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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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gio, nov 5, 2015  Valentina
Fonte: contattonews.it

Fonte: contattonews.it

Noi non abbiamo nulla da festeggiare e state pur certi che non brinderemo quando il primo assassino al volante sarà condannato. (…) Però saremo ancora più fieri di quanto non lo siamo adesso, perché sapremo che al dolore della perdita non dovrà aggiungersi la frustrata impotenza di assistere alla pagliacciata di un processo penale nel quale l’unico a guadagnarci è proprio il carnefice”.  Questo uno dei primi commenti a caldo dell’ASAPS, associazione sostenitori amici della polizia stradale, dopo il sì della camera alla legge che introduce il reato di omicidio stradale.

 

Si tratta di una novità assoluta in Italia. Il risultato di una battaglia durata anni, che in modo indiretto migliorerà anche le condizioni di lavoro degli agenti della strada.

 

Proprio in questi giorni infatti è stato presentato il Rapporto Nazionale sull’attività delle polizie locali, il cui punto focale è proprio “la rapida approvazione del disegno di legge sulla sicurezza urbana, che dà più poteri e responsabilità alle polizie locali”.

 

 

Polizia Stradale. “Certezza Della Pena Oppure I Nostri Sforzi Restano Inutili”

 

 

Seppure tra mille polemiche e qualche incisiva modifica rispetto al testo originale, il reato di omicidio stradale ha ottenuto il primo via libera, spianandosi la strada verso l’ufficiale approvazione. Si tratta di un passo avanti non solo in termini di educazione civica, ma anche in termini di qualità della vita degli agenti che ogni giorno difendono le nostre strade. Noi automobilisti. Noi pedoni.

 

Diamo un po’ di numeri per capire il diretto collegamento tra il potenziale deterrente dell’omicidio stradale e il lavoro della polizia stradale. Gli agenti impiegati per la sicurezza dei 7 mila chilometri di autostrade e 450.000 di reti primarie su cui transitano qualcosa come 42.000.000 di veicoli sono suddivisi in circa 1.500 pattuglie al giorno, per un totale complessivo di poco meno di 12.000 poliziotti.

Rischiare la galera per superficialità al volante che provoca un morto, in un paese come l’Italia, potrebbe certamente aiutare a sviluppare un senso civico che al di là delle regole e delle leggi, purtroppo fa fatica ad emergere. O meglio, di fatto non esiste.

 

Anche il sindacato di categoria Consap, in merito all’omicidio stradale, sottolinea come sia “necessario per evitare il calvario delle vittime e dei loro familiari che fra pene miti, patteggiamenti e processi farsa, vedono delusa la loro richiesta di giustizia. Una richiesta in tal senso arriva anche dai cittadini e dai colleghi; sul nostro sito il sondaggio sull’introduzione dell’omicidio stradale ha visto il 90% di voti favorevoli”. Un tema quindi che sta a cuore anche agli appartenenti alle forze di polizia, come cittadini e come agenti.

 

Ecco che con l’omicidio stradale e lo strascico di polemiche sugli anni di detenzione previsti si incastra anche la protesta proprio di un poliziotto che chiede, grida la certezza della pena per non vanificare i suoi sforzi e quelli di centinaia di suoi colleghi in divisa. Il suo cartello sul web ha fatto storia e ha trasformato la sua solitaria protesta in un grido di aiuto virale che si è diffuso sui social a una velocità incredibile.

 

 

 

Polizia Stradale. Arriva Il Monito: Rigate Dritto!

 

 

Quella dell’introduzione del reato di omicidio stradale è senza dubbio uno dei traguardi più importanti dell’Asaps. La quale però non ha intenzione di fermarsi ed è già proiettata sulla prossima campagna per la sicurezza in strada, abbracciando un tema difficile da dimostrare in termini di numeri, ma del tutto attuale e altrettanto pericoloso come alcol o droga: i messaggi sul telefonino.

 

Se, secondo fonti Asaps, lo studio Ford, condotto su di un campione di oltre 10.000 cittadini europei, ha fatto emergere come  la maggior parte degli utilizzatori di smartphones, non ne interrompono l’utilizzo quando attraversano la strada, un 35enne romagnolo ha voluto invece sensibilizzare l’opinione pubblica su coloro che non  interrompono l’invio di un sms quando sono al volante.

