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Addio forestale: ecco cosa succederà dal 2017 per gli agenti assorbiti



Addio forestale: ecco cosa succederà dal 2017 per gli agenti assorbiti
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Il percorso di riforma dell’intera architettura della Pubblica Amministrazione tocca differenti e rilevanti punti dell’ordinamento italiano: tra gli 11 decreti attuativi emanati (o emanandi nelle prossime settimane) grande importanza è rivestita dal decreto che definisce l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato all’interno dell’Arma dei Carabinieri. Si tratta del decreto 19 agosto 2016, n. 177, recante “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”. L’obiettivo sotteso all’assorbimento risiede nella necessità di efficientare la spesa ed ottimizzare le risorse in tale ambito.

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Assorbimento Forestali: chi viene toccato dal provvedimento?

 

In questo senso viene data veste ufficiale e normativa al processo di eliminazione delle duplicazioni delle funzioni dei corpi di polizia e alla gestione associata dei servizi comuni, nonchè all’assorbimento del corpo all’interno di quello dei Carabinieri con valorizzazione della specificità agro-ambientale. Un decreto che modifica in maniera evidente la disciplina afferente ad una specifica categoria di dipendenti pubblici, ovverosia più di 7mila agenti della Forestale, che a partire dal 2017 diventeranno membri dei carabinieri (e pertanto militari).

 

Dopo le polemiche: ecco cosa accadrà

 

A partire dall’anno prossimo ben 7177 forestali verranno spostati all’interno dell’Arma dei Carabinieri, 390 penetreranno in organico nei Vigili del fuoco, 126 confluiranno nella Polizia e 41 nella Guardia di Finanza.
A livello operativo una ampia parte dei forestali coinvolti nel trasferimento all’interno dell’Arma di Carabinieri verranno assegnati ad un’unità speciale che si occuperà di sicurezza agroalimentare. Tale unità continuerà a restare alle dipendenze del ministero delle Politiche agricole e alimentari e forestali, mentre i forestali che continueranno a occuparsi degli altri incarichi del corpo (lotta contro i reati ambientali e il bracconaggio) saranno invece alle dipendenze del comando dei Carabinieri.
Negli scorsi mesi si erano levate alte le polemiche da parte degli operatori della Forestale nei confronti del provvedimento di assorbimento e razionalizzazione. Era stata aperta proprio lo scorso anno una petizione popolare contro la militarizzazione del Corpo Forestale.

 

Un alto numero di proteste che evidenzia senza dubbio alcuno il malumore generale timorosi di perdere lo status di civili, di lavoratori della Pubblica Amministrazione e quindi di dover fare i conti con le limitazioni dell’essere considerati militari (prima fra tutte il divieto di avere sindacati di categoria). Proprio in questi giorni la SAPAF, ha pubblicato un comunicato al vetriolo che si apre con le seguenti parole che assumono il significato di un manifesto programmatico: “Con la pubblicazione del decreto legislativo adottato dal Governo sulla riforma delle Forze di Polizia e l’accorpamento del Corpo forestale dello Stato all’Arma dei Carabinieri, si chiude la fase politica di questa assurda vicenda ma si apre quella non meno importante (e speriamo anche più determinante) dei ricorsi. Ricorsi, al plurale, non a caso, perché oltre ad essere numerosi, saranno anche di diverse tipologie“.

 

Gennaio 2017, via all’assorbimento di personale

 

Ma cosa accadrà ora, concretamente? A partire da ora il governo ha 50 giorni per pubblicare un nuovo decreto che disciplini le modalità di scioglimento. L’assorbimento del personale inizierà a partire dal primo gennaio 2017. Si ricorda infine che per i forestali che lo vorranno, ci sarà anche la possibilità di chiedere il trasferimento a un’altra amministrazione pubblica.

 

Fonte: La Repubblica

 

Patrizia Caroli

 

 

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