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Aspettativa Dipendenti Pubblici. Diritti dei lavoratori



Aspettativa Dipendenti Pubblici. Diritti dei lavoratori
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Aspettativa Dipendenti pubblici. Si tratta della possibilità che hanno i dipendenti statali di assentarsi dal lavoro, in casi precisi e per periodi di tempo più o meno lunghi. Una sorta di anno sabbatico dei dipendenti pubblici insomma. L’aspettativa prevede il congelamento del rapporto di lavoro, in questo modo anche la retribuzione viene sospesa.

Ci sono diverse tipologie di aspettativa in base alle motivazioni o alle necessità per cui viene richiesta. Vediamo di far chiarezza sui principali motivi che possono richiedere di una aspettativa.

 

 

 

 

 

 

Aspettativa Dipendenti Pubblici per Motivi Familiari

Fonte: road.issn.org

Fonte: road.issn.org

 

 

 

 

 

I dipendenti pubblici, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, hanno il diritto ad accedere all’aspettativa per motivi personali o di famiglia. Durante il periodo di aspettativa non è prevista nessuna retribuzione e questi mesi non sono utili per l’anzianità di servizio. Va precisato che l’amministrazione si riserva di accordare la sospensione nel caso questa sia compatibile con l’organizzazione e le esigenze di servizio. La richiesta deve essere quindi accompagnata da giustificazione “meritevoli di apprezzamento e tutela secondo il comune consenso, in quanto attinenti al benessere, allo sviluppo ed al progresso del dipendente, come singolo o come membro di una famiglia”. La gravità della giustificazione quindi non è un parametro rilevante ai fini della richiesta di aspettativa per motivi familiari.

 

 

L’amministrazione pubblica di appartenenza può richiamare il dipendente pubblico in aspettativa qualora le ragioni per le quali è stata concessa non siano più valide. Allo stesso modo, anche il dipendente può riprendere volontariamente il lavoro, senza attendere la scadenza dell’aspettativa richiesta.

 

 

Il mancato rientro in servizio, che comporta la risoluzione del rapporto di lavoro, deve avvenire generalmente, in un arco di tempo fra i 10 e i 15 giorni.

Se si tratta di aspettativa dipendenti pubblici per assistenza a figli minori di 6 anni, il periodo di aspettativa (fino a 170 giorni) è utile, ai fini della pensione, ai sensi dell’art. 1, comma 40, lett. a) della legge 335/95.

Nel caso di dipendenti statali o parastatali, il periodo massimo di aspettativa dipendenti pubblici per motivi personali è di 12 mesi nell’arco di tre anni. Se invece parliamo di dipendenti di enti locali, il periodo massimo è di 12 mesi in un triennio da utilizzare al massimo in due momenti.

 

I dipendenti pubblici non possono sfruttare due periodi di aspettativa, anche per motivi diversi, in modo continuativo ma devono aspettare almeno:

-          4 mesi se dipendenti statali e parastatali

-          6 mesi se dipendenti comunali

La normativa vigente vieta la possibilità di usufruire, in modo contemporaneo, periodi di aspettativa per motivi di famiglia, per la cooperazione in paesi in via di sviluppo, per i corsi di dottorato e per quelle estere, se tra un’aspettativa e l’altra non sono trascorsi almeno sei mesi di servizio attivo.

 

 

 

 

 

Aspettativa Dipendenti Pubblici per Vincitori di Concorso

 

 

 

 

I dipendenti pubblici hanno il diritto a varie tipologie di aspettativa per vincere un concorso in amministrazioni, enti o aziende, diverse dalla propria sede di lavoro. Si tratta di assenze per sostenere il periodo di prova nel nuovo lavoro.

L’aspettativa per vincitori di concorso prevede un periodo massimo di 6 mesi.

In questo tipo di aspettative ci sono alcune eccezioni: infatti, alcuni contratti prevedono che i dipendenti pubblici con un contratto a tempo indeterminato e vincitori di concorso possano accedere ad un’aspettativa per tutta la durata del contratto di lavoro a termine.

 

 

 

 

Aspettativa per corsi di dottorato

 

 

 

 

 

Coloro che vengono ammessi a corsi di dottorato possono richiedere un’aspettativa dipendenti pubblici per motivi di studio, senza retribuzione, per l’intera durata del corso. Questo periodo è utile ai fini dell’anzianità di servizio e ai fini pensionistici.

Questa possibilità vale non solo per i dipendenti pubblici, ma anche per quelli privati, che abbiano maturato 5 anni di servizio continuativi presso la medesima azienda o ente.

 

 

 

 

 

Aspettativa per Avviare un’attività

 

 

 

 

 

 

 

La legge prevede la possibilità, per dipendenti pubblici con un contratto a tempo indeterminato, di assentarsi dal lavoro, senza retribuzioni e per un massimo di 12 mesi, per avviare un’attività imprenditoriale. Questo periodo non è utile per l’anzianità di servizio.

L’aspettativa per avviare un’attività non è un diritto, ma è la propria amministrazione a decidere se accettare le richieste oppure no. In caso di diniego però, deve motivare la decisione.

L’assenza massima che può essere richiesta in questo caso è di 12 mesi nell’intera vita lavorativa. Questo tipo di aspettativa è frazionabile e supera i limiti previsti per i pubblici dipendenti allo svolgimento di una seconda attività, poiché il dipendente rinuncia al suo stipendio per l’intero periodo.

 

 

 

 

 

Aspettativa per coniuge o convivente all’estero

 

 

 

 

I dipendenti pubblici con un coniuge che lavora all’estero può chiedere un’aspettativa non retribuita per una durata corrispondente al periodo di tempo in cui permane la situazione che l’ha originata. Essa può essere revocata in qualunque momento per imprevedibili ed eccezionali ragioni di servizio, con preavviso di almeno quindici giorni.

Questa è una possibilità prevista solo per i dipendenti pubblici ed è vincolata all’impossibilità dell’amministrazione di trasferire il proprio dipendente nella stessa località di residenza del coniuge.

 

 

 

 

 

Aspettativa per cooperazione o attività solidarie

 

 

 

 

 

La legge prevede periodi superiori a 4 mesi  e inferiori a 4 anni per  progetti di  Cooperazione allo sviluppi; durante questo periodo di aspettativa, i dipendenti pubblici percepiscono gli assegni fissi e continuativi, ad eccezione delle quote di aggiunta di famiglia, della indennità integrativa speciale, delle indennità inerenti a specifiche funzioni ed incarichi ovvero connesse a determinate condizioni ambientali, e comunque degli emolumenti legati all’effettiva prestazione del servizio in Italia.

Anche questa possibilità non riguarda in via esclusiva i dipendenti pubblici, ma può essere estesa anche ai privati.

I dipendenti volontari possono richiedere:

– fino a 30 giorni di assenza di seguito per un totale massimo di 90 giorni all’anno, da investire in attività di soccorso e assistenza in catastrofi e calamità; il limite dei 90 giorni può essere aumentato fino a 180, qualora venga dichiarato uno stato di emergenza nazionale;

– fino a un massimo di 10 giorni di seguito e 30 giorni all’anno, per le attività formative, di pianificazione e di simulazione delle emergenze.

 

 

 

 

 

Aspettative per Dipendenti con condizioni psicofisiche particolari

 

 

 

 

E’ una tipologia di aspettativa riservata a dipendenti con problemi di droghe, alcol cronico o debilitazioni. Inoltre, i dipendenti pubblici con familiari, entro il terzo grado ovvero conviventi stabili, che hanno iniziato il progetto di riabilitazione, hanno diritto ad un’aspettativa non retribuita (per motivi di famiglia) per tutta la durata del progetto. Il rientro in servizio deve avvenire entro 15 giorni dalla conclusione del progetto.

 

 

 

 

 

Fonti: FpcGil / Diritti Sindacali /laleggepertutti

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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Un Commento a “Aspettativa Dipendenti Pubblici. Diritti dei lavoratori”

  1. Lino Says:

    Aspettativa per Motivi Familiari
    I dipendenti pubblici, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, hanno il diritto ad accedere all’aspettativa per motivi personali o di famiglia. Durante il periodo di aspettativa non è prevista nessuna retribuzione e questi mesi non sono utili per l’anzianità di servizio.
    Anche questa aspettativa non è un diritto, ma è la propria amministrazione a decidere se accettare le richieste oppure no. In caso di diniego però, deve motivare la decisione.

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