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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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ven, lug 25, 2014  Valentina

 

Nelle carceri italiane si continuano a sventare suicidi e azioni di autolesionismo; l’Europa ci condanna. Lo stato finge di non vedere.

È questa la situazione attuale che si respira tra gli agenti della polizia penitenziaria italiana, dopo che anche un detenuto di Sassari ha ottenuto dalla Corte Europea il diritto al risarcimento per le condizioni inumane in cui era stato costretto a scontare la propria pena.

Questa è la situazione dopo che l’ennesimo poliziotto ha sventato l’ennesimo tentativo di suicidio all’interno della casa circondariale di Frosinone.

Sovraffollamento. Un problema mai risolto.

Sovraffollamento. Un problema mai risolto.

Sovraffollamento Carceri. Moniti E Sanzioni Europee Servono?

 

Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 16mila tentati suicidi ed impedito che quasi 113mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze”.  Sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Non si può lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri”.

 

Parole sacrosante. Parole ignorate dalle istituzioni, nonostante i continui rimproveri di mamma Europa e le  grida di allarme del personale interno. Ignorate anche dalle istituzioni nella stessa Europa! Nelle linee guida di presentazione delle politiche attuative italiane per il semestre europeo infatti il premier Renzi non ha menzionato alcun provvedimento compensativo per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario, ovvero risarcimenti economici e riduzione della pena.

 

Ma dall’Europa arrivano segnali contrastanti. Il bastone e la carota: se da un lato ci condannano, dall’altro riconoscono “l’impegno (..) nel risolvere la questione del sovraffollamento carcerario e i risultati significativi già ottenuti attraverso l’introduzione di varie misure strutturali tra cui l’importante e continua diminuzione del numero di detenuti e il fatto che lo spazio vitale a disposizione di ogni carcerato sia di almeno 3 metri quadri”. Un bel paradosso…

 

 

Servono Soluzioni Anche A Tutela Della Polizia Penitenziaria

 

 

 

Nell’immaginario comune quando si parla di sovraffollamento ci si focalizza principalmente sui detenuti.

 

Le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria vanno di pari passo con la vergogna del sovraffollamento.

Le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria vanno di pari passo con la vergogna del sovraffollamento.

In realtà la situazione è drammatica anche per i poliziotti che li devono gestire e controllare. Per questo Capece in un’intervista al Corriere dell’Umbria, ha espresso tute le sue perplessità sui provvedimenti proposti dal Dap come quello che prevede che i detenuti rimangano liberi l’intera giornata e rientrino nelle loro stanze solo per dormire, delegando il controllo della situazione alle sole telecamere e mettendo in atto una sorta di autogestione dei detenuti.

 

In questo modo però si costruiscono inevitabilmente rapporti di gerarchia e di forza che, nel lungo periodo,  vanno a minare la tranquillità e la serenità dell’istituto.

 

L’appello è al ministro della giustizia Andrea Orlando affinchè blocchi questo progetto, evitando il collasso definitivo dell’ordine pubblico all’interno e all’esterno degli istituti circondariali.

 

 

Fonte: grnet / webmasterpoint / sappe / inviatospeciale / poliziapenitenziaria

 

 

Valentina Stipa

 

 

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mer, mag 29, 2013  Valentina

“La polizia penitenziaria, reputata la cenerentola delle forze di polizia, (…) è quella forza di polizia che si relaziona con delinquenti di ogni tipo, di bassa e di alta pericolosità e che (..) ha con essi (contatti) ventiquattro ore su ventiquattro”.

E’ così che Rosalia Colella Ispettore di Polizia Penitenziaria in pensione descrive il suo corpo di appartenenza nelle pagine di un libro dedicato alla realtà carceraria vista dalla parte delle guardie. Di quel personale che si relaziona quotidianamente con una realtà difficile e che per far fronte alle emergenze giornaliere veste i panni di psicologo, di educatore, di poliziotto, di amico e confessore.

 

++ CARCERI: OK SENATO A CHIUSURA EX MANICOMI CRIMINALI ++

 

Gli ultimi dati pubblicati dal Senato parlano di 66mila detenuti all’interno degli istituti penitenziari italiani, dei quali circa 20.000 sono in eccesso rispetto alla capienza prevista. L’associazione Antigone rilancia e parla di 30.000 detenuti in esubero.

