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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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lun, set 12, 2016  Valentina

aumento-stipendio-pubblica-amministrazioneQuesta riforma della pubblica amministrazione continua a riservare tantissime soprese. Tutte ancora indiscrezioni, nulla di ufficiale, ma gli animi si stanno già scaldando al solo pensiero. Pare infatti che tecnici della pubblica amministrazione e sindacati stiamo lavorando a un progetto di aumento delle ore settimanali dei dipendenti statali, dalle attuali 36 alle ordinarie 40 del settore privato.

 

 

Tale progetto sarebbe però legato alla volontà del dipendente di scegliere o meno il nuovo orario, non ci sarebbero imposizioni.

 

 

 

Pubblica Amministrazione. Tutto ruota intorno alla flessibilità

 

 

 

 

Il principio della flessibilità dunque rimane un perno imprescindibile per questa riforma madia. Per coloro che sceglieranno di aumentare le proprie ore di lavoro ci sarà anche un aumento della retribuzione mensile.

 

 

Le indiscrezioni di cui stiamo parlando arrivano dal quotidiano “il messaggero” di giovedì 8 settembre e riportano anche che questa proposta sarebbe frutto dei sindacati, non del governo, ma che avrebbe comunque trovato terreno fertile nelle istituzione e un tavolo di discussione già aperto. Tale disponibilità deriva anche dalla volontà di voler adeguare le ore settimanali alla media europea.

Quello sulla flessibilità di orario non è l’unico tema di confronto in realtà.

 

 

Dalle indiscrezioni si deduce anche che potrebbero esserci altri due ambiti nei quali l’intenzione del governo è quella di restringere l’azione.

Il primo è quello dei permessi previsti dalla legge 104/1992 per l’assistenza a parenti disabili. Questa legge è stata usata e abusata per troppo tempo e merita una revisione e un giro di vite.

 

 

Il secondo ambito riguarda invece le assenze registrate nei giorni di venerdì e lunedì, notevolmente più alte rispetto a quanto avviene nel settore privato, quindi degno di una revisione.

 

 

La prima scadenza sarà dunque il 15 settembre, giorno nel quale si concluderà la prima parte della negoziazione tra le parti. Per tutti gli aspetti invece tecnici si dovrà attendere febbraio prossimo e il testo unico che dovrà disciplinare l’intera riforma. Entro fine mese comunque dovrà essere apposta la firma tra i sindacati di categoria e il ministro Marianna Madia.

 

 

 

 

 

Fonte: blastin gnews / ilmessaggero

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

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gio, gen 17, 2013  Roberta Buscherini

I dipendenti pubblici e statali possono accedere, tramite Internet, alla propria busta paga per conoscere e gestire i propri documenti. Consultare il Pubblica Amministrazione Stipendio, è possibile tramite il sito ufficiale Noipa (ex Stipendipa) previa registrazione e attraverso un codice riservato ai dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Si tratta di un servizio, il Noipa – Pubblica Amministrazione Stipendio,  gestito direttamente dallo Stato e dal Ministero del Tesoro.   Noipa permette ai lavoratori di accedere online alla propria busta paga, per la stampa del cedolino mensile, ma anche al modello CUD.

 

Pubblica Amministrazione Stipendio: Istruzioni per accedere al servizio

 

Come abbiamo già accennato, per accedere al servizio è necessario registrarsi sul portale. La prima cosa da fare è digitare sulla barra degli indirizzi di Internet: https://noipa.mef.gov.it. Poi, bisogna cliccare sul pulsante in alto a destra “Accedere all’area riservata” e fornire il codice fiscale, una password e l’ID-Cedolino situato all’interno dei cedolini delle ultime mensilità. Inoltre, è possibile registrarsi con la Carta Nazionale dei servizi ( C.N.S.).

 

Conviene tener presente che per motivi di sicurezza e per la privacy,  la password iniziale sarà valida per 90 giorni e poi, sarà necessario modificarla.

 

 

 

Una volta dentro, il portale permette ai dipendenti pubblici di scegliere l’operazione o i documenti da gestire in questo modo:

 

 

 

 

 

 

Documenti Disponibili – NoiPA

 

Tramite il sito Noipa –  è possibile accedere al cedolino, al CUD, al 730 e alle buste paga. I documenti sono disponibili, in formato digitale, per un periodo di tempo determinato.  Nello specifico, sono disponibili 13 mensilità per la gestione e stampa del cedolino e 5 annualità per i CUD ed i 730 (relativo alle assistenze dirette).  

In questo modo, per conservare i documenti è necessario salvarli sul proprio computer oppure stamparli, altrimenti i documenti non saranno più disponibili in rete.

D’altra parte, il sito della Pubblica Amministrazione Stipendio permette ai dipendenti pubblici di realizzare altre gestioni collegate agli assegni familiari, il fisco o le detrazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Video Guida Illustrativo per l’accesso al nuovo portale Noipa

(fonte Aetnanet)

 

 

Roberta Buscherini

 

 

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Pensione anticipata con APE; calcoli e ipotesi di prepensionamento.

 

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mer, giu 29, 2016  Roberta Buscherini

Sblocco retribuzioni e contratti dei dipendenti del Pubblico Impiego: non è più un pensiero impossibile. Sembra infatti palesarsi il sospirato momento dell’agognato sblocco delle retribuzioni impantanate nelle sabbie mobili dall’ormai lontano (sì, il tempo passa) 2009. La notizia, filtrata da indiscrezioni di palazzo convergenti sul ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, parla infatti in concreto di un vero e proprio sblocco stipendi per i dipendenti pubblici che possiedono un reddito inferiore ai 26mila euro annuali. Un concetto che ha tuttavia scatenato alcune velate polemiche dei sindacati.

 

Sblocco stipendi PA

Sblocco stipendi PA: a chi spetta nel triennio 2016-2018?

“Mai detto aumenti solo a chi sta sotto i 26mila euro – afferma il ministro Madia rispondendo via Twitter a indiscrezioni pubblicate da Repubblica, sul tema dei rinnovi contrattuali nel pubblico impegno. -, ho detto che chi ne guadagna 200mila può aspettare”. Nelle ultime dichiarazioni in materia, rilasciate dal ministro della Pubblica Amministrazione la scorsa settimana, si ribadiva infatti la necessità di “sostenere prima i lavoratori che hanno subito di più la crisi” mentre, appunto, “chi guadagna 200 mila euro l’anno può aspettare”. Nell’atto di indirizzo che il ministero della Pubblica Amministrazione invierà all’Aran dopo la ratifica in Consiglio dei ministri dell’accordo sui comparti non prenderà alloggio un’indicazione su alcun tipo di soglia ma solo il principio per cui occorre prima occuparsi di chi ha uno stipendio più basso. Saranno successivamente le parti (ARAN per la PA e i sindacati per i dipendenti pubblici) ad individuare le modalità specifiche attraverso cui distribuire le risorse ai 3,2 milioni di dipendenti pubblici al lavoro nel nostro Paese.

 

Sblocco contratti nella pubblica amministrazione: le novità dal Ministero

 

Per comprendere le modalità che caratterizzeranno lo sblocco dei contratti sarà necessario tuttavia attendere gli stanziamenti che saranno messi insieme nella prossima Legge di Stabilità: in questa direzione va sottolineato come il rinnovo sarà valido per il triennio 2016-2018. L’ipotesi palesata in apertura di articolo si plasma attorno al modello “Federmeccanica” dove gli aumenti salariali a livello nazionale sono stati decisi solo per gli operai che si trovano al di sotto dei minimi salariali. Uno degli artifici più probabili per implementare lo sblocco a favore dei dipendenti pubblici potrebbe essere quello del ricorso ad una distribuzione proporzionale delle risorse, secondo una formula capace di modulare gli aumenti in misura inversa rispetto al reddito.

