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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mer, giu 14, 2017  Patrizia Caroli

Supplenze Brevi: informazioni utili ad uso del supplente temporaneo e dei dirigenti scolastici.

 

Le supplenze brevi e temporanee  sono sostituzioni temporanee e copertura di posti disponibili della scuola durante un tempo determinato e breve, per qualsiasi motivo. La gestione delle supplenze in ogni struttura scolastica è competenza del dirigente scolastico che, per organizzare queste sostituzioni, farà uso delle graduatorie di circolo e d’istituto.

 

Supplenze brevi e temporanee : Quando vengono utilizzate?

 

Fonte: Tecnicadellascuola

 

Le supplenze saltuarie vengono utilizzate per questioni strettamente necessarie a garantire il servizio d ‘istruzione e dopo aver provveduto alla sostituzione del docente assente con altri insegnanti della scuola.

-          Supplenze nella scuola elementare: la supplenza di docenti che si assentano fino ad un massimo di 5 giorni nella scuola elementare avviene nelle ore di simultaneità non impegnate per le attività stabilite dei docenti nell’ambito del modulo o del plesso di conferimento e nell’orario d’insegnamento programmato per ciascun docente.

-          Supplenza Breve nella scuola secondaria: è possibile realizzare le sostituzioni usando i docenti in servizio nella medesima scuola anche oltre il limite di 11 giorni e fino ad un massimo di 15 giorni.

Nel caso di supplenze  per docenti con orari d’insegnamento strutturati in varie scuole, ogni scuola procede alle supplenze brevi in modo autonomo.

 

La revoca, convocazione e rinuncia di supplenze brevi

 

Le supplenze possono essere in qualsiasi momento revocate se non esiste più la necessità che le ha determinate.

La convocazione per la stipula di un contratto per supplenze saltuarie o brevi brevi avviene tramite fonogramma o telegramma (nel caso di supplenze di almeno 30 giorni). Questi documenti devono indicare:

-          Tipologia di posto disponibile

-          Orario di lavoro settimanale

-          Giorno e ora di convocazione

-          Ordine di graduatoria in cui si trova ciascun aspirante

-          Possibilità di delegare le supplenze temporanee

-          Ubicazione dell’ufficio dove si svolgerà la convocazione

 

La rinuncia nel caso di supplenze brevi non comporta alcun effetto, ma l’abbandono comporta la perdita della possibilità di conseguire qualsiasi tipologia di supplenza conferita nell’anno scolastico in corso.

 

Durata e proroga delle supplenze brevi

 

Vista la corta durata di questo tipo di supplenze  sono da considerare servizio, ad effetti di retribuzione e ferie, tutti i giorni ricadenti nel periodo in questione, anche festività. Ovvero, domeniche, festività infrasettimanali, giorni liberi, giorni di sospensione delle lezioni per motivi imprevisti.

Nel caso di assenza prolungata dal lavoro dei titolare sostituito, le supplenze vengono prorogate in automatico, a decorrere del giorno successivo da quello di scadenza del contratto precedente.

 

I docenti con supplenze saltuarie ad orario non intero, hanno il diritto ad accettare altre proposte di lavoro per conseguire il completamento d’orario, sempre che il dirigente scolastico responsabile accerti la compatibilità d’orario tra le ore già tenute dal supplente e quelle da conferire.

Nello stesso anno scolastico non è possibile prestare servizi di insegnamento, in modo contemporaneo, nei diversi ordini di scuola. Nello stesso modo, non è possibile prestare simultaneamente servizi come docente e come personale ATA.

 

Fonti: MIUR / Xoomer

 

Patrizia Caroli

 

 

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mer, gen 11, 2017  Valentina
Fonte contattonews.it

Fonte contattonews.it

E tra un referendum una crisi di governo in corso, la legge di bilancio è stata comunque approvata. Con buona pace di tutto il comparto scuola.

Ovviamente l’esito del quesito popolare non poteva non avere ripercussioni e infatti la maggioranza, nell’approvazione al senato, ha rinunciato a alla presentazione di alcuni emendamenti, tra i quali anche quello in tema di trasformazione delle 25 mila cattedre dall’organico di fatto a quello di diritto.

