Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

Accessibilità per i visitatori: sola lettura, ma potrete presto chiedere la registrazione ed esprimere i vostri pareri.

Categorie

 

Aspettativa Dipendenti Pubblici: Diritti dei Lavoratori



Aspettativa Dipendenti Pubblici: Diritti dei Lavoratori 3.13/5 (62.50%) 8 Vota Questo Articolo

Aspettativa Dipendenti pubblici. Si tratta della possibilità che hanno i dipendenti statali di assentarsi dal lavoro, in casi determinati e per periodi di tempo più lunghi o meno. L’ aspettativa dipendenti pubblici prevede il congelamento del rapporto di lavoro, in questo modo anche la retribuzione viene sospesa.

Ci sono diverse tipologie di aspettativa dipendenti pubblici in base alle motivazioni o alle necessità per cui viene richiesta. Vediamo di far chiarezza sui principali motivi che possono richiedere di un’ aspettativa dipendenti pubblici:

 

Aspettativa per Motivi Familiari

aspettativa dipendenti pubbliciI dipendenti pubblici, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, hanno il diritto ad accedere all’aspettativa per motivi personali o di famiglia. Durante il periodo di aspettativa non è prevista nessuna retribuzione e questi mesi non sono utili per l’anzianità di servizio.

Se si tratta di aspettativa dipendenti pubblici per assistenza a figli minori di 6 anni, il periodo di aspettativa (fino a 170 giorni) è utile, ai fini della pensione, ai sensi dell’art. 1, comma 40, lett. a) della legge 335/95.

Nel caso di dipendenti statali o parastatali, il periodo massimo di aspettativa dipendenti pubblici per motivi personali è di 12 mesi in un trienni. Mentre che nel caso di dipendenti di enti locali, il periodo massimo è di 12 mesi in un triennio da utilizzare al massimo in due periodi.

Cumulo aspettativa dipendenti pubblici:

I dipendenti pubblici non possono sfruttare due periodi di aspettativa dipendenti pubblici, anche per motivi diversi, in modo continuativo ma devono aspettare almeno:

-          4 mesi se dipendenti statali e parastatali

-          6 mesi se dipendenti comunali

La normativa vigente vieta la possibilità di usufruire, in modo contemporaneo, periodi di aspettativa dipendenti pubblici per motivi di famiglia, per la cooperazione in paesi in via di sviluppo, per i corsi di dottorato e per quelle estere, se tra un’aspettativa e l’altra non sono trascorsi almeno sei mesi di servizio attivo.

L’amministrazione pubblica di appartenenza ha la facoltà di richiamare il dipendente pubblico in aspettativa qualora le ragioni per le quali è stata concessa non siano più valido. Nello stesso modo, anche il proprio dipendente può riprendere volontariamente il lavoro. Il mancato rientro in servizio, che comporta la risoluzione del rapporto di lavoro, deve avvenire generalmente, in un arco di tempo fra i 10 e i 15 giorni.

 

Aspettativa Dipendenti Pubblici per Vincitori di Concorso

I dipendenti pubblici hanno il diritto a varie tipologie di aspettativa per vincere un concorso in amministrazioni, enti o aziende, diverse dalla propria sede di lavoro. Si tratta di assenze per sostenere il periodo di prova nel nuovo lavoro.

L’aspettativa dipendenti pubblici per vincitori di concorso prevede un periodo massimo di 6 mesi.

In questo tipo di aspettative ci sono alcune eccezioni: infatti, alcuni contratti prevedono che i dipendenti pubblici con un contratto a tempo indeterminato e vincitori di concorso possano accedere ad un’aspettativa per tutta la durata del contratto di lavoro a termine.

 

Aspettativa Dipendenti Pubblici per corsi di dottorato

 

I dipendenti pubblici ammessi a corsi di dottorato possono richiedere un’aspettativa dipendenti pubblici per motivi di studio, senza retribuzione, per l’intera durata del corso. Questo periodo è utile ai fini dell’anzianità di servizio e ai fini pensionistici.

 

Aspettativa per Avviare un’attività

 

La legge prevede la possibilità, per dipendenti pubblici con un contratto a tempo indeterminato, di assentarsi dal lavoro, senza retribuzioni e per un massimo di 12 mesi, per avviare un’attività imprenditoriale. Questo periodo non è utile per l’anzianità di servizio.

L’aspettativa per avviare un’attività non è un diritto, ma è la propria amministrazione a decidere se accettare le richieste oppure no. In caso di diniego però, deve motivare la decisione.

 

Aspettativa per Coniuge o Convivente all’estero

 

I dipendenti pubblici con un coniuge che lavora all’estero può chiedere un’aspettativa non retribuita per una durata corrispondente al periodo di tempo in cui permane la situazione che l’ha originata. Essa può essere revocata in qualunque momento per imprevedibili ed eccezionali ragioni di servizio, con preavviso di almeno quindici giorni.

 

Aspettativa per Cooperazione o attività solidarie

 

La legge prevede periodi superiori a  4 mesi  e inferiori a 4 anni per  progetti di  Cooperazione allo sviluppi, per:

-          Dipendenti statali, dipendenti locali o altro personale di ruolo comandato presso la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo

-          Personale a contratto

-          Dipendenti dal Ministero degli affari esteri con contratto di diritto privato a tempo determinato, sulla base di criteri fissati dal Comitato direzionale.

Durante questo periodo di aspettativa, i dipendenti pubblici percepiscono gli assegni fissi e continuativi, ad eccezione delle quote di aggiunta di famiglia, della indennità integrativa speciale, delle indennità inerenti a specifiche funzioni ed incarichi ovvero connesse a determinate condizioni ambientali, e comunque degli emolumenti legati all’effettiva prestazione del servizio in Italia.

 

Aspettative per Dipendenti con condizioni psicofisiche particolari

 

E’ una tipologia di aspettativa riservata a dipendenti con problemi di droghe, alcol cronico o debilitazioni. Inoltre, i dipendenti pubblici con familiari, entro il terzo grado ovvero conviventi stabili, che hanno iniziato il progetto di riabilitazione, hanno diritto ad un’aspettativa dipendenti pubblici non retribuita (per motivi di famiglia) per tutta la durata del progetto. Il rientro in servizio deve avvenire entro 15 giorni dalla conclusione del progetto.

 

Fonti: FpcGil / Diritti Sindacali

Pinterest

Leave a Reply