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Archivi per la categoria 'Arma dei Carabinieri'

lun, apr 18, 2016  Valentina
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cinquerighe

Fonte: cinquerighe.it

La religione, qualunque essa sia, nella maggior parte dei casi non è certo solo un credo intimo e privato. Influenza e agisce su tutte le sfere della vita di ogni credente, non ultima quella lavorativa.

 

Fino ad oggi la questione religiosa non ha mai riguardato le forze armate, ma qualcosa sta cambiando.

Adeguamento dei tempi o semplici rivendicazioni di libertà, ad oggi non è ancora dato sapere.

Di sicuro però c’è che per l’Arma dei carabinieri sta cambiando qualcosa in questa direzione.

 

Oltre 25 mila carabinieri in servizi tra Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria, tramite il consiglio intermedio di rappresentanza – Co.I.R. – ha divulgato una delibera nella quale di ritiene “inapplicata la libertà religiosa in quanto l’esistenza dei soli Cappellani Militari di religione cattolica darebbe luogo ad evidenti disparità di trattamento tra commilitoni”.

 

 

Carabinieri. Le richieste al Ministro

 

 

Questa delibera datata 8 aprile 2016 contiene un vero e proprio excursus storico sui cappellani militari, con lo scopo di mettere in evidenza il vuoto normativo che si è creato con l’entrata in vigore del Codice dell’ordinamento militare, rivendicando con forza “il dovuto rispetto del principio di laicità dello Stato sancito dalla Costituzione repubblicana”.

 

La richiesta è stata rivolta direttamente al ministro della difesa Roberta Pinotti, alla quale viene ribadita la necessità di “provvedere a dare compiuta applicazione ai principi costituzionali sulla libertà di culto”. C’è anche un altro aspetto che viene sottolineato nella delibera: lo stato giuridico e il relativo trattamento economico dei cappellani, i quali dal lontano 1961, con la legge 512, sono assimilati in tutto e per tutto a ufficiali delle forze armate. Proprio sulla questione dei cappellani, la storia comincia molto prima di questa delibera ed è più che altro squisitamente economica.

 

Dal 2013 al 2015 la spesa per i soli stipendi dei cappellani militari è passata da 7.680.353 a 10.445.732 euro mentre il numero dei cappellani è lievitato da 169 a 205. Si tratta di cifre piuttosto eloquenti e che meritano una certa riflessione da parte dei vertici coinvolti, sia di stato che di chiesa.

 

 

 

 

Fonte: supu

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, apr 11, 2016  Valentina
Carabinieri. Superstiti Nassirya, uomini di serie B? 5.00/5 (100.00%) 3 Vota Questo Articolo

nassiryaContinuano gli screzi contro i pochi superstiti della strage di Nassirya del 12 novembre 2003. A salvatore Maltese infatti, insignito della medaglia d’oro al valore dopo il massacro, è stata negata l’iscrizione all’Associazione nazionale carabinieri, della sezione dell’Anc di Farra d’Isonzo, una delle cinque sedi dislocate nel territorio provinciale.

 

La nota dell’associazione, firmata da Angelo Nigro, lascia poco spazio all’interpretazione: “Egregio signor Maltese, siamo spiacenti informarla che, sentito il parere contrario di diversi soci, interpellato l’ispettore dell’Anc Fvg, questo consiglio direttivo, riunitosi in data 3 marzo 2016, nel valutare attentamente la sua domanda, ha ritenuto opportuno, con votazione a maggioranza, 6 (sei) favorevoli e 1 (uno) astenuto, di respingere e negare la sua iscrizione a questa sezione. Si comunica, peraltro, che è data possibilità di inoltrare richiesta di iscrizione all’Anc direttamente alla presidenza nazionale“.

 

 

Carabinieri. Quando i regolamenti vanno oltre l’onore

 

 

Motivo di tutto questo? L’articolo 4 del regolamento. chi vuole diventare socio dell’associazione deve iscriversi nella sede della città in cui risiede. L’appuntato oggi è residente a Gorizia.

 

Questo però non può escludere un altro dato altrettanto uffficiale: l’Anc prevede cinque tipologie di soci: effettivi (carabinieri in servizio e in congedo), familiari (degli effettivi), simpatizzanti (anche se non hanno indossato la divisa dell’Arma), benemeriti e d’onore (insigniti di medaglia).

 

Lo scontento da entrambe le parti, per l’esclusione e per la pubblicità poco edificante, dà il via a un botta e risposta a mezzo stampa tra le due parti che risulta poco costruttivo e anche un po’ svilente. La soluzione però è davvero dietro l’angolo: chiunque può chiedere l’iscrizione all’Anc alla sede centrale di Roma e, una volta ottenuta la tessera, aderire alle attività delle sezioni.

 

 

 

Carabinieri. In Arrivo Altra Interrogazione Parlamentare

 

 

Qualche notizia positiva però arriva anche per i carabinieri in questi giorni. Il tema è quello dei permessi per i padri lavoratori.

 

Tutto nasce dal caso di un brigadiere a cui questa agevolazione è stata negata, facendo riferimento alla normativa in vigore, in tema di specifiche circostanze operative di reparto. Il tema non riguarda solo i carabinieri ma in generale le forze di polizia, per le quali appunti si richiama la legge in deroga per negare questo diritto.

 

È giunta ora di fare chiarezza poiché la normativa a riguarda è molto chiara e dettagliata, pertanto non c’è motivo alcuno in linea generale che porti alla non applicazione per gli appartenenti alle forze di polizia. Da qui è nata la proposta di un’interrogazione parlamentare al ministro della difesa, mossa dal movimento 5 stelle.

Vediamo nelle prossime settimane quali saranno gli sviluppi.

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, apr 4, 2016  Valentina
Carabinieri. Quando l’Onore e’ questione di facciata 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: lanuovasardegna.it

Fonte: lanuovasardegna.it

Questa è una di quelle notizie che non vorremmo mai leggere. Sarà per questo che nessuno ne parla? Probabilmente no. I motivi dell’indifferenza sul tema sono riconducibili a ben altro. Di certo però, quando un Carabinieri assegnatario di una medaglia d’oro al valore, decide di restituire l’onorificenza all’Arma di appartenenza, compie un gesto dal peso enorme, che merita rispetto e che non può in alcun modo passare in sordina.

 

Pietro Sini, l’eroe di Nassiriya, reduce dalla strage di carabinieri, nel 2003, aveva salvato cinque persone in quel massacro, intrufolandosi nella base Maestrale attaccata dai terroristi per prestare soccorso ai colleghi feriti.

 

E proprio grazie al suo gesto l’arma dei carabinieri gli aveva riconosciuto la medaglia d’oro. Peccato però che i riconoscimenti sono finiti lì. Non c’è stato alcun riconoscimento dei benefici previsti dalla legge per le vittime del terrorismo, e anco, il carabiniere è stato riformato dall’arma a 47 anni.

 

 

Carabinieri. Un’indifferenza che ferisce nel profondo

 

 

Nelle commemorazioni per la strage volte mi chiamano, ma molte volte mi ignorano. E a farlo è proprio l’Arma. Quella medaglia non la voglio più” (…) Due anni fa in occasione della festa della Virgo Fidelis sono andato a Cagliari e ho consegnato una lettera al comandante regionale. Nella lettera chiedevo ai vertici dell’Arma di dimenticare quanto accaduto e ripartire daccapo. Dopo un anno e mezzo non ho ancora ricevuto risposta. Non mi resta quindi che restituire le onorificenze visto che le istituzioni non le ritengono degne di un minimo di attenzione”.

