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mer, mag 25, 2016  Valentina
Concorso Carabinieri 2016. Ecco tutti i dettagli
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Si potrà avanzare domanda fino al prossimo 20 giugno per partecipare al concorso, aperto anche ai civili, per il posto di allievo carabinieri, 1096 posti in tutto a disposizione.

 

concorso-carabinieriIl concorso sarà composto da una prova scritta, un questionario a scelta multipla, seguito da prove di efficienza fisica. Serviranno poi gli accertamenti medici e sanitari e l’idoneità fisica e attitudinale.

I posti a disposizione sono stati suddivisi tra 767 destinati a militari ed ex militari e 329 destinati invece al personale civile.

 

I partecipanti dovranno avere a disposizione una posta certificata per poter accedere al bando di concorso e inoltrare la domanda.

 

 

Concorso Carabinieri 2016. Requisiti per accedere

 

 

I requisiti necessari per poter partecipare al concorso per allievi carabinieri non differiscono dai soliti previsti per i concorsi pubblici nell’arma dei carabinieri:

 

- Cittadinanza italiana

 

- Licenza media

 

- Età anagrafica tra i 18 e i 26 anni

 

Per i militari invece l’età anagrafica si alza fino ai 29 anni e si aggiunge anche almeno 9 mesi di servizio per VFP1.

Unici esclusi per questo concorso sono coloro attualmente in servizio che hanno partecipato al precedente bando della polizia di stato.

 

 

Carabinieri. Tra Riconoscimenti Ed Esercitazioni

 

 

89 riconoscimenti ad altrettanti carabinieri sono stati consegnati presso la caserma di Largo Cristina di Svezia dal Generale di Copro d’Armata Vincenzo Giuliani.

I riconoscimenti sono stati consegnati ai carabinieri, in servizio in diverse reparti della Legione Lazio, che nell’arco dell’anno 2015 si sono particolarmente distinti con operazioni di servizio in favore dei cittadini in difficoltà. “La qualità e il numero dei riconoscimenti tributati attesta la generosità, l’altruismo ì, il coraggio e la dedizione offerta quotidianamente dai carabinieri alle aspettative di sicurezza dei cittadini del Lazio”. Ha così commentato durante la cerimonia il generale Giuliani.

 

Questi encomi sono possibili grazie alla continua formazione e preparazione a cui i nostri carabinieri sono soggetto in maniera costante. Alcuni di voi lo hanno potuto vedere con i propri occhi qualche sera fa a Milano, dove si è svolta una inquietante esercitazione, nella quale veniva simulato un attacco terroristico. Il luogo non è certamente stato scelto a caso dal momento che proprio qui il prossimo 28 maggio si svolgerà la finale di Champions League.

 

Si tratta di squadre speciali formate per intervenire rapidamente, rispondere al fuoco di armi lunghe, come i Kalashnikov usati spesso in questo genere di attentati. Questi carabinieri arrivano da diversi reparti territoriali e sono già stati sottoposti a un duro addestramento con il battaglione Tuscania.

 

 

 

 

Fonte: infodifesa / milano.corriere / irpinianews

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, mag 16, 2016  Valentina
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Fonte: catania.livesicilia.it

Fonte: catania.livesicilia.it

Botte e spintoni. Pronto soccorso e tanta paura per due agenti dell’arma dei carabinieri che, nel tentativo di bloccare un malvivente che aveva forzato un posto di blocco si sono visti aggredire prima verbalmente e poi anche fisicamente da un gruppo di abitanti del quartiere.

 

Potrebbe essere la trama di un film. E invece è accaduto in Sicilia pochi giorni fa. Le immagini di quell’aggressione hanno fatto il giro del web e hanno indignato mezzo mondo.

 

L’Italia ha fatto per l’ennesima volta, l‘ennesima brutta figura in termini di legalità e rispetto per le regole e la divisa.

 

 

Carabinieri. Non era la prima volta

 

 

L’episodio di Catania purtroppo non è l’unico. Poche settimane fa stesso copione a Palermo, quartiere Kalsa, dove alcuni agenti, questa volta della polizia di stato sono stati costretti a sparare in aria dei colpi per disperdere la folla che si era radunata con lo scopo di far fuggire un rapinatore. Riuscendoci ovviamente. Proprio come ci sono riusciti gli abitanti del rione Nesima di Catania.

 

La rilevanza mediatica di questi episodi dura pochissimo. Il tempo di creare quel tanto che basta di indignazione, che si disperde in pochi minuti. Il tempo di un fatto di cronaca più accattivante.

 

Non so se sia più grave l’episodio in sé o la poca indignazione che suscita. Perché la verità è che se esiste qualcuno che non si sente fortemente indignato di appartenere a una società, nella quale, invece di aiutare chi fa rispettare la legge, si aiuta chi delinque, è lì che risiede il problema.

È lì che le istituzioni devono lavorare.

È lì che non si può costruire né una società sicura né un futuro solido.

 

 

Carabinieri. Nonostante Tutto I Giovani Ci Credono Ancora

 

 

E in un’Italia irragionevolmente aversa alla divisa, si è svolto a Roma il giuramento del 134° Corso intitolato al Corazziere Calcedonio Giordano, “Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria”.

 

I carabinieri, dopo aver svolto un corso di formazione, dovranno affrontare un periodo di affiancamento pratico presso i comandi di stazione. È proprio in questa fase che verranno in contatto con la realtà operativa della loro professione.

 

Ora, la domanda è lecita: l’entusiasmo di questi giovani carabinieri può essere scalfito da episodi come quello accaduto in Sicilia?

La speranza è che ciò non accada ovviamente. La speranza è che abbiano l’effetto contrario e che la voglia di riportare la collettività a un grado di sicurezza e rispetto delle istituzioni vicino alla soglia della decenza prevalga sulla paura di una società avversa.

 

 

 

 

Fonte: Huffingtonpost / romatoday /

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, mag 9, 2016  Valentina
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tfs-carabinieriIl trattamento di fine servizio (TFS), così come previsto dalla riforma Fornero, anche per l’Arma dei Carabinieri viene corrisposto non prima che siano trascorsi 12 mesi dalla cessazione effettiva del servizio, sia che esso avvenga per sopraggiunti limiti di età sia che avvenga per anzianità maturata.

 

La Unipol Banca e la Banca Nazionale del Lavoro per la Difesa hanno studiato un’offerta per tutto il personale in procinto della pensione appartenente all’arma dei carabinieri, che prevede la possibilità di farsi anticipare il proprio TFS in tempi più brevi di quelli previsti per legge e in un’unica soluzione.

 

Ma andiamo per gradi.

 

 

 

Carabinieri. Cosa prevede oggi la legge per il TFS

 

 

 

 

Riepiloghiamo tutte le possibili soluzioni per potersi aggiudicare quanto spetta di diritto:

 

- Se l’importo è uguale o inferiore ai 50 mila euro verrà erogato in un’unica soluzione;

 

 

- Se l’importo rientra tra i 50 e i 100 mila euro verrà erogato in due rate annuali, di cui la prima di 50 mila euro e l’ultima dell’importo rimanente;

 

 

- Se l’importo supera i 100 mila euro le rate di erogazione saranno tre, delle quali, le prime due di 50 mila euro ciascuna e la terza dell’ammontare residuo.

 

 

Quello che propone la banca per riuscire a bypassare queste tre opzioni e ottenere quanto spettante di diritto in un’unica soluzione e prima dei 12 mesi è molto semplice. Vediamolo passo per passo.

 

 

Carabinieri. Tutti i passaggi per l’Anticipo del TFS

 

 

 

Prima di tutto è necessario che l’interessato apra un proprio conto corrente con accreditamento della pensione presso una filiale della banca.

 

Il passo successivo è quello di formalizzare la richiesta di anticipazione del TFS, sempre attraverso la filiale, allegando il prospetto di liquidazione rilasciato dall’ente preposto INPS.

Una volta ottenuto l’ok dalla banca, andrà aperto un secondo conto corrente, sul quale viene prevista una linea di credito di importo paro al tfs.

A questo punto basterà comunicare all’inps il codice iban del secondo conto corrente, sul quale verrà versato l’importo previsto nei tempi di legge.

 

Si tratta in sostanza di un finanziamento di importo pari al proprio tfs che la banca rilascia, prendendosi a garanzia il fts stesso. L’ultimo passaggio sarà l’atto pubblico o una scrittura privata autenticata da notificare all’INPS che formalizzi questo passaggio.

 

In termini concreti questa offerta della banca, che certamente tenderà a estendersi anche ad altri istituti nel breve periodo, è un modo per ottenere subito quanto la legge vorrebbe liquidare dopo un anno. Per i neopensionati è certamente un piano B da valutare in attesa che la politica faccia il suo dovere in loro tutela.

 

 

 

 

 

 

Valentina stipa

 

 

 

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mar, mag 3, 2016  Valentina
Carabinieri. Benvenuta Giulia!
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Fonte: ilgiornale.it

Fonte: ilgiornale.it

Si tratta di un vero e proprio ritorno di fiamma, quello dell’Alfa Giulia all’interno dell’arma dei carabinieri. Un rientro più potente ed equipaggiato con il V6 biturbo da 2.9 libri e 510 cavalli tutti da provare, nella versione Quadrifoglio.

 

Nonostante la sua decantata potenza, ad oggi verrà utilizzata solo per motivi di rappresentanza e per scopi promozionali, esattamente come le cugine Lamborghini Huracan che hanno in dotazione i colleghi della polizia di stato.

 

Va ricordato però che prima del ritorno dell’Alfa Giulia nella sua versione più potente, le forze dell’ordine erano state dotate di 1500 Giulietta per compiti di ruotine quotidiana.

 

 

Carabinieri. Dai ritorni di fiamma al rogo

 

 

Già, perché basta poco a volte per far finire al rogo, sulla gogna mediatica, un’intera categoria per colpa di casi singoli e mele marce. E se gli episodi di cronaca che dipingono carnefici gli uomini delle forze dell’ordine hanno una cassa di risonanza molto ampia, quando accade il contrario e le vittime sono i carabinieri, l’eco è molto meno forte, rimane attutita, qualche volta proprio non si sente.

 

E per tutte le volte che i mezzi di comunicazione televisiva hanno giocato contro la categoria dei carabinieri, dando spesso voce – non sempre appropriata – a vittime o presunte tali di abusi di potere e violenze, almeno una volta è accaduto l’esatto opposto.

 

Il programma televisivo “Le Iene” infatti ha raccontato la storia del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Sillitti e di altri tre colleghi, che hanno trascorso 24 giorni in carcere a Maria Capua Vetere con l’infamante accusa di favoreggiamento di estorsioni consumate da un clan malavitoso locale.

 

Il racconto del giornalista Gaetano Pecorare inizia con l’incendio di un ristorante, il cui titolare, è un conoscente del maresciallo. Poi si procede con un attento esame delle carte processuali fino alla conclusione che ha visto annullare l’arresto dal tribunale del riesame e anche dalla cassazione per inconsistenza delle accuse.

La Iena va chiedere spiegazioni proprio al sostituto procurato Alessio Manganelli che ha montato l’accusa, ma non ottiene grandi risposte.

Il pm infatti non commenta le affermazioni incalzanti del giornalista e preferisce andarsene in assoluto silenzio.

 

Un silenzio che stride con i 24 giorni di carcere, ingiusti subiti dai carabinieri.

 

 

 

Fonte: ilgiornale

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, apr 18, 2016  Valentina
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cinquerighe

Fonte: cinquerighe.it

La religione, qualunque essa sia, nella maggior parte dei casi non è certo solo un credo intimo e privato. Influenza e agisce su tutte le sfere della vita di ogni credente, non ultima quella lavorativa.

 

Fino ad oggi la questione religiosa non ha mai riguardato le forze armate, ma qualcosa sta cambiando.

Adeguamento dei tempi o semplici rivendicazioni di libertà, ad oggi non è ancora dato sapere.

Di sicuro però c’è che per l’Arma dei carabinieri sta cambiando qualcosa in questa direzione.

 

Oltre 25 mila carabinieri in servizi tra Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria, tramite il consiglio intermedio di rappresentanza – Co.I.R. – ha divulgato una delibera nella quale di ritiene “inapplicata la libertà religiosa in quanto l’esistenza dei soli Cappellani Militari di religione cattolica darebbe luogo ad evidenti disparità di trattamento tra commilitoni”.

 

 

Carabinieri. Le richieste al Ministro

 

 

Questa delibera datata 8 aprile 2016 contiene un vero e proprio excursus storico sui cappellani militari, con lo scopo di mettere in evidenza il vuoto normativo che si è creato con l’entrata in vigore del Codice dell’ordinamento militare, rivendicando con forza “il dovuto rispetto del principio di laicità dello Stato sancito dalla Costituzione repubblicana”.

 

La richiesta è stata rivolta direttamente al ministro della difesa Roberta Pinotti, alla quale viene ribadita la necessità di “provvedere a dare compiuta applicazione ai principi costituzionali sulla libertà di culto”. C’è anche un altro aspetto che viene sottolineato nella delibera: lo stato giuridico e il relativo trattamento economico dei cappellani, i quali dal lontano 1961, con la legge 512, sono assimilati in tutto e per tutto a ufficiali delle forze armate. Proprio sulla questione dei cappellani, la storia comincia molto prima di questa delibera ed è più che altro squisitamente economica.

 

Dal 2013 al 2015 la spesa per i soli stipendi dei cappellani militari è passata da 7.680.353 a 10.445.732 euro mentre il numero dei cappellani è lievitato da 169 a 205. Si tratta di cifre piuttosto eloquenti e che meritano una certa riflessione da parte dei vertici coinvolti, sia di stato che di chiesa.

 

 

 

 

Fonte: supu

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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