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Forze Armate: in Afghanistan, si ricomincia dal cielo



Forze Armate: in Afghanistan, si ricomincia dal cielo
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“Tante donne afghane oggi mettono il burqa per sentirsi al sicuro per strada. La politica degli Usa e della Nato è stata quella di sostituire i talebani con un regime fondamentalista in cui siedono signori della guerra. La loro mentalità verso le donne non è opposta a quella talebana. Tanti si vestono all’occidentale, ma non sono meno misogini”.

 

A dirlo è una donna afghana ex deputata, una di quelle che sopravvive ogni giorno, nascondendosi obbligatoriamente dietro un velo nero, il velo della vergogna, dello scandalo. Ma l’unico velo che la protegge dalla sua stessa patria, dalla sua terra, dai suoi connazionali sotto il controllo del governo di Kabul.

 

Ma le cose forse stanno cambiando e il merito è in parte anche dell’Italia: tra i guerriglieri talebani che non danno pace e un governo corrotto, esistono giovani che ancora non hanno perso la speranza di salvare il proprio paese dall’inettitudine dei governanti e dalla morsa di una religione integralista travisata per convenienza.

 

Safiah e Shaima (adnkronos)Safiah e Shaima  sono due esempi di questa volontà, del cambiamento e della voglia di riscatto della nuova generazione, cresciuta al suono delle bombe. Queste due ragazze ventenni, in divisa militare, sono il frutto del lavoro dei nostri militari dell’aeronautica impegnati da anni nella base di Shindand, vicino a Kabul, con lo scopo di addestrare nuove leve e creare entro il 2016 una forza aerea afghana autonoma.

 

Nella base afghana il lavoro dei nostro militari è incessante e sta dando i suoi frutti: Negli ultimi mesi, la base aerea afghana ha visto ampliati i propri organici: i militari afghani oggi sono passati a 900 partendo da 300 uomini, e dal solo MI-17 a ben quattro linee addestrative differenti.

 

Le minacce di morte che hanno investito la loro compagna e connazionale, anche lei militare già in possesso del brevetto, non hanno intimidito le due impavide ragazze, che hanno deciso di raccontare con orgoglio la loro scelta di vita, compiuta con l’appoggio incondizionato delle rispettive famiglie.

 

Fa impressione guardare i visi puliti , gli sguardi fieri di queste due giovani che per una scelta professionale e patriottica rischiano la loro stessa vita. E ne sono consapevoli. Ma non spaventate. La voglia di vedere il loro paese finalmente in pace è più forte di qualunque minaccia.

 

Il loro sogno, neanche a dirlo, è quello di vedere il loro paese libero. Libero da corruzione, guerra e povertà. Libero di ricostruirsi e rinnovarsi, azzerando le atrocità che lo hanno portato al punto in cui è adesso. E anche libero da noi: quando ci ritireremo da quei luoghi infatti vorrà dire che il popolo afghano sarà abbastanza solido e forte per poter camminare con le proprie gambe senza timore. E per la nostra aeronautica militare sarà l’ennesima conquista, l’ennesimo traguardo raggiunto.

 

(Fonti: Globalist.it / Aeronautida.difesa )


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3 Commenti a “Forze Armate: in Afghanistan, si ricomincia dal cielo”

  1. Riccio Says:

    Ma se questa è la loro cultura, non vedo perchè noi dobbiamo sostituirci a loro. Mi sembra un atto di prevaricazione. “Charbonnier maitre chez soi” – proverbio francese. Traduzione, il Carbonaio (mestiere di sicuro umile), a casa sua è padrone.
    Se venissero a casa tua dicendo che aborto o altre amenità de genere sono vietate ecc (personalmente le vieterei), cosa diresti?
    MA VA A CA’ TUA, NESSUNA T’HA CHIAMATO!!

  2. EnganceMoge Says:

    Vorrei realizzare un impianto fotovoltaico da 3.5kW sul mio tetto. Avete
    un’idea su dove posso comprare i pannelli solari? Quale e la migliore
    azienda? Ogni consiglio e ben accettato. Grazie

  3. Tiziano Chierotti, soldato morto in afghanistan Says:

    [...] morti (Chierotti è la vittima italiana numero 52 dall’inizio dell’operazione Isaf in Afghanistan nel 2004). E quanti ancora ce ne vorranno per capire che la democrazia non si esporta o più [...]

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