 

Su questi casi non esistono statistiche, denunciano dalla polizia di stato, ma il problema c’è tutto ed è in crescita. La prova sono le decine di campagne internazionali don’t text and drive che non hanno un  corrispettivo in Italia.

Fino ad oggi. Fino ai 40 secondi di Riga Dritto: https://www.youtube.com/watch?v=k-UOILdZRfQ

 

 

 

 

Fonte: asaps / poliziamunicipale / consap / infiltrato

 

 

 

Valentina stipa

 

 

 

 

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mer, apr 8, 2015  Valentina

 

Fonte: lastampa.it

Fonte: lastampa.it

Nel 2014 sono morte sulle strade 25.700 persone, una media di 70 al giorno, con una diminuzione dell’uno per cento rispetto al 2013, 5.700 casi in meno rispetto al 2010.

È sulla base di questi dati che la polizia stradale ha organizzato un convegno  a Roma, presso la scuola di polizia, al quale hanno partecipato anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano e, il capo della Polizia Alessandro Pansa.

 

Un Convegno dal titolo “l’omicidio stradale. L’auto come arma”. Emblematico nelle parole e nel contenuto e corretta premessa all’incontro che aveva lo scopo di  approfondire la tematica a livello normativo, anche in vista del prossimo 18 aprile, quando dovrà essere presentato un testo unico in merito all’introduzione di questo reato in parlamento.

 

Un’accelerata  quella degli ultimi giorni legata alle dichiarazioni del ministro Alfano, dopo l’ennesima tragedia, che ha gridato con forza la sua volontà di portare in consiglio dei ministri la legge contro l’omicidio stradale.

Forse non ci si era accorti che la polizia stradale da anni lancia lo stesso grido. Inutilmente. “Rimango diffidente sui balletti di questi giorni e gli schieramenti dei vari politici e pseudo tecnici  a favore dell’Omicidio stradale finché non vedrò scritta la legge sulla G.U.”. Questo il commento affidato alle pagine del Corriere della Sera da Giordano Biserni, presidente ASAPS.

 

 

 

Polizia di Stato. Sciolta La Riserva Sugli Straordinari

 

 

 

E sempre il ministro Alfano ha compiuto un altro importante passo verso il miglioramento delle condizioni contrattuali dei poliziotti. Ha infatti sciolto la riserva al pagamento del compenso straordinario per donne ed uomini della Polizia di Stato.

 

“Le legittime richieste del personale sono state riconosciute grazie ad una nostra dura presa di posizione che è rimbalzata sui massimi tavoli istituzionali, inducendo il Ministro dell’Interno a sciogliere la riserva e avviare l’iter del pagamento delle spettanze alla prima mensilità utile” ha spiegato Giorgio Innocenzi Segretario Generale Nazionale della Consap .

 

È bene ricordare che grazie a questa riserva, dallo scorso gennaio gli agenti della polizia non hanno ricevuto alcun compenso per il lavoro straordinario effettuato a garanzia dell’ordine pubblico nelle nostre città.

 

 

 

 

Fonte: poliziadistato / grnet / consap

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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gio, mar 12, 2015  Valentina
Fonte: asaps.it

Fonte: asaps.it

Su 7713 controlli, 2200 sono risultati passibili di multa. È questo il risultato di due giorni di indagini svolte dalla polizia stradale sull’uso delle cinture di sicurezza, con particolare riferimento ai sedili posteriori e a tutti quei sistemi di ritenuta dedicati ai bambini e ai neonati.
Sembra che gli italiani non diano peso al fatto che l’uso corretto de4lle cinture di sicurezza riduca di oltre 80% la possibilità di morte o ferite gravi nei casi di impatto.

Solo il 63% dei guidatori infatti rispetta l’uso di questo dispositivo durante la circolazione stradale, come attesta una ricerca curata dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Ma questo non è il dato più preoccupante che emerge da questo studio; il vero problema infatti riguarda gli occupanti dei sedili posteriori, i quali utilizzano le cinture in una percentuale che non supera il 10%.
 

