Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 
lun, set 23, 2013  Patrizia Caroli

TFA Docenti. Le sigle TFA corrispondono al Tirocinio Formativo Attivo, ovvero un corsi per l’abilitazione docenti, con una durata di un anno, che attribuisce il titolo di idoneità all’insegnamento in una delle classi di concorso previste dal DM 39/1998 e dal DM 22/2005.

Per superare il corso di TFA docenti e ottenere l’abilitazione è necessario realizzare un esame davanti ad una commissione composta da docenti universitari, un insegnante “tutor” in ruolo presso gli istituti scolastici e un rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) o del MIUR.

 

TFA Docenti:  Come ottenere l’abilitazione Insegnanti?

TFA docentiIl TFA Docenti consta di tre tipologie di attività diverse in base a ogni tipologia di materia:

-          Materie psico-pedagogiche e scienze dell’educazione

-          Tirocinio pratico sotto la guida di un tutor (fase osservativa e fase attiva)

-          Laboratorio per l’insegnamento di didattiche disciplinari

Per concludere il TFA docenti è necessario realizzare un rapporto di tutte le attività, con la collaborazione di un docente universitario. In questo documento bisogna segnalare, oltre l’esposizione delle attività realizzate, le competenze acquisite in tema di apprendimento,  materie psico-pedagogiche e disciplina degli studenti.

 

Abilitazione Insegnanti: Chi può partecipare al TFA Docenti?

 

Possono ottenere l’abilitazione insegnanti attraverso il TFA Docenti, secondo il D.M. n. 249/2010, gli insegnanti che entro la data di presentazione della domanda di partecipazione al test preliminare sono in possesso di:

- titoli di ammissione alle classi di concorso a scuola di cui al decreto 30 gennaio 1998, n. 39

- gli insegnanti che hanno raggiunto i requisiti per accedere alle scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 febbraio 2005, n.22)

- gli insegnanti in possesso della laurea magistrale previste nel D.M. n. 22/2005

- gli insegnanti in possesso del diploma ISEF

- gli insegnanti in possesso del diploma artistico, musicale o coreutico, se si tratta di un diploma di II livello (decreto 10 settembre 2011)

Sono esclusi coloro che sono già in possesso dell’abilitazione per la stessa classe di concorso.

 

Prove di Accesso TFA Docenti

 

Per accedere al corso di TFA docenti è necessario superare alcune prove di accesso basate sui programmi regolati dal Decreto Ministeriale di 11 agosto 1998, n.357.

Nello specifico, si tratta di:

-          Un test preliminare unico, previsto dal MIUR

-          Una prova scritta disegnata da ogni università

-          Una prova orale

 

Test Preliminare

Il test preliminare per l’accesso al TFA docenti ha l’obiettivo di valutare le conoscenze disciplinari di ogni materia prevista per le diverse classe di concorso e le competenze in lingua italiana degli interessati. La prova consiste in 60 quesiti, con 4 opzioni diverse di risposta (una esatta e tre inesatte).

Delle 60 domande, 10 riguardano la lingua italiana, mentre le altre 50 domande sono inerenti alle discipline specifiche d’insegnamento di ciascuna classe di concorso.

Ogni risposta corretta ha un punteggio di 0,5 punti, mentre che le risposte errate valgono 0 punti. Il test preliminare viene considerato superato con un punteggio di almeno 21 su 30 punti. E la durata per la realizzazione del test è di 3 ore.

 

Prova Scritta

Per superare la prova scritta è necessario ottenere ugualmente un punteggio di 21 / 30 punti. E i criteri per la preparazione e valutazione dell’esame sono:

-          Verificare le conoscenze dei partecipante nelle materie relative ad ogni classe di concorso

-          Verificare le conoscenze disciplinari, la capacità di analisi e argomentazione dei partecipanti, così come l’uso corretto della lingua italiana

-          Se si tratta di una classe di concorso relativa a lingue straniere, la prova scritta è svolta nella lingua di riferimento

-          Se si tratta di classi di concorso relative a discipline scientifiche o tecniche, la prova scritta include una prova pratica in laboratorio.

 

Prova Orale

Per superare la prova orale del TFA docenti è necessario ottenere un punteggio di almeno 15 / 20. Questa prova è indirizzata a verificare la capacità di argomentazione dei partecipanti e, nel caso di classi di concorso relative alla lingua straniera, la prova è svolta nella lingua per cui si richiede l’accesso al percorso di tirocinio formativo attivo.

Quando vengono realizzate le prove?

Le prove di accesso al TFA Docenti vengono svolte nello stesso momento in tutta Italia. Il MIUR stabilisce un giorno di settembre per la realizzazione della prova scritta e un altro giorno, sempre a settembre, per la prova orale. Il MIUR può disporre l’invio di ispettori per verificare che le prove si svolgano secondo gli stessi criteri.

 

Fonti: Tirocinioformativoattivo.com / Bloglavoro.com

 

Patrizia Caroli

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, lug 11, 2012  Roberta Buscherini

Alcune Università italiane hanno già iniziato a pubblicare i bandi per la presentazione di domande per diventare tutor coordinatore nei corsi di Tirocinio Formativo Attivo. I compiti e i requisiti di accesso. I bandi delle Università di Bergamo e Milano.

 

Requisiti di ammissione [art. 2 comma 5 del dm 08 novembre 2011]

Possono presentare domanda i docenti con un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso scuole secondarie da almeno cinque anni. Inoltre, i partecipanti devono avere svolto necessariamente attività documentate in almeno tre degli ambiti previsti dalla tabella 2 allegato A del D.M. 8 novembre 2011, concretamente:

  • supervisore del tirocinio nei corsi di laurea in Scienze della formazione primaria, nelle Scuole di specializzazione all’insegnamento superiore e nei percorsi di cui ai decreti del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 7 ottobre 2004, n. 82, e 28 settembre 2007, n. 137;
  • conduzione di gruppi di insegnanti in attività di formazione in servizio nell’ambito di offerte formative condotte da soggetti accreditati dal MIUR e della durata di almeno 10 ore;
  • docente accogliente nei corsi di laurea in Scienze della formazione primaria, nelle Scuole di specializzazione all’insegnamento superiore e nei percorsi di cui ai decreti del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 7 ottobre 2004, n. 82, e 28 settembre 2007, n. 137;
  • tutor o formatore in iniziative di formazione del personale docente organizzate dal MIUR ovvero dall’ANSAS;
  • conduzione di laboratori didattici presso i corsi di laurea in Scienze della formazione primaria, nelle Scuole di specializzazione all’insegnamento superiore e nei percorsi di cui ai decreti del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 7 ottobre 2004, n. 82, e 28 settembre 2007, n. 137;
  • partecipazione a gruppi di ricerca didattica gestiti dall’Università o da enti pubblici di ricerca;
  • pubblicazioni di ricerca disciplinare ovvero didattico/metodologica, anche di natura trasversale alle discipline, ovvero sulla formazione docente;
  • partecipazione a progetti di sperimentazione ai sensi degli articoli 277 e 278 del decreto legislativo n. 297/1994;
  • titolo di dottore di ricerca in didattica;
  • attività di ricerca ovvero di insegnamento nelle Università o nelle Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica o in percorsi preposti alla formazione didattica e disciplinare degli insegnanti;
  • direzione di corsi finalizzati alla formazione di tutor ovvero alla formazione e all’aggiornamento didattico svolti presso le Università, le Istituzioni AFAM o Enti accreditati dal Ministero;
  • avere seguito corsi di formazione per il personale scolastico all’estero nell’ambito di programmi comunitari (Long Life Learning Programme, Leonardo Da Vinci, Pestalozzi).

Posti disponibili

 

In ogni Università i posti disponibili sono quelli risultanti da quanto previsto dall’art. 1 comma 3 del DM 08 novembre 2011: un tutor coordinatore ogni 15 corsisti o frazione

 

La selezione

Consiste in una intervista strutturata volta a valutare la motivazione, la capacità di organizzazione, di relazione con i docenti e con le autorità scolastiche e a verificare il progetto di lavoro degli aspiranti. Nel corso del colloquio si valuterà altresì il percorso professionale del docente.

 

Compiti dei tutor coordinatori [art. 10 comma 4 e art. 11 comma 2 del dm 249/10 e successive modifiche ed integrazioni]

 

  • orientare e gestire i rapporti con i tutor assegnando gli studenti alle diverse classi e scuole e formalizzando il progetto di tirocinio dei singoli studenti;
  • provvedere alla formazione del gruppo di studenti attraverso le attivita’ di tirocinio indiretto e l’esame dei materiali di documentazione prodotti dagli studenti nelle attivita’ di tirocinio;
  • supervisionare e valutare le attivita’ del tirocinio diretto e indiretto;
  • seguire le relazioni finali per quanto riguarda le attivita’ in classe.

 

Durata dell’incarico

La durata di questa funzione è da un massimo di 4 anni: senza possibilità di rinnovo e prorogabile soltanto per un anno. L’incarico di tutor coordinatore è incompatibile con la contemporanea fruizione di incarichi, distacchi, comandi, od ogni altra forma di utilizzazione prevista in materia dalla vigente normativa. In caso di mancata attivazione dei percorsi di Tirocinio Formativo Attivo il personale in semiesonero rientra in servizio nelle sedi di titolarità.

