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Blocco contratti e riforma PA: il ministro Madia dice la verità?



Blocco contratti e riforma PA: il ministro Madia dice la verità?
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Assunzioni Pubblica Amministrazione e definizione del destino dei lavoratori precari nel pubblico impiego: due temi caldi, messi in evidenza in queste settimane da una serie di circostanze (non ultime quelle concernenti i lavori che stanno dando forma finale al testo di riforma della PA).

 

blocco contratti

Assunzioni PA: il Decreto Enti Locali

In prima battuta c’è una delle novità che potrebbero essere introdotte dal Decreto Enti Locali (che dovrebbe giungere in Consiglio dei ministri entro la prossima settimana) concernente la programmazione delle assunzioni nella PA: quest’ultima, a quanto sembra, dovrà essere effettuata con riferimento al triennio precedente e non al triennio successivo. Il testo (di cui per ora sono state rese note solo alcune bozze) consentirebbe pertanto di dirimere una questione che da tempo impegna sia gli interpreti della norma sia coloro che sono chiamati ad applicarla. All’interno del decreto alloggerebbe una norma capace di modificare il dibattuto art. 3, comma 5, del decreto Madia (decreto legge 90/2014), dandone una sorta di interpretazione autentica normativa e smentendo l’interpretazione della Sezione Autonomie della Corte dei Conti.

 

#Madiabugia o speranze fondate?

 

Sempre con riferimento al tema dei lavoratori impiegati presso la Pubblica Amministrazione, la settimana appena trascorsa ha lasciato strascichi di rilievo: durante l’edizione di quest’anno di Forum PA a Roma, i lavoratori precari hanno indossato maglie con l’hashtag #Madiabugia, contestando in particolare lo stop alla contrattazione nel pubblico impiego. “Esattamente un anno fa il ministro Madia, sempre durante Forum PA, aveva smentito seccamente il fatto che il Def bloccasse i contratti fino al 2020, salvo essere successivamente smentita dallo stesso premier”, evidenzia l’Usb (Unione Sindacale di Base) nel volantino distribuito nel corso della protesta.
Il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia si è tuttavia difesa rispondendo ai contestatori: “Confermo anche quest’anno che non è il DEF che blocca o sblocca i contratti del pubblico impiego, ma è la Legge di Stabilità”. “È ovvio – ha concluso il ministro – che il blocco dei contratti non deve rappresentare la normalita”. Parole, pertanto, che danno adito a speranze in una determinata direzione.

 

Riforma Pubblica Amministrazione: quando partirà davvero?

 

Nel frattempo ci si domanda quando verrà a tutti gli effetti inaugurata la riforma della Pubblica Amministrazione (elaborata negli ultimi 14 mesi, se ne incominciò a parlare in concreto nel marzo 2014, ndr). Nel corso di Forum PA il ministro Madia ha fornito qualche risposta anche su questo tema: “Al massimo entro l’autunno arriverà l’approvazione definitiva – ha spiegato -, auspico che per la fine del mese di giugno si concluda l’iter alla Camera e se ci sbrighiamo prima dell’estate anche al Senato”. Ciò che traspare dalle parole è certamente l’impegno, da parte della compagine governativa, a condurre a termine il percorso del disegno di legge e i decreti attuativi per la fine del 2015. Sarebbe “questione di poche settimane”, secondo le recenti dichiarazioni rilasciate dal premier Matteo Renzi durante Festival dell’Economia di Trento, il lasso di tempo necessario a definire la riforma. “Ci sono alcune amministrazioni che si parlano dandosi del lei, come se fossero repubbliche autonome all’interno della repubblica italiana”, ha affermato il presidente del Consiglio, aggiungendo che per questo motivo “noi la rifacciamo, e la rimettiamo in ordine, è una questione di dignità per le italiane e gli italiani”.

 

Marco Brezza

 

 

 

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