Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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ven, apr 4, 2014  Marco Brezza

Una sonora bocciatura: è proprio questo che è accaduto al tentativo di riordino per ciò che riguarda le carriere dei dipendenti di Esercito e Polizia di Stato nel nostro paese. Il progetto predisposto dal Ministro degli Interni Angelino Alfano (NCD) e da Mario Mauro (Scelta Civica) ha infatti ricevuto parere negativo, perentorio (ed anche molto severo) da parte della Ragioneria generale dello Stato.

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Fonte. controlacrisi.org

Fonte. controlacrisi.org

Riordino Carriere Comparto Sicurezza e Difesa: Una sonora bocciatura da parte della Ragioneria di Stato

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L’ipotesi presentata dai due rappresentanti del precedente Governo (anche se la posizione di Alfano è rimasta immutata nel trapasso tra i due esecutivi avvenuto nel mese di febbraio) a proposito della complessiva riorganizzazione del sistema della carriere per quello che riguarda i dipendenti pubblici impiegati presso le forze armate e di polizia non ha incontrato l’approvazione del dipartimento preposto alla rendicontazione generale dello Stato: automatico avanzamento di grado e unificazione verso l’alto dei ruoli direttivi erano i due punti-cardine dell’embrione di riforma presentato da Alfano e Mauro già a partire dalla scorsa estate. A parere della Ragioneria di Stato “la politica di riduzione delle dotazioni organiche dirigenziali del pubblico impiego, non avrebbe costi completamente sostenibili”: insomma, il sistema non avrebbe una corretta estrinsecazione operativa. Quello che si verrebbe a concretizzare con questo riordino strategico avrebbe infatti, sempre secondo la Ragioneria (che è un organo afferente al Ministero dell’Economia) l’effetto di consentire un indiscriminato avanzamento di grado e un ampliamento della dirigenza: tutto ciò non farebbe altro che assestare un evidente contraccolpo di tipo economico idoneo a creare squilibri con il resto del personale. Per non parlare di un chiaro incentivo ad una vera e propria “corsa all’oro” verso gli aumenti salariali. Come afferma la Ragioneria “l’unificazione verso l’alto dei ruoli direttivi e dei dirigenti si pone in netto contrasto con la politica di riduzione delle dotazioni organiche dirigenziali perseguita per tutto il pubblico impiego”.

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Un percorso tormentato che si è chiuso in questi giorni

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E pensare che lo scorso 8 di agosto il riordino pareva fatto (con cospicua soddisfazione dei movimenti sindacali): in quel giorno veniva infatti annunciato un disegno di legge preparatorio che si apprestava a stanziare 24 milioni per il 2014 e 119 per il 2015 con la prospettiva di far diventare, ad esempio, i commissari di Polizia e i maggiori dell’Esercito automaticamente dirigenti pubblici. Ma il percorso legislativo avrebbe subito poco dopo una battuta d’arresto: costi troppo elevati, mancata sostenibilità economica dell’operazione complessiva le cause dell’interruzione dell’iter legislativo. Ora la bocciatura definitiva ad opera dell’organo ministeriale che si occupa della tenuta della contabilità generale dello Stato italiano.

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Riordino carriere: costi non sostenibili

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La Ragioneria non lascia spazio a dubbi a riguardo: “Il disegno di legge proposto si pone in netto contrasto con la politica di revisione della spesa pubblica”. E non è mancato un neppure troppo celato richiamo alla serietà. Insomma, un piano in evidente contrasto con le politiche di “spending review” che lo Stato italiano in difficoltà sta portando avanti per trascinare l’Italia fuori dalle sabbie mobili della crisi economica più grave dal secondo dopoguerra ad oggi. È tempo di riflessioni. E di ricerca di idee per riorganizzare la macchina ed i meccanismi dell’impiego pubblico italiano in maniera più efficiente.

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Fonte: La Stampa

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Marco Brezza

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mar, feb 5, 2013  Valentina

Riordino carriere polizia: Quando si parla di riordino delle carriere della Polizia di stato non si può fare a meno di parlare di tecnicità e specificità. Proprio per la mancanza di considerazione del punto di vista tecnico del ruolo della polizia di stato e della sua specificità professionale, i sindacati di categoria hanno bocciato le prime due bozze di riforma del riordino delle carriere  nelle quali era palese “l’intento di distruggere e svilire le professionalità del personale del ruolo tecnico-scientifico della Polizia di Stato”.

 

Partenza In Salita Per Il Riordino Carriere Polizia

 

riordino carriere polizia  Di fronte alla bocciatura di queste prime due bozze di riordino carriere polizia, da molte parti si è respirato aria di opposizione. In diversi forum gli stessi appartenenti alla polizia di stato in tema di riordino carriere polizia hanno pubblicato commenti piuttosto espliciti e chiari “parlare del riordino carriere polizia significa parlare di un grande imbroglio. Il riordino non lo vuole nessuno. Almeno il riordino delle carriere dei nostri vertici. Il Fondo per il riordino carriere polizia ultimamente contiene pochi “spiccioli” e serve urgentemente rifinanziarlo. Ma poi questi soldi saranno utilizzati diversamente ovvero finiranno quasi certamente per finanziare il rinnovo dei nostri contratti.”