 

Rimane prerogativa del Mef quella di autorizzare il numero di cattedre che presumibilmente si attesteranno intorno alle 10 mila, considerati i dubbi che lo stesso aveva già espresso in termini di risorse per coprire l’operazione.

 

 

Scuola. I punti fermi della legge

 

 

 

Iniziamo ad analizzare a legge dai punti che sono stati confermati.

Primo tra tutti quello riguardante le risorse destinate al fondo per l’organico dell’autonomia: si avranno quindi 140 milioni per il 2017 e 400 milioni dal 2018. invece un aumento di circa due milioni di euro per il fondo risarcimenti supplenze e confermati 128 milioni per il 2017 per il programma di edilizia scolastica ‘Scuole belle’.

 

Un dato positivo per il comparto è lo stop alle supplenze oltre i 36 mesi a partire da settembre 2016.   Sempre in termini economici aumenta il contributo aggiuntivo per le scuole d’infanzia paritarie, che passa quindi da 25 a 50 milioni di euro.

Si riduce invece l’importo massimo detraibile per costi in ambito di frequenza delle scuole statali e non. Il contributo invece per le scuole materne paritarie, pari a 25 milioni di euro, dovrà essere erogato entro il 31 ottobre 2017.

 

Il cosiddetto school bonus invece – il credito d’imposta che i privati cittadini potranno donare in favore delle scuole – subirà un’imposta del 10% verso lo stato, il quale, provvederà a ridistribuire equamente verso gli istituti scolastici che hanno ricevuto di meno.

 

Posticipata invece al biennio 2019/2020 l’eliminazione della possibilità di collocazione fuori ruolo di docenti e dirigenti scolastici, all’interno di ambiti sociali, come formazione e della ricerca educativa e didattica.

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / orizzontescuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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ven, gen 29, 2016  Valentina
Fonte: tempi.it

Fonte: tempi.it

Le sigle sindacali non hanno ritenuto opportuno firmare l’intesa proposta dal MIUR in termini di economie MOF 2014/2015.

Si tratta di una somma che si aggira intorno ai 560.000 euro e che già stata destinata dal primo accordo del 29 dicembre 2015 a retribuire le ore effettuate in più dai docenti della pratica sportiva.

 

La proposta dell’amministrazione era quella di ripartire le economie rimanenti tra l´indennità di bilinguismo e trilinguismo (euro 117.515,00), l´indennità di direzione al sostituto del DSGA (2.212.826,00) e turni notturni e festivi svolti da educatori e ATA presso i convitti che hanno convittori (550.803,13).

 

Il NO alla firma da parte delle associazioni sindacali ha una motivazione chiara: “riteniamo che le economie che si sono realizzate, quasi esclusivamente, sul capitolo delle attività sportive vadano ridate a queste attività”. Pertanto l’incontro si è chiuso con un nulla di fatto. Il Miur ha inteso questa ripartizione come un modo per donare maggiori risorse ad attività essenziali, ma i sindacati non hanno spostato la sua causa.

 

Scuola. La Replica Di Faraone Sul Concorso

 

 

Ma le mancate intese non sono finite qui. Abbiamo parlato a più riprese delle polemiche scatenate dal nuovo concorso a cattedra e dalle implicazioni che quest’ultimo avrà nell’intero comparto scuola.

Ora finalmente il sottosegretario al ministero dell’istruzione Davide Faraone ha deciso di dire la sua, ovvero di rilasciare dichiarazione ufficiale sui punti maggiormente scottanti.

 

L’idea che un docente entri in classe per la prima volta dopo aver vinto un concorso è stata definita dal sottosegretario “allucinante”; da qui la decisione sui tirocini formativi, previsti anche per i dirigenti, non solo per gli insegnanti e che accompagneranno questa fase di transizione verso l’ingresso definitivo in aula.

In risposta invece alla protesta degli insegnanti precari, la posizione del sottosegretario è molto chiara: “se per un neo assunto è possibile far coincidere l’esperienza con il primo anno di prova, come affermato da Faraone in riferimento ai neo assunti, altrettanto si può fare per i futuri aspiranti alla cattedra tuttora relegati nella III fascia delle GI. Chi ha superato i 36 mesi, potrebbe accedere ad una supplenza che abbia validità formativa”.

 

Sul tema invece dei docenti di sostegno, Faraone ha voluto precisare che questi rimarranno dipendenti del MIUR: ”sul sostegno, l’Italia è un Paese modello nel mondo. Qualcuno sta pensando incredibilmente che la competenza degli insegnanti di sostegno passerà al Ministero della Salute, ma non sarà affatto così”.

Non nasconde però la necessità di una maggiore specializzazione in termini di specifici problemi di apprendimento.

 

 

 

Fonte: gildains / flccgil

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mar, gen 5, 2016  Patrizia Caroli

Continua a montare la polemica sul nuovo Bonus 500 euro insegnanti che a partire da quest’anno viene garantito dal Ministero dell’Istruzione a tutti i docenti di ruolo della scuola pubblica, compresi coloro che si trovano in periodo di formazione e prova. Il Bonus, lo ricordiamo, dovrà essere utilizzato per l’autoformazione, e quindi “speso” per attività e servizi formativi oppure per l’acquisto di strumenti utili alla formazione. Ma su cosa si sono addensate le nubi della polemica? A chiarirlo sono le parole del presidente dell’ANIEF Marcello Pacifico: “Il bonus dei 500 euro non deve valere solo per gli insegnanti a tempo determinato ma anche per i precari”. Queste parole si sono da subito convertite in fatti concreti trasformandosi in 2mila ricorsi al TAR Lazio per far accedere all’aggiornamento professionale anche i precari, i docenti in aspettativa, il personale ATA di ruolo e supplente.

 

Bonus 500 euro insegnanti

Bonus 500 euro insegnanti: i ricorsi dell’ANIEF

 

Quello del Bonus 500 euro per l’autoformazione degli insegnanti si sta confermando fino ad ora come uno dei temi più spinosi e forse discriminanti della complessiva riforma della scuola impalcata dal Governo Renzi. L’ANIEF ha deciso di schierarsi con gli esclusi dal Bonus organizzando un ricorso gratuito contro il decreto del Ministero dell’Istruzione n. 32313 23 settembre 2015 con l’obiettivo di far accedere alla stessa somma tutti i docenti in servizio con supplenza annuale, quelli con una supplenza breve e coloro che usufruiscono di aspettativa non retribuita.

 

Obbligo di formazione: è valido per tutti

 

Secondo l’associazione sindacale, il Governo avrebbe escluso le sopracitate categorie dal finanziamento per far risparmiare alle casse dello Stato oltre 150 milioni di euro annui. A delineare i confini della questione (e le sue numerose contraddizioni) è sempre Marcello Pacifico: “Il decreto dice che il bonus viene effettivamente dato solo ai docenti di ruolo; tuttavia la legge sulla Buona Scuola parla dell’obbligo di formazione. Quando viene approvato il piano dell’offerta formativa dal collegio docenti e dal consiglio d’istituto, le attività deliberate riguardano tutti i docenti e anche il personale ATA che è incluso nelle azioni formative. È evidente che tutto l’organigramma deve fare la formazione. Non si capisce il motivo per cui i precari non possono avere i 500 euro. Stiamo parlando di un docente su dieci, insegnanti che sono essenziali”. L’ANIEF rammenta a questo riguardo che almeno tre commi della legge 107/2015 indicano “la previsione dell’obbligo di formazione in servizio per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, rispetto alle specifiche competenze”. E nel medesimo testo di legge si afferma che si “riconosce fondamentale la formazione professionale del docente nel quadro degli obiettivi formativi, che riguardano competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali, non riconducibili a una sola e specifica professionalità”.

 

Bonus 500 euro: necessaria chiarezza

 

Il sindacato punta inoltre la sua lente d’ingrandimento sul fatto che sino ad ora continui a regnare una grossa confusione sui margini operativi dell’utilizzo del Bonus 500 euro insegnanti: “Ad oltre due mesi di distanza dalle parziali indicazioni operative fornite su come usufruire della somma, l’amministrazione non ha comunicato più nulla” prosegue Pacifico, sottolineando la mancanza di informazioni sulle effettive modalità di rendicontazione.

 

Fonte: ilfattoquotidiano.it

 

Patrizia Caroli

 

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gio, set 3, 2015  Roberta Buscherini

Il 2015-2016 sarà un anno di transizione, un metaforico cuscinetto, una camera di compensazione per far digerire gli effetti della criticatissima riforma della scuola?

 

Riforma della scuola

 

Riforma della scuola: un anno di transizione?

 

A meno di 2 settimane dall’apertura ufficiale dell’anno scolastico, gli istituti scolastici italiani si preparano a riaprire, modificati solo in parte dalla riforma approvata nel corso di un’estate caldissima dalle due ali del Parlamento. Le novità più significative, tra cui poteri dei dirigenti, valutazione e finanziamenti alle scuole, entreranno in vigore solo a partire dal 2016: nei prossimi mesi dovranno essere gettate le fondamenta per procedere alla loro attuazione.
Ma ecco alcuni temi fondamentali (e all’ordine del giorno) da evidenziare in questo inizio di settembre.

 

Piano assunzioni insegnanti: a che punto siamo

 

Il piano di assunzioni degli insegnanti intanto entra nel vivo: dopo la fase zero e la fase A, che hanno coperto tutti i posti vacanti e disponibili negli istituti del Paese, ad inizio settembre parte la fase B, per le cattedre residue (16mila circa): saranno le prime nomine con il meccanismo di assegnazione su tutte e cento le province italiane, ovvero con la possibilità di assumere i docenti anche in una Regione differente da quella di provenienza. A tal riguardo va segnalato che la procedura per la maxi-assunzione dei precari si arricchisce proprio in queste ore di una nuova scadenza: mediante un avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 28 agosto il Ministero dell’Istruzione ha fissato per la data dell’11 settembre la data ultima per l’accettazione degli incarichi che i docenti riceveranno nell’ambito della cosiddetta “fase B”. Chi non lo farà – affermano dalle stanze del Ministero – non riceverà altre proposte di incarico nella successiva fase “C” e sarà cancellato dalle graduatorie. Per i 55mila posti di potenziamento (fase C, appunto), sarà necessario attendere il mese di novembre, quando alcuni docenti potrebbero già aver accettato un incarico di supplenza. In molti casi, dunque, le nomine saranno solo giuridiche e diventeranno effettive a partire dal 2016.

 

Le dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione

 

Nel frattempo il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha rilasciato alcune dichiarazioni di rilievo in relazione alle assunzioni e all’avvio dell’anno scolastico: “La chiarezza sulle nuove assunzioni dei docenti prevista dalla Buona scuola verrà dimostrata con un avvio regolare dell’anno scolastico. Tutte le cattedre saranno coperte“, ha dichiarato il ministro. “Credo che questa sia la maggiore rassicurazione che possiamo dare, cioè una scuola che parte il 12 o 15 settembre, a seconda delle regioni, con tutti gli insegnanti che servono nelle classi e con un potenziamento che arriverà. Con la riforma – ha proseguito – nelle scuole italiane avremo più offerta formativa e stabilità“. Con riferimento alla mobilità, il respoensabile del dicastero dell’Istruzione ha chiarito: “Nella scuola c’è sempre stata. Avremo numeri fisiologici; forse un po’ inferiore”.
In ultima battuta il ministro si è soffermato sulle polemiche esplose nella seconda parte dell’estate con riferimento alla cosiddetta “deportazione degli insegnati”, invitando a non utilizzare questo termine inappropriato: “Intanto userei le parole giuste le parole hanno un peso ed è importante usarle correttamente” ha concluso.

 

Fonti: ilfattoquotidiano.it, lastampa.it, orizzontescuola.it

 

Roberta Buscherini

 

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