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Chi parla della Scuola Ora?



Chi parla della Scuola Ora?
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Tutti i lavoratori hanno diritto ad una retribuzione giusta e proporzionata alle ore di lavoro che realizzano, giusto? Siamo d’accordo fino qui? Allora perché il governo dice ora che i docenti dobbiamo lavorare più ore con lo stesso stipendio?

 

Non sono solo io a dirlo, ma anche tutti gli insegnanti che non sono d’accordo con queste previsioni e i principali sindacati della scuola. Anche il Codacons considera che questa misura è incostituzionale: “La novità voluta dal Ministro Profumo – spiega l’associazione – è in netta contrapposizione con l’art. 36 della Costituzione”. Se è incostituzionale, è annullabile.

 

È questo che afferma il Codacons riguardo il provvedimento previsto dal ministro Profumo che prevede un aumento delle ore lavorative degli insegnanti da 18 a 24 ore settimanali. Non bisogna essere un dottore né un genio per concludere che non è possibile incrementare le ore di lavoro di una categoria mantenendo bloccato lo stipendio senza che succeda niente.

Ma a cosa stanno pensando?

In questo senso ci sarà una battaglia legale, alla quale potremmo tutti unirci e partecipare tramite un ricorso collettivo che promuoverà il Codacons.

 

Chi è che parla della Scuola?

In tutta questa storia c’è una cosa molto simpatica ed è il fatto che tutti quelli che sono d’accordo con queste misure o criticano i docenti dicendo che “non facciamo niente” o “stiamo benissimo” non hanno la minima idea di quale sia il funzionamento della scuola.

Voglio dire. Dare lezioni non è l’unica cosa che facciamo. Noi dobbiamo fare riunioni, correggere esercizi ed esami, essere presenti nei consigli, etc…inoltre, dobbiamo ricevere i genitori che non sono sempre facilmente gestibili. Ora più che mai sono da parte dei loro figli, cosa che capisco bene, ma delle volte bisogna contemplare la possibilità che forse il docente abbia ragione riguardo l’alunno. Inoltre, le lezioni non si preparano da sole. Almeno nel mio caso non c’è nessuno che mi dia le lezioni pronte. Nel tuo si?

 

Inoltre, dirò solo una cosa: non è semplice seguire e motivare dai 20 ai 25 bambini, tutti diversi, molti senza voglia e altri davvero ribelli. Non è semplice perché ad oggi, non è come una volta, i docenti non abbiamo la reputazione né la considerazione da parte da bambini e da genitori che avevamo prima. Quindi non è detto che siamo sempre rispettati come al mio parere meritiamo e come io, quando ero una bambina, ho fatto con i miei maestri.

 

 

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