Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

Accessibilità per i visitatori: sola lettura, ma potrete presto chiedere la registrazione ed esprimere i vostri pareri.

Categorie

 
Nuovi Arrivi Autunnali Uomo

Archivi per la categoria 'Arma dei Carabinieri'

mar, ott 28, 2014  Valentina
Carabinieri. Sblocco Stipendi Confermato. E Poi? 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

Su questo non dovrebbero esserci più dubbio: il Governo Renzi a gennaio 2015 sbloccherà definitivamente gli stipendi per l’Arma dei Carabinieri e per il comparto sicurezza in generale.

blocco stipendi ccNotizia certamente positiva, ma che lascia dietro di sé una scia di dubbi e perplessità che non fanno dormire sonni tranquilli ai nostri uomini in divisa.

Ad esempio: a dove salteranno fuori i soldi per far fronte allo sblocco stipendiale? Perché, affinché questa azione abbia davvero un effetto positivo sul comparto sicurezza è necessario che avvenga senza esercitare ulteriori tagli in termini di risorse umane e strumentali.

Diversamente  sarebbe come versare acqua in un bicchiere rotto.

 

 

Carabinieri. Care, Carissime Medaglie

 

 

Se da un lato il Governo è continuamente sotto tiro, nella speranza che possa mettere in atto gli strumenti per risollevare la situazione precaria del comparto sicurezza., dall’altro lato ci sono i militari e i loro vertici che dovrebbero fare altrettanto nei limiti delle loro competenze e potenzialità.

 

L’associazione militari Assodipro ha però sottolineato nei giorni scorsi, come questo spirito di sacrificio, non venga avvertito davvero fino in fondo.

Questo si traduce in oltre un milione e 200 mila euro che lo stato spenderà in medaglie d’oro, irrinunciabili riconoscimenti per il servizio e la dedizione verso la patria, istituite da Carlo Alberto nel lontanissimo 1839, quando lo stato italiano esisteva da pochi anni ed era ancora con le casse piene.

 

Ma le rappresentanze militari continuano a dirsi soddisfatte dei traguardi raggiunti con il governo: “finalmente, dopo quattro anni il personale vede riconosciuta per la prima la specificità. È un grande segnale di svolta per l’intero comparto e per la rappresentanza militare (…) tutti coloro che hanno avuto voci stipendiali bloccate durante il quadriennio, dal 1 gennaio 2015, riceveranno il salario previsto per grado e anzianità rivestiti, adeguato alle responsabilità e agli oneri” dichiara il generale Paolo Gerometta, presidente del Consiglio centrale di rappresentanza (Cocer) sezione Esercito.

 

Ma la strada prima di essere contenti e orgogliosi è ancora lunga, molto lunga.

 

 

 

I Sacrifici Toccheranno Nuovamente alle divise

 

 

Se da un lato il blocco degli stipendi è una realtà positiva, non è certo sufficiente per cantare vittoria.

I tagli previsti infatti per i prossimi mesi vedono una riduzione del personale di circa 140 mila unità. Le modalità non sono ancora chiare però, dal momento che il licenziamento è escluso e gli incentivi al pensionamento non hanno avuto molta presa.

Restano quindi la mobilità volontaria con il trasferimento presso altre amministrazioni.

 

A questo si aggiunge anche la volontà già più volte espressa dal premier di ridurre il numero dei corpi di polizia, con un notevole risparmio per le casse statali.

Anche per questo tema si attende la legge di stabilità, ormai manca poco. E capiremo se lo sblocco è solo una palliativo oppure, come ci auguriamo, il primo passo verso scelte più razionali e competenti, che non mettano definitivamente in ginocchio un reparto già allo stremo.

 

 

 

Fonte: militariassodipro / grnet / ilvelino / pianetacobar

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
ven, ott 10, 2014  Marco Brezza
Ore straordinari carabinieri: prescrizione e quote non corrisposte 3.67/5 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

Come debbono essere ripartite le somme disponibili per sanare ciò che spetta per l’anno 2012 al personale dell’Arma di Carabinieri e non è stato loro corrisposto? Stiamo parlando delle ore di lavoro prestate in eccedenza rispetto all’ordinario orario di lavoro giornaliero: le ore straordinari carabinieri. Un tema sempre all’ordine del giorno all’interno del complesso ingranaggio delle retribuzioni nella Amministrazione Pubblica italiana e che va analizzato con discreta attenzione.

 

Fonte: lecconotizie.com

Fonte: lecconotizie.com

Ore straordinari carabinieri, un meccanismo adeguato?

 

Negli scorsi mesi ci sono stati diversi incontri di rango istituzionale a livello di forze di polizia che hanno attraversato momenti di serrato confronto tra lo Stato Maggiore e il Consiglio Centrale di Rappresentanza dell’Arma. Da questa serie di scambi di pareri è emerso il seguente fatto: non risulta per nulla adeguato il meccanismo che effettua una ripartizione delle suddette somme corrispondenti alle ore straordinari carabinieri in modalità tali da non soddisfare tutto il personale. Si renderebbe pertanto necessario suddividere le somme rese disponibili al pagamento delle ore di lavoro straordinario non corrisposte per quello che riguarda l’anno 2012.

 

Quando giunge la prescrizione?

 

A livello di disciplina generale relativa alla tematica qui analizzata va comunque detto che nel caso di lavoro straordinario prestato dal carabiniere in misura eccedente al monte ore complessivo, il “dies a quo” del termine quinquennale di prescrizione della relativa domanda di remunerazione deve essere fissato inderogabilmente alla data in cui è stata predisposta la contabilità per il pagamento del suddetto lavoro straordinario. Questa tipologia di atto presuppone il riconoscimento dell’altrui diritto, cagionando in tal guisa un effetto interruttivo del termine prescrizionale. Tale assunto è confermato da una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) del Piemonte, Sez. II, del 18 gennaio 2013, più precisamente la numero 76.
In altra direzione è poi importante sottolineare come le prestazioni orarie di lavoro straordinario obbligatorio e programmato effettuate dai carabinieri possono essere convertite, a richiesta del dipendente stesso, in un numero corrispondente di giorni di riposo compensativo: è questo uno dei metodi riconosciuti per recuperare le ore straordinari carabinieri trascorse in servizio.

 

Ore straordinari carabinieri: una storia particolare

 

In materia di ore straordinari carabinieri va citata una vicenda accaduta pochi mesi fa nel bergamasco: un comandante dei carabinieri avrebbe infatti annotato sul memoriale di servizio due ore di straordinario, senza poi effettivamente svolgerle, procurando un danno erariale corrispondente alla cifra di 27,52 euro. Il comandante è stato condotto a processo con ipotesi di reato definita in “truffa ai danni dello Stato”: il carabiniere, secondo le contestazioni avrebbe segnato quattro ore di straordinario, restando però in servizio solo per due. La difesa ovviamente ha chiesto il non luogo a procedere, sottolineando che le due ore erano state lavorate in un’altra, differente occasione. Un episodio che presenta per lo più gli estremi di una bagatella di poco conto dai contorni veniali, ma che sottolinea una volta per tutte l’estrema precisione e cura che caratterizzano l’istituto dello straordinario per le forze dell’ordine ed in particolare per i membri di una forza armata di rilievo come quella dei carabinieri.

 

Fonti: pianetacobar.eu, ecodibergamo.it

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
lun, ott 6, 2014  Valentina
Carabinieri e Finanza. Una sola Arma 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

L’Arma dei Carabinieri festeggia i suoi 200 anni di vita a Roma. E tra un’iniziativa e l’altra si inizia a sentire nell’aria, il profumo della fusione. Il governo Renzi infatti, secondo un’indiscrezione tutta da verificare del quotidiano La Stampa, avrebbe progettato di semplificare il sistema sicurezza, creando due soli corpi di polizia, contro gli attuali 5.

 

fusione cc finanzaCome? Fondendone alcuni. Prima l’assorbimento della Forestale e della Penitenziaria nella Polizia di stato. Poi la fusione della Guardia di Finanza con i Carabinieri.

In concreto le fiamme gialle andrebbero a scomparire come forza armata, con un risparmio di circa 2 miliardi all’anno, ma continuerebbero a svolgere le proprie mansioni semplicemente con una divisa differente.

 

Questa iniziativa, a dir poco rivoluzionaria, è molto vicina. Sembra infatti che avrà una prima fase di attuazione tra meno di due settimane, con la legge di Stabilità per poi concludersi nel 2015.

 

 

 

Fusione Carabinieri e Finanza. Non Tutti Sono D’accordo

 

 

Le voci di protesta per questa scelta rivoluzionaria sono già arrivate e anche molto forti.

Il governo smentisca subito le notizie su demenziali propositi di fusioni di forze di polizia. Addirittura con Carabinieri e Guardia di finanza unite in un solo corpo. Sono tesi assurde. Che non comporterebbero risparmi, indebolirebbero la rete di protezione dei cittadini, alimenterebbero la confusione a tutti i livelli”.

Questo il commento glaciale del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, preoccupato legittimamente anche per il confronto sindacale che si prospetta.

 

 

 

Fusione Carabinieri e Finanza: Sarà vero?

 

 

Come abbiamo precisato all’inizio di questo articolo si tratterebbe di un’indiscrezione che Emanuele Fiano, responsabile sicurezza nella segreteria del Partito democratico ha seccamente smentito: “smentisco decisamente che la segreteria nazionale del Pd abbia affrontato o ventilato il tema dell’unificazione delle forze di polizia o di altri corpi dello Stato”.

Non si può però nascondere che questa idea qualcuno l’ha partorita e diffusa… il tempo svelerà chi ha ragione.

 

 

 

Fonte: italiaoggi / repubblica / lastampa

 

 

Valentina Stipa

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, ott 1, 2014  Valentina
Caso Magherini. Morì per cocaina e asfissia 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

 

Non ci fu alcun pestaggio né tortura la notte tra il 2 e il 3 marzo scorsi, quando il quarantenne Riccardo Magherini morì in una strada di Firenze, nel quartiere di San Frediano,  durante un arresto da parte dei carabinieri.

 

caso magheriniIl magistrato ha cambiato il capo l’imputazione per i 7 indagati, 4 militari e 3 sanitari, da omicidio preterintenzionale a omicidio colposo, poiché gli esiti di una consulenza tecnica hanno dimostrato che la morte del giovane avvenne a causa di “un’intossicazione acuta da cocaina associata ad un meccanismo asfittico”.

 

 

Caso Magherini. I Fatti

 

 

Quella notte alcuni passanti allertarono la caserma dei carabinieri, segnalando una persona in evidente stato di agitazione che aveva rotto la vetrina di un negozio e rubato un cellulare a una ragazza e stava vagando a dorso nudo per strada, gridando cose incomprensibili.

 

Le perizie stabiliranno poi che Magherini era in preda a una excited delirium syndrome, causata dalla droga.

 

I militari intervennero immobilizzando il giovane e mantenendolo “prono a terra, esercitando anche pressione sulla regione scapolare e sugli arti inferiori”, poiché lo stesso opponeva resistenza. Proprio questa posizione, già riconosciuta come non conforme alle direttive del Comando generale dei carabinieri, secondo i magistrati avrebbe ridotto la dinamica respiratoria, già compromessa, portando all’arresto respiratorio, quindi alla morte.

 

Gli altri indagati sono i soccorritori, che, precisiamolo, non sono né infermieri né medici, colpevoli di non essersi accorti della gravità della situazione e di non essere intervenuti evitando l’asfissia e l’arresto respiratorio.

 

L’avvocato dei 4 carabinieri indagati, Francesco Maresca, ha voluto precisare con forza la totale esclusione dell’ipotesi di pestaggio da parte dei militari, sottolineando invece che si è “passati da una ipotesi dolosa a una colposa di omicidio, laddove, comunque, nella stessa imputazione si dà conto delle difficoltà incontrate dai carabinieri per bloccare il povero Magherini e soprattutto si riscontra il suo stato di delirio dovuto all’assunzione massiccia di cocaina, che ha comportato il decesso”.

 

Il caso Cucchi, Bifolco, Magherini sono tutte tragedie che richiedono chiarezza e giustizia, su questo non ci sono dubbi.

Quello però che non devono fare è trasformarsi in strumenti di accusa e violenza contro chi indossa la divisa.

 

Le mele marce ci sono dappertutto, perfino in Vaticano, e purtroppo la loro  individuazione avviene spesso troppo tardi e a fronte di qualche tragedia evitabile.

Ma puntare il dito contro l’arma intera per un errore singolo non solo è sbagliato, ma è deleterio e poco rispettoso verso chi la divisa la indossa con orgoglio e onore e ci permette, tra le altre cose, di girare tranquilli per le strade della nostra città.

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / lastampa /ansa

Cedolino stipendi PA 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, set 17, 2014  Marco Brezza
Vota Questo Articolo

Chiamatela revisione della spesa, o se preferite spending review, fa poca differenza; sono le parole chiave dell’autunno che sta per giungere (ma in realtà hanno plasmato tutto il 2014 della Pubblica Amministrazione italiana), con particolare attenzione al settore Difesa (e non soltanto).

 

Spending review Difesa

 

Difesa: tra spending review e controllo sugli appalti

 

Nello scorso mese di agosto a Carabinieri, Polizia e ministero della Difesa sono giunte le lettere di avvertimento da parte del commissario straordinario alla revisione della spesa, Carlo Cottarelli e dal presidente dell’Autorità anti-corruzione, Raffaele Cantone: le diffide concernono le presunte violazioni delle norme sugli appalti da tenere solo ai prezzi più convenienti per il contribuente. Il punto centrale della questione risiede nel seguente concetto, espresso in maniera cristallina da Federico Fubini di Repubblica: “Una serie di decreti approvati fra il 2006 e il 2012 obbliga (…) gli uffici dello Stato e le società “in house”, controllate al 100%, a non sprecare un centesimo quando comprano sette categorie di beni e servizi essenziali: elettricità, gas, carburanti, combustibili da riscaldamento e contratti di telefonia fissa, cellulare o per traffico dati. Per ordinare da questo menù, tutti dovrebbero servirsi della centrale nazionale degli acquisti Consip o delle centrali regionali. Facile capire perché: i grandi acquirenti hanno le competenze e sono in grado di spuntare i prezzi migliori. La legge tollera eccezioni, cioè amministrazioni che fanno shopping da sole, solo se un ufficio compra a meno dei prezzi garantiti da Consip”.

 

Polizia di Stato e Carabinieri, appalti: pratiche che lasciano dubbi

 

E proprio qui sta il punto: la Polizia di Stato avrebbe stipulato un contratto di telefonia mobile da 4,4 milioni di euro, mentre i dati del Mef dimostrano che in media il costo di tale tipologia di accordo giunge ad essere circa un quinto di tale cifra. Si tratterebbe di una procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando, ovverosia senza previo coinvolgimento del Consip. L’evento si sarebbe ripetuto con i contratti relativi a cellulari dei Carabinieri (circa 3,1 milioni di euro) e per il traffico dati dell’Arma (sui 2,2 milioni). Pratiche border-line che ora sono all’attenzione del commissario per la spending review Carlo Cottarelli. Problematiche simili sono state riscontrate anche a talune procedure intraprese dall’Aeronautica militare nell’approvvigionamento di energia elettrica per fornire illuminazione ad aeroporti militari (tra cui quello di Pratica di Mare).

 

Arma dei Carabinieri: la stagione della spending review continua

 

E a proposito di revisione della spesa nella Pubblica Amministrazione continua ad essere sfoltito il parco-presidi relativo all’Arma dei Carabinieri: quest’ultima rischia infatti di perdere ben tre presidi in Liguria, nella provincia di Imperia: con l’ipotesi di declassare una compagnia, quella di Bordighera, al rango di tenenza. Tra i presidi in procinto di essere soppressi anche quello di Ventimiglia Alta: costi troppo alti, la motivazione addotta a base per la chiusura. Una spesa che va “razionalizzata”, afferma la burocrazia: in soldoni, la caserma di via Garibaldi va chiusa. In soccorso del presidio giungono i cittadini e la politica: sarebbe importante (anzi necessario) mantenere un presidio di legalità in un quartiere “caldo” della città.

 

Fonti: repubblica.it, ilsecoloxix.it

 

Marco Brezza

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest