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Archivi per la categoria 'Arma dei Carabinieri'

lun, nov 28, 2016  Valentina
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Fonte: fratelli-italia.it

Fonte: fratelli-italia.it

Tutti a pubblicare scarpe rosse e frasi fatte, sgomitando tra un social e l’altro per arrivare primi e dichiarare al mondo un grande NO alla violenza contro le donne. Tutti fermamente contro, a muso duro.

 

In teoria. Perché poi la pratica è proprio tutta un’altra cosa.

Lo sa bene un vice brigadiere dell’arma dei carabinieri che nella sua vita privata, riposta la sua divisa nell’armadio, dedicata il suo tempo e la sua esperienza professionale nell’ambito proprio della violenza contro le donne. Se per lui, queste azioni erano e sono motivo di orgoglio, altrettanto non si può evidentemente dire per il suo corpo di appartenenza, l’arma dei carabinieri, che ha invece deciso di punirlo.

 

 

 

Carabinieri. Quando l’impegno sociale diventa un problema

 

 

 

 

La sua colpa? Quella di svolgere attività di “direttore delle attività sociali di associazione antiviolenza”, nello stesso contesto sociale del suo servizio professionale, senza però che l’arma abbia in qualche modo avallato questa attività.

E l’autorizzazione non potrà certo arrivare adesso che ha definito tale condotta del brigadiere “pregiudizievole per le prioritarie esigenze di servizio e condizionante l’adempimento dei doveri connessi con lo status di militare”.

 

 

Ora al di là dell’assurdità di queste motivazioni anche a livello sociale, bisogna contestualizzare il tema con dei numeri che diano l’effettivo grado di allarme. Sono oltre 6 milioni e mezzo le donne che nel corso della propria vita subiscono qualche forma di violenza, fisica o verbale. Nel 2016 in Italia abbiamo assistito a 116 femminicidi.

Fino ad oggi, si intende. Perché il numero è drammaticamente destinato a salire da qui alla fine dell’anno.

 

 

Ora, come si possa pensare che un militare professionista che presta servizio per arginare una piaga sociale di queste dimensioni possa essere considerato un problema, francamente non mi è chiaro.

 

 

 

Carabinieri. Punizione fuori luogo e fuori tempo  

 

 

 

Lo stesso capitano Francesca Lauria, comandante della sezione Atti Persecutori del raggruppamento carabinieri, formato da 15 militari soltanto, ha ricordato come il clima culturale sia in parte cambiato e la consapevolezza del problema sia cresciuta; resta però una “forte resistenza delle donne a denunciare”.

 

E allora anche in questa ottica, avere all’interno di un territorio definito una figura conosciuta, quindi psicologicamente più affidabile, e supportata da competenze professionali sul campo, non si capisce come possa essere definitivo pregiudizievole.

 

 

 

 

 

Fonte: repubblica

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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mar, nov 15, 2016  Valentina
Carabinieri e Forestali. Si uniscono anche i colori
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Fonte: ilgiornale.it

Fonte: ilgiornale.it

Con la fusione del corpo forestale dello stato all’interno dell’arma dei carabinieri, che ne sarà di tutte le auto e i mezzi in dotazione, che riportano colori e scritte del comparto che scomparirà?

Sembra una domanda sciocca, ma in un’Italia nella quale sprechi e austerity la fanno da padrona non si può non ottimizzare qualunque cosa.

 

 

Dopo delle estenuanti prove grafiche per ridipingere le auto verdi, del tono previsto per quelle dell’arma, si è deciso di scegliere la via più facile: semplicemente si toglie la scritta CORPO FORESTALE e si applica quella CARABINIERI.

 

 

 

 

 

Carabinieri e Forestali. Le polemiche non si fanno attendere

 

 

 

Dopo lo scontatissimo parallelismo con la lega nord, l’ironia non si è fatta attendere neanche dai ranghi direttamente coinvolti. “La ministra Marianna Madia ipotizza un risparmio di 100 milioni di euro con l’accorpamento, cifra impossibile perché solo per modificare la livrea degli elicotteri, per uniformarla a quella dei carabinieri servirebbero 4,5 milioni. Anche il servizio bilancio del Senato ha espresso dubbi. Adesso però cominciamo a capire da dove arriva il risparmio. Dal maquillage. Prendono le nostre macchine e cambiano la scritta sulle portiere. Ci sembra poco dignitoso, sia per l’Arma e la sua storia bicentenaria, sia per i forestali”.

Lo dice Marco Moroni segretario del Sapaf, il sindacato autonomo dei Forestali.

 

 

Oltre alle polemiche sugli aspetti meno gravi della previsione di accorpamento, esistono poi le azioni giuridiche a cui molti forestali sono ricorsi perché non accettano di venire militarizzati.

Insieme al tar è stato coinvolta anche la corte europea dei diritti dell’uomo. In parallelo è di pochi giorni fa la pubblicazione dei primi decreti attuati, i quali prevedono settemila forestali inglobati nell’arma, circa 70 nella finanza, 400 nei vigili del fuoco e circa 60 all’interno del ministero dell’agricoltura.

 

 

 

 

 

Carabinieri e Forestali. C’è ancora la speranza che vada tutto in fumo

 

 

 

Manca ancora il decreto della presidenza del consiglio per capire che strada intraprenderanno coloro che non vorranno vestire divide militari. Proprio questa attesa alimenta ancora qualche speranza dei diretti interessati.

La speranza che quella che viene definita senza mezzi termini “una baggianata” venga fermata prima della sua completa attuazione della stessa mente che l’ha partorita. Il presidente Renzi.

 

 

 

 

 

Fonte: ansa / direttanews / repubblica

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, ott 26, 2016  Valentina
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Fonte: supu.com

Fonte: supu.com

La notizia è del 13 ottobre scorso e come molte notizie scomode è passata in sordina alla società civile. La cassa di previdenza delle forze armate nel 2022 inizierà la sua lenta discesa verso un irrecuperabile declino. Ad annunciarlo è stato lo stato maggiore della difesa durante una riunione con i membri del Cocer.

 

Serve un intervento normativo mirato, senza il quale la previdenza complementare per il personale militare – esercito, polizia, carabinieri – andrà a terminare lentamente a partire dal 2022. È stata una notizia shock sia per i carabinieri che per tutto il resto del personale appartenente alle forze armate

 

 

 

 

Carabinieri. Eppure era nata per ottimizzare

 

 

 

 

L’importanza della cassa di previdenza delle forze armate, nata nel 2010, fu creata accorpando le preesistenti casse militari risalenti agli anni 30. È direttamente controllata dal ministero della difesa che può esercitare tale controllo attraverso il capo di stato maggiore o attraverso dirigenti delle singole amministrazioni competenti in settori tecnico amministrativi.

 

L’idea di creare una cassa unica fu del Governo Prodi, ma venne realizzata sotto l’esecutivo di Berlusconi, che rivedendo l’intento iniziale di ottimizzazione, optò per unificare le preesistenti 6 casse i un unico ente organizzativo, riducendo di fatto organi collegiali e di gestione.

Il ministro Larussa, all’epoca capo del ministero della difesa, giustificò tale operazione con la volontà di “razionalizzare l’organizzazione e il funzionamento del settore previdenziale complementare del personale delle Forze armate, inclusa l’Arma dei carabinieri, operando al fine di ridurre gli oneri di funzionamento ed incrementare l’efficienza gestionale degli organismi in argomento”.

 

Anche la corte dei conti è intervenuta di recente per spiegare le ragioni di questa insostenibilità improvvisa, attribuendo in parte la responsabilità al fatto che l’ultima retribuzione, base del calcolo dell’indennità, ha conosciuto incrementi troppo superiori al tasso di rendimento, “portando quindi a un divario sempre maggiore tra gli oneri per le prestazioni e le entrate contributive”.

 

 

 

Carabinieri. I possibili scenari senza Cassa

 

 

 

Quello che è emerso durante la riunione tra lo stato maggiore e i membri del sindacato Cocer è di fatto l’insostenibilità di questo sistema previdenziale, che si basa sul contributo degli iscritti, i quali versano il 2% della retribuzione tabellare, in cambio di liquidazioni e indennità calcolate sull’ultima retribuzione per ogni anno di servizio effettivo di iscrizione alle casse. Agli ufficiali poi viene riconosciuto anche un assegno vitalizio che variano però a descrizione del ministero della difesa.

 

La preoccupazione del personale militare a seguito di questa notizia è chiaramente alto. E lo è ancora di più per i 270 mila militari attualmente iscritti ai fondi di previdenza integrativa.

Il dubbio maggiore riguarda chiaramente le indennità supplementari e l’assegno speciale, entrambi messi seriamente in pericolo, rendendo ancora più debole una posizione economica già deficitaria.

 

 

 

 

Fonte: supu / formiche

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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lun, ott 10, 2016  Valentina
Carabinieri. Bella faccia tosta, Presidente!
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: ansa.it

Fonte: ansa.it

Non possiamo che titolare così dopo l’intervento – passato in sordina da quasi tutti i media nazionali – del presidente del consiglio Renzi, durante l’inaugurazione, a Firenze, della Scuola per marescialli e brigadieri dei carabinieri, alla presenza anche delle massime rappresentanze dell’arma, il comandante generale Tullio Del Sette e il capo di stato maggiore della difesa Claudio Graziano.

 

 

 

 

 

Carabinieri. Un discorso da brividi

 

 

 

Dopo i doverosi ringraziamenti di rito agli appartenenti all’Arma - scomodando perfino il primo ministro iracheno, che a quanto pare si è complimentato con lui per le imprese dei nostri carabinieri in termini di formazione delle truppe locali – ha tenuto un discorso dai toni falsamente autocritici ai limiti della spavalderia.

 

 

Vogliamo sempre più forza e fiducia nell’Arma dei carabinieri. Abbiamo in ballo molte misure a partire dalla stabilizzazione degli 80 euro al riordino delle carriere. Sono tante le cose da fare e non voglio tacerle oggi”. Un incipit di tutto rispetto che fa presagire un discorso formale e senza troppe sorprese. Nulla di più lontano dalla realtà.

 

 

 

Carabinieri. I brividi erano non erano per l’emozione

 

 

 

Il presidente si è lasciato andare a uno sproloquio poco opportuno, ringraziando i carabinieri per aver obbedito senza riserve a tutto quanto previsto nella spending review, partire dai tagli per le stazioni territoriali, senza tralasciare neanche la fusione con il Corpo Forestale. Come se quei tagli li avesse autorizzati un altro governo! Ha anche auspicato il non ripetersi di tagli così forti. E da chi dipende secondo lei, caro presidente?

 

 

Ma il paradosso dei paradossi arriva alla fine del discorso: “le istituzioni cambiano, si avvicendano capi di governo, ministri della difesa e capi delle forze armate, ma voi no. Voi tra 10, 20 30, 40 anni continuerete a rappresentare l’Italia con la vostra uniforme e questo è più importante di tutte le altre autorità che sono presenti qui, perché rappresentando l’Italia renderete orgogliosi di quei colori che sono issati sul pennone, dimostrerete al mondo cos’è la patria”.

 

 

Una dichiarazione d’amore che cozza notevolmente con i provvedimenti istituzionali che hanno indebolito l’arma dei carabinieri a partire dalla più numerosa base. Nessuna reazione è arrivata da parte delle associazioni di rappresentanza dei carabinieri a questo proclamo davvero discutibile.

Ed in effetti non poteva che essere così. Il silenzio è la risposta più meritata e dignitosa a un discorso del genere.

 

 

 

 

 

Fonte: La Stampa– Corrieredellasera

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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ven, set 30, 2016  Valentina
Carabinieri. Nuovo concorso per sottotenente
5 (100%) 5 Vota Questo Articolo

Fonte: concorsi-pubblici.org

Fonte: concorsi-pubblici.org

La pubblicazione del bando sulla gazzetta Ufficiale è avvenuta pochi giorni fa e riguarda la ricerca di 26 sottotenenti per l’Arma dei Carabinieri che verranno integrati in servizio permanente. C’è tempo fino al 24 ottobre prossimo per presentare la domanda di partecipazione, rigorosamente online.

 

 

L’accesso al concorso perché è questa volta d’élite. Vi potranno infatti accedere solamente gli ufficiali subalterni in congedo, coloro che sono in ferma prefissata, gli ispettori e gli ufficiali inferiori di completamento. Dei 26 posti disponibili, 22 sono riservati agli ispettori.

 

 

Per maggiori dettagli vi invitiamo a consultare questo link: Gazzetta Ufficiale Concorsi Carabinieri

 

 

 

Carabinieri. Quando la professione diventa un boomerang

 

 

 

Essere un carabiniere e indossare una divisa è, tra le altre cose, anche una responsabilità in termini di credibilità. E quando qualcosa va storto, il prezzo da pagare è alto.

 

 

È quanto sta accadendo all’ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto, condannato dal tribunale di Pavia a due anni e 6 mesi di reclusione per falsa testimonianza nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto del 2007 e per il quale è stato già condannato il fidanzato della vittima Alberto Stasi, non senza polemiche.

 

 

L’ex carabinieri all’epoca dei fatti era comandante della stazione di Garlasco, città nella quale avvenne il delitto. La sua testimonianza sarebbe stata la chiave su cui si sarebbero basate le prime sentenze di assoluzione a carico di Alberto Stasi, ribaltate poi dalla condanna definitiva.

 

 

 

Carabinieri. Le motivazioni della condanna

 

 

 

Secondo quanto si legge dei documenti di accusa, l’allora maresciallo Marchetto, avrebbe mentito circa gli accertamenti svolti sulla bicicletta nera da donna che un testimone sosteneva di aver visto appoggiata al muro della villetta di via Pascoli, il luogo del delitto, in un orario compatibile con quello nel quale la vittima fu uccisa.

 

 

La contestazione rivolta al carabiniere è legata in particolare a una nota di servizio in cui viene dichiarata la non somiglianza tra quella bici riconosciuta dal testimone e un’altra bici nera da donna che la famiglia Stasi effettivamente possiede.

 

 

Questa dichiarazione ebbe ripercussioni piuttosto forti sullo svolgimento delle indagini poiché portò gli inquirenti a non sequestrare la bici della famiglia Stasi. Proprio le mancate analisi su questo mezzo, secondo la parte civile e l’accusa, condussero inevitabilmente alle prime due assoluzioni dell’imputato Alberto Stasi.

 

 

 

 

 

Fonte: ilgiornale /blastingnews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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