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Assunzioni scuola, il nodo sarà sciolto entro fine mese: le previsioni



Assunzioni scuola, il nodo sarà sciolto entro fine mese: le previsioni
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Vige la massima incertezza sulle sorti della riforma della scuola 2015, con particolare riferimento al nodo delle assunzioni: l’obiettivo, secondo le ultime informazioni giunte, è quello di trovare una mediazione con tutti i gruppi e riuscire ad approvare il ddl Scuola al Senato entro la prima settimana di luglio.

 

Assunzioni scuola

Riforma scuola: l’ultimo tentativo del Governo

 

A questo punto è quindi necessario un passaggio velocissimo alla Camera (apponendo la fiducia, e su questo si affolleranno le polemiche), al fine di far partire il ddl Scuola entro metà luglio e in questo modo rendere possibili le 100mila assunzioni previste. “C’è l’intenzione per approvare il provvedimento sulla scuola nei tempi più rapidi possibili ma chiediamo allo stesso tempo alle opposizioni di collaborare perché con 3mila emendamenti non si può approvare la riforma e se si continua così è solo un modo per rallentare i tempi”: sono queste le parole esplicative rilasciate dal capogruppo alla Camera del Pd, Ettore Rosato, al termine della riunione sulla Buona Scuola.

 

Nodo assunzioni: una storia infinita

 

Un percorso davvero tormentato quello intrapreso dalla Riforma della Scuola 2015 (ne parlavamo la scorsa settimana proprio su queste pagine). Ma cosa è accaduto la scorsa settimana? Il premier Renzi ha deciso di dare il via ad una serie di incontri operativi in merito al dossier sul cambiamento della scuola. Grande attenzione è stata assicurata dalla compagine governativa al capitolo assunzioni: un segno di apertura è giunto anche dalla minoranza Pd. “La riforma della scuola va fatta, ci sono le condizioni per portare a casa il risultato – ha affermato Maurizio Martina, esponente della corrente Sinistra è cambiamento del Pd e ministro dell’Agricoltura – , possono essere cambiati dei singoli punti del ddl per migliorarlo, ma va fatto in fretta. Possiamo avere sia la riforma sia le assunzioni. Anche da Palazzo Chigi abbiamo avuto dichiarazioni in questa direzione”.

 

La Buona Scuola: un breve riassunto

 

Ciò che emerge, sganciandosi dalla pura attualità ed effettuando una riflessione sulla strada percorsa dal provvedimento di riforma della scuola, è che rispetto al documento licenziato nello scorso mese di marzo con grande entusiasmo (“La Buona Scuola”) oggi non sembrerebbero essere rimasti in vita molti elementi. Dal grande progetto sugli scatti di anzianità basati sul merito (oggi praticamente abortito, con il solo fondo di 200 milioni sopravvissuto per premiare il 5% dei professori meritevoli) alle altre grandi marce indietro: dopo il primo passaggio alla Camera gli arretramenti sono stati cospicui, con il ruolo del preside ridimensionato in ossequio al principio di una presunta “collegialità” nella gestione dell’istruzione. Ed oggi, sul filo di lana per una approvazione efficace del provvedimento per il prossimo anno scolastico, quello che rimane sul campo è un disegno di legge molto distante dal progetto iniziale. E come se non bastasse le proteste di docenti e sindacati (e non soltanto) sono aumentate, anziché diminuite.
Le ombre continuano ad affollarsi sul grande piano di riforma della scuola: il “gong” del tempo limite risuonerà con il sopraggiungere della prima settimana di luglio. Entro l’inizio della prossima settimana si potrà finlmente capire se il nodo assunzioni verrà sciolto, oppure rimandato al 2016.

 

Fonti: Repubblica, Sole24ore

 

Marco Brezza

 

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