Polizia Stradale. La Sicurezza E’ Anche Una Lotta Contro Le Credenze

 

Il vero problema sul non corretto utilizzo delle cinture di sicurezza in auto, non è legato però solo alla poca disciplina degli italiani.
A nostra parziale discolpa infatti non si può fare a meno di notare che nel corso degli anni si sono create delle percezioni sbagliate rispetto all’uso di questo dispositivo. Questo, unito alla poca conoscenza della legge, la quale obbliga all’utilizzo delle cinture anche nei sedili posteriori ad esempio, ha fatto il resto.

È credenza comune per esempio che la presenza dell’airbag renda inutile allacciarsi le cinture o che chi siede sui sedili posteriori sia maggiormente protetto e quindi non necessiti di questo dispositivo o ancora che il rischio sia basso nelle brevi distanze, quindi si possa fare a meno di allacciarle.

 

Tutte queste credenza sono sbagliate e non solo in termini di legge, la quale obbliga anche nei casi citati all’uso delle cinture. Sono errate proprio nella sostanza, in quanto chi occupa i sedili posteriori corre lo stesso rischio di essere sbalzato fuori dall’auto in caso di impatto, di chi occupa la parte davanti dell’auto. E questo può avvenire sia nei tragitti lunghi che in quelli brevi. L’utilizzo delle cinture nel caso di presenza di airbag invece evita ferite anche gravi in caso di urto perché limita il contatto proprio tra la persona e il palloncino.

Un capitolo a parte lo merita il trasporto dei bambini che è ben regolamentato dalla legge, ma che ancora non è stato recepito appieno dai conducenti. Basti pensare che in questa due giorni di indagine della polizia stradale, tra i conducenti sanzionati, ben 70 sono stati multati per aver trasportato bambini senza utilizzare i sistemi di ritenuta previsti.
Questo dato è tanto più drammatico se si pensa che nel 2013 uno studio mirato Aci-Istat ha attestato che sono stati 55 i bambini sotto i 14 anni a perdere la vita in incidenti stradali e più di 12.000 quelli rimasti feriti.

 

 

 

Polizia Stradale. Preoccupazioni Anche Per L’Hi Tech

 

 

 

Al di là delle questioni sui dispositivi di sicurezza, esiste un altro tema molto caro agli agenti della polizia stradale e che sta diventando ogni giorno di più un vero e proprio pericolo per la circolazione.
Se il passaggio dalle guide cartacee ai navigatori ha creato poco scompiglio in termini di circolazione stradale, l’avvento di nuovi dispositivi tecnologici che interagiscono anche sui social network, secondo fonti ufficiali della polizia stradale sta avendo un impatto troppo forte sui guidatori.

Un nome su tutte Waze, l’applicazione certamente più famosa di questo genere, che oltre a indicare la strada e segnalare il traffico, intavola anche pubbliche relazioni interattive.
Negli stati uniti questa applicazione sta creando un caso di stato, in particolare legato alla funzione sulla posizione dei posti di blocco della polizia, che, secondo le forze dell’ordine statunitensi è un aiuto per i terroristi e più in generale per i delinquenti. Per questo ne è stata chiesta la rimozione.
Ma si sa che, a dispetto dei piani strategici di sicurezza nazionale, quando si parla di un’applicazione da oltre un miliardo di euro, la sicurezza passa inevitabilmente in secondo piano.

 

 

Fonte: ilquotidianodellapa / repubblica / asaps

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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ven, ago 29, 2014  Marco Brezza

Anche la Polizia stradale al centro del mirino della riduzione e del taglio dei presidi all’interno della più ampia operazione di riordino, riorganizzazione (in soldoni, forte revisione di spesa) della Amministrazione Pubblica italiana tratteggiata dal Commissario alla “spending review” Carlo Cottarelli.

 

Fonte:  tuttoggi.info

Fonte: tuttoggi.info

Polizia stradale: un cenno introduttivo

 

In via introduttiva è necessario tratteggiare l’affresco che funge da scenario alla questione: infatti la Polizia stradale (Polstrada nel gergo quotidiano) si configura come una specialità interna al corpo della Polizia di Stato italiana che ha il compito di svolgere prevalentemente determinate attività riguardanti la viabilità: ovvero, prevenire e reprimere le violazioni al codice della strada, rilevare gli incidenti stradali, gestire ed organizzare servizi di scorta per la sicurezza della circolazione stradale, predisporre i servizi diretti a regolare e controllare il traffico.
Insomma, il peculiare compito istituzionale che la Polizia stradale è chiamata ad assolvere si estrinseca nella sicurezza dei trasporti: gli operatori possiedono una elevata professionalità, grazie alla frequenza di specifici corsi presso istituti d’istruzione di Specialità.

 

Spending review, Sicilia: la chiusura dei presidi di Polizia stradale

 

Tornando al centro della questione non si può non citare la vicenda (di rilievo nazionale) che sta avvenendo in Sicilia, più precisamente nel Comune di Vittoria: qui infatti il Consiglio comunale ha approvato la mozione contro la chiusura del distaccamento di Polizia Stradale cittadino stabilito dalle direttive inerenti alla “spending review” di cui si faceva cenno in apertura di articolo. Il presidente del consiglio comunale, Salvatore Di Falco, non ha mancato di ringraziare i consiglieri che hanno votato l’atto: “Da oggi – spiega Di Falco – parte un percorso di mobilitazione che inizierà con un incontro con il Prefetto e con l’invio della mozione alle autorità locali di polizia, ma anche al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”. Nomi altisonanti, che rendono l’idea della mobilitazione in corso nel comune siciliano.
“Sicurezza non significa solo contrasto alla criminalità, ma anche strumento per lo sviluppo dell’economia sana. Mi aspetto che i deputati ed i senatori iblei siano in prima fila per questa battaglia di tutela del territorio” ha spiegato il presidente, sottolineando la peculiare importanza del presidio della Polstrada posto all’interno della provincia ragusana”.

 

Tutte le forze politiche mobilitate contro lo smantellamento

 

Curiosamente (e questo dovrebbe far riflettere sull’importanza della questione) anche i consiglieri di opposizione si sono spinti ad appoggiare questa battaglia: i consiglieri comunali Udc, (ben 4) spiegano: “In nome di una strana spending review, stiamo assistendo al tentativo di smantellare i presidi di legalità del nostro territorio. In un primo momento è stata soppressa la sezione staccata del Tribunale; ora ci si riprova con il distaccamento della Polizia stradale, che nel 2007 si riuscì a stoppare grazie alla mobilitazione delle forze politiche e sociali. Il piano Cottarelli prevede la chiusura di trecento uffici di polizia di cui il 10 % solo in Sicilia, nella nostra provincia è prevista la chiusura della polizia postale, del distaccamento di polizia stradale di Vittoria e della Polfer, già da tempo, in realtà, non attiva. La polizia stradale rappresenta un presidio importante per la città: si tratta dell’unico distaccamento in provincia formato da otto unità. Nonostante l’esiguo numero, garantisce rendimenti eccezionali”.
L’importanza dei presidi di Polizia stradale viene quindi confermata ancora una volta dalla mobilitazione avvenuta con riferimento a questa vicenda siciliana: una presenza diffusa, quella della Polizia stradale, a difesa delle istituzioni ed al servizio del cittadino.
Fonti: wikipedia.it, interno.gov.it, radiortm.it

 

 

 

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ven, giu 15, 2012  Roberta Buscherini

Non solo brutte notizie per la polizia, per fortuna, oltre i tagli e le poche risorse, ci sono altre news da dare che ci rendono felici. Infatti, la Polizia Stradale ha appena ricevuto il Premio Nazionale per l’Innovazione, previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 7 aprile 2008. Ha ritirato il premio Maria Luisa Pellizzari, Direttore del Servizio Polizia Stradale, chi ha considerato che ”il tema peraltro è perfettamente in sintonia con quello che quest’anno ha caratterizzato il 160° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato ”Il coraggio dell’innovazione”, come capacità di rinnovarsi nella missione di sicurezza per rispondere in modo sempre adeguato ai bisogni dei cittadini, in continuo cambiamento”, secondo l’agenzia Adnkronos.

 

 

La polizia Stradale considera che questo premio è un riconoscimento degli standard raggiunti negli ultimi anni nell’offrire un servizio qualificato grazie, soprattutto all’applicazione di tecnologie “all’avanguardia nell’ambito della prevenzione e promozione della legalità, nonché dell’abbattimento del fenomeno infortunistico”.

 

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