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Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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Archivi per la categoria 'Arma dei Carabinieri'

lun, mar 23, 2015  Valentina
Indennità Carabinieri. La Circolare Che Fa Discutere 4.50/5 (90.00%) 2 Vota Questo Articolo

 

Fonte: pianetacobar.eu

Fonte: pianetacobar.eu

E’ l’ultima tegola in ordine di tempo sulla testa degli uomini e delle donne dell’Arma dei Crabinieri. Una circolare di PERSOMIL – ministero della difesa che sancisce il pagamento delle indennità di perequazione e di posizione, per i dirigenti non contrattualizzati, creando di fatto una diversificazione non solo gerarchica ma anche contrattuale.

Alla maggior parte dei carabinieri infatti toccherà una corresponsione dell’indennità Una Tantum per il 2014 che dovrebbe corrispondere forse il 6% dell’importo che invece spetterebbe loro.

 

 

 

 

Indennità Carabinieri. La Divisione Tra Plebei E Patrizi

 

 

 

 

Andiamo con ordine. La circolare prevede che i dirigenti devono ricevere le loro indennità funzionali per l’intero periodo del blocco, cioè dal 2011 al 2014, mentre al personale contrattualizzato non verrà liquidata l’indennità funzionale.

 

Inutile sottolineare quanto malcontento serpeggi tra gli uomini e le donne in divisa, proprio coloro che hanno lottato e subìto per raggiungere l’ok a questo pagamento, di cui ad oggi non gioveranno fino in fondo.

 

L’auspicio delle associazioni di categoria è che dal Ministero arrivi una mezza smentita ovvero che si tratta solo di un primo pagamento, una sorta di anticipo di tutto ciò che non è stato pagato nel quadriennio ai carabinieri inclusi nel blocco del tetto salariale.

 

 

Indennità Carabinieri. Quando I privilegi Diventano Guerre Fratricide

 

 

 

 

Quando, a seguito di una minaccia di sciopero da parte delle forze dell’ordine, il Premier Renzi sentenziò quanto fosse ingiusto scioperare per un aumento con milioni di disoccupati, in molti si indignarono, tutti insieme verso le istituzioni.

 

Oggi questo “tutti insieme” di fatto non esiste più, perché all’interno della stessa arma la distinzione tra miserabili e privilegiati è sempre più radicale. E se da una parte ci sono i vertici in divisa, tutelati e coccolati dalle istituzioni e dalle leggi, dall’altra ci sono centinaia di migliaia di uomini e donne che fanno il lavoro sporco, che “girano per le strade del nostro Paese senza la benzina e che per mancanza di risorse economiche adeguate non possono garantire efficacemente la pubblica sicurezza ai cittadini”.

 

 

 

 

Fonte: pianetacobar / sindacatosupu

 

 

 

 

Valentina Stipa

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ven, mar 6, 2015  Valentina
Carabinieri Made In China 4.09/5 (81.82%) 11 Vota Questo Articolo

 

Fonte: italia-notizie.it

Fonte: italia-notizie.it

Sembra uno spot o uno sfottò. Invece è quanto più si avvicina alla realtà dopo lo scandalo che ha coinvolto i fornitori delle divisi degli appartenenti all’arma dei carabinieri.

 

L’inchiesta è partita da Palermo fino a diventare di carattere nazionale ed è iniziato perché le divise non rispondevano alle specifiche tecniche concordate in sede di aggiudicazione dell’appalto, come ha spiegato il Pm romano Corrado Fasanelli.

Nonostante i contratti firmati con il ministero della difesa, che obbligavano alla produzione dei capi di abbigliamento dei carabinieri in Italia, alcuni fornitori avevano messo in piedi una vera e propria frode ai danni dello stato.

 

Le divise venivano fabbricate a Pechino e al loro arrivo all’aeroporto di Fiumicino, all’interno dei locali della Esseci Logistica srl, l’etichetta “made in china” veniva tagliata per lasciare solo quella con la scritta “made in italy”.

Il numero delle divise che venivano prodotto dà l’idea dei guadagni illeciti di questi fornitori: si tratta di 129.150 divise da combattimento, 60mila berrettini e 5.170 uniformi non solo dell’arma, ma anche di militari, finanzieri, poliziotti e forestali.

L’accusa formulata dalla magistratura è quella di aver dissimulato “la produzione del tessuto e il confezionamento delle divise presso (…) ditte ubicate nella Repubblica Popolare Cinese” e nell’aver fornito “un prodotto finale non rispondente alle specifiche tecniche concordate in sede di aggiudicazione (dei contratti ndr)”.

 

 

 

 

Una Truffa Che Va Avanti Dal 2009

 

 

 

 

È stato durante un collaudo  nel 2009 che si è scoperta la truffa: strappando l’etichetta UE, apparve quella made in China e scattò immediato il sequestro dei prodotti.

 

Le indagini, affidate ai pm siciliani, accertarono subito il giro illecito delle divise prodotte a Shangai, che dopo uno scalo a Rotterdam, per eliminare l’etichetta incriminata, approdavano in Italia.

 

Perché poi siano stati necessari sei anni di indagini per arrivare al rinvio a giudizio  di Carmelo, Giovanni e Pietro Bucalo, i titolari della «Mediconf» e altre 10 persone rimane un mistero.

Di fatto l’indagine è passata da Palermo a Roma perché lo stoccaggio delle divise contraffatte avveniva in un magazzino della capitale.

 

 

 

 

Fonte: il fattoquotidiano / corriere / adnkronos  / ilgiornale

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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ven, feb 20, 2015  Valentina
Gli Italiani Amano La Divisa 5.00/5 (100.00%) 4 Vota Questo Articolo

 

Fonte: italnews.info

Fonte: italnews.info

Anche se spesso non sembra così, i risultati del 27° Rapporto Italia dell’Istituto di studi sociali Eurispes  ha certificato un crescente gradimento dei cittadini italiani verso le forze armate e gli uomini in divisa, a discapito invece delle istituzioni, considerate sempre meno credibili. La connessione logica tra i  due sentimenti diametralmente opposti è chiara.

In generale tutte le forze in divisa hanno visto una crescita rispetto agli anni scorsi, confermando, a dispetto di qualche caso di cronaca particolarmente spigoloso, una forte stima della popolazione italiana verso le forze armate.

 

 

 

Marina E Carabinieri I Più Graditi

 

 

 

I primi in assoluto ad essere rispettati dagli italiani, tra le forze dell’ordine sono gli uomini della marina militare, che  si attestano al 73.5%, con un incremento di quasi 6 punti percentuali rispetto al 2014 e gli uomini dell’Arma dei Carabinieri con un 74,4% ovvero un +3,5% rispetto al 2014, recuperando in parte i 6,4 punti percentuali persi appunto lo scorso anno.

 

Anche l’aeronautica militare ottiene un incremento forte rispetto allo scorso anno in termini di consensi, superando il 72%, dettato, secondo fonti interne in buona parte dal fatto che, oltre alle operazioni di sicurezza dello stato “fornisce alla collettività, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, tutta una serie di servizi come il trasporto sanitario d’urgenza ed in bio-contenimento, il servizio meteorologico nazionale, il soccorso aereo (…)”.

 

Un dato curioso è quello che vede il sorpasso in termini di gradimento della guardia di finanza rispetto alla polizia di stato, che non avveniva dal lontano 2008. Perfino i baschi blu della polizia penitenziaria hanno fatto schizzare la percentuale di gradimento al 57.8% rispetto allo scorso anno – 45.6%.

 

Una prova di gradimento diffusa e in crescita quella dei cittadini italiani verso le forze armate che ha dato l’opportunità a Gian Maria Fara, il presidente Eurispes, di tornare parlare del progetto di unificazione e riduzione delle forze di polizia, con una frase lapidaria e che lascia poco spazio a interpretazioni: “unificare Carabinieri e Guardia di Finanza vorrebbe dire creare un Ogm”.

 

 

 

 

Fonte: analisidifesa / ilmessaggero / italnews

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, feb 11, 2015  Valentina
Carabinieri Antidroga. Blitz Anche nelle Scuole 4.00/5 (80.00%) 2 Vota Questo Articolo

 

Fonte: lanazione.it

Fonte: lanazione.it

La droga non conosce confini. Questo lo si sa da tempo.  E i controlli antidroga devono averli dei confini oppure no?

 

La questione è aperta e anche piuttosto spinosa, specialmente in Toscana, dove il dirigente di un istituto tecnico per il turismo di Firenze ha detto basta alle perquisizioni degli agenti dell’arma dei carabinieri all’interno della scuola, innescando un braccio di ferro con il questore che si è detto pronto a continuare nonostante la ferma opposizione del preside.

 

Se mi dicono, come è già accaduto, che loro possono d’autorità entrare contro la mia volontà, devono sapere che un minuto dopo che hanno messo piede a scuola io chiamo i giornali e pubblicamente prendo distanze da questo tipo di intervento. Non voglio contrappormi alle forze dell’ordine: siamo tutti contro la droga. Il punto è come si fa la lotta agli stupefacenti dentro una scuola: portare i cani poliziotto in aula è folle”. La posizione del dirigente scolastico è chiara e ferma, ma apre comunque al dialogo con il questore, il quale, dalla sua parte, non accetta contestazioni sule metodologie di intervento.

 

 

 

 

Carabinieri Antidroga Nelle Scuole. Un Argomento Delicato

 

 

 

 

In molte città italiane da tempo si è creata una netta contrapposizione tra gli uomini dell’Arma specializzati in operazioni antidroga e gli studenti, che non accettano di buon grado i blitz a sorpresa degli agenti e rilanciano attraverso l’unione degli studenti una precisa proposta, sottolineando come questi controlli siano del tutto inutili “senza delle campagne di sensibilizzazione verso il fenomeno dello spaccio e poi consideriamo la scuola un luogo dove uno studente viene educato non dove viene arrestato”.

 

A sostegno di questa posizione gli studenti portano anche i relativi risultati che questi blitz hanno portato in termini di quantitativi di droga sequestrata.

 

Dall’altra parte, l’Arma dei carabinieri esegue questo genere di operazioni all’interno di istituti scolastici e con l’ausilio di cani addestrati, principalmente per creare un deterrente agli studenti e non con lo scopo di sequestrare ingenti quantità di stupefacenti.

Va poi infine sottolineato come, nella maggior parte dei casi, a richiedere interventi preventivi da parte degli agenti dell’arma siano gli stessi dirigenti scolastici o i genitori, preoccupati per il contesto sociale frequentato dagli studenti all’interno degli stessi istituti.

 

 

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / mbnews / ilmattino / lanazione

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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gio, gen 22, 2015  Valentina
Nominato Il Nuovo Comandante Dei Carabinieri 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

Fonte: huffingtonpost.it

Fonte: huffingtonpost.it

Su decisione del consiglio dei ministri,  il generale Tullio Del Sette è ufficialmente il nuovo comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, in sostituzione del generale Leonardo Gallitelli. La nomina, arrivata insieme a quella del generale Claudio Graziano quale nuovo capo di stato maggiore della difesa, arriva dopo una lunga carriera in ascesa nell’arma, iniziata nel 1970.

 

Il generale rimarrà alla guida dei 105 mila uomini in divisa fino al 2018, quando a sua volta compirà 65 anni, il termine ultimo per restare in servizio nella pubblica amministrazione fissato a luglio dalla legge Madia. L’eredità del nuovo comandante è un fardello pesante con cui fare i conti se si considera che Gallitelli è stato in assoluto la guida maggiormente amata dal 2000, cioè da quando i carabinieri si sono scissi dal controllo dell’esercito diventando di fatto la quarta forza armata italiana.

 

La carriera del nuovo comandante non teme rivali e la sua esperienza formativa parla da sé: oltre ad aver conseguito tre lauree, negli anni 90 era Comandante Provinciale a Pisa, successivamente a Torino con lo stesso ruolo. Ha retto  l’ufficio Legislativo del ministero della Difesa e guidato i carabinieri della Legione Toscana.

Insomma un uomo che ha dedicato la vita alla divisa, su questo non ci sono dubbi.

 

 

 

Come Si Può Fare Carriera Nell’Arma

 

 

 

 

Per raggiungere i vertici dell’arma die carabinieri, seppure la nomina di comandante, la carica più alta, è di diritto del consiglio dei ministri, bisogna procedere per concorsi e distinguersi per meriti sul campo.

I gradi nell’arma sono molteplici: da allievi ufficiali a marescialli a brigadiere a tenente, tutti questi ruoli sono passi obbligati per salire nella scala gerarchica. E la salita è legata ai concorsi pubblici, indetti a cadenza regolare e pubblicati sulla gazzetta ufficiale. Un minimo comune denominatore però, senza il quale la propria carriera non può neanche iniziare è l’assenza di condanne penali o di procedimenti penali in corso.

 

 

 

 

Carabinieri. Una Strada In Salita

 

 

 

 

La base di partenza è chiaramente, con la licenza di scuola media inferiore, la ferma volontaria di un anno nell’esercito e l’accesso al corso per allievi carabinieri attitudinale che si svolge al centro nazionale di selezione e reclutamento e ha una durata di sei mesi, durante  quali si viene sottoposti a prove di carattere fisico e a lezioni teoriche su diritto penale, diritto processuale penale, tecnica della circolazione stradale e tecnica di polizia giudiziaria.

 

Terminato il corso di sei mesi, si accede al corso per ufficiali, della durata di due anni e, qualora si venga promossi, si acquisisce il grado di sottotenente, quello più basso fra gli ufficiali. Per avanzare di ruolo esistono poi i concorsi pubblici, a cui possono accedere sia il personale militare che quello civile, e di pari passo anche i concorsi interni, riservati invece al personale che già lavora nell’arma.

 

Se si vuole avanzare di grado, quindi diventare vicebrigadiere, maresciallo, sottotenente, etc, si deve partecipare ai concorsi indetti per ogni singola categoria, accertandosi di rispondere ai requisiti richiesti e frequentando i corsi, talvolta universitari, che l’avanzamento impone, superandoli poi con successo.

 

 

 

Fonti: grnet / ilsole24ore / controcampus / huffingtonpost.it

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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