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Anticipo TFS Pubblico impiego



Anticipo TFS Pubblico impiego
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Anticipo TFS pubblico impiego

 

L’articolo 4, commi 4 e 5, del D.L. 185/2008 disciplina l’estensione anche ai dipendenti pubblici dell’anticipo della liquidazione del tfr già regolamentata per il settore privato. Si parla chiaramente di trattamento di fine servizio per la pubblica amministrazione, meglio conosciuto come TFS.

 

L’Anticipo TFS Pubblico Impiego o il trattamento di fine servizio (TFS) altro non è che una indennità corrisposta, alla fine del rapporto di lavoro, ai dipendenti pubblici che sono stati assunti prima del 1º gennaio 2001 come disciplina il D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1032.

 

Rispetto al TFR, il TFS ha carattere anche di natura previdenziale. Di fatto quindi nel TFS i contributi previdenziali vengono versati in parte dal datore di lavoro e in parte dal dipendente, infine, il TFS si calcola sulla base dell’ultima retribuzione integralmente percepita, mentre Il TFR non ha alcun vincolo con la retribuzione in essere.

 

 

La richiesta di anticipo TFS pubblico impiego è la procedura che consente ai lavoratori dipendenti della PA da almeno 8 anni di poter chiedere un’anticipazione appunto, del trattamento di fine rapporto fino a un massimo del 70% per un giustificato motivo.

 

 

La liquidazione dell’anticipo prevede un importo pari a quanto avrebbero percepito il lavoratore in caso di cessazione del rapporto di lavoro per qualunque causa. La domanda di richiesta anticipo TFS pubblico impiego deve essere presentata al datore di lavoro che procede alla verifica dei requisiti richiesti e può erogare una somma fino al 70% di quanto accantonato dal dipendente fino a quel momento.

 

 

 

  Anticipo TFS Pubblico Impiego. Tutte le difficoltà

 

 

Nel concreto però va prima di tutto chiarita una differenza sostanziale in tema di anticipo TFS tra gli stessi dipendenti del settore pubblico appartenenti a comparti diversi.

Nella fattispecie il personale militare può richiedere la liquidazione del TFS al raggiungimento del limite di età, anche qualora rimanga in servizio. In questo caso, al momento dell’effettiva cessazione della professione, la liquidazione del TFS sarà dell’importo rimanente, tolto l’anticipo già ricevuto e detratti gli interessi (4,25%) calcolati dal giorno di erogazione del TFS.

 

 

Per il personale civile invece di fatto la legge impone la liquidazione del TFs solamente al momento della cessazione dal servizio o richiamo.

Sebbene l’articolo 26 del DPR 1032/1973 non consenta alcuna anticipazione del TFS, la legge numero 53 dell’8 marzo 2000, ha iniziato ad aprire la strada alle cosiddette indennità equipollenti, rimandando di fatto la patata bollente al ministero della funzione pubblica, il quale al momento non si è ancora espresso.

 

 

La strada per arrivare alla possibilità di questa liquidazione anticipata anche per i dipendenti del settore pubblico civile non è quindi ancora spianata. Bisogna però citare una sentenza della corte di cassazione, la numero 24474 del 2011, con la quale viene riconosciuto anche a due dipendenti pubblici l’anticipo del proprio TFS con lo scopo di acquistare la prima casa.

 

 

Questa sentenza è chiaramente storica e dalla portata rivoluzionaria, poiché apre la strada a una possibilità di cui potrebbero aver bisogno migliaia di dipendenti pubblici.

 

 

Quando si può richiedere anticipo TFS

 

 

Di fatto quindi, grazie a questa sentenza, oggi l’anticipo TFS pubblico impiego può essere richiesto in casi circoscritti e giustificati che andiamo ad elencare di seguito, ma non esiste una legge ad oggi che prevede questa possibilità per il personale soggetto al Pubblico Impiego.

Il primo requisiti, al di là delle motivazioni della richiesta, che il lavoratore deve avere per poter richiedere un anticipo del proprio tfs è la maturazione di almeno 8 anni di anzianità professionale.

Le motivazioni per le quali il datore di lavoro o amministrazione può accettare una richiesta di anticipo della liquidazione possono essere riassunte così:

  1. Acquisto prima casa per sé o un proprio figlio
  2. Spese sanitarie sostenute o da sostenere per il dipendente o familiare a carico; questo è l’unico caso per il quale un dipendente può avanzare richiesta di anticipo tfs pubblico impiego più di una volta.
  3. Spese per lavori condominiali straordinari sulla prima casa, lavori di ristrutturazione. 
  4. Spese da sostenere nei periodi di congedo parentale.

 

In questo contesto si inserisce anche il marketing bancario. Diversi istituti infatti ormai, cavalcando l’onda del gap normativo in tema di anticipo TFS pubblico impiego, hanno studiato e proposto dei prodotti bancari che altro non sono che forme di risparmio con a garanzia il proprio TFS.

 

 

Va infatti tenuto conto che per la pubblica amministrazione, oltre a non essere prevista dal punto di vista legislativo, la possibilità di anticipo del TFS, la liquidazione a fine servizio non avviene in un’unica soluzione, ma sulla base dell’importo, in due o tre rate. Questo può in qualche caso mettere in difficoltà il lavoratore che voglia investire la propria liquidità in progetti dagli importi elevati.

 

 

Le banche quindi propongono di beneficiare in una soluzione unica della buonuscita attraverso l’erogazione di un finanziamento, solitamente a tasso fisso, il quale permette di fatto di azzerare il gap delle rate e di disporre della propria liquidazione in maniera immediata e completa.

 

 

Si tratta di soluzioni bancarie da valutare caso per caso, ma certamente sono un ottimo palliativo in attesa che lo stato si decida a legiferare e chiarire questo tema, tanto caro a migliaia di dipendenti della pubblica amministrazione.

Fonte: guidafisco / ilpuntopensionielavoro

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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