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Archivi per la categoria 'Arma dei Carabinieri'

gio, lug 16, 2015  Valentina
Pensioni Carabinieri. Ecco Quando Andare 4.00/5 (80.00%) 5 Vota Questo Articolo

Fonte: forzearmate-org

Fonte: forzearmate.org

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 6 luglio scorso, il decreto del 22 giugno sulla “revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo” emanato dal ministero di Giuliano Poletti,  si tradurrà in pensioni  ulteriormente ridotte per tutti coloro che accederanno al regime previdenziale a partire da gennaio 2016.

 

Questo adeguamento diverrà poi, secondo quanto stabilito dalla legge Fornero, biennale e non più triennale. La sintesi è che i carabinieri, e tutti i dipendenti statali, che accederanno alla pensione a partire da gennaio 2016 vedranno una leggera flessione delle proprie entrate.

 

 

Pensioni Carabinieri. Riepiloghiamo I Requisiti

 

 

Con tutte queste riforme e controriforme, decreti e sentenze, anche andare in pensioni può diventare un percorso ad ostacoli. Cerchiamo quindi di focalizzare l’attenzione sui requisiti che servono per accedere a questo servizio se si appartiene all’arma dei carabinieri.

 

Per la pensione di anzianità per i carabinieri, i requisiti anagrafici richiesti sono:

 

• 40 anni e 7 mesi di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica;

 

• 35 anni di contributi versati e 57 anni e 7 mesi di età anagrafica;

 

• 40 anni di contributi versati entro il 2011 e 53 anni e 7 mesi di età anagrafica;

 

 

Per la pensione di vecchiaia con almeno 35 anni di servizio invece i requisiti richiesti sono diversi e variano sulla base della qualifica raggiunta nel momento in cui il lavoro cessa.

 

• Dirigente Generale = 65 anni

 

• Dirigente Superiore = 63 anni;

 

• Qualifiche inferiori = 60 anni

 

 

Nel caso in cui non si siano raggiunti gli anni di servizio, a queste soglie appena descritte vanno aggiunti 7 mesi.

 

 

 

Pensioni Carabinieri. Un Percorso Che Dura Dagli Anni 90

 

 

 

L’origine della situazione attuali risale al governo Dini, che introdusse per a prima volta il concetto di quota contributiva, legando indissolubilmente la pensione ai contributi effettivamente versati nel corso della propria carriera.

Tali contributi venivano rivalutati con cadenza annuale sulla base del Pil.

Nel 2007 il ministro Damiano introdusse un concetto che è poi divenuto focale con la legge Fornero ovvero l’incremento della speranza di vita che incide in maniera negativa sui coefficienti per la trasformazione dei contributi.

 

Il decreto pubblicato qualche giorno fa, si basa proprio su queste due ultime leggi citate e ricalcola gli assegni della pensione proprio sulla base dei parametri in esse contenuti. Meglio non pensare dunque al dato incontrovertibile secondo il quale la quasi totalità delle pensioni del comparto sicurezza avrebbe avuto un importo pari quasi al doppio di quanto è previsto oggi se si fosse mantenuto il calcolo contributivo.

 

 

 

 

Fonte: supu / repubblica / forexinfo

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, lug 7, 2015  Valentina
Carabinieri. Ecco il Primo Con Gli Occhi a Mandorla 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: intelligonews.it

Fonte: intelligonews.it

Il destino è beffardo e la storia ci fa gioco di noi da sempre, senza distinguere continenti, etnie o religioni. Comanda lei e sistematicamente si ripete, nella speranza di insegnarci ogni volta qualcosa in più.

 

È con questo spirito che in un momento dove le polemiche per l’immigrazione sono cocenti e dove l’invasione della Cina sui mercati europei  è sempre più dilagante, la storia ci dà l’ennesima lezione: nulla si può contro la globalizzazione.

 

E vedere il primo carabiniere con gli occhi a mandorla giurare fedeltà alla repubblica italiana all’interno della caserma Cernaia di Torino, indossando una divisa patriottica ne è la prova in assoluto più tangibile.

 

 

Carabinieri. Passi Avanti Anche Con La Tecnologia

 

 

 

Se da un lato la Benemerita si adegua ai tempi che cambiano e apre le porte a uomini e donne italiani sono di passaporto acquisito, dall’altro lato si continua a lottare per rimanere al passo coi i tempi sfruttando quanto più possibile le possibilità tecnologiche.

È con questo spirito che nasce, grazie alla Fabbrica d’Armi Beretta nell’ambito di un progetto di ricerca con l’Università di Brescia e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, il progetto i-protect.

 

Si tratta di uno strumento nato con lo scopo di diminuire i tempi di reazione della Centrale Operativa, in termini di intervento, supporto e soccorso, aumentando così il livello di sicurezza dei cittadini ma anche delle Forze dell’Ordine.

In pratica attraverso questo strumento è possibile fornire alla centrale informazioni in tempo reale garantendo quindi un’interazione maggiore tra personale sul campo e centrale operativa, in modo da affrontare più velocemente tutte quelle emergenze che richiedono l’invio immediato di uomini e mezzi.

 

Questo strumento è di fatto una pistola “Beretta PX4 Storm-i” in calibro 9x19mm, con una fondina specifica a doppia sicurezza munita di attuatori magnetici e da uno smartphone dotato dell’applicativo “ODINO 5″ – Operational Device for Information, Networking and Observation – che permette l’integrazione dell’arma nel sistema di comando e controllo centrale.

 

Come funziona? Questa pistola è dotata di un moderno processore Bluetooth Low Energy, grazie al quale i dati raccolti vengono comunicati allo smartphone, che a sua volta, li invia nella Centrale Operativa di competenza in tempo reale.

 

A sperimentare per primi questo progetto saranno i carabinieri che hanno avuto una formazione mirata su questo progetto, all’interno della Scuola di Perfezionamento al Tiro dell’Arma dei Carabinieri. Il progetto chiaramente vorrebbe vedere esteso questo sistema all’intero corpo, ma siamo ancora nella fase sperimentale; se i risultati saranno soddisfacente, la dotazione a tutti i carabinieri potrebbe concretizzarsi.

 

 

 

 

Fonte: intelligonews / grnet

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, lug 1, 2015  Valentina
Carabinieri. Arretrati del blocco salariale? Neanche per sogno 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

Fonte: sindacatosupu.it

Fonte: sindacatosupu.it

Le sentenze della corte costituzionale che accertano l’illegittimità del blocco salariale subito dai dipendenti statali, carabinieri compresi, dal 2008 ad oggi sono ben due.

 

Ciò nonostante i 35 miliardi di euro di arretrati che lo stato italiano si è di fatto indebitamente trattenuto non verranno restituiti ai legittimi proprietari, i quali dovranno accontentarsi solamente di avere sbloccato il loro stipendio.

 

Parlare di vittoria a metà è un eufemismo. Qui si tratta di una vera e propria truffa, che gli stessi sindacati di fatto non accennano a riconoscere, millantando invece una vittoria che vede lo sblocco dei contratti riconosciuto anche dalla corte costituzionale.

Subito dopo la sentenza i sindacati di categoria hanno chiesto “l’apertura immediata di un tavolo di contrattazione per arrivare al rinnovo del contratto subito” come si legge in una nota ufficiale, rimarcando poi la necessità di leggere con attenzione i dettagli della sentenza e aprire la strada a eventuali ricorsi per la riscossione degli arretrati.

Ma questo tema, carissimo ai diretti interessati, è stato relegato a un secondo piano.

 

 

Carabinieri. Quanto Hanno Perso Durante Il Blocco

 

 

Se da un lato esiste il rammarico di aver subito per oltre 5 anni un blocco illegittimo delle retribuzioni, dall’altro, ben più amaro, esiste il boccone di tutti i soldi persi che invece avrebbero dovuto essere nelle tasche dei legittimi proprietari.

 

Legittimi anche per la corte costituzionale. Ogni dipendente pubblico ha perso qualcosa come il 43% della retribuzione di un anno, del quale il 9.6% solo in termini di mancato aumento della retribuzione. Si tratta di un mucchio di soldi se si pensa allo stipendio medio di un carabiniere.

 

La volontà dei sindacati di iniziare subito le contrattazioni per sbloccare e adeguare  gli stipendi fermi dal lontano 2008 è senza dubbio molto più forte di quella che dovrebbe vederli in prima linea in una dura lotta per la restituzione di quanto illegittimamente trattenuto in questi anni.

 

Carabinieri. Unificazione E Restituzione Arretrati

 

 

Di fatto però non si può nascondere che la strada verso l’unificazione delle forze armate, ormai sulla carta già pianificata, va a interferire con il tema del blocco stipendio e ancora di più con quello degli arretrati da riavere indietro.

 

Il timore degli appartenenti all’Arma è infatti quello che, con questo cambio imminente di vertici di riferimento, con la fusione dei carabinieri sotto il ministero dell’interno insieme alla polizia di fatto si voglia azzerare la questione arretrati, compensando con l’adeguamento stipendiale. Una soluzione certamente positiva, ma non del tutto.

 

L’adeguamento è un passaggi obbligato e non un regalo che l’istituzione concede ai suoi dipendenti. La restituzione dei soldi indebitamente trattenuti dovrebbe essere la medesima cosa, per permettere la partenza di questo nuovo progetto di fusione con il piede giusto, senza creare attriti o rancori che inevitabilmente si trascineranno nel tempo.

 

 

 

 

Fonte: supu / ilnuovogiornaledeimilitari

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, giu 16, 2015  Valentina
Carabinieri: Goodbye Giulietta! 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

giuliettaFinisce un’era. L’arma passa i suoi primi 200 anni e subito si dà una spruzzata di novità che di fatto termina un’intera epoca distintiva.  Polizia e carabinieri per la prima volta da quando sono state creati avranno la medesima auto. E sarà una Seat Leon.

 

Addio quindi alla pantera e alla gazzella, targate Alfa romeo e frontiere aperte per la nuova seat.

Come si è arrivati a questo è del tutto semplice.

Il bando che il ministero dell’interno aveva indotto rispondeva  a normative europee, le quali escludevano qualunque tipo di privilegio per i costruttori italiani. Ecco quindi che la Seat ha avanzato l’offerta più vantaggiosa, con una differenza attestata a circa 83 euro per ogni veicolo. La casa Spagnola si era aggiudicata la vittoria del bando già lo scorso aprile 2014.

 

 

Carabinieri. Ecco I Numeri Della Vittoria Tedesca

 

 

Per entrare nel dettaglio dei vantaggi economici offerti vi diamo un dato: per l’Alfa Romeo Giulietta in allestimento speciale venivano spesi 43.980 euro, mentre per la Seat Leon 2.0 TDI 150 CV il costo è di 43.897 euro.

 

Si può certamente dire che la casa spagnola ha fatto un bel colpo, con una fornitura che si attesta sui 180 milioni di euro e che vedrà una prima consegna con 206 auto totali, di cui 100 alla Polizia di Stato e 106 ai Carabinieri.

 

La seat si è poi aggiudicata la prelazione sulla consegna di 2.400 auto nei prossimi tre anni, con una opzione per salire fino a 4.000 totali, 2.100 per i Carabinieri e 1.800 per la Polizia.

 

Considerati questi numeri è chiaro che la Fiat, sconfitta dalla casa spagnola ha avanzato ricorso al TAR del Lazio, il quale però lo ha rigettato.

 

Se si pensa che il marchio spagnolo Seat è di proprietà della tedesca volkswagen, sembra un brutto scherzo del destino… la Germania ci batte ancora.

 

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / inlibertà

 

 

Valentina Stipa

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mar, giu 2, 2015  Valentina
Pensioni Carabinieri. Sbagliato Non Distinguere 3.50/5 (70.00%) 2 Vota Questo Articolo

pensioni carabinieri

pensioni carabinieri

Secondo l’inps se le pensioni del comparto sicurezza fossero calcolate sulla base dei contributi versati, sarebbero inferiori di almeno un 25% rispetto a quelle attuali.

Non va dimenticato infatti che queste risorse rappresentano circa 536.000 persone, le quali secondo il regolamento statale, possono continuare a permanere in servizio con 57 anni e tre mesi di età e 35 di contributi (40 anni e tre mesi di contributi indipendentemente dall’età), seppure l’età massima per rimanere in servizio è compresa tra i 61 e 66 anni e tre mesi.

 

Una dichiarazione quella dell’inps che ha infuocato gli animi di molti appartenenti alla categoria, primo tra tutto Gianni Tonelli, segretario generale del SAP: “colpisce il fatto che l’INPS del neo presidente Boeri, renziano doc, in nome della trasparenza abbia puntato ikl dito contro i poliziotti, mettendo in un unico calderone i dirigenti e i prefetti, che hanno trattamenti e privilegi reali ben diversi rispetto all’agente o al carabiniere semplice”.

 

 

Pensioni Carabinieri. Facciamo Ordine

 

 

A dispetto di quanto dice l’Inps, la verità è molto più amara. Il personale appartenente a Esercito, marina, carabinieri, polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco infatti, dal primo gennaio prossimo dovrà lavorare 4 mesi in più per poter accedere alla pensione. E a stabilirlo è proprio una circolare dell’Inps 63/2015, con la quali si è mirato a un adeguamento rispetto alla speranza di vita.

 

Per ciò che riguarda il parametro anagrafico di accesso alla pensione, questo non viene adeguato alla speranza di vita solo nel caso in cui al compimento del limite di età si siano già maturati 35 anni di contributi.

 

Anche l’accesso al prepensionamento subisce un cambiamento e dal 2016 si potrà accedere solamente nel caso in cui si abbia uno dei seguiti requisiti:

 

- una anzianità contributiva di 40 anni e 7 mesi indipendentemente dall’età anagrafica

 

- una anzianità contributiva non inferiore a 35 anni e con unità di almeno 57 anni e 7 mesi;

 

- il raggiungimento della massima anzianità contributiva corrispondente all’aliquota dell’80 % ma solo se tale raggiungimento è avvenuto entro il 31 dicembre 2011 e solo nel caso in cui si abbia compiuto almeno 53 anni e 7 mesi.

 

 

 

 

Fonte: ilgiornale / pensionioggi

 

 

 

 

Valentina Stipa

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