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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community
 
ven, set 29, 2017  Patrizia Caroli

Domanda Mobilità Dipendenti Pubblici: Vuoi essere trasferito? Stai cercando il modulo per fare domanda mobilità? Non sai dove presentare le domande? In questo articolo troverai alcune risorse e spiegazioni sulle procedure di mobilità dipendenti pubblici e su come presentare domanda mobilità.

 

Negli anni è stata a volte denigrata questa possibilità da parte delle amministrazioni pubbliche, ma di fatto non rappresenta per loro una perdita. Anzi. E’ un modo per coniugare esigenze personali del dipendente con quelle professionali del datore di lavoro. ma andiamo ad analizzare meglio di cosa si tratta in concreto e come poterne usufruire.

 

 

 

 

Mobilità Dipendenti Pubblici : Tipologie domanda mobilità

 

 

 

I dipendenti pubblici e statali hanno la possibilità di richiedere lo scambio del proprio posto di lavoro con altri lavoratori dipendenti dallo Stato interessati, oppure di passare direttamente ad un’altra amministrazione pubblica diversa.

Esistono varie tipologie di mobilità in base ai criteri utilizzati per la distinzione. iniziamo dalla mobilità compensativa, la quale consente lo scambio di dipendenti, con lo stesso profilo professionale, dietro l’accordo tra due amministrazioni. Per poterne usufruire è necessario compiere una serie di azioni che andiamo a riassumere qui di seguito.

 

1. Trovare una persona di pari qualifica e profilo professionale interessata all’interscambio, che abbia quindi la nostra stessa necessità.

 

2. Spedire entrambi e contemporaneamente una lettera all’ente in cui si desidera trasferirsi, nella quale si chiede la possibilità di usufruire del trasferimento tramite mobilità e si dichiara di essere a conoscenza che l’altra persona ha a sua volta presentato analoga domanda .

 

3. La lettera sopra descritta va spedita per conoscenza anche al proprio ente di appartenenza

 

 

Compiuti questi passi, la pratica passa in mano all’ente che ha ricevuto le domande, il quale deve rilasciare il nullaosta al trasferimento. i rispettivi enti coinvolti devono vicendevolmente rilasciare l’ok ai trasferimenti con mobilità compensativa.

 

Esiste anche un tipo di mobilità che si chiama mobilità volontaria per la quale la normativa indica una parità di qualifica, e non di profilo professionale, dunque può verificarsi per ruoli relativi alla stessa area, all’interno del medesimo comparto, indipendentemente dalla situazione retributiva dei singoli soggetti coinvolti.

 

Negli ultimi anni poi  con la riforma della pubblica amministrazione è stata introdotta anche la forma della mobilità obbligatoria, la quale implica per i dipendenti pubblici il trasferimento all’interno della stessa amministrazione, in altra sede collocata nel medesimo territorio dello stesso Comune oppure entro un circondario che non superi i  50 chilometri dalla sede cui sono adibiti.
Unico vincolo alla messa in pratica della mobilità obbligatoria è l’accordo preventivo tra le due amministrazioni; la volontà del lavoratore  non è affatto rilevante.

 

 

 

 

 

Moduli domanda mobilità

 

 

 

 

Per fare richiesta di domanda mobilità volontaria, è necessario scaricare e compilare i moduli allegati nella parte inferiore dell’articolo e inviarla al proprio ente di appartenenza.

 

Domanda di Mobilità Modello A – Mobilità Volontaria tra direzioni regionali diverse

 

Domanda di Mobilità Modello B – Mobilità tra direzioni regionali diverse a seguito di graduatoria

 

Domanda di Mobilità Modello F – Richiesta di trasferimento presso altra amministrazione

 

 

Inoltre, per la domanda di mobilità per dipendenti pubblici, è possibile accedere all’Impi. Un sito che offre un servizio per la mobilità dipendenti pubblici tramite un contenitore di richieste di mobilità per interscambio di mansioni dentro la pubblica amministrazione. Il servizio è gratuito. Per inserire il tuo avviso segui le indicazioni descritte nella guida del proprio sito (“Inserzioni”, “Inserisci nuova”).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: fpcgil

 

 

 

 

Patrizia Caroli

 

 

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lun, lug 10, 2017  Valentina

Fonte: nursingworld.org

Come fa un infermiere impiegato in un luogo distante dalla propria famiglia a chiedere l’avvicinamento al proprio nucleo familiare? Esistono delle soluzioni normative previste dai contratti collettivi nazionali, come ad esempio la mobilità compensativa infermieri.

 

Si tratta di uno strumento amministrativo, il quale, tramite una procedura codificata permette il trasferimento del dipendente in una sede di lavoro diversa da quella in essere al momento della richiesta. Con questo articolo cercheremo di darvi tutte le informazioni necessarie per compiere i giusti passi verso la direzione corretta. Si sa, infatti, su temi come questo spesso c’è confusione già da parte degli enti che dovrebbero fornire assistenza ai richiedenti, perché le normative sono molte, spesso poco chiare e districarsi in questo contesto non è affatto cosa semplice.

 

La procedura di mobilità compensativa infermieri non è una prerogativa esclusiva dei dipendenti. In realtà è utile anche alle aziende, poiché si tratta di una misura normativa che aiuta a sopperire a carenze di personale.

In questo caso specifico sarà l’ente che andrà ad emettere un vero e proprio bando di mobilità, il cui risultato deve essere approvato chiaramente dall’ente promotore, ma, per essere efficace, anche dall’ente destinatario dei trasferimenti.

L’articolo 30 comma 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001 numero 165 stabilisce infatti che le amministrazioni possono riempire i posti vacanti attraverso la cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio in altre amministrazioni comparate, chiaramente a fronte della domanda di trasferimento.

Concentriamoci però sugli aspetti che riguardano i dipendenti.

 

 

 

Mobilità Compensativa Infermieri. Modalità e Criteri

 

 

 

Cerchiamo prima di tutto di capire chi può usufruire di questo genere di opportunità. La domanda per questo tipo di mobilità compensativa infermieri può essere avanzata da tutti coloro che abbiano superato il periodo di prova, che hanno ricevuto l’assenso al trasferimento dalle azienda di appartenenza e la cui domanda rispetta categoria, profilo professionale e posizione economica prevista dal contratto, come recita l’articolo 21 comma 5 del CCNL 2002/2005.

 

Il primo passo da compiere per poter richiedere la mobilità compensativa infermieri è trovare un collega che sia disposto ad assecondare il nostro cambio. A questo proposito la rete è un validissimo strumento di ricerca. Esistono infatti siti e forum di categoria che hanno il solo scopo di mettere in contatto persone con lo stesso obiettivo di trasferimento.

Il trasferimento deve essere uno a uno, senza lasciare posti vacanti né nell’amministrazione di partenza né in quella di destinazione.

Una volta individuata la persona che è disposta a effettuare il trasferimento, è necessario compilare una domanda inserendo i dati anagrafici di entrambi, le rispettive aziende di appartenenza e le rispettive destinazioni desiderate. Più precisamente i dati che servono per la compilazione della domanda sono i seguenti:

 

-          Indirizzo dell’Azienda;

-          Oggetto: Domanda di mobilità compensativa tra X e Y;

-          Il corpo della domanda deve contenere i dati anagrafici di entrambi, le aziende di appartenenza, la specifica sul tipo di contratto lavorativo in essere e la richiesta. Facciamo un esempio pratico per essere ancora più chiari:

 

 

 

Io sottoscritto XX (richiedente numero uno), nato a …., il …. e residente a …, dipendente a tempo indeterminato presso l’Azienda ….., U.O. …….., numero matricola…, C.F.     e  Io sottoscritto YY (richiedente numero due), nato a….ecc….  

CHIEDIAMO, secondo l’Art. 21, comma 5, Mobilità compensativa.

 

La domanda deve chiudersi con data e firma di entrambi i richiedenti.

Questa domanda a 4 mani deve essere inoltrata alle rispettive aziende di appartenenza, le quali daranno il loro assenso.

Se ci si sofferma ad analizzare il termine stesso con cui viene identificato questo processo, si capisce già che il guadagno è da entrambe le parti, amministrazione e dipendente. Infatti di parla di compensazione. I due soggetti interessati si scambiamo letteralmente il posto di lavoro, traendone chiaro beneficio. Ma anche le amministrazioni non registrano alcuna perdita, poiché a fonte di una risorsa che se ne va, c’è un immediato rimpiazzo. Ecco spiegato il motivo per il quale questo tipo di mobilità ha molto più successo di quella volontaria.

 

 

 

 

Le reali difficoltà del processo di mobilità

 

 

 

 

Di fatto, la procedura per avanzare domanda di mobilità compensativa infermieri è semplice; le vere difficoltà sono quelle di carattere operativo cioè avere il consenso del dirigente e trovare la persona disponibile al cambio.

 

Il consenso del dirigente o dell’ente è il vero primo ostacolo alla mobilità compensativa. Il contratto collettivo del 2001, all’articolo 19 comma 2 afferma che, nel caso in cui il nullaosta non venga approvato dall’ente entro 10 giorni dalla presentazione della domanda, tale nullaosta può essere sostituito dal preavviso di un mese.

Nel 2009 però è stato emesso il Dlgs 150/2009 , conosciuto come decreto Brunetta, è andato a modificare l’articolo 30 del Dlgs 165/2001, definendo che per poter usufruire della mobilità volontariaè necessario il “parere favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale è o sarà assegnato“.

A questo punto quindi per poter rendere concreto il trasferimento il parere positivo dell’azienda di partenza diventa prerogativa imprescindibile.

 

Da giugno 2015 invece un nuovo decreto nel settore sanità permette i trasferimenti degli infermieri sia all’interno della stessa regione di servizio che anche al di fuori, senza che questo possa essere in qualche modo bloccata dall’Ausl di appartenenza. Si tratta di un passo avanti estremamente importante, perché fino a quel momento tutti coloro che volevano usufruire della mobilità compensativa dovevano finire davanti al giudice del lavoro per vedersi riconosciuta questa opportunità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ven, giu 9, 2017  Valentina
Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Niente di ufficiale ancora ma sarebbe auspicabile che venisse indetta una proroga per la presentazione della domanda di mobilità. La ragione è semplice. Il funzionamento a momenti alterni del sistema di registrazione on line, soprattutto durante il fine settimana e nella giornata del primo maggio 2017.

 

 

Solo nell’ultimo giorno previsto per la presentazione, il  maggio scorso, molte sono state le persone che hanno lamentato e documentato il cattivo funzionamento del sistema, il quale dava la possibilità di effettuare il login e di entrare nella piattaforma, ma non permetteva di accedere alla voce “compilazione domanda di mobilità di II grado o in altri casi invece dava errori durante l’inserimento degli allegati.

 

 

Il MIur non si è ancora pronunciato, ma si attende quantomeno una presa di posizione sul tema. Ricordiamo invece che per coloro che appartengono al personale Atta, il termine ultimo di presentazione della domanda di mobilità è stata prolungata ino al 24 maggio.

 

 

 

Mobilità Scuola. I prossimi appuntamenti

 

 

 

 

Nel frattempo, vediamo quali sono i prossimi passi per quei fortunati che sono riusciti a iscriversi senza problemi sulla piattaforma.

 

 

Iniziamo dalla scuola dell’infanzia, per la quale il termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili è stato fissato al 22 maggio 2017, mentre la pubblicazione dei movimenti è prevista per il 19 giugno.

Stesso termine anche per la scuola primaria, ma la pubblicazione in questo caso è stata anticipata al 9 giugno.

Il 15 giugno prossimo invece sarà l’ultimo giorno utile per la trasmissione della domanda al SIDI per la scuola secondaria di primo livello, la cui pubblicazione dei movimenti è stata stabilita per il 4 luglio.

La scuola secondaria di secondo grado invece ha come prima scadenza il 3 luglio e la pubblicazione dei movimenti al 20 luglio.

 

 

Va ricordato anche che quest’anno i movimenti si svolgeranno in un’unica fase, provinciale e interprovinciale, e che i docenti potranno spartirsi solo il 30% dei posti disponibili dal momento che il 60% verrà destinato alle nuove assunzioni e il restante 10% sarà rivolto ai passaggi di cattedra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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gio, mar 9, 2017  Valentina

Fonte: professionistiscuola.it

Il tema della mobilità nel comparto scuola rimane certamente uno dei più ingarbugliati di sempre, specialmente dopo la riforma della Buona Scuola.

 

Cerchiamo di fare quindi un po’ di ordine, partendo da uno dei pochi punti fermi: per il prossimo anno scolastico le preferenze esprimibili per la mobilità, sia territoriale che professionale, potranno essere massimo 15, comprensive di sedi provinciali e interprovinciali.

Si potranno indicare quindi fino a 5 scuole specifiche di uno stesso ambito o anche di ambiti diversi e si potranno richiedere interi ambiti e anche intere province.