È quanto dichiara lo stesso Sini a l’unionesarda.it. Parole che suonano come pugni allo stomaco, anche alla luce delle dichiarazioni di buoni propositi fatte all’indomani di quella strage.

 

Si è già recato personalmente alla Prefettura di Sassari per restituire medagli e pergamene. Ma la prefettura non ha accettato il gesto, rifiutandosi di ritirare il materiale. A Sini non rimane che riconsegnare tutto nelle mani del presidente della repubblica in carica. E giura che lo farà.

 

 

Carabinieri. Tutto Per Delle Dichiarazioni Scomode?

 

 

Ma perché questo atteggiamento dell’Arma? Dichiarazioni ufficiali chiaramente non ce ne sono. Non c’è neanche una presa di posizione ufficiosa, in verità. A riprova dell’indifferenza al tema lamentata da Sini. Ma qualche ipotesi però si può fare.

 

Ad esempio si può pensare che tutto sia collegato alle dichiarazioni post attentato rilasciate dallo stesso carabiniere, nelle quali venivano fatte dure critiche alla gestione della missione di Nassiriya, sia prima che dopo l’attentato.

 

Quelle dichiarazioni lo hanno reso forse un personaggio scomodo? Chi lo sa… di certo ci sono le immagini della tv irachena che lo riprendono mentre scappa dalla caserma in fiamme. Quelle immagini, valgono più di qualunque dichiarazione. Valgono più di medaglie consegnate per prassi militare. valgono l’onore, quello vero, di un carabiniere che ha fatto molto più di quanto il suo stato gli richiedeva. Onore del popolo a Pietro Sini!

 

 

Fonte: supu / lanuovasardegna.gelocal

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mar, mar 29, 2016  Valentina
Carabinieri. Si torna all’Alfa 1.57/5 (31.43%) 7 Vota Questo Articolo

E così, dopo una parentesi Volkwagen Leon ritornano a indossare la divisa di carabinieri e polizia le Alfa Romeo. A deciderlo è stata la Consip, l’ente che ha in mano la gestione delle vetture delle forze di polizia, che ad oggi sono circa 1500.

alfa

 

Non si tratta in realtà di un vero e proprio tuffo nel passato perché ormai, le nuove auto sono impregnate di tecnologia ed elettronica al punto da aver perso il rombo e le caratteristiche che le hanno rese famose e amate all’interno dell’Arma, in favore comunque di maggiori prestazioni.

 

In ogni caso ce ne saranno di due versioni, una per ogni forza che ne usufruirà. La prima versione avrà un motore 1.6 Multijet diesel da 120 CV di potenza, caratterizzata dalle paratie divisoria. Il secondo tipo di Alfa invece sarà dotata di propulsore 2.0 Multijet diesel da 150 CV, dotata sempre con paratia divisoria.

 

 

Carabinieri. Dipanata la matassa del recupero pasto

 

 

Fonte: supu.it

Fonte: supu.it

Per quanto sulle prestazioni delle Alfa Romeo non ci sia nulla da dire, nonostante la loro velocità, non saranno di aiuto per la problematica relativa ai 30 minuti di recupero del pasto per quei reparti dell’arma in servizio operativo.

 

Si tratta infatti di un tema scottante già al centro di moltissime polemiche ma che forse è giusto a un primo punto fermo.

 

Una nota del delegato Co.Ce.R. Carabinieri Giuseppe La Fortuna infatti ha fatto chiarezza su quanto previsto dall’ultima circolare emanata sulla questione, ovvero “che per motivate ed eccezionali esigenze di servizio, il personale che non sia riuscito a beneficiare della pausa prevista per la consumazione del pasto, non dovrà essere destinatario della decurtazione dei 30 minuti non potuti fruire. Al rientro sarà comunque garantita, la forma residuale di vettovagliamento prevista, ovvero mensa, se aperta, esercizi convenzionati o buono pasto”.

 

 

 

 

Carabinieri. Ecco il Nuovo Spot

 

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Il comando generale dell’arma dei carabinieri ha pubblicato proprio in questi giorni anche un video pubblicitario sull’attività dei carabinieri.

 

Si tratta di una manciata di secondi che illustrano le varie attività a dei diversi reparti dell’arma evidenziando professionalità, passione, fedeltà e competenza, presenti in ogni singola stazione delle 4500 distribuite sul territorio italiano.

 

 

 

 

 

 

Fonte:  supu

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, mar 22, 2016  Valentina
Carabinieri per forza, Non per vocazione 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

Proprio così. Indossare la divisa per forza è una delle cose meno produttivo che si possano pensare. Ed è anche quel principio che ha portato nel carabinierilontano 2005 ad abolire il servizio di leva obbligatorio: chi vuole indossare una divisa deve farlo per vocazione, perché ci crede e abbraccia i valori con la quale la divisa è cucita da secoli e nei secoli.

Non è quello che accadrà nei prossimi mesi alla maggior parte dei quasi 8000 dipendenti dell’agonizzante corpo forestale dello stato.

 

 

 

 

Carabinieri. Arriva Il Rinforzo Dei Forestali

 

 

Secondo quanto previsto dal discusso e approvato decreto Madia su riordino della pubblica amministrazione infatti a partire dal 2017 le forze di polizia dovranno diminuire da 5 a 4, a discapito del corpo forestale dello stato che dovrà così confluire all’interno dell’arma dei carabinieri.

Dunque un corpo civile che diventa a tavolino militare.

 

Questo provvedimento che in passato ha fatto discutere molto è attualmente all’esame non vincolante -  delle commissioni parlamentari per poi approdare al Consiglio di Stato.

Non c’è bisogno di essere indovini per immaginarsi cosa accadrà nel prossimo futuro. Saranno migliaia i ricorsi che verranno inoltrati nei tribunali da parte dei forestali che legittimamente non vogliono indossare una divisa e diventare “a tavolino” appartenenti a un corpo militare.

 

La differenza tra un corpo civile e uno militare non sta solo nella divisa e nei valori. C’è anche una serie di differenze pratiche che vanno tenute in considerazione. Chi appartiene a un ordinamento civile può legittimamente riunirsi in sindacati, non c’è alcun ordinamento gerarchico e in caso di errori si risponde alla giustizia ordinaria e non di fronte a un tribunale militare.

Tutte queste differenze, se pensate nel lungo periodo, creeranno per forza tensioni e incomprensioni all’interno dell’arma, perché un forestale di 40 anni che ha sempre svolto il suo lavoro secondo principi civili può legittimamente trovarsi in difficoltà a rispondere in maniera gerarchica del proprio operato.

 

 

Carabinieri. Una Scelta Incomprensibile

 

 

Va anche detto che il Governo ha subito precisato all’indomani dell’approvazione del decreto Madia, che coloro che non vogliono essere militarizzati possono richiedere l’assegnazione all’interno di altre amministrazioni.

 

E allora perché pensare all’accorpamento con una forza militare invece che scegliere la polizia, che ha un ordinamento civile? A questa domanda nessuna istituzione ha ancora mai risposto. Di fatto però in questo modo si crea un precedente spaventoso che paradossalmente potrebbe essere applicati a qualunque altra categoria pubblica con esiti disastrosi. Non solo.

 

Ma tutto il risparmio economico tanto pubblicizzato dal governo con questa riorganizzazione delle forze di polizia finirà nelle tasche dei tribunali, che a breve verranno sommersi dai ricorsi. E allora, il gioco, sarà valso a candela? Quello che si otterrà con una forzatura di questo tipo è perdere anni e anni di esperienza nella difesa dell’ambiente e di lotta alle eco mafie e indebolire un corpo militare ben strutturato con l’inserimento di personale che non sposa i principi del corpo di appartenenza.

 

 

Fonti: Ilfattoquotidiano / supu

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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