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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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gio, gen 19, 2017  Valentina
Fonte: forzearmate.org

Fonte: forzearmate.org

Anno nuovo. Nuovo governo. Ma i problemi non cambiano. Le questioni spinose rimangono e le prospettive continuano a non essere per nulla rosee. Almeno questo è quanto emerge ad oggi, dopo l’approvazione di una legge di stabilità in un’ottica di assoluta coerenza con l’esecutivo precedente.
Il tema del riordino delle forze armate, con i relativi contratti di lavoro e bonus retributivi è tutt’altro che chiaro, ma proviamo comunque a fare insieme il punto, analizzando tutti questi aspetti, uno per volta.

Riordino Forze Armate. Punto Per Punto

Iniziamo questa analisi parlando del bonus retributivo, oggetto di forti discussioni nei mesi scorsi. Il bonus è stato confermato, verrà erogato a partire dal mese prossimo e comprenderà anche gli arretrati.
Cattive notizie invece sul fronte del vero e proprio riordino delle carriere. Si parla addirittura di un possibile rinvio della famigerata Legge Madia, legato proprio al cambio di esecutivo appena avvenuto.

 

 

 

Il Governo Gentiloni sembra infatti intenzionato a emanare decreti attuatiti della Legge Madia per i soli punti riguardanti l’accordo raggiunto con i sindacati di categoria lo scorso 30 novembre in tema di rinnovo del contratto.

 

 

 

Riordino Forze Armate. Il Cocer Vuole vederci Chiaro

Proprio prima di fine anno, la commissione interforze Sergenti e Sovrintendenti, si era riunita per affrontare il tema delle risorse finanziarie  in tema di riordino carriere, concludendo che “con il senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto le azioni della Commissione Interforze della categoria, pur non avendo ricevuto il testo coordinato tra le diverse amministrazioni per dare concretezza al ruolo negoziale delle Rappresentanze, è stato chiesto un urgente incontro con le Autorità di Vertice delle Amministrazioni di Polizia e delle Forze Armate”.
Il nodo da sciogliere secondo la commissione riguarda il mancato riconoscimento delle anzianità giuridico-economiche nella fase transitoria, ai fini sia dell’avanzamento che delle progressioni economiche, il quale avrebbe come conseguenza quella di generare disparità all’interno del medesimo ruolo.
La commissione tuttavia non si nasconde dentro a una critica sterile e, comprendendo che tale diniego sia legato alla mancanza di risorse di carattere economico, propone la dirigenzializzazione, basata sull’effettivo merito.
Le prossime settimane saranno certamente decisive per capire le intenzioni dell’esecutivo attualmente in carica e il destino di tutte le promesse del precedente Governo Renzi in tema di riordino.
Staremo a vedere. Molti di noi, con le dita incrociate.

 

 
Fonte:  forzearmate / difesaonline

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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gio, lug 14, 2016  Valentina
Fonte: mybelice.it

Fonte: mybelice.it

Una scoperta piuttosto sconcertante che getta fango e ombre su una categoria di lavoratori ce da sempre è al di fuori di scandali di questo tipo.   Eppure quanto è emerso dall’indagine portata avanti dalla guardia di finanza non lascia spazio a molti dubbi: in una delle caserme del napoletano è stato infatti trovato l’algoritmo che permetteva di passare l’esame per entrare a far parte delle forze armate. Da questa scoperta ne sono scaturiti 14 indagati, ma è solo un dato parziale.   Le fiamme gialle hanno rinvenuto buste con dentro migliaia di euro, liste di nomi di persone che avevano pagato per ottenere il posto e tariffari per superare le prove. Dalle indagini è emerso un vero e proprio giro di affari, con candidati disposti a versare anche fino a 50 mila euro pur di indossare illecitamente la divisa dell’esercito. Un inizio tutt’altro che onorevole, visto che quella divisa rappresenta l’Italia, la patria, lo stato e l’onore.

Concorso Forze Armate. Come funzionava l’imbroglio

Inutile sottolineare come lo sgomento di fronte a notizie di questo tipo sia alto: se chi dovrebbe rappresentare la legalità e garantire la sicurezza è il primo a lucrare, cosa ci si può aspettare? Ma d’altronde in Italia, il miraggio del posto fisso e della sicurezza che emana ha da sempre fatto fare scelte sbagliate e creato dei veri e propri circoli di delinquenti, pronti a tutto pur di raggiungere quel benedetto posto di lavoro.   Nel caso delle forze armate, l’imbroglio avveniva in modo molto semplice. All’interno della caserma è stato scoperto una sorta di codice, un algoritmo appunto, che permetteva a chi aveva pagato per entrarne in possesso, di superare i test di ammissione a pieni voti.

Decrittare l’algoritmo però non era cosa semplice: sulla base dell’ultima cifra della domanda, ad esempio per la domanda 15, il numero 5), si doveva aggiungere il numero di lettere della prima parola della domanda precedente, più una serie di variabili che cambiavano se la domanda era di numero pari o dispari.

Nel rimo caso la risposta andava letta da sinistra a destra, nel caso si fosse trattato di una domanda dispari allora la lettura andava fatta da destra a sinistra.   Per quanto la truffa sia semplice, il sistema che la sorreggeva è ben più complesso e coinvolge ufficiali e sottufficiali, senza dimenticare anche le commissioni esaminatrici. Il lavoro della guardia di finanzia è ancora in corso e non sarà certo né facile né breve.

 

Fonte: Forexinfo / ilfattoquotidiano

 

Valentina Stipa

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mar, giu 28, 2016  Valentina
Fonte: pianetacobar.eu

Fonte: pianetacobar.eu

È inutile girarci intorno, dare la colpa un po’ a destra e un po’ a sinistra. La verità è che il punto focale di questo riordino delle forze armate riguarda solo e soltanto le risorse.

 

119 milioni per l’anno in corso più 28 per l’anno prossimo, di cui solamente 36 destinati alla polizia di stato.

 

Come si può pensare sulla base di questi numeri che esista anche solo la possibilità di offrire crescita professionale e avanzamento di carriera con un corrispettivo economico adeguato a tutti gli appartenente alle forze armate?

 

È utopico per usare un eufemismo. È ridicolo se ragioniamo sulla base di fatti concreti.

 

 

Riordino Forze Armate. Le incongruenze

 

 

Proviamo a focalizzare l’attenzione sui punti che nell’attuale testo non trovano l’accordo delle parti in causa, in particolare del sindacato autonomo di polizia Sap.

 

Il primo punto riguarda l’assegno per incarico speciale. L’assistente capo con 10 anni di esperienza in questo ruolo ha diritto a questo contributo economico per lo svolgimento di funzioni di ufficiale PG “in sede”. Cosa accade se si viene trasferiti? Il rischio di perdere l’assegno, è molto concreto.

 

La partecipazione al concorso per la promozione a vice sovrintendenti oggi è aperta a tutti coloro che hanno più di 4 anni di servizio; il riordino prevede che gli anni di servizio dovranno essere 5 e impone il vincolo dell’età anagrafica di meno di 40 anni di età. È una condizione peggiorativa rispetto a quella attuale.

 

 

Riordino Forze Armate. Le Speranze

 

 

 

Il mancato accordo tra le parti in causa è evidente e si inizia già a parlare di proroga di almeno 6 mesi alla delega di legge. In questo caso, si potrebbe addirittura pensare di rimettere mano all’erogazione delle risorse ulteriori con la prossima legge di stabilità.

 

La richiesta del Sap, che trova il consenso anche delle altre parti sindacali, è quella di “un progetto di riordino sui presupposti di quello passato alla camera dei deputati nel 2006 (…) Non devono essere disperse risorse destinate al riordino semplicemente per ripianare gli organici e dare attuazione al ruolo speciale, poiché si tratta di condizioni già esistenti a cui bisogna solo dare attuazione e le coperture di bilancio già disponibili”.

 

La riflessione è d’obbligo. Una legge che mette mano a una situazione pre esistente deve andare a migliorare le condizioni, non a peggiorarle. Serve quindi un cambio di rotta immediato e un ripensamento globale del progetto in questa ottica.

 

 

 

Fonte: Sap

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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gio, apr 14, 2016  Roberta Buscherini

Riordino dei profili di carriera Forze Armate: è necessaria (ed auspicabile) una riforma in questo senso? La risposta sembrerebbe di sì, analizzando il punto di vista della Commissione Interforze di categoria “C” Sergenti e Brigadieri del Cocer. A parere di quest’ultima, risulta, in questa direzione, necessario prendere in considerazione tutti i ruoli, i nuovi scenari operativi, i nuovi assetti, i nuovi sistemi d’arma e le legittime aspettative del personale militare, sempre più professionale e sempre più specializzato. Tutto ciò, ovviamente “in pieno coordinamento con le forze di Polizia ad ordinamento civile, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Marina, Aeronautica, Stato Maggiore Difesa, Ministero dell’Interno, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ragioneria dello Stato e sindacati”.

 

Riordino carriere Forze Armate

Riordino carriere Forze Armate: la carriera aperta

 

Ma cerchiamo di capirne di più. L’idea è quella di dire sì alla carriera aperta: mediante trasparenza negli avanzamenti e nelle valutazioni, possibilità oggettive di crescita e valorizzazione delle professionalità, titoli, esperienza sul campo. Il tutto dovrà concretizzarsi mediante uno schema di “osmosi” che consenta di partire dal ruolo più basso fino a giungere al ruolo più alto valorizzando quel concetto virtuoso chiamato “meritocrazia“. Questo è quello che la Commissione auspica avvenga nella formazione del prossimo progetto di riordino (progetto in linea con quanto indicato nel libro bianco in materia).

 

Le risorse economiche necessarie

 

L’obiettivo sotteso a tale piano è quello di elaborare un piano definito e nitido da condurre e discutere dinnanzi al Governo: il problema, come sempre, è quello delle risorse e delle coperture economiche. Sono al momento disponibili risorse per effettuare tale riordino? Questo il nodo che dovrà essere chiarito. Una ipotesi più che valida, su cui la Commissione ha già deliberato, potrebbe essere quella di rendere disponibili per il 2017 i 510 milioni di euro utilizzati per il “bonus 80 euro” attualmente erogato al personale. Idea interessante, da tracciare in maniera compiuta, che deve ora essere presentata concretamente sul campo.

 

La polemica

 

In tale direzione non può non essere citata una polemica affiorata negli scorsi giorni: il Cocer della Guardia di Finanza lo scorso 6 aprile ha infatti deliberato sul tema del riordino delle carriere, mediante un documento di 16 pagine. All’interno si può leggere la seguente frase: “Il rispetto del principio di equiordinazione della carriera e di sostanziale omogeneizzazione dei trattamenti economici solo tra il personale delle Forze di Polizia, escludendo, il personale del comparto difesa, al contrario di quanto stabilito nella precedente delega di cui all’art. 3 della legge 216 del 1991″ . Il portale sergenti.it ha analizzato criticamente tale assunto, ricordando che il riordino delle carriere per le forze di polizia è stato previsto dalla legge 7 agosto 2015, n. 124 (cosiddetto “decreto Madia“). Solo dopo mesi di battaglie, richieste, comunicati e pressioni alla politica da parte dei Cocer delle Forze Armate, il Parlamento ha approvato la legge 22 gennaio 2016, n. 9 rimarcando e garantendo il principio di equiordinazione tra forze armate e forze di polizia in tema di carriere. Ma è giusto escludere il personale del comparto difesa dalle operazioni di riordino?

 

Fonte: sergenti.it

 

Patrizia Caroli

 

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sab, apr 25, 2015  Valentina
Fonte: adnkronos.it

Fonte: adnkronos.it

Lo si aspettava per l’anno scorso, ma meglio tardi che mai. È stato finalmente presentato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e approvato Presidente della Repubblica e dal  Consiglio Supremo di Difesa il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa.

 

Si tratta di 67 pagine nelle quali sono contenute solo le linee guida alle quali lo stato maggiore della difesa dovrà attenersi per stilare un documento di carattere tecnico e dettagliato che vada ad analizzare i singoli aspetti.

 

L’introduzione al libro bianco fotografa una situazione delle nostre forze armate davvero poco incoraggiante: vecchie, troppo rigide e sbilanciate in termini di gerarchie. Nulla di nuovo, in fondo.

I capitoli centrali del libro bianco parlano di aria fritta e poco più.

Nella conclusione del libro bianco si legge un’abdicazione per non prendere decisioni scomode, essendo non competente in materia e delegando a chi competente lo è, la parte decisionale, pur imponendo vincoli di convenienza.

Indubbiamene è un libro bianco. Di nome e di fatto. Bianco. Vuoto.

 

 

Libro Bianco Difesa. Cosa Cambierà…MA Cambierà?

 

Analizziamo insieme cosa cambierà di fatto nelle principali aree di criticità delle forze armate.

Prima di tutto si punterà ad avere una forza più giovane, numericamente flessibile e preparata professionalmente; si dovrà quindi prevedere un orientamento maggiore alla formazione e all’addestramento anche di carattere internazionale, accompagnato da una maggiore interazione con la società.

Rimane però chiaro l’obiettivo di arrivare ad avere 150.000 militari nel 2024 come previsto dalla Riforma Di Paola.

 

Poi la ripartizione di gradi e compiti dovrà essere più snella e proporzionata tra gradi, ruoli e specialità tenendo conto anche del personale in servizio permanente e a tempo determinato.

In questa ottica anche i percorsi di carriera e il sistema degli arruolamenti per la truppa e i sottufficiali saranno unificati e lo sviluppo delle carriere e delle relative retribuzioni sarà direttamente collegato al progredire nei gradi, alla crescita professionale e alle funzioni.

Il libro bianco poi vuole avere più personale in ferma prefissata, quindi con contratti “a termine”, più giovani arruolati e con maggiori tutele al momento del congedo; non si è dimenticato infatti che gli stipendi sono bassi e le  indennità di missione alte.

 

Leggete per caso qualcosa di concreto e nuovo? Tutte queste rivoluzioni che ci si attendeva dove sono finite? Dov’è che si parla ad esempio del diritto di associazione per i militari?

 

 

Libro Bianco Difesa. Le Reazioni

 

Se da un lato c’è chi come l’ammiraglio Binelli, si scaglia contro il documento perché, secondo lui, privilegia l’esercito a discapito di Marina militare e Aeronautica, dall’altro rimane sempre il personale operativo con i soliti problemi e le solite questioni irrisolte che, con questo libro bianco sono semplicemente passate dalle mani del ministro a quello dello stato maggiore.

Mani più sicure? Difficile crederlo. Ad oggi tutto rimane aleatorio.

 

 

 

 

Fonte: analisidifesa / sindacatosupu / militariassodipro

 

 

 

 

Valentina Stipa

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