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Assenze Dal Lavoro Per Visita Specialistica: qualcosa è cambiato?



Assenze Dal Lavoro Per Visita Specialistica: qualcosa è cambiato?
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È una materia molto importante, che spesso però si può prestare ad interpretazioni varie: stiamo parlando delle assenze dal lavoro dei dipendenti pubblici per visita specialistica: la Legge di Stabilità approvata alla fine del 2013 apporta alcune novità proprio per quanto riguarda questa tematica. Il Decreto Legge 101/2013 (convertito, e divenuto finalmente esecutivo, attraverso la legge 125 del 30 ottobre 2013) ha infatti modificato la precedente normativa inerente alla assenze per visita specialistica, all’interno della quale era statuito che nel caso in cui l’assenza per malattia avesse luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, la stessa venisse giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che avessero svolto la visita o la prestazione.

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Fonte: corriereinformazione.it

Fonte: corriereinformazione.it

Assenze per visita specialistica: la disciplina previgente

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Addentrandosi con più attenzione nella materia, va affermato che una disciplina positiva e, soprattutto, compiuta in materia è divenuta reale solo a partire dal 2011, quando una legge dello Stato (il Decreto Legge n. 98/2011, convertito nella legge n. 111/2011, attraverso i quali sono state apportate modifiche all’art. 55-septies, comma 5-ter, del Decreto Legislativo n. 165/2001) ha introdotto i requisiti sopra citati in merito a visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici effettuati dai dipendenti pubblici durante l’orario di lavoro. Solo grazie a questo intervento normativo è stata disciplinata una tematica che, in precedenza, veniva definita solo attraverso circolari o orientamenti applicativi emanati dall’Agenzia ARAN (l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni).

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Assenze per visita: la decurtazione retributiva

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In questo senso, quindi, se un dipendente effettua una visita specialistica dal suo dentista dalle 9 alle 11 e presentava il relativo giustificativo, queste venivano considerate due ore di malattia. Rimaneva ferma pertanto l’imputazione a malattia delle ore di assenza, così come rimanevano immutati gli effetti economici dell’assenza. Insomma, le assenze per visite specialistiche, terapie e accertamenti diagnostici dovevano essere trattate dall’amministrazione come assenze per malattia ai fini della decurtazione retributiva, ed essere calcolate come periodi di malattia.

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In realtà tutto ciò non viene modificato dalle novità immesse nell’ordinamento dalla Legge di Stabilità. Infatti il Decreto Legge 101/2013 afferma ciò che segue: “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all’orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione, oppure trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica”. Nessun cambiamento sostanziale pare quindi concretizzarsi con la nuova disciplina: pertanto, se l’assenza effettuata dal dipendente per effettuare visite specialistiche, cure o esami diagnostici è imputata a malattia, il giorno investito dalla stessa rientrerà nel periodo di comporto e la scuola dovrà altresì applicare al dipendente la cosiddetta trattenuta “Brunetta”.

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Le novità nella comunicazione: ecco la trasmissione tramite posta elettronica

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È altresì vero che possono permanere dubbi se si incrocia la normativa con alcune circolari emanate dal Ministero del Lavoro (come ben evidenzia Orizzonte Scuola). Giungendo in conclusione pare opportuno affermare che la novità normativa sembra quindi indicare che, ai fini della fruizione concreta del permesso da parte di tutti i dipendenti pubblici, l’attestazione della giustificazione dovrà riportare, d’ora in avanti, anche l’orario relativo alla permanenza presso lo studio o struttura medica presso la quale si espleta la visita. E, al fine di adeguarsi alle novità legislative volte alla utilizzazione dei sistemi digitali quali strumenti di risparmio, si prevede che l’attestato possa essere trasmesso dalle strutture mediche mediante lo strumento, ormai imprescindibile, della posta elettronica.

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Fonti:orizzontescuola.it, diritto.net

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Marco Brezza      

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8 Commenti a “Assenze Dal Lavoro Per Visita Specialistica: qualcosa è cambiato?”

  1. Sandra Says:

    Assenze Dal Lavoro Per Visita Specialistica: qualcosa è cambiato? NIENTE!!!

  2. salvo Says:

    questa trattenuta di brunetta a chi si ammala è davvero ingiusta , come dire vietato ammalarsi , ma chi vorrebbe stare male .

  3. salvo Says:

    le dichiarazioni del leghista sono davvero sconcertanti mi chiedo come mai la gente del nord continua a dar credito a questi leghisti non hanno fatto altro che disastri in questi anni e continuano , gli unici stati che vanno inverso sono l’Italia e la Grecia non hanno capito che debbono investire e rinforzare tutto il settore pubblico o sarà la fine della democrazia e del futuro di questo paese , mi sa che di economia alcuni governanti come i leghisti non capiscono niente .

  4. salvo Says:

    perché in questo paese non si capisce che la prima cosa deve funzionare proprio il pubblico impiego che e il motore dello sviluppo dell’economia , vanno in controtendenza gravissimo errore .

  5. Gabriella Falso Says:

    Credo,che come in tutte le cose che vengono fatte in italia, si faccia di tutta l’erba un fascio questo prendersela con i dipendenti pubblici ed aumentare la fascia oraria per la visita fiscale, non sia una cosa giusta. Ci saranno anche degli assenteisti ma sono convinta che la maggior parte dei dipendenti siano delle persone serie sul lavoro e che sia troppo facile controllare chi è già controllato su tutto,penso che sia il caso di andar a vedere altri enti Comune,Asl etc e di smetterla di continuare a dire che gli statali costano troppo,perchè i politici,parassiti della società,costano di meno?

  6. eleonora Says:

    nessuna novità per me . sempre messo inizio e fine visita . il problema sono gli ospedali che non sempre hanno voglia di fare la certificazione . e sono guerre verbali . come dice gabriella non si può fare di tutto un fascio unico . purtroppo c’è gente che con la scusa di non stare bene , sene va al mare a prendere il sole. o alla ine delle ferie , guarda caso , si mette in malattia .

  7. DARIO Says:

    In realtà qualcosa è cambiato, ma dal 172, i permessi per visite mediche usufruite con art.18 viene considerato come un’assenza per malattia quindi rientra nel conteggio famoso dei 3 anni a ritroso per il calcolo dell’eventuale decurtazione superati i 9 mesi, invece per l’assenza per malattia vera e propria la stessa deve essere comunicata sul portale INFOCIV (ministeri)

  8. Giosuè Says:

    Bisogna dire che la visita specialistica se viene chiesta quale malattia, dev’essere come sempre giustificata con certificato e con l’orario. Senza altre richieste come molti dirigenti stanno facendo, in modo autoritario e contro legge, chiedendo anche una dichiarazione del medico che affermi che la visita non poteva farsi di pomeriggio. E’ un abuso. Questo potrebbe essere vero se la visita fosse richiesta quale permesso durante l’orario di lavoro. Ma siamo diventati veramente passivi? Dove sono finite tutte le lotte sindacali?

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