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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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mer, lug 9, 2014  Marco Brezza

Il riordino carriere personale dell’Arma si inserisce all’interno di un lungo corso che inserisce le sue fondamenta tematiche sui binari della necessità di un cambiamento del sistema e sulla volontà di realizzare una efficace ripartizione della funzione di comando e controllo, mediante definizione dei livelli generali di dipendenza delle articolazioni ordinamentali: con la previsione del ricorso a provvedimenti amministrativi per i conseguenti adeguamenti che si potrebbero rendere necessari. Non va dimenticato che i Carabinieri rappresentano una delle quattro forze armate italiane, con collocazione autonoma nell’ambito del Ministero della Difesa: un corpo di rilievo assoluto nella conformazione complessiva della Difesa e dell’ordinamento nazionale.

 

riordino carriere carabinieri

Fonte: pbol.it

Riordino carriere carabinieri: cambiamenti efficaci?

 

Va in via preliminare affermato che le risorse messe in cantiere per per ottemperare al riordino carriere carabinieri e comparto sicurezza/difesa si assestano sui 120 milioni di euro per quello che riguarda l’anno 2014: in questa direzione paiono meritevoli di interesse gli elementi definitori della bozza di riordino contenuti all’interno della nota emessa dal Ministero dell’Interno nello scorso gennaio. Nell’embrione disciplinare sono racchiusi i seguenti punti di rilievo: unificazione del ruolo agenti e assistenti col ruolo dei sovrintendenti, “dirigenzializzazione” dell’attuale ruolo dei direttivi,  mediante la creazione di un nuovo ruolo dei direttivi articolato in tre gradi (ovverosia vicecommissario, commissario, commissario principale) della consistenza di circa 3mila addetti.

 

Un problema di risorse?

 

È di lapalissiana evidenza come, osservando la materia attraverso uno sguardo d’insieme, bozza di riordino carriere personale dell’Arma sia caratterizzata da forti contraddizioni e dall’assenza di risorse per elaborare un progetto che valorizzi realmente tutti i ruoli.
I chiari di luna poco allegri resi ancora più infausti da una “spending review” complessiva che toglie risorse importanti per il settore non aiutano certo ad impalcare un riordino complessivo dalle reale efficacia: il riordino carriere carabinieri elaborato nel passato, infatti, possedeva eminente dignità, racchiudendo al suo interno un reale moto evolutivo nei confronti di quei processi che caratterizzano la progressione di carriera nei singoli ruoli dell’Arma. Ma è chiaro che in una temperie storica (ed economica) diversa da questa l’entità degli stanziamenti poteva contare su ben altri gradi di importanza ed abbondanza: fatto sta che non si possono edificare pompose nozze con i proverbiali “fichi secchi”. Il riordino ai tempi della “spending review” è anche questo, lacrime e sangue (a profusione).

 

Riordino carriere personale dell’arma, cosa accadrà?

 

Insomma la bozza di riordino carriere personale dell’Arma non racchiude al suo interno peculiari novità che possano condurre il vascello del cambiamenti verso una congrua valorizzazione dei ruoli: e nemmeno ad una reale ed effettiva progressione di carriera per coloro che prestano il loro servizio per il corpo dei Carabinieri. Il rischio effettivo, anzi, è quello che una attuazione del provvedimento di riordino porti nella direzione di disallineamenti ulteriori o addirittura penalizzazioni.
Ciò che emerge sulla questione è senz’altro l’urgente necessità di idee serie per una reale riorganizzazione dei meccanismi e delle dinamiche dell’impiego pubblico nel nostro paese, con particolare attenzione per il comparto difesa, fondamentale settore nella complessiva fisiologia dell’ordinamento italiano.

 

Fonte: ilnuovogiornaledeimilitari.it, difesa.it

 

 

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ven, apr 4, 2014  Marco Brezza

Una sonora bocciatura: è proprio questo che è accaduto al tentativo di riordino per ciò che riguarda le carriere dei dipendenti di Esercito e Polizia di Stato nel nostro paese. Il progetto predisposto dal Ministro degli Interni Angelino Alfano (NCD) e da Mario Mauro (Scelta Civica) ha infatti ricevuto parere negativo, perentorio (ed anche molto severo) da parte della Ragioneria generale dello Stato.

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Fonte. controlacrisi.org

Fonte. controlacrisi.org

Riordino Carriere Comparto Sicurezza e Difesa: Una sonora bocciatura da parte della Ragioneria di Stato

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L’ipotesi presentata dai due rappresentanti del precedente Governo (anche se la posizione di Alfano è rimasta immutata nel trapasso tra i due esecutivi avvenuto nel mese di febbraio) a proposito della complessiva riorganizzazione del sistema della carriere per quello che riguarda i dipendenti pubblici impiegati presso le forze armate e di polizia non ha incontrato l’approvazione del dipartimento preposto alla rendicontazione generale dello Stato: automatico avanzamento di grado e unificazione verso l’alto dei ruoli direttivi erano i due punti-cardine dell’embrione di riforma presentato da Alfano e Mauro già a partire dalla scorsa estate. A parere della Ragioneria di Stato “la politica di riduzione delle dotazioni organiche dirigenziali del pubblico impiego, non avrebbe costi completamente sostenibili”: insomma, il sistema non avrebbe una corretta estrinsecazione operativa. Quello che si verrebbe a concretizzare con questo riordino strategico avrebbe infatti, sempre secondo la Ragioneria (che è un organo afferente al Ministero dell’Economia) l’effetto di consentire un indiscriminato avanzamento di grado e un ampliamento della dirigenza: tutto ciò non farebbe altro che assestare un evidente contraccolpo di tipo economico idoneo a creare squilibri con il resto del personale. Per non parlare di un chiaro incentivo ad una vera e propria “corsa all’oro” verso gli aumenti salariali. Come afferma la Ragioneria “l’unificazione verso l’alto dei ruoli direttivi e dei dirigenti si pone in netto contrasto con la politica di riduzione delle dotazioni organiche dirigenziali perseguita per tutto il pubblico impiego”.

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Un percorso tormentato che si è chiuso in questi giorni

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E pensare che lo scorso 8 di agosto il riordino pareva fatto (con cospicua soddisfazione dei movimenti sindacali): in quel giorno veniva infatti annunciato un disegno di legge preparatorio che si apprestava a stanziare 24 milioni per il 2014 e 119 per il 2015 con la prospettiva di far diventare, ad esempio, i commissari di Polizia e i maggiori dell’Esercito automaticamente dirigenti pubblici. Ma il percorso legislativo avrebbe subito poco dopo una battuta d’arresto: costi troppo elevati, mancata sostenibilità economica dell’operazione complessiva le cause dell’interruzione dell’iter legislativo. Ora la bocciatura definitiva ad opera dell’organo ministeriale che si occupa della tenuta della contabilità generale dello Stato italiano.

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Riordino carriere: costi non sostenibili

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La Ragioneria non lascia spazio a dubbi a riguardo: “Il disegno di legge proposto si pone in netto contrasto con la politica di revisione della spesa pubblica”. E non è mancato un neppure troppo celato richiamo alla serietà. Insomma, un piano in evidente contrasto con le politiche di “spending review” che lo Stato italiano in difficoltà sta portando avanti per trascinare l’Italia fuori dalle sabbie mobili della crisi economica più grave dal secondo dopoguerra ad oggi. È tempo di riflessioni. E di ricerca di idee per riorganizzare la macchina ed i meccanismi dell’impiego pubblico italiano in maniera più efficiente.

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Fonte: La Stampa

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Marco Brezza

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mar, feb 5, 2013  Valentina

Riordino carriere polizia: Quando si parla di riordino delle carriere della Polizia di stato non si può fare a meno di parlare di tecnicità e specificità. Proprio per la mancanza di considerazione del punto di vista tecnico del ruolo della polizia di stato e della sua specificità professionale, i sindacati di categoria hanno bocciato le prime due bozze di riforma del riordino delle carriere  nelle quali era palese “l’intento di distruggere e svilire le professionalità del personale del ruolo tecnico-scientifico della Polizia di Stato”.

 

Partenza In Salita Per Il Riordino Carriere Polizia

 

riordino carriere polizia  Di fronte alla bocciatura di queste prime due bozze di riordino carriere polizia, da molte parti si è respirato aria di opposizione. In diversi forum gli stessi appartenenti alla polizia di stato in tema di riordino carriere polizia hanno pubblicato commenti piuttosto espliciti e chiari “parlare del riordino carriere polizia significa parlare di un grande imbroglio. Il riordino non lo vuole nessuno. Almeno il riordino delle carriere dei nostri vertici. Il Fondo per il riordino carriere polizia ultimamente contiene pochi “spiccioli” e serve urgentemente rifinanziarlo. Ma poi questi soldi saranno utilizzati diversamente ovvero finiranno quasi certamente per finanziare il rinnovo dei nostri contratti.”

 

 

Riordino Carriere Polizia: Forse Siamo Vicini A Un Punto D’Incontro

 

La terza bozza di riordino carriere polizia  sembra infatti avere messo tutti d’accordo, poiché valorizza nel modo opportuno la peculiarità della figura professionale dell’appartenenza al corpo della polizia di stato, vertendo principalmente su 2 settori:

-  la razionalizzazione dei settori d’impiego attraverso una rivisitazione di tutti quei profili professionali non più esistenti o fondamentali.

-  la valorizzazione dei tecnici con laurea triennale necessaria svolgere alcune particolari funzioni professionali.

A ulteriore sostegno di questa tesi, in tema di riordino carriere polizia in affiancamento al sindacato di Polizia di stato UGL, c’è anche il sindacato autonomo SAP, che alza ancora il tiro e specifica che “ la valorizzazione della base e l’istituzione del Ruolo unico Agenti Assistenti Sovrintendenti rappresentano un punto assolutamente irrinunciabile, una rivendicazione storica del sindacato autonomo, condivisa adesso anche dalle altre organizzazioni sindacali e dalle Amministrazioni”.

Un altro punto importante da non sottovalutare in tema di riordino carriere polizia  è la contrattualizzazione della Dirigenza per completare in maniera organica  il progetto di Riordino così come anche lo svincolare la progressione economica da quella professionale, ovvero che con l’anzianità di servizio i componenti della polizia di stato, a prescindere dal grado e dalla qualifica, la retribuzione mensile conosca un incremento incisivo.

 

Fonte: diritti e rovesci / uglpoliziadistato / sap-nazionale / consaplucca

 

Valentina Stipa

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gio, ott 4, 2012  Roberta Buscherini

Il Ministero dell’Interno ha istituito, tramite decreto ministeriale, un Tavolo di Lavoro per il riordino delle carriere e i ruoli della Polizia di Stato. E’ previsto che, entro questo mese, sarà pronta la bozza di disegno di legge di delega.

 

 

Ruoli Polizia di Stato: Chi c’è al Tavolo di Lavoro?

 

 

Il Tavolo di lavoro per il riordino dei ruoli della Polizia di Stato è formato da:

- Il Direttore dell’Ufficio per l’Amministrazione Generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza

- Il Direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali

- Un rappresentante della Direzione Centrale per le Risorse Umane

- Un rappresentante della Direzione Centrale per i Servizi Tecnico Logistici e della Gestione Patrimoniale.

 

Inoltre, possono assistere e partecipare alle riunioni del Tavolo di Lavoro i rappresentanti dei principali sindacati di polizia.

 

Tavolo di Lavoro: missione

 

L’obiettivo principale di questa formazione è la formulazione di una proposta per riordinare dei ruoli del personale della Polizia di Stato in modo da conciliare le aspettative del personale con le esigenze di funzionalità e di modernizzazione dell’amministrazione della pubblica sicurezza. Tutto ciò senza dimenticare i vigenti provvedimenti normativi in materia di analisi e revisione della spesa pubblica e le previsioni sull’armonizzazione del sistema pensionistico connesso alla recente riforma di settore.

 

Foto: Ugl Polizia di Stato

 

 

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lun, ago 24, 2015  Roberta Buscherini

La Riforma della Pubblica Amministrazione è finalmente giunta al suo coronamento (almeno dal punto di vista della procedura legislativa): la legge delega in materia è stata infatti approvata in via definitiva dal Senato nei giorni immediatamente precedenti a Ferragosto con 145 voti a favore, 97 contrari e nessun astenuto.

 

Riforma Pubblica Amministrazione

Riforma PA approvata

 

La legge che modifica in maniera davvero rilevante il multiforme pianeta della Pubblica Amministrazione italiana giunge pertanto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (legge 7 agosto 2015, n. 124 pubblicata in G.U. n. 187 del 13 agosto). Si spalanca ora un’altra fase decisiva: quella relativa all’emissione dei decreti attuativi idonei a dare effettività alla legge delega stessa (14 deleghe per emettere i decreti legislativi attuativi entro un minimo di 90 giorni ed un massimo di 18 mesi). Risulta evidente come la messa a punto dei decreti legislativi rappresenti uno snodo fondamentale per il percorso di cambiamento degli ingranaggi che sovrintendono alla complessa macchina della Pubblica Amministrazione. Ma andiamo ad osservare in rapida sintesi le novità più importanti che fanno capolino all’interno del provvedimento di riforma della Pubblica Amministrazione.

 

Ecco le principali novità

 

- All’interno dei concorsi pubblici il voto di laurea non avrà più valore: non costituirà (di fatto) più barriera per l’accesso alle selezioni pubbliche.
- In ulteriore istanza, gli Avvocati di Stato dovranno essere più giovani e selezionati esplicitamente sulla base del merito.
- Per quanto concerne l’allargamento dei limiti temporali per incarichi ai pensionati, è confermato il vincolo della gratuità (costo zero) per le prestazioni dei pensionati.
- Stop alla piaga dei “finti malati”: le funzioni di controllo in materia (comprese le risorse necessarie per operare) passano dalle ASL all’INPS.
- Si procede concretamente al riordino Forze di Polizia, che passano da 5 a 4, scompare a tutti gli effetti il Corpo Forestale. O per meglio dire, non scompare a tutti gli effetti ma viene accorpato con tutta probabilità all’interno del Corpo dei Carabinieri. Viene stabilito inoltre un procedimento di riordino generale di tutte le Forze di Polizia, conferendo maggiore spazio al requisito del merito.
- I dirigenti pubblici diventano licenziabili, ma soltanto dopo pagella negativa (con riferimento ad un incarico specifico). Inoltre è prevista la revoca o il divieto dell’incarico per i dirigenti in settori esposti al rischio corruzione, quando c’è una condanna (anche non definitiva) da parte della Corte dei Conti al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.

 

Cittadinanza digitale e svolta programmatica

 

Con la riforma arriva inoltre la “Carta della cittadinanza digitale“, con il Governo delegato a definire il livello minimo di qualità dei servizi online. Tutti i cittadini avranno il diritto di accedere, anche via web, a documenti e dati della Pubblica Amministrazione.
Per comprendere la svolta programmatica e la disposizione degli obiettivi della legge citiamo qui le dichiarazioni di Giorgio Pagliari, senatore Pd e relatore della legge di riforma della PA: “Questo disegno di legge ha assunto in modo significativo, le caratteristiche di un ddl non in materia di riorganizzazione ma di vera e propria riforma della pubblica amministrazione. Ad esempio la digitalizzazione dei procedimenti, il silenzio-assenso, la conferenza dei servizi, l’autotutela sulle attività soggette a semplice atto del privato sono tutte misure destinate a cambiare ulteriormente il volto della Pa, i rapporti con cittadini e imprese e la funzione stessa del dipendente pubblico”.

 

Roberta Buscherini

 

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