Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi per la categoria 'Aviazione Militare'

ven, nov 2, 2012  Roberta Buscherini
Aeronautica Militare: sempre più responsabilità per i caccia
1 (20%) 1 Vota Questo Articolo

Cambio di comando nella Joint Air Task Force (JATF) dell’aeronautica militare. L’aeroporto di Herat infatti, ha accolto mercoledì il turnover tra il colonnello Andrea Fazi e il colonnello Carlo Moscini al comando di questa unità.
La JATF, formata dal Task Group “Black cats”, il Task Group “Albatros” e il Task Group “Astore”, è l’unità dell’Aeronautica Militare che gestisce l’impiego degli aeromobili militari italiani in Afghanistan. In questo modo assicura e organizza la capacità professionale ed operativa di ogni attività di 200 militari suddivisi tra la linea di volo e quella di supporto.

 

 

Unità della JATF

-  Task Group “Black Cats”, che dispone di quattro cacciabombardieri ricognitori AMX provenienti dal 32° Stormo di Amendola e dal 51° Stormo di Istrana,
-  Task Group “Albatros”, su velivoli da trasporto C-130J e C-27J della 46ma Brigata Aerea di Pisa
-  Task Group “Astore”, che opera con velivoli a pilotaggio remoto “Predator” MQ1C del 32mo Stormo di Amendola.

 

 

JATF: missioni e responsabilità

Nello specifico, la JATF è responsabile del trasporto tattico, incluse le operazioni di aviolancio con i velivoli C130 e C27J, ad attività di sorveglianza con il Predator, dalla ricognizione alle operazioni di supporto alle forze di terra con impiego dei velivoli AMX e C27 JEDI.
Recentemente è stata ampliata l’attività di supporto aereo ravvicinato alle forze della coalizione e a quelle afghane. Infatti, i velivoli hanno raggiunto l’obiettivo di 6.000 ore di volo, portando a termine circa 2.100 sortite operative.

 

 

Task Group “Albatros”

Gli aerei militari del TG “Albatros” rappresentano ad oggi un ottimo strumento per garantire il supporto alle operazioni della missione Isaf, nella quale partecipano un gran numero di soldati italiani. Uno dei principali vantaggi di questi velivoli è la capacità di arrivare in zone difficilmente raggiungibili per via terrestre, anche in condizioni meteorologiche estreme.
In questo senso, grazie a questi velivoli, , sono state rifornite sia le truppe della coalizione che le forze di sicurezza afghane tramite 46 aviolanci. Inoltre, con il C27J JEDI (Jamming and Electronic Defence Implementation), il Task Group Albatros ha fornito maggiore protezione alle forze di terra attraverso la neutralizzazione delle comunicazioni avversarie e contrastando la minaccia degli ordigni esplosivi radiocomandati piazzati lungo le strade.

 

 

Velivoli “Predator”

Si tratta di aerei a pilotaggio remoto e ad oggi hanno superato le 9.400 ore di volo, totalizzate in circa 1100 sortite in favore del contingente italiano e delle forze alleate. Il Predator può, con sensori di bordo appositamente manovrati dagli operatori, realizzare riprese del territorio, trasmesse in tempo reale sia alle forze a terra che alle sale operative di comando e controllo.

 

Fonti: Grnet, Aeronautica Militare

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, set 12, 2012  Roberta Buscherini
Volo umanitario di un Airbus del 31° Stormo di Ciampino, dell’Aeronautica Italiana.
Vota Questo Articolo

La scorsa settimana il velivolo ha trasportato un bimbo italiano di tre mesi, con gravi problemi neurologici e polmonari, da Il Cairo, capitale egiziana, a Torino Caselle per essere curato nell’ospedale pediatrico ‘Regina Margherita’.

 


Il bambino abita a El Cairo con i suoi genitori, ma quando le sue condizioni di salute sono peggiorate, vista l’impossibilità della famiglia di continuare a farsi carico delle spese sanitarie di un ospedale privato, è stata necessaria la trasferta.
Bisogna sottolineare la efficiente coordinazione e la velocità con cui ha lavorato lo Stato Maggiore Aeronautica che, una volta ricevuta l’autorizzazione ha realizzato tutti i coordinamenti rapidamente.
L’Aeronautica Militare effettua il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati, di traumatizzati gravi, di persone in imminente pericolo di vita e di organi per trapianti. Equipaggi e velivoli della 46^ Brigata Aerea di Pisa, del 31° Stormo di Ciampino (RM), del 14° Stormo di Pratica di Mare (RM) e del 15° Stormo di Cervia (RA), sono in grado di effettuare trasporti sanitari/umanitari ad ogni latitudine e longitudine, e in ogni condizione di tempo e luce, fornendo così l’aiuto richiesto che, spesso, è disperatamente atteso.

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
lun, lug 16, 2012  Roberta Buscherini
Forze Armate: in Afghanistan, si ricomincia dal cielo
Vota Questo Articolo

“Tante donne afghane oggi mettono il burqa per sentirsi al sicuro per strada. La politica degli Usa e della Nato è stata quella di sostituire i talebani con un regime fondamentalista in cui siedono signori della guerra. La loro mentalità verso le donne non è opposta a quella talebana. Tanti si vestono all’occidentale, ma non sono meno misogini”.

 

A dirlo è una donna afghana ex deputata, una di quelle che sopravvive ogni giorno, nascondendosi obbligatoriamente dietro un velo nero, il velo della vergogna, dello scandalo. Ma l’unico velo che la protegge dalla sua stessa patria, dalla sua terra, dai suoi connazionali sotto il controllo del governo di Kabul.

 

Ma le cose forse stanno cambiando e il merito è in parte anche dell’Italia: tra i guerriglieri talebani che non danno pace e un governo corrotto, esistono giovani che ancora non hanno perso la speranza di salvare il proprio paese dall’inettitudine dei governanti e dalla morsa di una religione integralista travisata per convenienza.

 

Safiah e Shaima (adnkronos)Safiah e Shaima  sono due esempi di questa volontà, del cambiamento e della voglia di riscatto della nuova generazione, cresciuta al suono delle bombe. Queste due ragazze ventenni, in divisa militare, sono il frutto del lavoro dei nostri militari dell’aeronautica impegnati da anni nella base di Shindand, vicino a Kabul, con lo scopo di addestrare nuove leve e creare entro il 2016 una forza aerea afghana autonoma.

 

Nella base afghana il lavoro dei nostro militari è incessante e sta dando i suoi frutti: Negli ultimi mesi, la base aerea afghana ha visto ampliati i propri organici: i militari afghani oggi sono passati a 900 partendo da 300 uomini, e dal solo MI-17 a ben quattro linee addestrative differenti.

 

Le minacce di morte che hanno investito la loro compagna e connazionale, anche lei militare già in possesso del brevetto, non hanno intimidito le due impavide ragazze, che hanno deciso di raccontare con orgoglio la loro scelta di vita, compiuta con l’appoggio incondizionato delle rispettive famiglie.

 

Fa impressione guardare i visi puliti , gli sguardi fieri di queste due giovani che per una scelta professionale e patriottica rischiano la loro stessa vita. E ne sono consapevoli. Ma non spaventate. La voglia di vedere il loro paese finalmente in pace è più forte di qualunque minaccia.

 

Il loro sogno, neanche a dirlo, è quello di vedere il loro paese libero. Libero da corruzione, guerra e povertà. Libero di ricostruirsi e rinnovarsi, azzerando le atrocità che lo hanno portato al punto in cui è adesso. E anche libero da noi: quando ci ritireremo da quei luoghi infatti vorrà dire che il popolo afghano sarà abbastanza solido e forte per poter camminare con le proprie gambe senza timore. E per la nostra aeronautica militare sarà l’ennesima conquista, l’ennesimo traguardo raggiunto.

 

(Fonti: Globalist.it / Aeronautida.difesa )


Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, lug 12, 2012  Roberta Buscherini
Aeronautica Militare: addestramenti
Vota Questo Articolo

Come fa un pilota militare ad imparare a gestire gli aerei dell’aeronautica? Che addestramenti segue per far fronte a manovre speciali e rischiose? Come si diventa un pilota dell’aeronautica militare?

