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Archivi per la categoria 'Arma dei Carabinieri'

lun, ago 17, 2015  Valentina
Forestali E Carabinieri. Un Matrimonio Forzato 4.50/5 (90.00%) 2 Vota Questo Articolo

 

Fonte: alessandrianews.it

Fonte: alessandrianews.it

Sono convinto che la nascita della nuova struttura CFS-CC agroambientale e forestale nell’Arma consentirà all’Italia non solo di mantenere, ma di rafforzare la propria leadership nella lotta agli eco reati, nella salvaguardia del territorio e delle nostre straordinarie risorse agroalimentari“. Lo dice il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina commentando positivamente l’approvazione al senato della riforma della pubblica amministrazione che definisce la fine del corpo forestale dello stato e la sua fusione con l’Arma dei carabinieri.

Ma sono davvero tutti felici di questo risultato?

 

 

 

Forestali e Carabinieri. Le Voci Contrarie

 

 

Dopo 143 anni di vita il corpo forestale di stato cesserà di esiste, sacrificato sull’altare del riordino della pubblica amministrazione.

 

I forestali come prevedibile non sono affatto contenti e dopo il sit-in dei giorni scorsi davanti al Pantheon a Roma, promettono battaglia contro una legge che li fa sentire merce di scambio, li fa tornare indietro di 60 anni, e si aggrappano all’ultima speranza rimasta. Quella dei decreti attuativi che molto possono fare per fermare questa corsa in discesa libera.

 

Ci aspettavamo una risposta diversa dal voto (…) che ha fatto passare l’articolo 8 che sancisce la fine e la soppressione del Cfs”. A dirlo con evidente amarezza ma poca rassegnazione è Andrea Laganà, segretario nazionale del Sindacato Nazionale Forestale.

 

Mentre è in corso l’Expo di Milano dedicato all’alimentazione, Renzi colpisce al cuore la più importante struttura specializzata preposta alla tutela di questo settore (…) Non ci saranno risparmi economici ma probabilmente aggravi di costi per organizzare questo accorpamento”.

A dirlo non è un dirigente sindacale di categoria ma l’ex ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno. 

 

In contrasto che le molte voci contrarie, c’è anche chi fuori dal coro apprezza la riforma e vede questo passaggio come un’opportunità: “la nascente struttura Corpo forestale dello Stato – Arma dei carabinieri altamente specializzata nella sicurezza agroambientale e forestale rappresenti il primo importante modello di una moderna forza di polizia ambientale europea, assolutamente innovativa anche sotto il profilo dell’efficienza dell’efficacia e dell’economicità”.

È Cesare Patrone Capo del Corpo forestale dello Stato.

 

Ogni altra dichiarazione sarebbe fuori luogo.

 

 

 

Fonte: teatronaturale / ilgiornaleditalia / supu

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, ago 5, 2015  Valentina
Carabinieri. Bassi Sì, Ma Grassi No! 4.25/5 (85.00%) 4 Vota Questo Articolo

 

“Si è deciso quindi di non precludere l’accesso alle Forze armate, alle Forze di polizia e al Corpo dei vigili del fuoco in ragione della mancanza del requisito dell’altezza minima prevista dalle attuali disposizioni, ma di consentire la valutazione dei soggetti in base a differenti parametri dai quali possa comunque desumersi la più generale ma imprescindibile idoneità fisica del candidato allo svolgimento del servizio militare o d’istituto”. Così viene giustificata in una nota ufficiale la decisione presa dal Governo di eliminare il requisito di altezza per l’entrata nelle forze armate.

 

Grande importanza invece al parametro della massa: la percentuale di massa grassa nell’organismo dovrà essere non inferiore al 7% e non superiore al 22% per gli uomini e non inferiore al 12% e non superiore al 30% per le donne. Anche la forza muscolare misurata in kg dovrà essere non inferiore a 40 kg per gli uomini e a 20 kg per le donne.

Mentre la massa metabolicamente attiva, misurata in percentuale di massa magra teorica presente nell’organismo dovrà essere non inferiore al 40% per i maschi ed al 28% per le femmine.

 

Insomma chi gioiva per la fine di un limite fisico, può smettere subito perché l’altezza è stata barattata con parametri ben più rigidi, sui quali però, è vero si può lavorare. In molti considerano questo, un traguardo importante.

 

Chi però già appartiene alle categorie di carabinieri, vigili del fuoco e polizia ha ben altro di cui preoccuparsi. E questo cambiamento sembra un po’ come nascondere la tesa sotto la sabbia rispetto a problematiche ben più gravi e urgenti, sulle quali media e rappresentanze di categoria troppo poco si esprimono.

 

 

 

Carabinieri. A Roma Possono Volare a 270 km/h

 

 

 

 

Fonte:  forzearmateitaliane.it

Fonte:
forzearmateitaliane.it

Ma per i nostri carabinieri ogni tanto arriva anche qualche notizia leggera che stempera il clima di tensione. Come quella che ha visto protagonista la Lotus Cars, la quale ha donato due vetture all’Arma, personalizzate e dotate di tutti i maggiori sistemi di sorveglianza  ed emergenza avanzati.

 

Dopo la Lamborghini Gallardo, questo è  il secondo caso di auto sportive donate da case automobilistiche alle forze dell’ordine italiane. Telaio in alluminio. Motore da 3.5 litri V6 di origine Toyota-Lexus capace di sviluppare ben 350 CV a 7.000 giri al minuto. Velocità massima di 277 km/h con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 4,8 secondi.

 

Lo scopo di questo inaspettato regalo è quello di contribuire a rendere maggiormente sicura la nostra capitale ameno durante i pattugliamenti.

 

 

 

 

Fonte: repubblica / leggo / forzearmateitaliane

 

 

 

 

Valentina Stipa.

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gio, lug 16, 2015  Valentina
Pensioni Carabinieri. Ecco Quando Andare 4.17/5 (83.33%) 6 Vota Questo Articolo

Fonte: forzearmate-org

Fonte: forzearmate.org

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 6 luglio scorso, il decreto del 22 giugno sulla “revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo” emanato dal ministero di Giuliano Poletti,  si tradurrà in pensioni  ulteriormente ridotte per tutti coloro che accederanno al regime previdenziale a partire da gennaio 2016.

 

Questo adeguamento diverrà poi, secondo quanto stabilito dalla legge Fornero, biennale e non più triennale. La sintesi è che i carabinieri, e tutti i dipendenti statali, che accederanno alla pensione a partire da gennaio 2016 vedranno una leggera flessione delle proprie entrate.

 

 

Pensioni Carabinieri. Riepiloghiamo I Requisiti

 

 

Con tutte queste riforme e controriforme, decreti e sentenze, anche andare in pensioni può diventare un percorso ad ostacoli. Cerchiamo quindi di focalizzare l’attenzione sui requisiti che servono per accedere a questo servizio se si appartiene all’arma dei carabinieri.

 

Per la pensione di anzianità per i carabinieri, i requisiti anagrafici richiesti sono:

 

• 40 anni e 7 mesi di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica;

 

• 35 anni di contributi versati e 57 anni e 7 mesi di età anagrafica;

 

• 40 anni di contributi versati entro il 2011 e 53 anni e 7 mesi di età anagrafica;

 

 

Per la pensione di vecchiaia con almeno 35 anni di servizio invece i requisiti richiesti sono diversi e variano sulla base della qualifica raggiunta nel momento in cui il lavoro cessa.

 

• Dirigente Generale = 65 anni

 

• Dirigente Superiore = 63 anni;

 

• Qualifiche inferiori = 60 anni

 

 

Nel caso in cui non si siano raggiunti gli anni di servizio, a queste soglie appena descritte vanno aggiunti 7 mesi.

 

 

 

Pensioni Carabinieri. Un Percorso Che Dura Dagli Anni 90

 

 

 

L’origine della situazione attuali risale al governo Dini, che introdusse per a prima volta il concetto di quota contributiva, legando indissolubilmente la pensione ai contributi effettivamente versati nel corso della propria carriera.

Tali contributi venivano rivalutati con cadenza annuale sulla base del Pil.

Nel 2007 il ministro Damiano introdusse un concetto che è poi divenuto focale con la legge Fornero ovvero l’incremento della speranza di vita che incide in maniera negativa sui coefficienti per la trasformazione dei contributi.

 

Il decreto pubblicato qualche giorno fa, si basa proprio su queste due ultime leggi citate e ricalcola gli assegni della pensione proprio sulla base dei parametri in esse contenuti. Meglio non pensare dunque al dato incontrovertibile secondo il quale la quasi totalità delle pensioni del comparto sicurezza avrebbe avuto un importo pari quasi al doppio di quanto è previsto oggi se si fosse mantenuto il calcolo contributivo.

 

 

 

 

Fonte: supu / repubblica / forexinfo

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, lug 7, 2015  Valentina
Carabinieri. Ecco il Primo Con Gli Occhi a Mandorla 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: intelligonews.it

Fonte: intelligonews.it

Il destino è beffardo e la storia ci fa gioco di noi da sempre, senza distinguere continenti, etnie o religioni. Comanda lei e sistematicamente si ripete, nella speranza di insegnarci ogni volta qualcosa in più.

 

È con questo spirito che in un momento dove le polemiche per l’immigrazione sono cocenti e dove l’invasione della Cina sui mercati europei  è sempre più dilagante, la storia ci dà l’ennesima lezione: nulla si può contro la globalizzazione.

 

E vedere il primo carabiniere con gli occhi a mandorla giurare fedeltà alla repubblica italiana all’interno della caserma Cernaia di Torino, indossando una divisa patriottica ne è la prova in assoluto più tangibile.

 

 

Carabinieri. Passi Avanti Anche Con La Tecnologia

 

 

 

Se da un lato la Benemerita si adegua ai tempi che cambiano e apre le porte a uomini e donne italiani sono di passaporto acquisito, dall’altro lato si continua a lottare per rimanere al passo coi i tempi sfruttando quanto più possibile le possibilità tecnologiche.

È con questo spirito che nasce, grazie alla Fabbrica d’Armi Beretta nell’ambito di un progetto di ricerca con l’Università di Brescia e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, il progetto i-protect.

 

Si tratta di uno strumento nato con lo scopo di diminuire i tempi di reazione della Centrale Operativa, in termini di intervento, supporto e soccorso, aumentando così il livello di sicurezza dei cittadini ma anche delle Forze dell’Ordine.

In pratica attraverso questo strumento è possibile fornire alla centrale informazioni in tempo reale garantendo quindi un’interazione maggiore tra personale sul campo e centrale operativa, in modo da affrontare più velocemente tutte quelle emergenze che richiedono l’invio immediato di uomini e mezzi.

 

Questo strumento è di fatto una pistola “Beretta PX4 Storm-i” in calibro 9x19mm, con una fondina specifica a doppia sicurezza munita di attuatori magnetici e da uno smartphone dotato dell’applicativo “ODINO 5″ – Operational Device for Information, Networking and Observation – che permette l’integrazione dell’arma nel sistema di comando e controllo centrale.

 

Come funziona? Questa pistola è dotata di un moderno processore Bluetooth Low Energy, grazie al quale i dati raccolti vengono comunicati allo smartphone, che a sua volta, li invia nella Centrale Operativa di competenza in tempo reale.

 

A sperimentare per primi questo progetto saranno i carabinieri che hanno avuto una formazione mirata su questo progetto, all’interno della Scuola di Perfezionamento al Tiro dell’Arma dei Carabinieri. Il progetto chiaramente vorrebbe vedere esteso questo sistema all’intero corpo, ma siamo ancora nella fase sperimentale; se i risultati saranno soddisfacente, la dotazione a tutti i carabinieri potrebbe concretizzarsi.

 

 

 

 

Fonte: intelligonews / grnet

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, lug 1, 2015  Valentina
Carabinieri. Arretrati del blocco salariale? Neanche per sogno 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

Fonte: sindacatosupu.it

Fonte: sindacatosupu.it

Le sentenze della corte costituzionale che accertano l’illegittimità del blocco salariale subito dai dipendenti statali, carabinieri compresi, dal 2008 ad oggi sono ben due.

 

Ciò nonostante i 35 miliardi di euro di arretrati che lo stato italiano si è di fatto indebitamente trattenuto non verranno restituiti ai legittimi proprietari, i quali dovranno accontentarsi solamente di avere sbloccato il loro stipendio.

 

Parlare di vittoria a metà è un eufemismo. Qui si tratta di una vera e propria truffa, che gli stessi sindacati di fatto non accennano a riconoscere, millantando invece una vittoria che vede lo sblocco dei contratti riconosciuto anche dalla corte costituzionale.

Subito dopo la sentenza i sindacati di categoria hanno chiesto “l’apertura immediata di un tavolo di contrattazione per arrivare al rinnovo del contratto subito” come si legge in una nota ufficiale, rimarcando poi la necessità di leggere con attenzione i dettagli della sentenza e aprire la strada a eventuali ricorsi per la riscossione degli arretrati.

Ma questo tema, carissimo ai diretti interessati, è stato relegato a un secondo piano.

 

 

Carabinieri. Quanto Hanno Perso Durante Il Blocco

 

 

Se da un lato esiste il rammarico di aver subito per oltre 5 anni un blocco illegittimo delle retribuzioni, dall’altro, ben più amaro, esiste il boccone di tutti i soldi persi che invece avrebbero dovuto essere nelle tasche dei legittimi proprietari.

 

Legittimi anche per la corte costituzionale. Ogni dipendente pubblico ha perso qualcosa come il 43% della retribuzione di un anno, del quale il 9.6% solo in termini di mancato aumento della retribuzione. Si tratta di un mucchio di soldi se si pensa allo stipendio medio di un carabiniere.

 

La volontà dei sindacati di iniziare subito le contrattazioni per sbloccare e adeguare  gli stipendi fermi dal lontano 2008 è senza dubbio molto più forte di quella che dovrebbe vederli in prima linea in una dura lotta per la restituzione di quanto illegittimamente trattenuto in questi anni.

 

Carabinieri. Unificazione E Restituzione Arretrati

 

 

Di fatto però non si può nascondere che la strada verso l’unificazione delle forze armate, ormai sulla carta già pianificata, va a interferire con il tema del blocco stipendio e ancora di più con quello degli arretrati da riavere indietro.

 

Il timore degli appartenenti all’Arma è infatti quello che, con questo cambio imminente di vertici di riferimento, con la fusione dei carabinieri sotto il ministero dell’interno insieme alla polizia di fatto si voglia azzerare la questione arretrati, compensando con l’adeguamento stipendiale. Una soluzione certamente positiva, ma non del tutto.

 

L’adeguamento è un passaggi obbligato e non un regalo che l’istituzione concede ai suoi dipendenti. La restituzione dei soldi indebitamente trattenuti dovrebbe essere la medesima cosa, per permettere la partenza di questo nuovo progetto di fusione con il piede giusto, senza creare attriti o rancori che inevitabilmente si trascineranno nel tempo.

 

 

 

 

Fonte: supu / ilnuovogiornaledeimilitari

 

 

 

 

Valentina Stipa

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