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Aeronautica Militare: sempre più responsabilità per i caccia



Aeronautica Militare: sempre più responsabilità per i caccia
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Cambio di comando nella Joint Air Task Force (JATF) dell’aeronautica militare. L’aeroporto di Herat infatti, ha accolto mercoledì il turnover tra il colonnello Andrea Fazi e il colonnello Carlo Moscini al comando di questa unità.
La JATF, formata dal Task Group “Black cats”, il Task Group “Albatros” e il Task Group “Astore”, è l’unità dell’Aeronautica Militare che gestisce l’impiego degli aeromobili militari italiani in Afghanistan. In questo modo assicura e organizza la capacità professionale ed operativa di ogni attività di 200 militari suddivisi tra la linea di volo e quella di supporto.

 

 

Unità della JATF

-  Task Group “Black Cats”, che dispone di quattro cacciabombardieri ricognitori AMX provenienti dal 32° Stormo di Amendola e dal 51° Stormo di Istrana,
-  Task Group “Albatros”, su velivoli da trasporto C-130J e C-27J della 46ma Brigata Aerea di Pisa
-  Task Group “Astore”, che opera con velivoli a pilotaggio remoto “Predator” MQ1C del 32mo Stormo di Amendola.

 

 

JATF: missioni e responsabilità

Nello specifico, la JATF è responsabile del trasporto tattico, incluse le operazioni di aviolancio con i velivoli C130 e C27J, ad attività di sorveglianza con il Predator, dalla ricognizione alle operazioni di supporto alle forze di terra con impiego dei velivoli AMX e C27 JEDI.
Recentemente è stata ampliata l’attività di supporto aereo ravvicinato alle forze della coalizione e a quelle afghane. Infatti, i velivoli hanno raggiunto l’obiettivo di 6.000 ore di volo, portando a termine circa 2.100 sortite operative.

 

 

Task Group “Albatros”

Gli aerei militari del TG “Albatros” rappresentano ad oggi un ottimo strumento per garantire il supporto alle operazioni della missione Isaf, nella quale partecipano un gran numero di soldati italiani. Uno dei principali vantaggi di questi velivoli è la capacità di arrivare in zone difficilmente raggiungibili per via terrestre, anche in condizioni meteorologiche estreme.
In questo senso, grazie a questi velivoli, , sono state rifornite sia le truppe della coalizione che le forze di sicurezza afghane tramite 46 aviolanci. Inoltre, con il C27J JEDI (Jamming and Electronic Defence Implementation), il Task Group Albatros ha fornito maggiore protezione alle forze di terra attraverso la neutralizzazione delle comunicazioni avversarie e contrastando la minaccia degli ordigni esplosivi radiocomandati piazzati lungo le strade.

 

 

Velivoli “Predator”

Si tratta di aerei a pilotaggio remoto e ad oggi hanno superato le 9.400 ore di volo, totalizzate in circa 1100 sortite in favore del contingente italiano e delle forze alleate. Il Predator può, con sensori di bordo appositamente manovrati dagli operatori, realizzare riprese del territorio, trasmesse in tempo reale sia alle forze a terra che alle sale operative di comando e controllo.

 

Fonti: Grnet, Aeronautica Militare

 

 

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2 Commenti a “Aeronautica Militare: sempre più responsabilità per i caccia”

  1. Alessandro Capri Says:

    Continuo a pensare che tutti questi caccia sono una perdita di soldi….in un momento come questo i nostri soldati devono rientrare e i mezzi li vendiamo per prendere soldini e aver l’opportunità di rinnovare contratti….signori ministri, le persone sono prima che i caccia….

  2. Raisi C. Says:

    Penso che sarebbe necessario trovare un equilibrio. Non dubito sull’importanza e l’efficacia di questi mezzi ma senza personale giovane e dinamico cosa ce ne facciamo? Chi li usa….? Nessuno.
    Capisco che le armi sono necessarie ma in italia, in questo momento, stiamo esagerando.

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