 

 

Riordino Carriere Polizia: Forse Siamo Vicini A Un Punto D’Incontro

 

La terza bozza di riordino carriere polizia  sembra infatti avere messo tutti d’accordo, poiché valorizza nel modo opportuno la peculiarità della figura professionale dell’appartenenza al corpo della polizia di stato, vertendo principalmente su 2 settori:

-  la razionalizzazione dei settori d’impiego attraverso una rivisitazione di tutti quei profili professionali non più esistenti o fondamentali.

-  la valorizzazione dei tecnici con laurea triennale necessaria svolgere alcune particolari funzioni professionali.

A ulteriore sostegno di questa tesi, in tema di riordino carriere polizia in affiancamento al sindacato di Polizia di stato UGL, c’è anche il sindacato autonomo SAP, che alza ancora il tiro e specifica che “ la valorizzazione della base e l’istituzione del Ruolo unico Agenti Assistenti Sovrintendenti rappresentano un punto assolutamente irrinunciabile, una rivendicazione storica del sindacato autonomo, condivisa adesso anche dalle altre organizzazioni sindacali e dalle Amministrazioni”.

Un altro punto importante da non sottovalutare in tema di riordino carriere polizia  è la contrattualizzazione della Dirigenza per completare in maniera organica  il progetto di Riordino così come anche lo svincolare la progressione economica da quella professionale, ovvero che con l’anzianità di servizio i componenti della polizia di stato, a prescindere dal grado e dalla qualifica, la retribuzione mensile conosca un incremento incisivo.

 

Fonte: diritti e rovesci / uglpoliziadistato / sap-nazionale / consaplucca

 

Valentina Stipa

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gio, ott 4, 2012  Roberta Buscherini

Il Ministero dell’Interno ha istituito, tramite decreto ministeriale, un Tavolo di Lavoro per il riordino delle carriere e i ruoli della Polizia di Stato. E’ previsto che, entro questo mese, sarà pronta la bozza di disegno di legge di delega.

 

 

Ruoli Polizia di Stato: Chi c’è al Tavolo di Lavoro?

 

 

Il Tavolo di lavoro per il riordino dei ruoli della Polizia di Stato è formato da:

- Il Direttore dell’Ufficio per l’Amministrazione Generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza

- Il Direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali

- Un rappresentante della Direzione Centrale per le Risorse Umane

- Un rappresentante della Direzione Centrale per i Servizi Tecnico Logistici e della Gestione Patrimoniale.

 

Inoltre, possono assistere e partecipare alle riunioni del Tavolo di Lavoro i rappresentanti dei principali sindacati di polizia.

 

Tavolo di Lavoro: missione

 

L’obiettivo principale di questa formazione è la formulazione di una proposta per riordinare dei ruoli del personale della Polizia di Stato in modo da conciliare le aspettative del personale con le esigenze di funzionalità e di modernizzazione dell’amministrazione della pubblica sicurezza. Tutto ciò senza dimenticare i vigenti provvedimenti normativi in materia di analisi e revisione della spesa pubblica e le previsioni sull’armonizzazione del sistema pensionistico connesso alla recente riforma di settore.

 

Foto: Ugl Polizia di Stato

 

 

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gio, nov 14, 2013  Valentina

Per diventare dirigente polizia di stato è necessario aprteciparea un concorso pubblico per commissari. Il ruolo di dirigente polizia di stato è infatti una posizione che si raggiunge per gradi, attraverso un percoso formativio preciso, il cui primo passo è appunto il concorso per commissari.

 

Requisiti Per Diventare Dirigente Polizia Di Stato

 

Il percorso per diventare dirigente della polizia  comincia dalla laurea che deve essere specialistica specialistica in giurisprudenza o in scienze politiche, anche  in scienze dell’economia o economia aziendale oppure ottenuta con il vecchio ordinamento. Inoltre, non si deve avere più di 30 anni, si deve essere cittadini italiani e si deve poter godere di tutti i diritti civili e politici.

 

Percorso Per Dirigente Polizia Di Stato

 

Per partecipare al concorso dirigente polizia di stato è necessario prima di tutto superare un pre test (inserito per far fronte alle troppe domande rispetto ai posti disponibili).

 

 

Questa preselezione è suddivisa in due prove, di cui una scritta e una orale. La prova scritta che si svolge in due fasi è composta da 200 domande da evadere in due ore.

La prova orale per diventare dirigente polizia di stato invece, il cui accesso è vincolato al superamento di quella scritta, è un colloquio su diverse materie tra cui diritto civile,  del lavoro, di navigazione, ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza, nozione di medicina legale, nozioni di diritto internazionale, informatica e una lingua straniera a scelta dell’aspirante.

 

 

Una volta partecipato e vinto il concorso per commissari, la strada petr divenire dirigente polizia di stato passa dalla frequentazione di un corso di formazione della durata di due anni.

Questo corso di formazione per diventare dirigente polizia di stato si svolge presso la scuola  Superiore di Polizia a Roma, alla fine del quale se si superano gli esami conclusivi e il periodo di prova, si entra ufficialmente e di ruolo con il grado di commisario capo, uno degli step precedenti prima di diventare un dirigente della polizia di stato.

Una volta raggiunta la posizione di commissario capo infatti, va raggiunto,  per anzianità di servizio, dopo 5 anni e 6 mesi, anche il grado di Vice Questore Aggiunto. Da questo punto in avanti però il passaggio a dirigente polizia di stato passa da una graduatoria, in base alla quale si viene candidati alla frequentazione del corso per dirigenti. Solo al termine di tale corso si otterrà il ruolo di dirigente polizia di stato.

 

 

all’interno del ruolo di dirigente però si diramano diverse figure tra cui il primo dirigente polizia di stato, dirigente superiore, dirigente generale e infine dirigente di livello B.

Precisiamo epr completezza che il ruolo di capo della polizia di stato non è un ruolo dirigenziale, ma per legge viene coperto attraverso una nomina del ministero dell’interno tra i prefetti. Non si tratta quindi di un dirigente polizia di stato.

 

Fonte: Poliziadistato.it / Soldielavoro

 

Valentina Stipa

 

 

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mer, ott 2, 2013  Valentina

 

I vigili del fuoco sono stanchi di una politica inconcludente che si perde in discussioni che poco importano a chi non riesce più a mantenere le proprie famiglie, i nostri iscritti sono pronti per questa campagna di sensibilizzazione perché’ anche i vigili del fuoco vogliono fare la loro parte con responsabilità per garantire la sicurezza dei cittadini“.

 

sciopero VVF

I Vigili del fuoco incrociano le braccia per 4 ore.

Queste le parole rilasciate da Fabio Cioni, segretario provinciale di Arezzo del Conapo, sindacato autonomo vigili del fuoco. Con queste motivazioni si spiega lo sciopero di oggi, ennesimo atto compiuto nella speranza di bloccare i tagli e dare nuovamente dignità professionale a questa categoria di forze armate che tutti i giorni è in prima linea per la nostra sicurezza. Uno sciopero che si traduce in 4 ore di presidi davanti alle prefetture di tutta Italia e anche in piazza Montecitorio.

 

Nonostante la crisi politica e la situazione disastrosa delle istituzioni, i Vigili del fuoco e le sue associazioni di categoria chiedono a gran voce una maggiore sensibilizzazione verso le riforme più urgente da portare a termine per il 2014, per evitare il rischio di commissariamento da parte dell’Unione Europea e il conseguente e molto peggiore rischio di dover effettuare ulteriori tagli alla spesa pubblica, che si tradurrebbe di un nuovo blocco delle assunzioni di vigili del fuoco e polizia. Se ciò accadesse, la sicurezza dei cittadini sarebbe davvero in grave pericolo: un’ulteriore mancanza di organico in settori come questi, già decurtati dalla spending review, significherebbe agire da irresponsabili.

 

Le richieste avanzate anche dal segretario generale del Conapo Antonio Brizzi sono ben definite e costanti nel tempo: sblocco delle assunzioni mediante ripristino del turnover al 100%, riforma del servizio volontario, legge di riordino delle carriere e parificazione dei trattamenti retributivi e pensionistici dei vigili del fuoco con quelli delle forze di polizia.

 

La chiara accusa che viene mossa alle istituzioni e che ha provocato lo sciopero riguarda l’incontro che lo scorso 19 settembre il premier Enrico Letta ha convocato per discutere di misure per il comparto sicurezza e difesa, tagliando fuori dal confronto tutte le questioni riguardanti i vigili del fuoco. “Questo è un fatto gravissimo, un affronto del governo ai pompieri, se pensiamo alla già grave sperequazione di cui soffre il nostro personale rispetto agli altri Corpi, ovvero circa 300 euro in meno al mese di retribuzione e 5 anni di lavoro in più per raggiungere il diritto al pensionamento, per non parlare delle carriere bloccate e della mancanza di personale qualificato” è il commento indignato di Brizzi.

 

Che serva concretamente o no, lo sciopero rimane sempre un segnale forte, tanto più quando a metterlo in atto sono categorie sensibili come i vigili del fuoco.  Se avrà, come ci auguriamo in molti, un esito costruttivo, ne gioveremo tutti, a partire da noi cittadini e dalla nostra sicurezza ancora prima che dalle tasche degli stessi pompieri.

 

 

Fonte: grnet / ivg / lanazione / cgilct

 

 

Valentina Stipa

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