(Fonte: diventareinsegnanti di OrizzonteScuola)

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
sab, dic 26, 2015  Valentina
Fonte: skuola.net

Fonte: skuola.net

Si fa un tanto discutere del concorso a cattedra che permette ad oggi, secondo la Buona Scuola, di diventare insegnanti. Ma dal 2017 per entrare a far parte della categoria basterà un semplice tirocinio formativo della durata di  anni.

 

Non ci sono ancora conferme ufficiali all’interno di questa Legge 107 che di fatto dona al governo una serie di deleghe finalizzate al riordino, all’adeguamento e alla semplificazione del sistema scolastico.

Ma se venisse confermata questa assoluta novità sconvolgerebbe di fatto il comparto scuola perché oltre a scomparire i concorsi a cattedra, scomparirebbero anche TFA e titoli abilitanti poiché i tirocini per diventare insegnanti verrebbero aperti a tutti i laureati magistrali.

 

 

Scuola. Cosa Cambierebbe Con I Tirocini Formativi

 

 

All’interno del testo della Buona Scuola si legge di “un sistema regolare di concorsi nazionali per l’assunzione, con contratto retribuito a tempo determinato di durata triennale di tirocinio. I vincitori sono assegnati a un’istituzione scolastica o a una rete tra istituzioni scolastiche. A questo fine sono previsti tirocini formativi e la graduale assunzione della funzione docente, anche in sostituzione di docenti assenti”.

 

Entriamo nel concreto. Oggi l’accesso al concorso a cattedra è previsto per coloro che hanno svolto i percorsi abilitativi TFA&PAS (che hanno una durata annuale e un costo di 3mila euro circa). Con i tirocini formativi invece verrebbero istituiti dei regolari concorsi aperti a tutti i laureati magistrali.

 

La partecipazione a tali concorsi però non abilita in maniera automatica all’insegnamento, ma solo a un  tirocinio formativo all’interno dei vari istituti scolastici. Il tirocinio comporterebbe un supporto o la sostituzione del docente a fronte di un rimborso spese di circa 350 euro; il tutto su un arco temporale di tre anni.

 

 

Scuola. Nessuno Tocchi Il Concorso A Cattedra!

 

 

Se questa novità verrà ufficializzata, non c’è dubbio, che ci sarà da affrontare non poche proteste da parte dei direttamente coinvolti, in particolar modo da parte degli abilitati TFA&PAS, i quali hanno già provveduto a diffidare il MIUR, con un’azione legale.

Dal lato delle istituzioni però non arrivano conferme né smentite e si parla di un progetto in itinere, del quale ancora non esiste nulla di definitivo.

Dal portavoce ufficiale del MIUR arriva solo un commento: “l’abilitazione è un titolo utile per l’insegnamento, ma non è una garanzia che si insegni al 100%.”. una frase che lascia molti punti interrogativi e tanti, davvero troppi dubbi.

 

 

 

 

Fonte: forexinfo

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, ott 31, 2013  Patrizia Caroli

Commissario Polizia: Libri e film hanno reso popolare e importante il ruolo di commissario polizia ma, in realtà si tratta di un lavoro difficile e delicato, molto importante all’interno della Polizia di Stato.

Per diventare un commissario polizia, è necessario superare un concorso pubblico per esami. A questo concorso possono partecipare tutti i cittadini che rispondano ad alcuni requisiti che analizzeremo fra poco. Se le domande di partecipazione al concorso commissario polizia sono cinquanta volte in più i posti disponibili, è necessario inoltre, superare una prova preselettiva.

 

Requisiti per Partecipare al Concorso Commissario Polizia

 

commissario polizia

Fonte: Polizia di StatoCittadinanza italiana

 

  • Cittadinanza Italiana
  • Età inferiore a 32 anni ( questo limite non è valido nel caso di agenti, assistenti e sovrintendenti con almeno tre anni di servizio, né per ispettori della Polizia di Stato)
  • Laurea specialistica in giurisprudenza, scienze dell’economia o scienze politiche. (Nei bandi di concorso sono comunque specificate nei dettagli le tipologie di titoli di studio richiesti)
  • Diritti politici e civili

 

Inoltre, il concorso per Commissario Polizia, come la maggior parte di concorsi per le forze dell’ordine, non è accessibile a persone che abbiano subito condanne. Inoltre, è imprescindibile essere a posto con gli obblighi di leva per coloro i quali fossero nati entro il 1985. Il concorso non è accessibile neanche a coloro i quali fossero stati espulsi dalla pubblica amministrazione o da altre Forze Armate.

 

Prove di Concorso Commissario Polizia

 

Prova Preselettiva

Si tratta di una prova tipo test che comprende 200 domande a risposta multipla concernenti diverse materie e divise per difficoltà. Questo grado di difficoltà sarà decisivo per determinare il punteggio finale.

 

Prova Scritta

Il concorso Commissario Polizia prevede due prove scritte, dalla durata massima di due ore, su diritto costituzione con riferimenti alla pubblica sicurezza, e diritto penale. Per superare le prove è necessario ottenere un punteggio minimo di 21/30 e 18/30 rispettivamente.

 

Prova Orale

Una volta superate le prove scritte, è necessario superare un colloquio riguardo le materie prima elencate, alle quali si aggiungono diritto del lavoro, medicina legale, diritto internazionale, ordinamento amministrativo della Pubblica Sicurezza, lingua straniera e informatica. Per superare la prova orale occorre la votazione minima di 18/30.

 

Il concorso per Commissario Polizia comprende inoltre alcune prove per certificare l’idoneità psichico-fisica dei candidati. Queste prove, vengono effettuate prima o dopo le prove di concorso Commissario Polizia, in base al numero di candidati. Il possesso dei requisiti di efficienza fisica, psico-fisici e attitudinali da parte del candidato è accertato da apposite Commissioni.

 

Una volta superato il concorso, i vincitori, nominati Commissari Polizia di Stato, iniziano un percorso di formazione, di durata due anni, presso la Scuola superiore di Polizia, comprensivo di una fase pratico-operativa presso strutture della Polizia di Stato. I commissari che superano l’esame finale e il tirocinio formativo conseguono il ruolo di Commissario Polizia Capo.

 

Fonti: PoliziadiStato.it / NuoviConcorsi.it

 

Patrizia Caroli

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, lug 3, 2013  Ranalli

Insegnante Scuola Infanzia. Si diventava insegnante scuola infanzia se si era in possesso del diploma di scuola magistrale o diploma d’istituto magistrale vecchio ordinamento. Ovviamente ciò non bastava perché era necessario superare anche un concorso ordinario per conseguire la necessaria abilitazione o idoneità all’insegnamento.

 

Insegnante scuola infanzia: come diventarlo?

insegnante scuola infanziaLa normativa in seguito si è evoluta ed oggi per diventare insegnante scuola infanzia è necessaria l’abilitazione che può essere conseguita attraverso il tirocinio formativo attivo speriamo di futura attivazione anche per la scuola primaria e dell’infanzia.  Ad oggi infatti è infatti in fase di ultimazione il tirocinio formativo attivo attivato per le scuole secondarie di primo e seconda grado ed è in dirittura di arrivo il tirocinio formativo attivo speciale riservato a tutti quei docenti in servizio ma a tempo determinato in possesso di specifici requisiti ancora in fase di discussione tra le parti.

Rispetto al passato più o meno recente possiamo dire che una volta che l’indizione dei TFA diverrà annuale e diverranno ciclici l’emanazione dei concorsi ordinari, quanti otterranno l’abilitazione attraverso il tirocinio formativo attivo avranno un arma in più per poter diventare insegnante scuola infanzia. Infatti la normativa prevede che gli utilmente collocati avranno a disposizione il 25% sul 50% dei posti messi a disposizione dei concorsi ordinari quindi una vera e propria corsia preferenziale che prevederà la partecipazione a questo concorso di un numero limitato di aspiranti docenti.

L’altro 25% la legge lo riserve ai vecchi diplomati di scuola e di istituto magistrale, ai laureati del nuovo ordinamento.

 

 

Insegnante scuola infanzia: particolarità del ruolo

 

Le ore d’insegnamento per un insegnante scuola infanzia sono di 25 ore settimanali e la retribuzione tabellare così come la retribuzione professionale docenti è identica ai docenti di scuola primaria mentre si differenzia ed anche abbastanza sostanzialmente da quella dei docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado.

Per i docenti di scuola dell’infanzia non sono previste le due ore di programmazione così come per i docenti della scuola primaria .

 

La peculiarità di questa categoria di docenti sta nel fatto che essi saranno educatori di bambini particolarmente piccini in genere fino ai cinque o sei anni e dovranno sicuramente avere nel loro dna la conoscenza del gioco perché se da un lato si deve fare il tentativo di far conoscere le prime nozioni dello scrivere e del leggere dall’altro bisogna accettare la voglia di giocare presente nei bambini di quella età per cui bisogna evidentemente essere flessibile e capire quando è il momento di educare e quando il momento di giocare.

 

Anche i docenti di scuola dell’infanzia hanno diritto alla ricostruzione di carriera per cui fatto l’anno di prova maturano questo diritto che terrà conto ovviamente di tutto il periodo di ruolo eventualmente prestato.

 

Ovviamente la peculiarità di questo insegnamento consiste anche nel dotarsi di tanta pazienza ben sapendo che lavorare al cospetto di bimbi così piccoli non è per niente facile. Ma questi docenti, appartanenti alla categoria dell’insegnante scuola infanzia, tranne pochi casi hanno sempre dimostrato di avere un ruolo fondamentale nella crescita dei futuri giovani.

 

Giancarlo Ranalli

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest