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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

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Archivi per la categoria 'Arma dei Carabinieri'

mer, dic 17, 2014  Valentina
Carabinieri In Missione In Afghanistan 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

Se i vertici delle forze armate e i sindacati di rappresentanza discutono e lottano per migliorare le condizioni lavorative e anche quelle economiche, tutto il resto del mondo in divisa continua a svolgere le proprie funzioni al meglio. Come i Carabinieri, il cui futuro è maggiormente incerto rispetto agli altri comparti.

 

Fonte: difesa.it

Fonte: difesa.it

È in collaborazione con l’European Union Police Mission in Afghanistan (EUPOL Afghanistan), a favore delle forze di sicurezza afghane che i carabinieri del Police Advisor Team (PAT) in missione ad Herat  hanno organizzato il primo Forensic Police Course.

 

Si tratta di una serie di lezioni pratiche e teoriche  incentrate sulle attività che vanno svolte sulla scena di un crimine per conservare e non inquinare elementi che potrebbero essere prove fondamentali, dalle quali partire per ricostruire quanto accaduto.

Il corso è quindi improntata a capire come muoversi sulla scena di un crimine, come delimitare l’area ed evitare contaminazioni esterne, con speciale  riguardo al contesto di lotta al terrorismo.

 

 

 

 

 E in Italia come si fa a diventare Ris dei Carabinieri?

 

 

 

Iniziamo con il precisare che il RIS è il reparto investigazioni scientifiche dell’arma dei carabinieri, dove marescialli e brigadieri si occupano dei rilievi di carattere scientifico, mentre gli ufficiali coordinano le indagini.

Anche in questo reparto ci si accede per concorso, il quale viene bandito con cadenza annuale. I requisiti di accesso al concorso variano a seconda della specializzazione che si vuole intraprendere all’interno del reparto, ma di base la laurea è un requisito basilare. Per essere più chiari servirà una laurea in medicina se si vuole accedere al settore sanità, mentre se si è interessati alle investigazioni scientifiche, la laurea dovrà essere in ingegneria chimica e così via per ogni comparto specialistico.

 

Di pari passo con la laurea, ci va anche l’iscrizione al relativo albo, dunque essere a tutti gli effetti un medico, un ingegnere, un architetto.

 

Per poter accedere al concorso per Ris è necessario anche rispettare un limite di età anagrafica: 40 anni se si è Maresciallo dell’ Arma dei Carabinieri; 34 anni se si è ufficiali in ferma prefissata con almeno 1 anno di servizio/sotto ufficiali delle forze di completamento oppure 32 anni se si appartiene ad una terza categoria.

 

Essendo un reparto molto tecnico, i posti disponibili ogni anni sono pochissimi e non sempre coprono tutte le categorie. Una volta superato il concorso  è necessario frequentare un corso presso il Centro di Addestramento del RA.C.I.S (dove si studia criminologia e altre cose) e poi seguire l’iter addestrativo specifico a seconda della specialità a cui si è destinati.

 

 

 

Fonte: grnet /  lavoroefinanza / difesa

 

 

Valentina stipa

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lun, dic 1, 2014  Valentina
Carabiniere suicida a Roma 4.94/5 (98.89%) 54 Vota Questo Articolo

 

Lavoro per i servizi segreti italiani ed internazionali e da tempo sto vedendo cose a noi sconosciute cose non di questo mondo ma dei nostri creatori, purtroppo sapere determinate cose porta delle responsabilità , mi resta poco da vivere so già che stanno arrivando per chiudere la mia bocca per sempre”.

Queste le ultime parole lasciate in un post su facebook da Luis Miguel Chiasso, carabiniere dell’VIII Reggimento Lazio, originario della provincia di Terni, trovato cadavere con un colpo di pistola, quella d’ordinanza, al petto nella sua stanza nella caserma di Roma.

 

Fonte: ilmessaggero.it

Fonte: ilmessaggero.it

Un pensiero molto lungo e complesso quello che il giovane ha affidato al social network prima di porre fine alla sua vita. Un post inquietante, che parla di politica, di ribellione, di sospetti. Parole che hanno creato un mistero intorno a questa morte e proprio per questo la procura ha disposto l’autopsia sul corpo.

