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Assenze per malattia dipendenti pubblici: cosa cambia con i nuovi orientamenti ARAN



Assenze per malattia dipendenti pubblici: cosa cambia con i nuovi orientamenti ARAN
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Fondamentali chiarimenti sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici sono giunti proprio questa settimana dall’ARAN, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni (l’ente che si occupa di Pubblico Impiego e riveste il compito di rappresentare il governo nella triangolazione con i sindacati) che ha raccolto e sistematizzato in differenti contenitori tematici una serie di quesiti che chiariscono e districano in maniera nitida una molteplicità di dubbi applicativi che attanagliavano i dipendenti pubblici da diverso tempo.

Nove ambiti tematici (dai ministeri alla sanità, passando per università, enti e autonomie locali, scuola, Presidenza del Consiglio ed enti di ricerca) sviscerati mediante una rassegna di quesiti risolti concernenti “assenze per malattia, infortuni, causa di servizio” da un a parte e “assenze per ferie” dall’altra. Un insieme di quesiti risolti che rientra in un piano di rivisitazione completa dell’amministrazione pubblica e dei turni di lavoro nel loro complesso. Con l’obiettivo principe di combattere la piaga dell’assenteismo che troppo spesso colpisce differenti settori dell’apparato statale.

 

asssenze malattie PA

Assenze per malattia dipendenti PA e ferie: gli orientamenti ARAN

 

Le esigenze di servizio della Pubblica Amministrazione possono condurre anche al richiamo dalle ferie del dipendente della pubblica amministrazione e le giornate di malattia devono essere prese per intero, resta esclusa dunque la possibilità di prendere delle “ore di malattia” essendo tali unità di lavoro indivisibili. Queste le risposte più rilevanti all’interno del più ampio “corpus” argomentativo elaborato dall’ARAN. Inoltre qualora l’amministrazione ne avesse necessità, ha facoltà di richiamare il dipendente in villeggiatura, anche se deve rimborsargli il viaggio.

Un tema davvero sensibile quello messo in evidenza in questi chiarimenti: ambito che potrebbe essere toccato da vicino proprio dal Governo, che è già da tempo al lavoro per imprimere una stretta in materia (nell’ambito della grande Riforma della Pubblica Amministrazione inaugurata lo scorso anno dal ministro Madia), così da rendere più difficile darsi per finti malati o utilizzare altre scappatoie illecite.

 

Pubblico impiego: necessario fare attenzione alle ferie

 

L’estate ormai è giunta e l’ARAN ha anche provveduto a fornire alcune precisazioni rispetto alla presunta “inderogabilità” delle ferie concesse ai dipendenti pubblici. Chiarendo quanto affermato sopra, secondo ciò che è riportato nelle raccolte di orientamenti dell’Agenzia, si desume che “per oggettive e prevalenti necessità organizzative” l’amministrazione può far rientrare in servizio il dipendente in ferie. L’unico obbligo dell’amministrazione, in questi casi, è quindi quello di rimborsare il costo del viaggio dal luogo di villeggiatura al luogo di prestazione del servizio. L’ARAN ha infatti precisato che in questo caso “il lavoratore ha diritto al rimborso delle spese documentate di viaggio di rientro in sede e di ritorno alla località di svolgimento delle ferie“, rimanendo pertanto esclusa l’indennità di trasferta.

 

Le prospettive future per il Pubblico Impiego

 

L’ARAN (sulla base dell’incrocio sistematico di normativa, contratti e giurisprudenza) ha provveduto a sciogliere, in via definitiva, alcuni dei nodi interpretativi presenti fino ad oggi in materia, offrendo un utile strumento di consultazione per tutte le amministrazioni pubbliche (dagli Enti locali alla Amministrazione Centrale). In quella che si configura come una rassegna di linee guida che informeranno di certo l’attività del legislatore (direzionato dal Governo) nella stesura di una disciplina normativa aggiornata per tutto il Pubblico Impiego.

 

Fonti: pensionioggi.it

Patrizia Caroli

 

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