 

E le pensioni per gli statali? Arriva l’Ape

 

Nel frattempo anche la riforma delle pensioni 2016 mette in evidenza possibili novità di rilievo per coloro che sono impiegati nella Pubblica Amministrazione. Nel tavolo di confronto con i sindacati in questi giorni si discuterà infatti di pensionamenti anticipati, con specifico riferimento alla possibilità di estensione dell’Ape anche ai dipendenti pubblici: il cosiddetto piano Ape elaborato dal Governo Renzi potrebbe infatti recuperare le coperture per mandare in pensione anticipata anche i dipendenti del pubblico impiego. Ricordiamo che l’Ape (Anticipo pensionistico) consente agli over 63 di andare in pensione in anticipo prevedendo un taglio tra l’1 e il 3% per ogni anno di anticipo, in connessione con un prestito che sarà garantito dalle banche (sotto forma di cessione di prestito individuale) con un’assicurazione sui rischi collegati al processo di restituzione.

 

Fonti: blastingnews.com

Roberta Buscherini

 

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lun, mag 16, 2016  Roberta Buscherini

La riforma della Pubblica Amministrazione portata avanti dal Governo Renzi negli ultimi 16 mesi sta per giungere a compimento con i primi decreti attuativi in rampa di lancio. Tra le novità più interessanti che riguardano da vicino il Pubblico Impiego è necessario sottolineare le rinnovate procedure che implementeranno una valutazione del personale della Pubblica Amministrazione sulla base del merito e della produttività. Gli stipendi di coloro che sono impiegati presso la PA saranno infatti modulati sulla base di pagelle che valuteranno l’operato di ogni singolo dipendente.

 

Bonus merito stipendio statali

Stipendi statali: le pagelle e il bonus merito

 

Questa valutazione si concretizzerà mediante una struttura molto pratica, andando ad incidere in maniera puntuale sugli stipendi dei dipendenti pubblici stessi. Ecco come dovrebbe strutturarsi tale processo valutativo. Saranno definite delle pagelle: le retribuzioni degli impiegati presso la Pubblica Amministrazione saranno calcolate sulla base del punteggio raggiunto dal singolo lavoratore. Ma come andranno a modificarsi, seguendo tale percorso, gli stipendi di coloro che operano presso la PA italiana? In caso di pagella positiva le retribuzioni cresceranno mediante un bonus, che potrà tuttavia essere concesso solo al 25% dei dipendenti pubblici. In caso di pagella negativa lo stipendio potrebbe subire una decurtazione che potrebbe raggiungere anche il 40% dello stipendio. Una cifra importante, su cui tuttavia deve essere ancora fatta chiarezza. Ciò che è certo è che i tagli andranno a toccare solo quella quota di stipendio definita come “salario accessorio”.

 

Stipendi Pubblica Amministrazione: come cambieranno

 

Strumento fondamentale per aumentare l’efficienza e la produttività nel Pubblico Impiego o mannaia che potrebbe tagliare in maniera talora discriminata lo stipendio di chi è occupato nella PA? La risposta, almeno in prima battuta, non sembra facile. Quello che si sa per ora (analizzando le indiscrezioni fuoriuscite fino ad ora) è che ogni anno un quarto dei dipendenti pubblici dovrà accontentarsi del solo stipendio base senza premi legati alla produttività. Tali premi verranno destinati soltanto al 25% dei dipendenti pubblici considerati più meritevoli secondo le procedure di valutazione.
Si tratta di una misura che potrebbe condurre al compimento uno degli obiettivi custoditi dal Piano industriale della PA presentato ormai 8 anni fa: ovverosia la necessità di “un passaggio dalla cultura del procedimento a quella del provvedimento, in cui parole chiave sono risultato e responsabilità, nonché l’importanza cruciale della risorsa umana, delle sue competenze professionali”. Alla base di di tale riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche viene collocata l’introduzione di “innovativi sistemi di valutazione e gestione del personale ispirati al merito e alla trasparenza, al fine di premiare chi lavora e sanzionare chi, invece, non fa il proprio dovere”.

 

I tagli incideranno sul salario accessorio

 

Ma quale sarà il primo “step” verso l’introduzione di un criterio di valutazione per i dipendenti pubblici? In tale direzione il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto sulla “valutazione delle performance” degli uffici pubblici. Sulla base di questo decreto gli uffici per essere giudicati produttivi dovranno dimostrare con i fatti di raggiungere gli obiettivi economici e organizzativi stabiliti dal Governo.
Entro la fine dell’estate, inoltre, il Governo dovrebbe approvare anche le regole che prevedono non solo la valutazione dell’ente, ma anche dei suoi dipendenti e vertici in maniera tale da individuare tra questi i più efficienti. Verranno stilate delle graduatorie interne su andranno a conformarsi i bonus relativi allo stipendio (che andranno ad incidere ovviamente solo sul salario accessorio) e gli scatti di carriera.

