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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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Nuovi Arrivi Autunnali Uomo
mar, dic 17, 2013  Marco Brezza

La tematica delle visite fiscali per malattia assume un ruolo di grande interesse nella disciplina del diritto del lavoro italiano, ed in particolar modo la parte di disciplina inerente ai dipendenti pubblici: ecco quindi un breve focus che inquadra con rapidità le principali caratteristiche dell’istituto.

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Numero di visite fiscali per malattia consentite

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L’art. 2 del Decreto Ministeriale n. 206/2009 stabilisce innanzitutto che sono esclusi dalle visite fiscali per malattia tutti i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata l’ispezione fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato. A partire da questa statuizione pertanto, la visita fiscale per malattia non può essere prevista per due volte per il medesimo evento morboso. Facendo un rapido esempio, se per una prognosi di dieci giorni il medico fiscale dovesse effettuare la visita fiscale di controllo già il primo giorno, per i rimanenti nove il dipendente avrebbe la facoltà di allontanarsi dal proprio domicilio senza alcun obbligo di reperibilità. È quindi possibile una sola visita medica di controllo. Gli eventuali prolungamenti del periodo morboso fanno invece scattare la possibilità di una successiva visita fiscale di controllo.

visite-fiscali-per malattia

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Quando avviene la decurtazione

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Ma quando e come avviene la decurtazione dello stipendio per ingiustificata assenza alle visite fiscali per malattia? Perlustrando la normativa e la giurisprudenza in materia ci si imbatte nel decisivo Decreto Legge n. 463 del 12 settembre 1983: l’art. 5, ultimo comma di questo strumento normativo afferma che qualora il lavoratore dovesse risultare assente alle visite fiscali di controllo per malattia senza giustificato motivo, lo stesso decadrebbe dal diritto a qualsiasi trattamento economico per l’intero periodo sino a dieci giorni e nella misura della metà del trattamento per l’ulteriore periodo, esclusi quelli di ricovero ospedaliero o già accertati da precedente visita di controllo.
In ulteriore istanza poi, la Corte Costituzionale, attraverso la sentenza n. 78 del 1988, ha confermato la regola della perdita del trattamento economico per i primi dieci giorni, stabilendo che per quelli successivi la decadenza dal medesimo diritto nella misura del 50% possa verificarsi soltanto nel caso di assenza ingiustificata a una seconda visita fiscale per malattia.
Pertanto si può certamente affermare che l’assenza ingiustificata alla prima visita fiscale per malattia cagiona la perdita dell’indennità per i primi 10 giorni di malattia (o comunque per il minor periodo di malattia certificato), oppure per il minor periodo che precede la seconda ed ulteriore visita. Mentre l’assenza alla seconda visita provoca la perdita dell’indennità per il periodo residuo dei primi 10 giorni di malattia e la riduzione del 50% dell’indennità per i giorni successivi, e così via per tutte le ulteriori visite fiscali di lavoro.

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Giustificazioni eventuali per le assenze alla visite fiscali per malattia

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Per comprendere meglio la disciplina della decurtazione occorre approfondire la questione della legittima giustificazione per l’assenza alle visite fiscali per malattia. Ampia e variegata è infatti la casistica normativa e giurisprudenziale inerente alla materia delle giustificazioni da parte del dipendente per un’eventuale assenza ad una di queste visite. A tal proposito una circolare emanata dall’Inps (più precisamente la n. 134421 dell’8 agosto 1984) afferma che debbano essere considerati giustificati i lavoratori assenti alla visita fiscale in caso di forza maggiore e situazioni che abbiano reso imprescindibile ed indifferibile la presenza personale del lavoratore in altro luogo. Questa circolare viene poi integrata da una importante sentenza della Corte di Cassazione (sent. 6 aprile 2006 n. 8012) nella quale si afferma che è legittimo considerare giustificato motivo di assenza non solo lo stato di necessità o di forza maggiore, bensì anche una “seria e valida ragione socialmente apprezzabile”: ovviamente l’onere della dimostrazione di questa “ragione” grava sul lavoratore dipendente.
Osservando la materia dall’alto, pertanto, è immediato intuire che l’assenza durante le fasce di reperibilità inerenti alle visite fiscali per malattia potrebbe essere considerata giustificata in presenza di situazioni, documentate in maniera congrua, che abbiano reso imprescindibile e indifferibile la presenza del lavoratore altrove, al fine di evitare gravi conseguenze per sé o per gli altri membri della famiglia.

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Marco Brezza

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mar, dic 10, 2013  Roberta Buscherini

Un rilevante settore nella gestione della Pubblica Amministrazione che deve essere improntato all’efficacia e all’efficienza, elementi cardine di una corretta e trasparente gestione della cosa pubblica: è questo l’assunto basilare che dovrebbe informare la disciplina delle visite fiscali dipendenti ospedalieri. Ma come funziona il sistema di visite fiscali del nostro ordinamento? Ecco una rapida panoramica sulla questione.

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Visite fiscali dipendenti ospedalieri: quante possono essere?

 

Il cuore della disciplina (anche per quanto riguarda le visite fiscali per malattia dei dipendenti ospedalieri) è contenuto nell’art. 2 del Decreto Ministeriale n. 206/2009, all’interno del quale è stabilito che sono in primo luogo esclusi dalla visita fiscale per malattia i dipendenti ospedalieri nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita per il periodo di prognosi segnalato dal certificato.

Da ciò deriva con tutta evidenza che una visita fiscale non può essere prevista per due volte per il medesimo evento morboso inerente allo stesso dipendente. Quindi, qualora all’interno di una prognosi di dieci giorni la visita dovesse essere effettuata il primo giorno, nei restanti nove il dipendente avrebbe la possibilità di allontanarsi dal domicilio senza il timore di  alcun obbligo di reperibilità da assolvere, e quindi senza la minaccia di una decurtazione di stipendio: pertanto è possibile una sola visita medica di controllo. Nel caso in cui vi sia invece un prolungamento della malattia sarà possibile, per l’istituto adibito all’ispezione, programmare una ulteriore visita fiscale.

Fonte: Sole 24 Ore

Fonte: Sole 24 Ore

 

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Giustificazioni esperibili per le visite fiscali dipendenti ospedalieri

 

Addentrandosi nei meandri della disciplina inerente alle visite fiscali dipendenti ospedalieri ci si imbatte nel fondamentale istituto delle giustificazioni opponibili dal dipendente pubblico. In questo senso è utile fare chiarezza tra i numerosi provvedimenti giudiziari e le circolari esplicative susseguitesi negli anni. Infatti la circolare 8 agosto 1984,  n.134421 prevede che siano da considerare giustificati i lavoratori assenti alla visita fiscale in caso di eventi afferenti alla sfera della forza maggiore e in caso di situazioni che abbiano perentoriamente reso imprescindibile la presenza fisica del lavoratore in un altro luogo.

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In linea di massima pertanto, l’assenza durante le fasce di reperibilità inerenti alle visite fiscali dipendenti ospedalieri per malattia potrebbe essere considerata giustificata in presenza di situazioni, documentate in maniera congrua, che abbiano reso imprescindibile e indifferibile la presenza del lavoratore altrove, al fine di evitare gravi conseguenze per sé o per gli altri membri della famiglia. In questa direzione, una divaricazione quantitativa del “range” di possibilità di giustificazione a vantaggio del dipendente ospedaliero viene implementata grazie alla sentenza n. 5718 del 9 marzo 2010: nelle motivazioni della stessa sentenza il giudice afferma che il dipendente assente dal lavoro per malattia, qualora deduca un giustificato motivo per la non reperibilità alla visita fiscale domiciliare di controllo, ha l’onere di provare che la causa del suo allontanamento dall’abitazione durante le previste fasce orarie, pur senza necessariamente integrare una causa di forza maggiore, costituisce, al fine del contemperamento con altri interessi di pari grado, una necessità determinata da situazioni comportanti adempimenti non effettuabili in orari diversi da quelli di reperibilità.

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Decurtazione stipendio in caso di assenza non giustificata

 

Altro argomento di eminente interesse e rilevanza per la tematica delle visite fiscali dipendenti ospedalieri è quello riguardante la decurtazione dello stipendio in caso di ingiustificata assenza alle visite fiscali per i dipendenti stessi. Come avviene la decurtazione? Osserviamola più da vicino.
Il Decreto Legge n. 463 del 12 settembre 1983, all’art. 5 statuisce che se il lavoratore (e conseguentemente, quindi, anche il dipendente ospedaliero) dovesse risultare assente alla visita fiscale di controllo per malattia senza giustificato motivo, allora lo stesso incorrerebbe nella decadenza del diritto a qualsiasi trattamento economico per l’intero periodo (sino a dieci giorni) e nella misura della metà del trattamento per l’ulteriore periodo, esclusi quelli di ricovero ospedaliero o già accertati da una precedente ispezione.

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Roberta Buscherini

 

 

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mer, giu 5, 2013  Roberta Buscherini

Orari Visite Fiscali dipendenti pubblici, la normativa vigente per il 2013. La legge che regola gli orari visite fiscali 2013 è la n.300/70, Statuto dei Lavoratori.

Secondo questo Statuto, i datori di lavoro hanno diritto a richiedere la visita fiscale, all’amministrazione di appartenenza, in questo caso l’Inps ex Inpdap, dei propri dipendenti per verificare l’effettivo stato di malattia del lavoratore in questione, assente per motivi di salute. In questo modo viene effettuato un controllo sul lavoratore malato che, in determinati orari, non può allontanarsi dal proprio domicilio.

I dipendenti pubblici in malattia infatti possono aspettarsi, già nel primo giorno di assenza, la visita fiscale del medico incaricato.

 

Orari Visite Fiscali dipendenti pubblici: Le Nuove Regole

 

orari visite fiscali 2013Ecco tutte le informazioni su regole e orari visite fiscali 2013 per dipendenti pubblici e per dipendenti statali. La normativa sugli orari visite fiscali presenta piccole variazioni a seconda che i lavoratori oggetto delle visite fiscali siano dipendenti pubblici, militari, carabinieri, dipendenti locali o insegnanti. In ogni caso, non cambiano le fasce di reperibilità, ovvero gli orari visite fiscali veri e propri.

 

I dipendenti statali, dipendenti pubblici, docenti, militari, dipendenti di ASL o Enti locali, in malattia, sono obbligati a rispettare una reperibilità di 7 giorni su 7, inclusi giorni non lavorativi, week end, festivi e prefestivi, nelle seguenti fasce orarie:

 

 

  • dalle ore 9.00 alle ore 13.00;
  • dalle ora 15.00 alle ore 18.00.

Questi lavoratori dipendenti devono essere reperibili, presso l’indirizzo domiciliare, indicato al momento della dichiarazione di stato di malattia.

 

Orari Visite Fiscali: Eccezioni

 

La legge sugli orari visite fiscali prevede alcune eccezioni. Ad esempio, possono essere esclusi dall’obbligo di reperibilità i dipendenti pubblici con malattie gravi che richiedano terapia salvavita o altri trattamenti in ospedale:

 

-          infortuni sul lavoro,

-          malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio,

-          stati patologici legati all’invalidità riconosciuta o

-          gravidanza a rischio.

 

Orari visite fiscali: Conseguenze di infrangere le regole

 

Le visite fiscali, come abbiamo detto prima, hanno l’obbiettivo di verificare il reale stato di malattia del lavoratore dipendente. Il medico dell’Inps, tramite queste visite, deve esaminare il dipendente e controllare il suo stato di salute per:

 

-          prolungare la diagnosi

-          confermare la diagnosi

-          modificare la diagnosi in base a miglioramenti ed invitare il dipendente a rientrare al lavoro

-          richiedere ulteriori esami obbligatori dal medico specialista

 

Ma, cosa succede se il lavoratore non viene trovato presso l’indirizzo comunicato durante gli orari visite fiscali?

 

Tutte le assenze dal domicilio del dipendente malato devono essere giustificate. Infatti, il dipendente è obbligato a recarsi presso la ASL, su richiesta di una comunicazione ufficiale, nel giorno e nell’orario indicato dal medico fiscale per giustificare quella assenza.

Se si tratta di un motivo giustificato, ad esempio una visita medica o qualcun altro impegno ragionevole e serio che non può essere rimandato, non ci sono conseguenze per il dipendente.

 

Se invece si tratta di un motivo non giustificato come assenza senza motivo, distrazioni del dipendente che forse non ha sentito il campanello,… le conseguenze, in base all’art. 5 del D.L. 12/9/1983, nr.463 convertito con modificazioni nella legge 11/11/1983, n.638, sono:

 

-          perdita del diritto all’indennità di malattia per i primi 10 giorni di malattia

-          riduzione dell’indennità di malattia del 50% per il restante periodo di malattia, ad esclusione dei periodi di ricovero in ospedale.

 

 

Per ulteriori informazioni puoi accedere alla nota dell’Inps: Orari Visite Fiscali Dipendenti Pubblici

 

Roberta Buscherini

 

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mar, nov 6, 2012  Roberta Buscherini

Visite Fiscali Scuola

 

In tema di visite fiscali scuola, la vita dei dipendenti pubblici e statali, compresa quella degli insegnanti, è parzialmente cambiata dall’entrata in vigore della Legge 111 del 2011. La norma stabilisce che le visite fiscali scuola dovranno essere richieste solo se il dirigente responsabile del lavoratore lo riterrà opportuno, mentre l’obbligo di visita fiscale  rimane dal primo giorno nel caso in cui l’assenza sia precedente o successiva a una giornata non lavorativa.

 

Visite fiscali scuola: Orari

 

visite fiscali scuolaPer gli insegnanti la normativa di visite fiscali scuola è più rigida prevedendo un orario di reperibilità più lungo: 4 ore la mattina, dalle 9 alle 13, e 3 ore il pomeriggio dalle 15 alle 18. Durante queste fasce orarie il lavoratore ha l’obbligo della reperibilità presso il suo domicilio che viene esteso anche ai giorni non lavorativi e festivi.

 

Qualora il medico si presenti fuori dalle fasce orarie è facoltà del dipendente vietare l’ingresso senza incorrere in alcuna conseguenza. Viceversa se il dipendente non è in casa al controllo delle visite fiscali scuola scattano una serie di sanzioni regolate dall’art. 93 del CCNL 29/11/2007 che possono portare anche al licenziamento senza preavviso.

 

Da tale obbligo, quello delle visite fiscali scuola, sono esclusi coloro che si assentano per patologie gravi che richiedono terapie salvavita, da infortuni sul lavoro, da malattie per le quali è riconosciuta la causa di servizio e dagli stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta  (art. 17 comma 9 del CCNL72007).
Nei casi in cui il periodo di assenza dal lavoro sia maggiore di 10 giorni, la legge prevede una decurtazione economica, legittimata anche dalla sentenza 120/2012 della Corte Costituzionale. L’art. 71 del Decreto Legislativo 112/2008 stabilisce infatti che: “nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento più favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita ”.
Nei primi 10 giorni di assenza seppure il trattamento economico rimane invariato, dalla retribuzione mensile viene ridotto ogni tipo di trattamento economico accessorio. Va inoltre precisato che per 18 mesi il dipendente scolastico gode del diritto alla conservazione del posto di lavoro. In questi casi, per i primi 9 mesi di assenza la retribuzione è completa; scende al 90% nei successivi tre mesi per dimezzarsi negli ulteriori 6 mesi.

 

Malattia Docenti: Eccezioni

A questa regola fanno eccezione i casi di sotto elencati:

-    Infortuni sul lavoro riconosciuti dall’INAIL
-    Malattia legata a cause di sevizio
-    Degenza in ospedale superiore alle 24 ore o certificazione di ricovero domiciliare o in strutture sanitarie competenti o ancora i day hospital
-    Se il dipendente è soggetto a terapie salvavita.

 

Fonti: dirpresidi, guidafisco

 

 

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ven, mag 2, 2014  Patrizia Caroli

 1316811849323recortedn-300x225In seguito ai “tagli” previsti dalla Legge di Stabilità del 2013, a partire dal 2 maggio scorso l’Inps ha stabilito, “senza nessun preavviso e senza la consultazione della Fnomceo e delle organizzazioni sindacali di categoria”, di interrompere le visite fiscali mediche per i lavoratori del settore privato, lasciando operative solo quelle richieste dai datori di lavoro”. Il provvedimento, determinato dalla necessità di risparmio, taglia la spesa per queste prestazioni che si attesta intorno ai 50 milioni l’anno. Di fatto l’Inps ha cancellato circa 800 mila delle 900 mila visite che i medici fiscali Inps dovrebbero effettuare ogni anno a domicilio.

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Medici fiscali Inps: i numeri dei tagli

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Questa decisione ha danneggiato in primo luogo i medici fiscali Inps di mezza età che avevano deciso di lavorare principalmente o esclusivamente effettuando visite fiscali Inps; scelta quasi obbligata, vista la difficile conciliabilità tra questo servizio e le altre attività mediche. Il provvedimento dell’Inps infatti, secondo la Fnomceo  ”determina una insostenibile riduzione del lavoro dei medici fiscali, retribuiti con un contratto atipico a prestazione, ma vincolati da gravose incompatibilità che rendono impossibile lo svolgimento di altre significative attività anche libero professionali”. Ciò che più impressiona però, è l’elevato numero del personale medico Inps, circa millequattrocento, che potrebbe subire l’interruzione del proprio rapporto di lavoro.

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Medici fiscali Inps: Tagli e licenziamenti

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Il taglio, di circa 40 milioni di euro ai finanziamenti per il servizio di controllo medico domiciliare mette a rischio molti dei medici fiscali Inps impiegati presso l’ente da oltre quindici anni. La Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) ha commentato la linea seguita dall’Inps con queste parole: “Di fatto, il provvedimento ha determinato il sostanziale licenziamento dell’intera categoria del personale medico Inps”.

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Medici fiscali Inps: Un budget inadeguato

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Successivamente, le visite sono state ripristinate, ma con un budget molto limitato: appena dodici milioni di euro, vale a dire un piano finanziario che permette ad ogni medico fiscale Inps di effettuare solo cinque visite al mese, per una retribuzione mensile che non supera i trecento euro. Secondo la Fnomceo un provvedimento “del tutto insufficiente per un corretto controllo dello stato di malattia”.

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Medici fiscali Inps: Tagli e assenteismo

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La Federazione italiana Medici Medicina Generale (Fimmg) e i sindacati Nifil, Cgil, Uil Fpl e Sin.me.vi.co hanno sottolineato un altro effetto negativo dei tagli: il ritorno all’assenteismo dovuto alla mancanza di controlli da parte del personale medico. Secondo i sindacati, nei primi 3 mesi del 2013,  i certificati di malattia dei dipendenti pubblici e privati inviati online all’Inps sono stati 7,5 milioni, un numero maggiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I tagli che andranno a colpire i medici fiscali Inps, dunque, potrebbero determinare un circolo vizioso, recuperando attraverso questi provvedimenti delle risorse economiche, ma perdendole nel momento in cui, a causa dell’aumentare dell’assenteismo lieviteranno le  spesa per l’indennità di malattia.

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Medici fiscali Inps: La denuncia alla Camera

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La questione è stata denunciata il 18 febbraio scorso, dal vicepresidente della Federazione, Maurizio Benato. In quella occasione la Fnomceo è stata convocata in Audizione, nell’ambito dell’Indagine Conoscitiva della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, sull’attività dei medici fiscali Inps. Il presidente Benato si è espresso con queste parole: “È assolutamente necessaria e urgente la ridefinizione dell’attuale tipologia del rapporto di lavoro che i medici fiscali hanno con l’Inps, al fine di garantire agli stessi stabilità e certezza. La funzione terza del medico fiscale raffigura infatti un’insostituibile garanzia di equilibrio del sistema, così come la richiesta d’ufficio delle verifiche dell’Inps consente di evitare comportamenti impropri anche da parte dei datori di lavoro”.

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Medici fiscali Inps: Le richieste della Fnomceo

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La Fnomceo ha manifestato “la speranza di addivenire a una rapida risoluzione della drammatica situazione venutasi a creare a seguito della sospensione e riduzione delle visite fiscali effettuate dai medici fiscali che operano per conto dell’Inps” e, a tal fine, ha avanzato una serie di proposte che potrebbero migliorare la condizione attuale:

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• L’istituzione di un Tavolo tecnico di confronto sulla materia, che veda il coinvolgimento del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di quello della Salute, di quello della Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, dell’Inps, oltre che delle Organizzazioni sindacali mediche e della Federazione stessa.
• La costituzione, presso l’Inps, di un Polo Unico per l’effettuazione delle visite di accertamento medico legale, sia per i lavoratori pubblici che per quelli privati;
• La ridefinizione delle modalità di controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici, della raccolta ed elaborazione dei dati relativi alle assenze stesse, e della remunerazione delle prestazioni
• L’inserimento, in tali attività, dei medici che oggi prestano funzioni fiscali presso le Asl.

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Patrizia Caroli

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