I pilota non imparano a manovrare subito con i costosissimi F-14, Eurofighter o F-22, ma prima o poi bisogna iniziare. Ecco un video su come vengono realizzati questi addestramenti. Un servizio di Rai 1.

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, lug 10, 2012  Roberta Buscherini
Spending Review: fondo vittime uranio impoverito, ha rischiato il taglio!!
Vota Questo Articolo

Spending review. Locuzione che diverrà di uso comune. Almeno come crisi, come tagli, come tasse. Tutte parole che hanno come minimo comune denominatore il governo Monti attualmente in carica, chiamato a risanare un Italia in declino e che al momento ha solo provveduto a metterla definitivamente in ginocchio.

 

Con l’ultima trovata della spending review il consiglio dei ministri, dopo 7 ore di camera di consiglio, ha deliberato tagli in qua e là senza badare troppo ai settore e senza fare troppe distinzioni. In fondo in un momento di crisi i sacrifici toccano un po’ a tutti, no?

 

Ovviamente tutti tranne i governanti: loro hanno bisogno di tutti i comfort per poter “tagliare” meglio. E allora si parla di 4 miliardi e mezzo di risparmi nella pubblica amministrazione con tagli a sanità, giustizia e articolazioni periferiche dello stato, come le province.

 

Ma quali sono gli effetti di questi tagli nel settore difesa? Analizziamoli. Prima di tutto è previsto un calo del numero dei militari in servizio non inferiore al 10%. Quasi nove milioni di euro in meno al fondo per le missioni di pace e solo 100  milioni destinati agli armamenti. Anche il progetto mini-naja fortemente voluto dal precedente esecutivo ha subìto un taglio pari a oltre 5 milioni di euro.

 

Ma il provvedimento che più di ogni altro ha indignato le forze armate e le loro famiglie e sul quale fortunatamente il governo ha fatto marcia indietro prima di creare uno scompiglio atomico, era la drastica riduzione di introiti per il fondo vittime uranio impoverito. Fino a poche ore prima della delibera infatti si parlava di un taglio pari a 11 milioni di euro.

 

Un colpo basso che avrebbe 200 famiglie di militari già deceduti e altri 2500 soldati che stanno ancora lottando a cui si aggiungono i civili che sono stati contaminati perché residenti vicino ai poligoni di tiro contaminati. Subito infatti arrivano, sul Fatto Quotidiano, come fulmini le parole del presidente dell’associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle forze armate e famiglie dei caduti (ANAVAFAF), Falco Accame: “Potrei capire questa scelta da un governo politico, ma da uno tecnico di certo no. Quel fondo è stato voluto nel 2008 dall’allora ministro alla Difesa La Russa. Ora si vuole tornare indietro, una scelta ignobile perché risarcire è ammettere di non aver protetto i militari e civili in servizio e aver omesso delle informazioni sui pericoli reali”.

Qualcuno potrebbe chiedersi che senso ha parlare di un provvedimento che in fondo non ha trovato applicazione pratica? Il taglio non è stato deliberato, quindi  tutto è rimasto come prima. Invece è proprio in questi casi che si deve andare oltre e riflettere. Riflettere sulla drammaticità di una decisione mancata, che avrebbe reso molto complessa la vita di numerosi soldati e delle loro famiglie e che non avrebbe reso merito alle vittime e alla loro memoria. Riflettere su una classe dirigente che senza colpo ferire inserisce nello stesso decreto la volontà di tagliare gli sprechi e un fondo di solidarietà nato per recuperare un mortale errore, in parte anche governativo.

 

La necessità di riflettere sullo scampato pericolo è dettata dal desiderio di non correrlo più, poiché purtroppo sono molti più numerosi i casi in cui si deve fare i conti con una decisione presa e dalla quale non si torna indietro. E che senso ha a quel punto battere i piedi e manifestare se non si sfruttano poi anche occasioni come queste?

 

Riflettere affinché certi settori, certi fondi, certe categorie diventino intoccabili e immuni da qualunque taglio, decreto o spending review. Perché detto in italiano o in inglese la sostanza non cambia: la traduzione è sempre un colpo allo stomaco della povera gente e un gradino più in alto per la casta.

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest