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Archivi per la categoria 'Arma dei Carabinieri'

lun, lug 11, 2016  Valentina
Carabinieri. Quando l’inferno è dentro la caserma
4.09 (81.82%) 11 Vota Questo Articolo

Fonte: militarynewsfromitaly.com

Fonte: militarynewsfromitaly.com

Il 74% dei cittadini, secondo i dati dell’Eurispes, ripone piena fiducia negli agenti dell’arma dei carabinieri. Fiducia certamente ben riposta, senza dubbio.

 

Ma di fatto gli agenti da chi vengono difesi? La domanda è lecita e probabilmente in pochi se la pongono. Eppure i 450 uomini dell’undicesimo battaglione carabinieri Puglia, reparto dell’organizzazione mobile dell’Arma non solo se lo sono chiesto, ma hanno anche fatto delle azioni per tutelare la loro professione e il libero esercizio dei diritti garantiti dalla costituzione.

 

Insulti botte vilipendio non sono poi così rari in questo ambiente. Per mano dei comandanti. Dei loro comandanti.

Pochi di loro parlano, per paura di ritorsioni. Ma alcuni invece trovano il coraggio e corrono il rischio. Ed ecco allora che esce una fotografia davvero poco edificante e storia dopo storia la luce che rispende intorno all’Arma si fa meno brillante.

 

 

Carabinieri. Le Storie

 

 

Tutti coloro che hanno vissuto storie di maltrattamenti per mano dei loro superiori, ricalcano più o meno la stessa trama. E allora il tenente A.P. racconta come dal 2012 sia stato oggetto di vessazioni, ma solo due anni dopo decise di rivolgersi alla magistratura. Oppure V.I. un maresciallo che presentò diverse denunce e oggi invece è parte offesa in un processo penale per abuso di atti d’ufficio.

 

Certamente c’è anche chi si è visto al centro di indagini interne che lo hanno portato dritto fino alla corte di cassazione, nonostante l’innocenza fosse sotto gli occhi di chiunque.

 

Tutte storie simili, accomunate non solo per il battaglione di appartenenza di vittime e carnefici, ma anche perché la magistratura e perfino il parlamento hanno deciso di mettere l’intero comparto sotto i riflettori, per vederci finalmente chiaro.

 

 

Carabinieri. Istituzione Malata?

 

 

Queste storie sembrano davvero incredibili se si pensa che i protagonisti sono i tutori dell’ordine. Chi fa rispettare la legge dovrebbe più di ogni altro rispettarla per primo. Quando dunque certi episodi avvengono tra le mura di una caserma, la loro gravità aumenta a dismisura.

 

È deprimente pensare che l’arma di carabinieri che riscuote il 74% del gradimento dei cittadini, sia in realtà un’istituzione malata. D’altronde però è impossibile negare che sia così. Ed è altrettanto vero che chi deve difendersi, come può a sua volta difendere gli altri? È un circolo vizioso che, anche se non sembra, ricade sui cittadini.

 

 

 

 

Fonte: infodifesa

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, lug 4, 2016  Valentina
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Fonte: firenzepost.it

Fonte: firenzepost.it

Non bastavano gli italiani ad aggredire i carabinieri durante lo svolgimento del loro lavoro, difendendo addirittura dei delinquenti. Non bastano gli immigrati a offendere e denigrare le divise dell’arma. Ora ci si mettono anche i cinesi, comunità perfettamente integrata nel tessuto sociale da decine di anni, all’interno di una realtà che è la seconda più grande d’Italia dopo quella presente a Milano.
Morsi a un appuntato e poi un vero e proprio assalto a seguito di un controllo insieme alla Asl di Firenze all’interno di un laboratorio di pelletteria, a Sesto Fiorentino.

 

 

 

 

Carabinieri. Almeno la violenza verbale è stata punita

 

 

Se per le violenze fisiche, c’è ancora molto lavoro da fare, per quelle verbali, un passo avanti è stato fatto.

Il tribunale di Milano giudicherà infatti Vittorio Sgarbi per il reato di resistenza a pubblico ufficiale il prossimo 14 luglio. Nel frattempo l’ex deputato ha deciso quindi di pagare 10 mila euro ai 4 carabinieri coinvolti nell’episodio e mille all’Arma, così come da accordi con i legali dei militari.
Si tratta di una condanna che ha a che fare con quanto accaduto il 22 maggio scorso, quando Sgarbi ebbe un diverbio con gli uomini in divisa davanti a uno degli ingressi dell’Expo, attribuendo frasi ed epiteti offensivi sia agli agenti che all’Arma stessa.

