personale Ministero Giustizia: Come Presentare Domanda di Trasferimento

 

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La domanda di trasferimento deve essere inoltrata rispettando la via gerarchica, dunque all’ufficio  del personale dell’amministrazione a cui si appartiene. La suddetta domanda di trasferimento deve contenere in ordine di preferenza, le sedi ove l’interessato desidera essere spostato. È lo stesso ufficio che riceve la domanda di trasferimento che verifica la disponibilità del posto nella sede di destinazione darà corso al provvedimento di trasferimento polizia effettivo, qualora non emergano cause ostative che ne impediscano l’attuazione.

Coloro che ottengono un trasferimento polizia possono anche godere di un congedo straordinario, secondo quanto disposto dall’articolo 15 del D.P.R. 395/1995, che il beneficiario dovrà impiegare per espletare tutte le incombenze relative a questi tipi di trasferimenti, come il trasloco e la riorganizzazione familiare. La durata del congedo straordinario trasferimento polizia varia a seconda della distanza della nuova sede di lavoro. Durante il congedo straordinario di trasferimento polizia, il trattamento economico rimane invariato.

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Fonte: silpbari2 / siulp / anipitalia

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Valentina Stipa

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mer, nov 2, 2016  Valentina
Fonte: espresso-repubblica.it

Fonte: espresso-repubblica.it

Quando si parla di uranio impoverito a tremare sono diverse sedie. A partire da quelle di coloro che ci devono convivere- e la lista è drammaticamente lunga – passando per coloro che ne sono rimasti vittime, per concludere con chi viene ritenuto su più livelli responsabile del suo scellerato impiego.

 

Eppure la questione è, non solo aperta, ma è di grandissimo interesse, seppure per motivazioni differenti. Dal 1999 in avanti quella che passerà alla storia come Sindrome dei Balcani lascia giorno dopo giorno dietro di sé una scia infinita di malattie tumorali, tra cui il linfoma di Hodgkin.

Al di là delle dichiarazioni ufficiali o delle sentenze giudiziarie, che pure ci sono state, il nesso tra l’esposizione all’uranio impoverito e queste malattie diventa sempre più difficile da negare.

 

 

 

Uranio Impoverito. Al vaglio una proposta onteressante

 

 

 

Nel silenzio più assoluto dei media, a luglio, è stata proposta una legge che preveda un passaggio di competenza dall’attuale ministero della difesa all’Inail in merito a malattie e morti di militari per esposizione all’uranio impoverito. A proporlo è stata la quarta commissione parlamentari d’inchiesta sul tema, giustificando la scelta in maniera molto semplice: “la Commissione ha scelto di non dilungarsi in diatribe scientifiche, ma di concentrarsi nella ricerca di soluzioni concrete, perché mentre gli esperti dibattevano di nesso causale, la gente moriva. Si è parlato tanto di specificità delle Forze armate. Sinora ha voluto dire che la vita dei militari valeva meno di quella degli altri lavoratori. Per noi significa invece che maggiori sono i rischi, più rigorosa deve essere la prevenzione“.

 

È bene ricordare, perché spesso si fa confusione, cos’è l’uranio impoverito e perché è tanto pericoloso. Iniziamo con il dire che le munizioni all’uranio impoverito vengono chiamate API (Armor Piercing Incendiary), ovvero munizioni perforanti incendiarie, perché quando raggiungono l’obiettivo, lo incendiano, frantumando l’uranio in particelle infinitesimali che vengono facilmente ingerite o inalate, senza alcuna consapevolezza. l’altro modo nel quale questo veleno può provocare malattie è l’esposizione alla sua radioattività per lunghi periodi.

 

Ora se si pensa che circa 300 tonnellate di uranio impoverito sono state esplose durante la prima guerra del Golfo e un altro quantitativo seppur inferiore è stato utilizzato anche nell’operazione Enduring Freedom, in Bosnia e nella guerra del Kosovo si intuisce la gravità del problema.

 

 

 

Uranio Impoverito. Continua la guerra nei tribunali

 

 

 

Seppure, come abbiamo già scritto, il nesso causale tra esposizione a questo veleno e nascita di malattie tumorali venga ancora istituzionalmente negato, molti tribunali amministrativi stanno creando precedenti importanti in questa direzione.

 

Primo tra tutto quello del Lazio che, ha espresso sentenza positiva verso un caporal maggiore a cui il ministero della difesa aveva negato gli indennizzi. I giudici del tribunale hanno infatti sentenziato che deve essere il ministero a dimostrare che i tumori non sono stati causati dall’esposizione all’uranio impoverito e non il contrario.

E per questo condanna nuovamente le istituzioni.

Fino ad oggi le sentenze di condanna a carico del ministero sono 47.

 

 

 

 

 

Fonte: meteoweb/nonsolomarescialli

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, mag 31, 2016  Valentina

risarcimerntoÈ capitato diverse volte in poco tempo che lo stato, rappresentato da qualche suo ministero, ha dovuto chinare la testa davanti alla giustizia amministrativa e prendere atto di un comportamento illecito, con tutte le conseguenze previste.

 

Ultimo episodio in ordine di tempo riguarda la condanna al risarcimento in favore di un maresciallo dei carabinieri che si era visto negare l’assegnazione dell’alloggio a seguito di un trasferimento.

 

 

 

Carabinieri. I Fatti

 

 

La sentenza resa nota dal tribunale amministrativo è chiara e definisce senza mezzi termini “un significativo e sicuro indizio circa il comportamento illegittimo della p.a.” (e)  “la sussistenza del nesso causale tra il comportamento illegittimo ed il danno lamentato dal ricorrente, risultando un evidente collegamento tra condotta (provvedimento) e l’evento (danno)”.

Questa pronuncia si traduce nel riconoscimento al risarcimento per il carabiniere in questione.

 

Questi i fatti. Dando seguito alla sua richiesta di trasferimento presso un’altra sede di servizio, il militare aveva avanzato domanda per poter usufruire di un alloggio gratuito.

La sua domanda venne respinta per due volta dai vertici dell’arma, costringendo di fatto il maresciallo ad affittare a proprie spese un appartamento al costo di oltre 350 euro mensili per circa 30 mesi. Il militare chiaramente decide di prendere la via legale e con l’aiuto dei difensori Giorgio e Giovanni Carta intraprende la strada della giustizia amministrativa.

 

Quella stessa strada si è conclusa con la condanna da parte del ministero della difesa al risarcimento dell’’intero importo che il maresciallo erogo, a cui si vanno a sommare gli interessi legali.

 

 

Carabinieri. The Show Must Go On

 

 

E in attesa di trovare i fondi per i risarcimenti stabiliti dal tribunale amministrativo, si continua però a investire nell’immagine dell’arma e a questo proposito, proprio davanti al palazzo del Quirinale hanno sfilato le nuove 20 moto Guzzi Calfornia 1400 in dotazione al reparto Corazzieri.

 

Questo reparto infatti, tra le altre cose, è impegnato da sempre nel servizio di scorta al Capo dello stato proprio in sella alle Guzzi, presentate proprio al Presidente Mattarella, durante una visita proprio della delegazione Piaggio.

 

 

 

 

Fonte: grnet / infodifesa

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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ven, ott 24, 2014  Valentina

 

baschi bluIn questi giorni il governo discute anche per il nuovo assetto del Ministero della giustizia, portando sul tavolo una serie di proposte che non soddisfano appieno le esigenze dei sindacati di categoria della Polizia Penitenziaria.

 

Secondo le nuove direttive organizzative il Dap continuerebbe a svolgere le sue funzioni di gestione del personale, compresi i compiti in materia di formazione e specializzazione del personale penitenziario, compresa anche la funzione di formulazione dei pareri tecnici concernenti l’edilizia penitenziaria e residenziale di servizio.

 

Viene invece cancellata la Direzione generale del bilancio, contabilità, delle risorse materiali, dei beni e servizi attualmente ad oggi in essere presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

 

Come dicevamo in apertura, i sindacati di categoria non sono particolarmente soddisfatti di queste decisioni.

Il segretario nazionale dell’Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti, ad esempio, a commento di questo progetto di riorganizzazione, vorrebbe l’individuazione di “ posti e denominazioni che qualifichino il vertice della Polizia Penitenziarie e su tali obiettivi continueremo a concentrare la nostra attività rivendicativa, sperando che tale destrutturazione non determini il superamento di una complessa organizzazione come quella voluta dal legislatore con la costituzione del Dap, depotenziando l’attività ad esso assegnata“.

 

 

 

 

Intanto ll Sappe Visita I Carceri

 

 

 

Mentre nel governo si discute sulla Legge di Stabilità, la riduzione delle forze armate e i prossimi tagli da eseguire, chi lavora in prima linea si reca letteralmente a vedere di cosa avrebbero bisogno i poliziotti per lavorare bene, meglio e in sicurezza.

 

È quanto sta facendo il Sappe – Sindacato autonomo di polizia penitenziaria – che insieme al segretario generale del sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria Donato Capece sta eseguendo una serie di visite all’interno degli istituti penitenziari considerati più critici per ricavarne una fotografia reale sulle condizioni di lavoro dei baschi blu e su quanto la carenza a livello di organico incida sulla sicurezza dei poliziotti e dei detenuti stessi.

 

 

Augusta. Un Carcere Problematico

 

 

 

Uno degli istituti penitenziari che sono stati visitati è quello di Auguta, in Sicilia, dove le condizioni di lavoro degli agenti sono al limite: criticità sui quadri elettrici, celle del piano terra fatiscenti, lavanderia in pessime condizioni, mancanza di un luogo adeguatamente protetto per i poliziotti, i quali dopo le 16 svolgono il loro servizio in solitudine.

 

Il Sappe per questo istituto penitenziario, chiede interventi urgenti “dell’amministrazione penitenziaria nazionale e regionale per potenziare l’organico del reparto di polizia penitenziaria e avere la disponibilità di fondi finalizzati a interventi urgenti di manutenzione straordinaria”.

 

 

 

 

Fonte: siracusanews / uglpoliziapenitenziaria / polpen

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mar, lug 15, 2014  Valentina

 

Molti sono stati gli argomenti affrontati durante un incontro fortemente voluto dal Sappe e dalle altre associazioni di categoria con il Ministro della giustizia Andrea Orlando.

polizia penitenziariaLe questioni più urgenti delle quali si è discusso sono state molteplici, tra le quali  la  necessità di nominare quanto prima un nuovo Capo Dipartimento, l’assunzione degli idonei non vincitori dei recenti concorsi, il riallineamento di alcuni ruoli con le altre forze di Polizia e la vergognosa questione della richiesta di pagamento del canone per gli alloggi collettivi di servizio.

 

Analizziamo insieme quali sono le soluzioni proposte dal ministro punto per punto.

 

 

Molte Questioni Ancora Irrisolte Per la Polizia Penitenziaria

 

 

Il sappe ha chiesto al ministro spiegazioni esaurienti circa il DL del 24 giugno 2014 che ha modificato l’organico del corpo di polizia penitenziaria, aumentando il numero degli agenti a discapito degli ispettori. Il ministro Orlando ha annunciato un imminente incontro con le associazioni di categoria, non escludendo la possibilità di assunzione per i non vincitori degli ultimi concorsi.

 

Sempre in tema di organico, è stato studiato un articolo ad hoc per il riallineamento dei ruoli dei commissari, degli ispettori e dei sovrintendenti con quelli della Polizia di Stato, evitando il sovrapporsi di competenze.

 

In merito agli alloggi di servizio e all’eventuale pagamento del canone, la direzione generale Beni e Servizi del Dap ha elaborato una nuova circolare, con lo scopo di annullare le richieste di canone per gli alloggi di servizio o, quantomeno, degli arretrati.

Un passo avanti nella giusta direzione, ma niente di concreto ancora.

 

 

Polizia Penitenziaria. Prossime Scadenze

 

 

 

Il termine per il decreto di riorganizzazione del Ministero della Giustizia è stato prorogato al 30 settembre 2014, entro quella data sarà quindi ufficializzata una stesura definitiva del testo.

Entro agosto invece verranno convocate tutte le associazioni di categoria interessate, affinché ne prendano atto e possano avanzare eventuali obiezioni.

 

Anche la revisione del regolamento di disciplina del Corpo di Polizia Penitenziaria – DLgs 449 del 1992 – è quasi terminato.

 

La prossima scadenza però riguarda il mese in corso, entro il quale dovrà essere nominato il nuovo capo del Dap.

Questa questione ha visto un impegno personale del ministro, in quanto proprio Orlando, prima di entrare nell’esecutivo, ricopriva questo ruolo. Un passato che fa ben sperare.

 

In sostanza, stando a quanto è emerso da questo incontro, l’estate sarà la chiave di volta del corpo e delle sue criticità, seppure sotto la spinta del Sappe. Una tempistica piuttosto breve considerando ‘entità dei problemi affrontati.

Tutto sommato però le prospettive e gli impegni presi da entrambe le parti rendono tale tempistica credibile, nell’ottica di un miglioramento globale dell’intro corpo della Polizia penitenziaria.

 

 

 

Fonte: sappe / poliziapenitenziaria / cn24tv

 

 

Valentina Stipa

 

 

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