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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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lun, giu 3, 2013  Roberta Buscherini

 

Vigili urbani sono dipendenti pubblici che svolgono diverse funzioni nella propria città. Una delle più importanti è il controllo delle strade e far rispettare le norme del codice della strada. Inoltre, i poliziotti municipali sono responsabili dell’organizzazione del traffico urbano e hanno la facoltà di multare qualsiasi infrazione.

 

 

Altre competenze dei vigili urbani sono ad esempio il controllo delle corrispondenti licenze dei negozio o locali pubblici o la collaborazione, con le forze dell’ordine, in caso di furto, rapina o incidente in citta. D’altra parte, i vigili municipali possono realizzare altri mansioni più sociali come aiutare l’anziano signore con le buste della spesa ad attraversare la strada, oppure fornire indicazioni ed informazioni riguardo la viabilità delle strade.

 

 

Requisiti per diventare vigili urbani

 

Fonte: Comune di Ischia

Per far parte della Polizia Municipale è necessario superare un concorso pubblico. I requisiti per accedere al concorso per vigili urbani sono:

-          Avere tra 18 e 40 anni

-          Godere di diritti civili e politici

-          Cittadinanza italiana

-          Diploma di maturità

-          Buone doti relazionali e comunicazionali

-          Capacità fisico psicologiche

-          Patente di guida B. Nelle grandi città è necessario possedere anche la patente di guida categoria A.

-          Conoscenza di una lingua straniera (nelle città con una grande attività turistica)

Per accedere al concorso di vigili urbani Comandante, è necessario essere  laureati in Giurisprudenza, in Economia e Commercio o in Scienze Politiche.

 

 

 

Concorsi Vigili Urbani: Prove e Graduatorie

 

 

Il concorso per vigili urbani consta di due prove teoriche-pratiche ed una prova orale. Per superare gli esami è necessario ottenere un punteggio di almeno 21 / 30.

Esiste, però, una graduatoria dei meriti che dipende dal punteggio del concorso e dai titoli presentati e che va in ordine di punteggio. Infatti, i candidati, oltre i requisiti prima elencati possono presentare altri titoli che potrebbero incrementare il punteggio.

 

 

Inoltre, come negli altri concorsi per le forze dell’ordine, i candidati dovranno sottoporsi a visite psico-fisiche per dimostrare la propria idoneità allo svolgere le funzioni dei vigili urbani.

Il concorso per vigili urbani normalmente è a numero chiuso, ovvero, per un numero di posti limitato. La graduatoria degli idonei diventa fondamentale qualora fosse possibile fare alcune assunzioni per un breve periodo. E’, infatti, possibile che vengano assunti dei vigili urbani a tempo determinato (con l’avvento dell’estate).

 

 

Come informazione aggiuntiva, è importante sottolineare che lo stipendio dei vigili urbani varia da città a città e, di solito, è riportato su ogni singolo bando di concorso. In termini generali, è possibile affermare che oscilla tra 18.000 e 19.000 euro all’anno lordi.

 

 

 

Fonti: Vigileurbano.it / GazzettadelLavoro.com / Lavoro e finanza

 

Roberta Buscherini

 

 

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mar, ott 4, 2016  Valentina
Fonte: lineadiretta24.it

Fonte: lineadiretta24.it

A volte denunciare un illecito non sempre premia. È una frase che pesa quella che avete appena letto. Purtroppo però in Italia, in molti casi, va proprio così.

 

 

 

Roberto Pardo lo sa molto bene. È il vigile urbano che denunciò la manifattura made in China degli stivali della polizia municipale. E che ora non ha più un’arma di servizio e dovrà sottoporsi a una commissione medica che valuterà i suoi requisiti psicofisici.

 

 

 

Il provvedimento porta la firma del comandante Raffaella Modafferi, secondo quanto stabilito dal Comando generale.
La richiesta del provvedimento arriva a seguito dell’ultimo atto di protesta plateale che vide protagonista Pardo, il quale si incatenò davanti al Campidoglio per attirare l’attenzione dei media sul suo caso, e prima ancora si era travestito da Gesù per partecipare a un’assemblea.

 

 

 

 

 

Polizia Municipale. La linea sottile tra pazzia e scomodità

 

 

 

Ma siamo sicuri che questi atteggiamenti siano sintomo di pazzia? Ripercorriamo al storia di Pardo e cerchiamo di rispondere a questa domanda per quanto possibile.
Il primo dato importante è che il vigile in questione è un sindacalista eletto delle liste RSU del comune di Roma. Il motivo dell’avvenuta messa sotto inchiesta del suo operato arriva a seguito dell’ottemperanza del suo dovere: stava infatti sequestrando un articolo riportante il marchio China Express, ovvero un marchio ce contraffatto rispetto a quanto prevede la normativa europea.

 

 

Il problema nasce perché tale marchio era affisso su diverse parti della divisa d’ordinanza della polizia municipale del comune di Roma.

A difendere il vigile arriva anche il sindacato Ugl che parla di clima da medioevo: “siamo all’assurdo. Non si perde occasione, da parte del medesimo dirigente, di instaurare provvedimento su provvedimenti, dei confronti degli agenti che al tempo non fecero altro che il proprio dovere” e che in qualche caso “furono deferiti in consiglio di disciplina addirittura per aver doverosamente presenziato all’udienza di convalida di un arresto”.

 

 

Polizia Municipale. Questa gogna deve finire

 

 

 

Secondo i sindacati di categoria, è dal lontano capodanno 2015 che i vigili urbani della capitale, per un pretesto o per un altro vengono sistematicamente messi sotto inchiesta. Quella notte 800 vigili urbani verranno messi sotto inchiesta per aver disertato il servizio.
Marco Milano della Ugl Pl lancia un appello al neo sindaco di Roma, “chiediamo al sindaco di Roma di intervenire e fare chiarezza, partendo da una verifica di precedenti carichi pendenti, civili e penali, degli attuali dirigenti, anche al fine di valutare l’opportunità e l’idoneità alle delicate funzioni di comando. Tanto per evitare i cosiddetti due pesi e due misure”.
Un appello chiaro ma che difficilmente la Raggi potrà accogliere in questi giorni, essendo in ben altre faccende affaccendata…

 

 

 

Fonte: La Republica

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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ven, ago 14, 2015  Valentina
Fonte: ilquotidianodellapa.it

Fonte: ilquotidianodellapa.it

La Polizia di Stato non vuole  autorizzare i propri agenti e funzionari ad assumere la qualità di mediatore. Questa è la conclusione di una vicenda che ha visto protagonista un poliziotto, al quale l’amministrazione aveva negato la possibilità di svolgere l’attività di mediatore civile disciplinata all’articolo 60 della legge n. 69/2009, del decreto legislativo n. 28/2010 e del regolamento emanato con d.m. n. 180/2010.

 

Dopo il giudizio di primo grado che aveva visto dichiarare dal TAR alcuna incompatibilità tra i due ruoli, il quale però aveva riconosciuto la possibilità che sorgessero problematiche, ma solo legate alle singole controversie; proprio in virtù di questo aveva riconosciuto all’amministrazione la possibilità di decidere di volta in volta se autorizzare o meno l’agente ad assumersi l’incarico.

 

In altre parole vietava all’amministrazione di imporre al proprio agente un diniego a priori su tale funzione, ma delegava la scelta ai singoli casi.

 

 

 

Polizia Di Stato. L’amministrazione Rafforza il NO

 

 

È di pochi giorni fa invece la notizia che il consiglio di stato, con sentenza num. 3843 del 4 agosto 2015 ha ribaltato il giudizio del TAR in primo grado, riconoscendo l’attività di mediatore come “svolta da appositi organismi professionali e indipendenti, stabilmente destinati all’erogazione del servizio di conciliazione avvalendosi di personale dotato di una specifica formazione e retribuito. Conseguentemente sembra evidente che si ponga il problema della compatibilità di queste funzioni con lo status di funzionario pubblico, se non altro nel senso che sia necessaria l’autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza

 

 

C’è Bisogno Di Adeguamento

 

 

È quello che pensano gli appartenenti al sindacato di categoria Sap a seguito della sospensione dal ruolo per un poliziotto per attività politica.

Nel 2015 non sono più tollerabili arcaismi mentali che impediscono ai poliziotti e agli operatori delle forze dell’ordine di fare attività politica (…)la sospensione dal servizio è un fatto grave e porta con sé una carica morale di censura che è inaccettabile (…)Un vigile urbano può tranquillamente avere un incarico all’interno di un partito o candidarsi senza rischiare di essere trasferito, nonostante le qualifiche di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza siano le medesime rispetto a noi, con i relativi doveri ed obblighi”.

Tuona Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap.

 

Tutto giusto. Ma.. se si analizza bene questa frase, un ma lo si trova: per un vigile urbano, ascoltare questa dichiarazione potrebbe essere ai limiti dell’offensivo. Lui che da anni lotta per vedersi riconosciute le medesime tutele di un poliziotto e non di un amministrativo.

Ma questa è tutta un’altra storia.

 

 

 

 

Fonte: ilquotidianodellapa /sap-nazionale

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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