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Archivi per la categoria 'Arma dei Carabinieri'

ven, lug 1, 2016  Valentina
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Fonte: stelladitalianews.com

Fonte: stelladitalianews.com

E si chiama proprio così “il Terzo paradiso” l’opera del maestro Michelangelo Pistoletto, realizzata all’interno del giardino della Caserma Salvo D’Acquisto alla presenza anche del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette.

 

Come si unisca la divisa a questa opera lo spiega lo stesso autore: “indica il passaggio verso una nuova era di equilibrio e armonia dell’intera società. (…) esprime a fondo il connubio tra arte e società a cui dedico la mia intera attività. Il sodalizio tra creazione artistica e la vita dell’Arma dei Carabinieri, totalmente consacrata al bene della società umana, viene suggellato dal simbolo del Terzo Paradiso, e diviene auspicio di progresso e di pace per il futuro della civiltà (…) è la riconfigurazione del segno matematico dell’infinito. Questo emblema si propone come impegno di equità, reciprocità e rispetto nella prospettiva del futuro”.

 

I materiali utilizzati per la realizzazione dell’opera sono siepe di sbosco e frammenti di monumenti romani, atti a rappresentare la natura e la storia dell’uomo.

Al centro è inserita una scultura in acciaio che rappresenta la Fiamma, simbolo unico dell’arma, nata dalle mani dell’artista Fiamma Zagara.

 

 

 

Carabinieri. Dal paradiso all’inferno

 

 

Se da un alto si parla di paradiso e arte, dall’altro non ci si dimentica che viviamo in una sociegtà malata, costantemente in pericolo e nella quale nulla è più possibile dare per scontato. Con questa premessa è ovvio che la preparazione delle nostre forze armate, carabinieri inclusi, in caso di attacchi batteriologici e chimici è una bella notizia.

 

Questa preparazione è stata testata durante l’esercitazione pratica che si è svolta pochi giorni fa e che ha visto mettere in campo una serie di attività valutative finalizzate alla certificazione della capacità dei Comandi intercettare, rivelare e affrontare un caso di allarme per attacchi Chimici, Batteriologici, Radiologici e Nucleari.

 

In questo contesto anche il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, attraverso il Comando Tutela per l’Ambiente, che si occupa della gestione delle informazioni provenienti dai Comandi/Enti dell’Arma per l’intero territorio nazionale, ha svolto le funzioni di sotto centro di raccolta.

 

 

 

Fonte: askanews / adnkronos

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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ven, giu 24, 2016  Valentina
Accorpamento Carabinieri e Forestale. Ormai ci siamo
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Fonte: geapress.org

Fonte: geapress.org

Le istituzioni parlano di “progetto di razionalizzazione e ottimizzazione delle potenzialità connesse alle risorse disponibili delle forze di polizia e dell’arma dei carabinieri, nell’ottica di “valorizzare il merito delle professionalità del personal, con l’obiettivo di migliorare la funzionalità ai fini dell’espletamento dei compiti istituzionali e della conseguente risposta alla richiesta di sicurezza dei cittadini”.

 

Una serie infinita di parole e concetti che di fatto si traducono esattamente in quello che sembrano: una grandissima confusione e nulla di concreto.

 

 

Carabinieri e Forestale. Ecco i numeri

 

 

Le unità del corpo forestale dello stato stanno transitando, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo, verso le forze di destinazione: 126 nella polizia, 84 nella finanza, 390 nei vigili del fuoco, 7034 dei carabinieri e 47 nel ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

 

I numeri parlano da soli. L’arma dei carabinieri è stata ritenuta la più idonea per l’assorbimento maggiore degli agenti forestali, in quanto all’interno delle proprie competenze, svolge già compiti nel settore alimentare e ambientale e in più gode di una capillarizzazione su tutto il territorio nazionale.

 

Ma materialmente come verranno inquadrati i forestali all’interno del corpo dell’arma? Perché di fatto non esiste un ordinamento o delle disposizioni che prevedano un inserimento di massa di questo tipo, sistematico e ben strutturato.

 

Si procederà dunque a emanare delle disposizioni ad hoc per definire lo stato giuridico e l’avanzamento del personale forestale. Proprio in tema di status giuridico, il nuovo articolo 2214 bis fissa al comma 2 che il personale assume lo stato giuridico militare, pertanto anche il transito professionale avviene secondo gradi militari.
Di pari passo con questo chiaramente va tenuta in considerazione la parte di formazione. Verranno quindi creati degli appositi corsi di specializzazione, della durata variabile a seconda della competenza.

 

Accorpamento Carabinieri e Forestale. Destino segnato per tutti

 

 

In questa operazione di transito professionale, la data del 10 settembre prossimo riveste un’importanza fondamentale. Coloro infatti che hanno fatto richiesta di mobilità verso altre amministrazioni e al 10 settembre non siano ancora stati ricollocati, dovranno mettere in campo, tramite le associazioni sindacali, una procedura concertata di ricollocazione.

 

Coloro che al 31 dicembre 2016 non risulteranno ricollocati in nessun altro ambito cesseranno definitivamente di appartenere al comparto sicurezza e difesa.
Va ricordato che al personale da ricollocare vengono applicate le disposizioni previste all’art. 33, comma 8 del decreto legislativo num. 165 del 30 marzo 2001, ovvero il diritto all’indennità di importo pari all’80% dello stipendio a cui si aggiunge un’indennità integrativa speciale per una durata massima di 24 mesi.

 

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, giu 14, 2016  Valentina
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Fonte: sostenitori.info

Fonte: sostenitori.info

In un mondo logico e sensato chi indossa la divisa dovrebbe difendere, non difendersi. E invece in contesti sociali esasperati sia dalle condizioni di vita che da un’informazione sconsiderata, il buono diventa cattivo in un batter d’occhio.

 

Solo perché si difende. Solo perché salvaguarda la propria vita e la propria incolumità. Solo perché spara dopo essersi preso una coltellata.

 

L’avverbio “solo” può sembrare abominevole a qualche buonista che identifica le divise come ordine militare assoluto invece che tutela della pace in una convivenza civile culturalmente difficile.

Carabinieri. Dito puntato alla ricerca di un razzismo che non c’è

 

 

 

Un episodio drammatico come quello avvenuto a Rosarno è divenuto in un batter d’occhio il cavallo di Troia per assalire verbalmente i carabinieri, per additarli come assassini senza regole in un far west, dove gli immigrati sono sempre e comunque vittime indifese per il fatto stesso di esser immigrati.

 

Non è sempre così. È bene dirlo. A gran voce e spiegarlo a caratteri cubitali a chi nelle scorse ore, ha impropriamente parlato di “caccia al negro”. Come se ci si divertisse a sparare. Come se il colore fosse una discriminante. Qui il colore non c’entra proprio nulla.

 

Rosarno è da anni un luogo caldo di rivolta. Dove gli immigrati stessi diventano sfruttatori di loro stessi. Dove si è creato un sistema di patronato tra gli stessi immigrati, che dà spesso adito a rivolte interne, nelle quali le forze dell’ordine sono chiamate solo a sedare gli animi. Ma quale caccia!

 

 

Carabinieri. Manca progressività di azione

 

 

Ci vogliamo per un attimo, solo uno, calare dentro una divisa? Dietro quelle stellette ci sono uomini e donne. Essere umani. Che se vedono in pericolo la loro vita, faranno di tutto per salvaguardarla. Specialmente durante lo svolgimento del loro servizio. Ed è proprio qui il punto.

 

Quando accadono episodi come quello di Rosarno tornano alla ribalta temi conosciuti e volutamente ignorati dalle istituzioni: gli equipaggiamenti.
Taser, spray al peperoncino in uso in moltissime forze dell’ordine nel mondo sono strumenti ormai imprescindibile per evitare che si inneggia a una caccia alle streghe inesistente ogni volta che accade (per fortuna raramente) un episodio di cronaca come quello degli ultimi giorni.
Serve una gradualità nell’uso della forza, perché non si può passare dallo sfollagente alla pistola, considerato quanti altri strumenti intermedi esistono. Basta solo darli in dotazione.

 

 

 

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mer, giu 8, 2016  Valentina
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Fonte: ilcorrieredelgiorno.net

Fonte: ilcorrieredelgiorno.net

L’autorità militare nell’esprimere le proprie valutazioni sul personale dipendente gode di una larga autonomia di espressione connaturata da ampia discrezionalità”. Con questa frase il tribunale amministrativo ha messo la parola fine alla vicenda che vede protagonisti due carabinieri, entrambi insoddisfatti del giudizio ricevuto dai propri superiori rispetto al lavoro svolto.

 

Proprio queste due pagelle, secondo i carabinieri inique, li avevano spinti a far ricorso al Tar per veder rettificare giudizi parzialmente negativi.

Missione fallita.

Il tribunale ha infatti riconosciuto l’autonomia dell’arma a dispensare giudizi sui suoi membri e ha poi dato anche una valutazione nel merito confermando e avvalorando le ragioni che hanno spinto i vertici a emettere giudizi parzialmente negativi.

Una disfatta su tutta la linea insomma!

 

 

Carabinieri. Bandiera nera sulla festa della Repubblica

 

 

Ma la vera disfatta, nel giorno della festa della repubblica, ha colpito tutti i carabinieri, con la morte del maresciallo Sivio Mirarchi a Marsala, durante una delle tante attività contro le organizzazioni mafiose.

 

Si legge sul sito Pianetacobar: “ un vile agguato, colpito alle spalle, quasi a bruciapelo. Silvio e Antonello avevano usato tutte le precauzioni possibili, sapevano che in quella zona vi erano stati commessi alcuni reati, tra cui anche un omicidio non molto tempo prima. Un servizio serale particolare di osservazione e controllo del territorio, ma all’improvviso qualcosa di strano li ha attirati, un vero e proprio agguato. Silvio viene colpito alle spalle. Antonello lancia l’allarme e inizia subito la corsa verso l’ospedale, ma silvio è in gravi condizioni”.

 

Ha lottato per 18 ore prima di morire. Morire sul campo, colpito nello svolgimento del suo dovere in una delle zone in assoluto più difficili di tutto il paese.

 

 

 

Carabinieri. I suoi primi 202 Anni

 

 

Non se ne è parlato molto, forse perché la vicinanza con la festa della repubblica offusca tutto il resto. Ma l’arma dei carabinieri ha compiuto i suoi primi 202 anni; due secoli suonati nei quali gli uomini dell’arma si sono distinti sia in Italia che all’estero.

 

Un’occasione quella dell’anniversario che in tutto il paese viene colta per tirare le somme e fissare gli obiettivi per il futuro prossimo.

Perché in un mondo in cui tutto sta diventando sempre più imprevedibile, la Benerita non può permettersi di non adeguarsi, pur rimanendo radicata a quei lavori indiscussi che le hanno dato la vita.

 

 

 

 

Fonte: infodifesa /irpinianews / pianetacobar

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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mar, mag 31, 2016  Valentina
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risarcimerntoÈ capitato diverse volte in poco tempo che lo stato, rappresentato da qualche suo ministero, ha dovuto chinare la testa davanti alla giustizia amministrativa e prendere atto di un comportamento illecito, con tutte le conseguenze previste.

 

Ultimo episodio in ordine di tempo riguarda la condanna al risarcimento in favore di un maresciallo dei carabinieri che si era visto negare l’assegnazione dell’alloggio a seguito di un trasferimento.

 

 

 

Carabinieri. I Fatti

 

 

La sentenza resa nota dal tribunale amministrativo è chiara e definisce senza mezzi termini “un significativo e sicuro indizio circa il comportamento illegittimo della p.a.” (e)  “la sussistenza del nesso causale tra il comportamento illegittimo ed il danno lamentato dal ricorrente, risultando un evidente collegamento tra condotta (provvedimento) e l’evento (danno)”.

Questa pronuncia si traduce nel riconoscimento al risarcimento per il carabiniere in questione.

 

Questi i fatti. Dando seguito alla sua richiesta di trasferimento presso un’altra sede di servizio, il militare aveva avanzato domanda per poter usufruire di un alloggio gratuito.

La sua domanda venne respinta per due volta dai vertici dell’arma, costringendo di fatto il maresciallo ad affittare a proprie spese un appartamento al costo di oltre 350 euro mensili per circa 30 mesi. Il militare chiaramente decide di prendere la via legale e con l’aiuto dei difensori Giorgio e Giovanni Carta intraprende la strada della giustizia amministrativa.

 

Quella stessa strada si è conclusa con la condanna da parte del ministero della difesa al risarcimento dell’’intero importo che il maresciallo erogo, a cui si vanno a sommare gli interessi legali.

 

 

Carabinieri. The Show Must Go On

 

 

E in attesa di trovare i fondi per i risarcimenti stabiliti dal tribunale amministrativo, si continua però a investire nell’immagine dell’arma e a questo proposito, proprio davanti al palazzo del Quirinale hanno sfilato le nuove 20 moto Guzzi Calfornia 1400 in dotazione al reparto Corazzieri.

 

Questo reparto infatti, tra le altre cose, è impegnato da sempre nel servizio di scorta al Capo dello stato proprio in sella alle Guzzi, presentate proprio al Presidente Mattarella, durante una visita proprio della delegazione Piaggio.

 

 

 

 

Fonte: grnet / infodifesa

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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