 

Prima di togliersi la vita il giovane aveva chiamato il 112 pronunciando frasi sconnesse; l’operatore che aveva ricevuto al chiamata, compreso la gravità della situazione, aveva provato a trattenerlo in linea, ma è stato tutto vano.

 

 

 

Troppi Segnali Strani

 

 

A destare sospetti su questa morte, molti segnali pochi chiari. Prima di tutto il post. Parole che lasciano dubbi e ombre su cosa poteva sapere il carabiniere o solo farneticazioni di un ragazzo mentalmente instabile?

Di certo c’è che nelle ultime parole di Luis non si parla di suicidio, ma solo di morte imminente.

 

In secondo luogo la modalità della morte, un colpo di pistola al petto. Premesso che il modo in cui qualcuno sceglie di togliersi la vita è del tutto soggettivo, ma se lo uniamo alle parole del post, suona quantomeno strano che per uccidersi ci si punti la pistola al petto.

 

Infine la telefonata al 112. Chi vuole togliersi la vita, non chiede aiuto e poi scrive frasi come “so gia che stanno arrivando per chiudermi la bocca per sempre.”

 

 

Perché Nessuno Ne parla

 

 

La notizia di questo suicidio è di qualche giorno fa ma nessun telegionale ne ha parlato.

Perché? Perché a parti inverse, quando un carabiniere in divisa uccide, per errore o per colpa, inizia un processo mediatico spietato che non lascia scampo neanche in caso di innocenza e se a morire è un giovane in divisa, non è degno neanche di essere ricordato?

 

La domanda è lecita, ma rimarrà senza risposte. È una domanda scomoda, che qualcuno considererà irriverente o polemica.

Per noi è una domanda legittima e come tale la poniamo alle coscienze della gente comune. Ognuno trovi la propria risposta.

 

 

 

 

Fonte: ilgiornale / grnet / perugiatoday / ilmessaggero

 

 

 

Valentina Stipa

 

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mer, nov 19, 2014  Valentina
Diventare Maresciallo Dei Carabinieri. Una Speranza Per Molti Giovani 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

maresciallo ccSe in passato indossare la divisa era una vocazione o una tradizione di famiglia, oggi per molti ragazzi è uno dei pochi modi per uscire dalla disoccupazione; un percorso a ostacoli che, se terminato con successo, ti apre le porte di un mondo difficile, tumultuoso a tratti pericoloso ma che inevitabilmente ti coinvolge e diventa molto più di un lavoro.

 

In questo articolo vogliamo spiegarvi come si diventa maresciallo dei carabinieri, ma prima si spieghiamo bene che cosa rappresenta questa figura. La figura professionale del maresciallo identifica il ruolo ispettori, ben distinto dai sovrintendenti, e può essere posto al comando di reparti interni o di reparti esterni oppure impiegato in attività di carattere investigativo.

 

 

 

Maresciallo Carabinieri. Ecco Tutti I Passi Da Compiere

 

 

 

Per diventare maresciallo dei carabinieri – e quanto stiamo per dirvi vale anche per la Guardia di Finanza – è necessario superare un concorso a cui si accede se si è in possesso dei seguenti requisiti:

 

1. Cittadini italiani che siamo in pieno possesso dei diritti civili e politici e che non abbiamo condanne per delitti non colposi.

 

2. conseguimento il diploma di scuola secondaria

 

3. compimento del 17imo anno di età ed entro i 26 anni

 

4. idoneità fisica

 

 

Precisiamo subito che il 30% dei posti disponibili viene riservato a personale già in essere nell’Arma dei Carabinieri. In questo caso l’età anagrafica non dovrà superare i 30 anni e non dovranno esserci giudizi pregressi di mancata idoneità nell’ultimo biennio.

 

Considerato il numero esorbitante di domande che vengono presentate, negli ultimi tempi viene fatta una preselezione, composta da un questionario con 100 domande a scelta multipla su diverse materie. Una volta superato questo, si accede al concorso vero e proprio.

Il concorso si compone di una prima parte di prove fisiche e di accertamenti sanitari a cui segue la prova scritta e infine gli accertamenti psicoattitudinali. Il superamento del concorso pubblico però non si traduce nel raggiungimento della qualifica di maresciallo, poiché questa meta è vincolata all’esito positivo di un ulteriore corso di due anni nelle scuole marescialli, le quali includono anche un piano di studi universitari e di addestramento.

Al termine del corso si sarà conseguito anche la laurea in scienze giuridiche della sicurezza.

 

Se si diventa maresciallo dei carabinieri di percepirà uno stipendio, ad oggi, che si aggira intorno ai 1500 €; considerate le promesse del Governo, questa cifra dovrebbe aumentare con lo sblocco dei contratti di lavoro da gennaio in avanti, ma su questo non possiamo al momento avere ancora certezza di alcun genere.

Di certo c’è però che allo stipendio mensile vanno poi aggiunte le indennità relate al ruolo specifico di assegnazione e alle competenze acquisite.

 

 

 

Fonte: carabinieri / concorsimilitari /clikkake.blogspot

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, ott 28, 2014  Valentina
Carabinieri. Sblocco Stipendi Confermato. E Poi? 4.00/5 (80.00%) 5 Vota Questo Articolo

 

Su questo non dovrebbero esserci più dubbio: il Governo Renzi a gennaio 2015 sbloccherà definitivamente gli stipendi per l’Arma dei Carabinieri e per il comparto sicurezza in generale.

blocco stipendi ccNotizia certamente positiva, ma che lascia dietro di sé una scia di dubbi e perplessità che non fanno dormire sonni tranquilli ai nostri uomini in divisa.

Ad esempio: a dove salteranno fuori i soldi per far fronte allo sblocco stipendiale? Perché, affinché questa azione abbia davvero un effetto positivo sul comparto sicurezza è necessario che avvenga senza esercitare ulteriori tagli in termini di risorse umane e strumentali.

Diversamente  sarebbe come versare acqua in un bicchiere rotto.

 

 

Carabinieri. Care, Carissime Medaglie

 

 

Se da un lato il Governo è continuamente sotto tiro, nella speranza che possa mettere in atto gli strumenti per risollevare la situazione precaria del comparto sicurezza., dall’altro lato ci sono i militari e i loro vertici che dovrebbero fare altrettanto nei limiti delle loro competenze e potenzialità.

 

L’associazione militari Assodipro ha però sottolineato nei giorni scorsi, come questo spirito di sacrificio, non venga avvertito davvero fino in fondo.

Questo si traduce in oltre un milione e 200 mila euro che lo stato spenderà in medaglie d’oro, irrinunciabili riconoscimenti per il servizio e la dedizione verso la patria, istituite da Carlo Alberto nel lontanissimo 1839, quando lo stato italiano esisteva da pochi anni ed era ancora con le casse piene.

 

Ma le rappresentanze militari continuano a dirsi soddisfatte dei traguardi raggiunti con il governo: “finalmente, dopo quattro anni il personale vede riconosciuta per la prima la specificità. È un grande segnale di svolta per l’intero comparto e per la rappresentanza militare (…) tutti coloro che hanno avuto voci stipendiali bloccate durante il quadriennio, dal 1 gennaio 2015, riceveranno il salario previsto per grado e anzianità rivestiti, adeguato alle responsabilità e agli oneri” dichiara il generale Paolo Gerometta, presidente del Consiglio centrale di rappresentanza (Cocer) sezione Esercito.

 

Ma la strada prima di essere contenti e orgogliosi è ancora lunga, molto lunga.

 

 

 

I Sacrifici Toccheranno Nuovamente alle divise

 

 

Se da un lato il blocco degli stipendi è una realtà positiva, non è certo sufficiente per cantare vittoria.

I tagli previsti infatti per i prossimi mesi vedono una riduzione del personale di circa 140 mila unità. Le modalità non sono ancora chiare però, dal momento che il licenziamento è escluso e gli incentivi al pensionamento non hanno avuto molta presa.

Restano quindi la mobilità volontaria con il trasferimento presso altre amministrazioni.

 

A questo si aggiunge anche la volontà già più volte espressa dal premier di ridurre il numero dei corpi di polizia, con un notevole risparmio per le casse statali.

Anche per questo tema si attende la legge di stabilità, ormai manca poco. E capiremo se lo sblocco è solo una palliativo oppure, come ci auguriamo, il primo passo verso scelte più razionali e competenti, che non mettano definitivamente in ginocchio un reparto già allo stremo.

 

 

 

Fonte: militariassodipro / grnet / ilvelino / pianetacobar

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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ven, ott 10, 2014  Marco Brezza
Ore straordinari carabinieri: prescrizione e quote non corrisposte 3.67/5 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

Come debbono essere ripartite le somme disponibili per sanare ciò che spetta per l’anno 2012 al personale dell’Arma di Carabinieri e non è stato loro corrisposto? Stiamo parlando delle ore di lavoro prestate in eccedenza rispetto all’ordinario orario di lavoro giornaliero: le ore straordinari carabinieri. Un tema sempre all’ordine del giorno all’interno del complesso ingranaggio delle retribuzioni nella Amministrazione Pubblica italiana e che va analizzato con discreta attenzione.

 

Fonte: lecconotizie.com

Fonte: lecconotizie.com

Ore straordinari carabinieri, un meccanismo adeguato?

 

Negli scorsi mesi ci sono stati diversi incontri di rango istituzionale a livello di forze di polizia che hanno attraversato momenti di serrato confronto tra lo Stato Maggiore e il Consiglio Centrale di Rappresentanza dell’Arma. Da questa serie di scambi di pareri è emerso il seguente fatto: non risulta per nulla adeguato il meccanismo che effettua una ripartizione delle suddette somme corrispondenti alle ore straordinari carabinieri in modalità tali da non soddisfare tutto il personale. Si renderebbe pertanto necessario suddividere le somme rese disponibili al pagamento delle ore di lavoro straordinario non corrisposte per quello che riguarda l’anno 2012.

 

Quando giunge la prescrizione?

 

A livello di disciplina generale relativa alla tematica qui analizzata va comunque detto che nel caso di lavoro straordinario prestato dal carabiniere in misura eccedente al monte ore complessivo, il “dies a quo” del termine quinquennale di prescrizione della relativa domanda di remunerazione deve essere fissato inderogabilmente alla data in cui è stata predisposta la contabilità per il pagamento del suddetto lavoro straordinario. Questa tipologia di atto presuppone il riconoscimento dell’altrui diritto, cagionando in tal guisa un effetto interruttivo del termine prescrizionale. Tale assunto è confermato da una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) del Piemonte, Sez. II, del 18 gennaio 2013, più precisamente la numero 76.
In altra direzione è poi importante sottolineare come le prestazioni orarie di lavoro straordinario obbligatorio e programmato effettuate dai carabinieri possono essere convertite, a richiesta del dipendente stesso, in un numero corrispondente di giorni di riposo compensativo: è questo uno dei metodi riconosciuti per recuperare le ore straordinari carabinieri trascorse in servizio.

 

Ore straordinari carabinieri: una storia particolare

 

In materia di ore straordinari carabinieri va citata una vicenda accaduta pochi mesi fa nel bergamasco: un comandante dei carabinieri avrebbe infatti annotato sul memoriale di servizio due ore di straordinario, senza poi effettivamente svolgerle, procurando un danno erariale corrispondente alla cifra di 27,52 euro. Il comandante è stato condotto a processo con ipotesi di reato definita in “truffa ai danni dello Stato”: il carabiniere, secondo le contestazioni avrebbe segnato quattro ore di straordinario, restando però in servizio solo per due. La difesa ovviamente ha chiesto il non luogo a procedere, sottolineando che le due ore erano state lavorate in un’altra, differente occasione. Un episodio che presenta per lo più gli estremi di una bagatella di poco conto dai contorni veniali, ma che sottolinea una volta per tutte l’estrema precisione e cura che caratterizzano l’istituto dello straordinario per le forze dell’ordine ed in particolare per i membri di una forza armata di rilievo come quella dei carabinieri.

 

Fonti: pianetacobar.eu, ecodibergamo.it

 

 

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