 

Situazione Carceraria Italiana. I Dati Della Vergogna

 

L’Italia è al terzo posto, dopo Serbia e Grecia, con 147 detenuti ogni 100 posti effettivi. E lo stesso vale se si considera il numero di detenuti in attesa di primo giudizio: dopo Ucraina e Turchia, se ne contano 14.140 su 67.104, cioè il 21% del totale. Nel quotidiano questa realtà si traduce in scene di un degrado fantascientifico che mostrano celle costruite e attrezzate per 4 persone, che ne contengono il doppio, tanto per fare un esempio.

 

È sulla base di questi dati che la corte europea dei diritti dell’uomo ha rigettato il ricorso mosso dall’Italia dopo la sentenza dello scorso gennaio nella quale il nostro sistema carcerario veniva tacciato di trattamento inumano e degradante rispetto alle condizioni di vita dei detenuti e il governo condannato al pagamento di 100 mila euro per i danni morali arrecati. La sentenza arrivò a seguito della denuncia di 7 detenuti nell’istituto di Busto Arsizio e di Piacenza. Dopo questo ultimo rigetto da parte della corte europea di Strasburgo, l’Italia ha a disposizione un anno di tempo per trovare una soluzione al problema dell’Italia sovraffollamento e anche a quello dei risarcimenti spettanti alle vittime.

Come spiega Amedeo Barletta, docente universitario di Diritto Europeo e Costituzionale se l’Italia non rispetterà questo termine, potrebbe dover far fronte a migliaia di richieste di risarcimento danni da parte di altrettanti detenuti, poiché la sentenza di condanna della Corte Europea ai danni dello stato italiano ha di fatto creato un precedente che potrebbe aprire una strada facilmente percorribile da centinaia di detenuti.

 

Risarcimenti Per I Detenuti. E I Poliziotti?

 

Al di là di quelle mura, di quel giro di chiavi che rimbomba nel vuoto delle celle, esiste una realtà dura e a tratti vergognosa. Una realtà nella quale i detenuti perdono dignità e dove si perde il senso stesso del carcere come forma di rieducazione, come strumento per tornare alla società più completi e civili. Come si può comprendere i propri errori e metabolizzare le proprie colpe all’interno di ambienti sovraffollati, senza i requisiti minimi garantiti, senza un ambiente che possa essere definitivo dignitoso per la vita umana?

 

Non va dimenticato però che la vita non è affatto facile neanche per chi lavora in questo contesto. La polizia penitenziaria, oltre a svolgere, per competenza, un lavoro delicatissimo, in condizioni di degrado come quelle italiane si trova a svolgere le più basilari funzioni lavorative perennemente in pericolo. Il degrado unito alla privazione di libertà porta inevitabilmente ad alzare la tensione e questa tensione si riversa altrettanto inevitabilmente sugli agenti, perennemente sottodimensionati rispetto al numero dei detenuti.

 

Ora, se la corte dei diritti dell’uomo ha riconosciuto all’Italia la colpa di non garantire all’interno delle patrie galere una situazione di civile convivenza, come e quando verrà riconosciuto il diritto della polizia penitenziaria a lavorare all’interno di un ambiente sano e gestibile?

 

 

Fonte: mondopenitenziario / corriere / qn.quotidiano /ilmessaggero

 

Valentina Stipa

 

 

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ven, mar 1, 2013  Valentina

Al 31 gennaio 2013 le presenze di detenuti nei nostri penitenziari sono 65.905 rispetto ad una capienza regolamentare di poco superiore a 43mila posti letto, con un 39% dei detenuti in attesa di un giudizio, 24mila stranieri in cella, un detenuto su 3 tossicodipendente. è in queste condizioni che la polizia penitenziaria lavora da anni ormai ed è in queste condizioni che sopravvivoni i detenuti “chiusi in cella 20/22 ore al giorno, senza far nulla, nell’ozio e nell’apatia, che alimenta una tensione detentiva nelle sovraffollate celle italiane fatta di risse, aggressioni, suicidi e tentativi suicidi, rivolte ed evasioni che genera condizioni di lavoro dure, difficili e stressanti per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria ” denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

 

 Carceri: Italia VS Europa

Eppure le nostre istituzioni che sono così tanto votate all’Europa non riescono ad adeguarsi ai nostri cugini comunitari: in Italia nel 75% dei casi viene applicato il regime carcere, mentre negli altri Paesi europei, nella stessa percentuale di casi, si dispongono misure alternative, diminuendo di fatto, la pressione sulla polizia penitenziaria e sull’economia di stato. Questa da noi non è ancora possibile.