 

 

 

Mobilità Scuola. Sciogliamo qualche dubbio

 

 

 

A fronte di una certezza, peraltro arrivata da poco, esistono ancora innumerevoli dubbi sul tema della mobilità, causati non solo dalla confusione iniziale legata alla riforma, ma anche dagli input più disparati lanciati nel corso del tempo dalle istituzioni con l’intento di fare ordine, ma che di fatto hanno ingarbugliato ancora di più le idee a coloro che devono approcciare a questo contesto.
Iniziamo quindi in questo mare di incertezza a mettere dei paletti sui quali dubbi non dovrebbero essercene più.
Prima di tutto va precisato che non è necessario esprimere il numero massimo di preferenze, al contrario si può esprimere anche una sola preferenza, senza che questo invalidi la domanda.
L’ordine nel quale le preferenze vengono elencate è a completa discrezione del docente, sulla base delle sue priorità.
L’unico vincolo normativo riguarda la preferenza analitica che deve necessariamente essere inserita prima rispetta a quella su ambito, poiché diversamente il sistema non farà accedere alla successiva preferenza da esprimere.
Un altro punto estremamente importante riguarda il caso in cui un docente dovesse presentare domanda di trasferimento verso un ambito di suo interesse e la domanda dovesse essere respinta; in questa circostanza la presentazione dell’istanza stessa non pregiudicherebbe la situazione giuridica di partenza dell’insegnante interessato.

 

Mobilità Scuola. Il Dubbio più grande rimane quello sulle tempistiche

 

 

 

Al di là delle considerazioni pratiche sulla domanda di mobilità, il vero mistero rimane quello su quando sarà possibile presentare la propria domanda di trasferimento.
Le notizie che arrivano dai corridoi del ministero parlando del 14 marzo con termine venerdì 31 marzo – prorogabile fino al 3 aprile.
Le date poi per gli esiti non andranno oltre il mese di maggio per ciò che riguarda la scuola d’infanzia, la scuola primaria  e secondaria di primo grado. Per la scuola secondaria di II grado invece il termine per gli esiti delle domande dovrebbe essere il 15 giugno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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gio, feb 9, 2017  Valentina
Fonte: scuolainforma.it

Fonte: scuolainforma.it

 

Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha finalmente trovato un intesa con le sigle sindacali  Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals-Confsal in tema di contratto integrativo di mobilità sul personale docente.
La notizia è di pochissimi giorni fa e ha portato a una dichiarazione soddisfatta e orgogliosa del neo ministro Fedeli. “Ringrazio le organizzazioni sindacali e l’amministrazione per il lavoro svolto. Come ho sottolineato anche in Parlamento, illustrando le Linee programmatiche di questo Ministero, dobbiamo tutti lavorare per centrare tempestivamente e nel migliore dei modi possibili tutti i passaggi necessari per iniziare, senza le difficoltà del passato, il prossimo anno scolastico”.
 

Mobilità Scuola. Cosa prevede il contratto

 
Di fatto rispetto a quanto era stato accordato lo scorso dicembre non è cambiato molto.
Il tutto dovrà svolgersi in una fase unica per ogni grado scolastico; ogni docente senza distinzione di anzianità di servizio potrà presentare domanda ed esprimere fino a 15 preferenze, indicando gli ambiti che le scuole fino a un massimo di 5 per queste ultime.
Queste regole sono valide sia per gli spostamenti all’interno della stessa provincia che fuori.
Questo contratto avrà validità esclusivamente per l’anno 2017/2017 e prevede tra le altre cose anche lo svincolo dall’obbligo di permanenza triennale nel proprio ambito o nella propria scuola; questo è possibile grazie a quanto è stato deciso nella legge di stabilità ovvero il passaggio di una parte dell’organico di fatto in organico di diritto comporterà una variazione dell’organico della scuola.

 

 

Tale svincolo non prescinde però dalla garanzia della continuità scolastica, prerogativa decantata e prevista dalla Buona Scuola.

Mobilità Scuola. Non tutti sono però contenti

 

 

 

 

Nonostante l’accordo segni un punto di tregua tra le parti, tra i sindacati di categoria c’è chi coerentemente, ha deciso di non accettare di buon grado questa intesa.

È il sindacato della Gilda che grida tutta la sua insoddisfazione: “per noi si tratta di coerenza. Siamo stati in piazza contro la buona scuola contro gli ambiti, la chiamata diretta, il licenziamento dei precari dopo 36 mesi ora non possiamo abbassare la testa. I colleghi hanno ottenuto qualche risultato ma non basta”.
Al di là delle prese di posizione però non si può non riconoscere che questo accordo, se non altro, cancella definitivamente l’algoritmo, nelle mani del quale era la scelta dei docenti. Questo è senza dubbio un passo avanti positivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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