 

 

Carabinieri. Troppa Illegalità Deve Preoccupare

 

 

“Nonostante le incredibili condizioni in cui i colleghi sono costretti a operare (…)  I carabinieri non sono adeguatamente equipaggiati per fronteggiare situazioni operative, e purtroppo non si tratta più di casi sporadici”. A dirlo è Giuseppe la Fortuna, delegato Co.Ce.R carabinieri.
I fatti avvenuti all’Osmannoro, zona di periferia del Comune di Sesto Fiorentino, alla periferia di Firenze, al di là delle ricostruzioni chiaramente diverse tra aggressori e aggrediti, evidenziano un problema già conosciuto sia dalle forze dell’ordine che dalle istituzioni, le quali, ad oggi, non hanno preso i giusti provvedimenti per mettere i carabinieri nelle condizioni di affrontare situazioni come questa in sicurezza, professionale e personale.

 

 

 

 

Fonte:  repubblica / ansa

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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ven, lug 1, 2016  Valentina
Carabinieri. Aperte le porte del Paradiso…Il Terzo
1 (20%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: stelladitalianews.com

Fonte: stelladitalianews.com

E si chiama proprio così “il Terzo paradiso” l’opera del maestro Michelangelo Pistoletto, realizzata all’interno del giardino della Caserma Salvo D’Acquisto alla presenza anche del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette.

 

Come si unisca la divisa a questa opera lo spiega lo stesso autore: “indica il passaggio verso una nuova era di equilibrio e armonia dell’intera società. (…) esprime a fondo il connubio tra arte e società a cui dedico la mia intera attività. Il sodalizio tra creazione artistica e la vita dell’Arma dei Carabinieri, totalmente consacrata al bene della società umana, viene suggellato dal simbolo del Terzo Paradiso, e diviene auspicio di progresso e di pace per il futuro della civiltà (…) è la riconfigurazione del segno matematico dell’infinito. Questo emblema si propone come impegno di equità, reciprocità e rispetto nella prospettiva del futuro”.

 

I materiali utilizzati per la realizzazione dell’opera sono siepe di sbosco e frammenti di monumenti romani, atti a rappresentare la natura e la storia dell’uomo.

Al centro è inserita una scultura in acciaio che rappresenta la Fiamma, simbolo unico dell’arma, nata dalle mani dell’artista Fiamma Zagara.

 

 

 

Carabinieri. Dal paradiso all’inferno

 

 

Se da un alto si parla di paradiso e arte, dall’altro non ci si dimentica che viviamo in una sociegtà malata, costantemente in pericolo e nella quale nulla è più possibile dare per scontato. Con questa premessa è ovvio che la preparazione delle nostre forze armate, carabinieri inclusi, in caso di attacchi batteriologici e chimici è una bella notizia.

 

Questa preparazione è stata testata durante l’esercitazione pratica che si è svolta pochi giorni fa e che ha visto mettere in campo una serie di attività valutative finalizzate alla certificazione della capacità dei Comandi intercettare, rivelare e affrontare un caso di allarme per attacchi Chimici, Batteriologici, Radiologici e Nucleari.

 

In questo contesto anche il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, attraverso il Comando Tutela per l’Ambiente, che si occupa della gestione delle informazioni provenienti dai Comandi/Enti dell’Arma per l’intero territorio nazionale, ha svolto le funzioni di sotto centro di raccolta.

 

 

 

Fonte: askanews / adnkronos

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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ven, giu 24, 2016  Valentina
Accorpamento Carabinieri e Forestale. Ormai ci siamo
2.33 (46.67%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: geapress.org

Fonte: geapress.org

Le istituzioni parlano di “progetto di razionalizzazione e ottimizzazione delle potenzialità connesse alle risorse disponibili delle forze di polizia e dell’arma dei carabinieri, nell’ottica di “valorizzare il merito delle professionalità del personal, con l’obiettivo di migliorare la funzionalità ai fini dell’espletamento dei compiti istituzionali e della conseguente risposta alla richiesta di sicurezza dei cittadini”.

 

Una serie infinita di parole e concetti che di fatto si traducono esattamente in quello che sembrano: una grandissima confusione e nulla di concreto.

 

 

Carabinieri e Forestale. Ecco i numeri

 

 

Le unità del corpo forestale dello stato stanno transitando, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo, verso le forze di destinazione: 126 nella polizia, 84 nella finanza, 390 nei vigili del fuoco, 7034 dei carabinieri e 47 nel ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

 

I numeri parlano da soli. L’arma dei carabinieri è stata ritenuta la più idonea per l’assorbimento maggiore degli agenti forestali, in quanto all’interno delle proprie competenze, svolge già compiti nel settore alimentare e ambientale e in più gode di una capillarizzazione su tutto il territorio nazionale.

 

Ma materialmente come verranno inquadrati i forestali all’interno del corpo dell’arma? Perché di fatto non esiste un ordinamento o delle disposizioni che prevedano un inserimento di massa di questo tipo, sistematico e ben strutturato.

 

Si procederà dunque a emanare delle disposizioni ad hoc per definire lo stato giuridico e l’avanzamento del personale forestale. Proprio in tema di status giuridico, il nuovo articolo 2214 bis fissa al comma 2 che il personale assume lo stato giuridico militare, pertanto anche il transito professionale avviene secondo gradi militari.
Di pari passo con questo chiaramente va tenuta in considerazione la parte di formazione. Verranno quindi creati degli appositi corsi di specializzazione, della durata variabile a seconda della competenza.

 

Accorpamento Carabinieri e Forestale. Destino segnato per tutti

 

 

In questa operazione di transito professionale, la data del 10 settembre prossimo riveste un’importanza fondamentale. Coloro infatti che hanno fatto richiesta di mobilità verso altre amministrazioni e al 10 settembre non siano ancora stati ricollocati, dovranno mettere in campo, tramite le associazioni sindacali, una procedura concertata di ricollocazione.

 

Coloro che al 31 dicembre 2016 non risulteranno ricollocati in nessun altro ambito cesseranno definitivamente di appartenere al comparto sicurezza e difesa.
Va ricordato che al personale da ricollocare vengono applicate le disposizioni previste all’art. 33, comma 8 del decreto legislativo num. 165 del 30 marzo 2001, ovvero il diritto all’indennità di importo pari all’80% dello stipendio a cui si aggiunge un’indennità integrativa speciale per una durata massima di 24 mesi.

 

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, giu 14, 2016  Valentina
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Fonte: sostenitori.info

Fonte: sostenitori.info

In un mondo logico e sensato chi indossa la divisa dovrebbe difendere, non difendersi. E invece in contesti sociali esasperati sia dalle condizioni di vita che da un’informazione sconsiderata, il buono diventa cattivo in un batter d’occhio.

 

Solo perché si difende. Solo perché salvaguarda la propria vita e la propria incolumità. Solo perché spara dopo essersi preso una coltellata.

 

L’avverbio “solo” può sembrare abominevole a qualche buonista che identifica le divise come ordine militare assoluto invece che tutela della pace in una convivenza civile culturalmente difficile.

Carabinieri. Dito puntato alla ricerca di un razzismo che non c’è

 

 

 

Un episodio drammatico come quello avvenuto a Rosarno è divenuto in un batter d’occhio il cavallo di Troia per assalire verbalmente i carabinieri, per additarli come assassini senza regole in un far west, dove gli immigrati sono sempre e comunque vittime indifese per il fatto stesso di esser immigrati.

 

Non è sempre così. È bene dirlo. A gran voce e spiegarlo a caratteri cubitali a chi nelle scorse ore, ha impropriamente parlato di “caccia al negro”. Come se ci si divertisse a sparare. Come se il colore fosse una discriminante. Qui il colore non c’entra proprio nulla.

 

Rosarno è da anni un luogo caldo di rivolta. Dove gli immigrati stessi diventano sfruttatori di loro stessi. Dove si è creato un sistema di patronato tra gli stessi immigrati, che dà spesso adito a rivolte interne, nelle quali le forze dell’ordine sono chiamate solo a sedare gli animi. Ma quale caccia!

 

 

Carabinieri. Manca progressività di azione

 

 

Ci vogliamo per un attimo, solo uno, calare dentro una divisa? Dietro quelle stellette ci sono uomini e donne. Essere umani. Che se vedono in pericolo la loro vita, faranno di tutto per salvaguardarla. Specialmente durante lo svolgimento del loro servizio. Ed è proprio qui il punto.

 

Quando accadono episodi come quello di Rosarno tornano alla ribalta temi conosciuti e volutamente ignorati dalle istituzioni: gli equipaggiamenti.
Taser, spray al peperoncino in uso in moltissime forze dell’ordine nel mondo sono strumenti ormai imprescindibile per evitare che si inneggia a una caccia alle streghe inesistente ogni volta che accade (per fortuna raramente) un episodio di cronaca come quello degli ultimi giorni.
Serve una gradualità nell’uso della forza, perché non si può passare dallo sfollagente alla pistola, considerato quanti altri strumenti intermedi esistono. Basta solo darli in dotazione.

 

 

 

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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