Addiritttura il presidente Napolitano ha bacchettatole istituzioni denunciando una “mancata volontà politica di risolvere concretamente questa emergenza che ricade in prima persona sulle gravi criticita’ operative con le quali quotidianamente si confrontano le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria

 

Sempre in tema di Europa è di poche settimane fa il rapporto dell’Osservatorio Europeo sulle condizioni dei detenuti nelle carceri di otto paesi europei in collaborazione con l’associazione Antigone che ha confermato il nostro bel paese tra quelli con il più alto tasso di sovraffollamento con 139,7 carcerati ogni 100 posti disponibili.

 

E dire che la nostra costituzione parla chiaro nel suo artiocolo 27: la responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. proprio sulla base di questo principio forndamentale è stato creato un precedente giuridico per il quale è stata invocata la questione di incostituzionalità alla Corte europea da parte di un tribunale italiano sospendendo di fatto l’esecuzione dela pene in carcere alle circostanze in cui tale esecuzione dovesse svolgersi in condizioni intollerabili di sovraffollamento e dunque in trattamenti disumani e degradanti, contrari a quanto sancito dalla costituzione.

 

Dunque che il sovraffollamento sia un piaga e un’ombra sul mondo delle carceri italiane, come dichiarato dal dimissinario ministro Severino non è nè una novità nè di gran consolazione.

 

Capece, proprio in risposta alle dichiarazioni della Severino, ricorda come siano necessarie vere riforme strutturali sull’esecuzione della pena, poiché il regime penitenziario aperto, dove un detenuto, dopo aver sottoscritto un patto di responsabilità, di fatto diminuisce e sminuisce il ruolo della Polizia Penitenziaria, concentrando in un unico soggetto un’attività di vigilanza oggi svolta da almeno 4 persone. Non solo ma di fatto da quando è operativa questa disposizione del Dap, denuncia ancora Capece, un aumento di aggressioni, di suicidi, dei tentati suicidi sventati per fortuna sventati dai poliziotti penitenziari, delle evasioni e di quelle tentate, delle risse e degli atti di autolesionismo.

 

Fonte: grnet / clandestinoweb / corrieredellasera / internazionale / poliziapenitenziaria / tempi

 

Valentina Stipa

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lun, gen 14, 2013  Valentina

“La nostra azione, sin da gennaio, si è articolata su tre direzioni: oltre a rimodulare il piano per l’edilizia, abbiamo varato il decreto “salva carceri”, per incidere sia sul fenomeno delle cosiddette “porte girevoli” (gli ingressi per soli due-tre giorni), sia sulla durata della pena in detenzione domiciliare (portata da 12 a 18 mesi)”.

Precisazione che convince solo se stessa, quella del Ministro Paola Severino, che arriva tra l’altro dopo lo schiaffo morale della corte europea di Strasburgo che ha condannato il nostro bel paese al pagamento di 100 mila euro per 3 detenuti costretti a scontare le loro pene in condizioni disumane, vittime di un sovraffollamento che tra scioperi della fame e manifestazioni di piazza è comunque rimasto invariato e vergognoso da molti, troppi anni.

Questa sentenza crea senza dubbio un precedente che potrebbe tradursi in una cascata di ricorsi, ma che nell’immediato più che alle tasche dell’Italia, fa male al morale e all’onore.

 

Cosa significa in realtà questa sentenza?

 

Per capire l’importanza concreta di questa sentenza, proviamo a tradurla in numeri: I detenuti oggi in carcere sono quasi 66mila, mentre i posti disponibili sarebbero 45mila. Il tasso di sovraffollamento è del 142%, mentre la media europea di ferma al 99%.

Le condizioni poco consone nelle quali sono costretti a vivere numerosi detenuti si traducono anche in altrettanto vergognose e pericolose condizioni di lavoro nelle quali la polizia penitenziaria è costretta a lavorare, poiché a fronte di una situazione che non può che essere definita d’emergenza, non ci sono stati aumenti di personale. Anzi, nel massimo rispetto della spendindg review, l’ascia dei tagli colpisce anche questo comparto già sofferente.

Come sottolinea Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sappe, il sindacato autonomo polizia penitenziaria., nel suo commento alla sentenza di Strasburgo “è l’intero sistema penitenziario al collasso, anche per le incapacità politiche ed istituzionali a risolvere il grave problema del sovraffollamento (…)Il sovraffollamento degli istituti di pena è una realtà che umilia l’Italia rispetto al resto dell’Europa e costringe i poliziotti penitenziari a gravose condizioni di lavoro”.

Gli interventi compiuto dal Ministro Severino senza stati senza dubbio insufficienti e certamente incompleti, tenendo conto che il governo è attualmente dimissionario. Lo stesso ministro auspica che questo percorso lasciato a metà trovi una pratica conclusione con il prossimo esecutivo in carica. Lo speriamo tutti. Detenuti e polizia. Cittadini comuni e tutti coloro che si fanno un vanto di vivere in un paese che si professa sulla carta civile.

 

Fonti: Grnet.it / La Stampa

 

Valentina Stipa

 

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gio, gen 10, 2013  Patrizia Caroli

Sovraffollamento Carceri: Non vi è mai capitato di essere talmente abituati a qualcosa che non va che, dopo un po’, non ci fai più caso?
Proprio quello sta succedendo in Italia con il sovraffollamento carceri: una realtà che non ci colpisce più perché ormai fa parte della propria struttura del sistema penitenziario. Siamo tutti abituati a un’esagerata densità nelle prigioni che si traduce in un “trattamento disumano e degradante” per i detenuti e per un’ulteriore sforzo per i dipendenti della polizia penitenziaria.

 

Corte Europea contro il sovraffollamento carceri

 

sovraffollamento carceriOra però, è stata la Corte Europea a parlare: ha condannato l’Italia al pagamento di 100.000 euro a 7 detenuti di Piacenza e Busto Arsizio che hanno visto violati i propri diritti fondamentali. Infatti, i detenuti sono stati obbligati a compire la pena in celle anguste (3 mq a testa), con poca luce e con acqua calda solo ogni tanto. Ora lo Stato ha un anno di tempo per migliorare la situazione delle strutture penitenziarie in modo da garantire il rispetto ai diritti fondamentali dei prigionieri e per pagare risarcimenti quando sarà necessario. Altrimenti, il rischio di essere ancora condannato per sovraffollamento carceri è molto elevato.

 

Giorgio Napolitano lamenta la condanna per sovraffollamento carceri

 

Questa vicenda inoltre, colpisce fortemente la credibilità dell’ Italia. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha lamentato la situazione di condanna per sovraffollamento carceri. “Una mortificante conferma della perdurante incapacità del nostro Stato a garantire i diritti elementari dei reclusi in attesa di giudizio e in esecuzione di pena”.

Il miglioramento delle carceri italiane è un conto pendente già richiesto dal Consiglio d’Europa fin dal 1999. Sollecitato dal Quirinale negli ultimi anni, ma praticamente ignorato dal Parlamento che ha sempre altre cose da fare visto che nessuna forza politica parla mai di carceri.
Napolitano considera che è arrivato il momento di dare priorità alla questione “nel confronto programmatico tra le formazioni politiche che concorreranno alle elezioni del nuovo Parlamento, così da essere poi rimessa alle Camere per deliberazioni rapide ed efficaci”.

 

Situazioni delle carceri italiane

 

In Italia ci sono ad oggi 66.000 detenuti circa. Di tutti questi, solo il 68 % sono in regola. Il tasso di sovraffollamento carceri in Italia è del 142 % mentre che la media europea è del 99 %.
Forse è arrivato il momento di prendere sul serio la questione….voi cosa ne dite?

 

Fonte: Il Sole 24 ore

 

Patrizia Caroli

 

Per scaricare online il tuo cedolino puoi seguire questo link: Stipendi Pa

 

 

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