 

Fonti: forexinfo.it, laleggepertutti.it

 

Roberta Buscherini

 

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mar, feb 16, 2016  Roberta Buscherini

Supplenti della scuola: a un discreto numero di insegnanti appartenenti a tale categoria mancherebbero gli 80 euro corrispondenti al famoso bonus per i lavoratori dipendenti ed una quota di assegni familiari. Una segnalazione questa che giunge dal sindacato Cisl, dopo una verifica presso l’Amministrazione e NoiPA.
Mediante le emissioni di gennaio il Ministero dell’Istruzione, in accordo con il dicastero dell’Economia, ha erogato gli stipendi relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2015. Ma la procedura di tassazione applicata ha comportato per alcuni docenti interessati un ulteriore danno.

 

Insegnanti scuola

Stipendio supplenti: cosa è successo

 

Ma ecco la spiegazione proveniente dai rappresentanti della CISL: “Le competenze sono state assoggettate a tassazione separata, meccanismo che prende in considerazione il solo reddito medio percepito nei due anni precedenti, ma che esclude il riconoscimento delle detrazioni fiscali spettanti, sia quelle relative alla cosiddetta “produzione del reddito”, sia quelle spettanti per gli eventuali carichi familiari, ma anche quelle concernenti il “bonus 80 euro”. A subire i danni concreti di questo errore sono stati i supplenti temporanei con una retribuzione complessiva annua non superiore a 8mila euro: costoro, infatti, con il riconoscimento delle detrazioni fiscali, sarebbero stati totalmente esenti dalla tassazione IRPEF.
A tal riguardo sarà necessaria una riliquidazione da effettuarsi a seguito di dichiarazione dei redditi, che nel caso in esame, poiché le retribuzioni sono state corrisposte nel 2016, potrà essere presentata solo nel 2017 con la conseguenza che un eventuale rimborso interverrà a distanza di anni rispetto alla trattenuta subita.

 

Le garanzie giunte dal MIUR

 

La Cisl Scuola ha immediatamente segnalato la questione ai dirigenti MIUR. Verificata con NoiPA la correttezza delle informazioni, l’amministrazione guidata dal ministro Stefania Giannini ha riferito la spiegazione di quanto successo: NoiPA ha liquidato gli stipendi come se si trattasse di “arretrati”. Tuttavia al momento non è in atto alcuna risoluzione della problematica da parte del Ministero di via Trastevere. Un aspetto denso di criticità che si unisce alle promesse degli scorsi mesi che stanno andando in parte disattese: qualche settimana fa era stato infatti garantito dalle rappresentanze ministeriali di fronte ai sindacati che lo stipendio ai supplenti precari della scuola nel corso del 2016 verrà pagato regolarmente. Promessa che ci si augura sia mantenuta nel corso di quest’anno solare appena iniziato. D’altronde le parole del Sottosegretario all’istruzione Faraone erano state eloquenti: “Mai più ritardi nei pagamenti degli stipendi degli insegnanti supplenti”.

 

Valorizzare l’operato dei supplenti in prospettiva Concorso Scuola

 

Nel frattempo il tema relativo ai supplenti della scuola pubblica affiora sotto un altro angolo visuale: quello relativo al concorso scuola 2016. L’imminente uscita dei tre bandi relativi al concorso scuola 2016 accelera la discussione riguardante i criteri di valutazione dei punteggi attraverso i quali i candidati si presenteranno alle prove: in questa direzione si staglia la proposta del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) nel senso di raddoppiare il punteggio relativo ai periodi di servizio portandolo da mezzo punto a un punto. Un parere appoggiato “in toto” anche dalla Lega Nord, la quale ritiene assolutamente giusto valorizzare maggiormente (in prospettiva concorso) le supplenze di tutti quei docenti abilitati che, da anni, sorreggono la scuola pubblica italiana.

 

Fonte: orizzontescuola.it

 

Roberta Buscherini

 

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